giovedì 16 ottobre 2014


Per non creare ulteriori polemiche, spieghiamo perchè e come è nato questo gruppo. Mattia Maronelli è stato redattore di un giornale online del Bologna, ma si accorse di non essere pienamente soddisfatto ad avere quell'incarico, in quanto la sua necessità era di volere sensibilizzare più persone per condividere la sua emozione, ela sua passione per il Bologna calcio. Così coinvolse alcuni di noi a creare un indirizzo web per poi formare un gruppo all'interno di facebook. Iniziò tutto quasi per “gioco” per divertimento, fino alla scelta di "www.noi,tifosirossoblù.blogspot.com" che in un secondo momento cambiammo in "iveritifosidibologna.club" semplicemente perchè abitiamo tutti a Bologna. E' chiaro che il gruppo formatosi successivamente è stato denominato i veri tifosi del Bologna proprio per poter accogliere chiunque provasse la nostra stessa passione.Inizialmente voleva essere un gruppo ristretto perchè allargandolo avrebbe significato dedicargli più tempo e meno alla nostra vita privata. Ma nel momento in cui le domande d'iscrizione triplicarono, ci siamo ritrovati per decidere sul da farsi. Troppo forte la voglia di creare una sinergia tra tutti noi, ed in una collettività si sa che ogni strada porta ad una meta buona e per essere soddisfatti basta sapere di poter raggiungere lo scopo prefissato. Così ciò che ci ha indotto, sollecitato, riattivato è stato il piacere e la soddisfazione nel poter creare una sorta di unione, una compattezza forte e importante, per cui abbiamo voluto dirigere il traffico dei nostri sentimenti e della nostra volontà in un unico senso: verso tutti voi. Ciò che ci da la spinta e la forza di continuare in questa impresa è la passione e non la curiosità o il “mi piace” in più. Cerchiamo di dare ad ogni emozione una personalità ad ogni stato d'animo un'anima. Ora siamo arrivati a più di 5.000 iscritti (SU FB) e 49.000 visualizzazioni NEL (BLOG) che vanno in crecendo, e questo non può che renderci felici. Riuscire a riunire così tante persone per un unico ideale è qualcosa di meraviglioso ed eccitante. Lo scopo di tutto questo è anche di dar la possibilità a tutti quanti di conoscere altre persone ed eventualmente creare un'amicizia, perchè come diceva Totò: “Da cosa nasce cosa”. Noi crediamo in tutto questo e vogliamo perseguire la verità in ogni notizia senza interpretazioni personali, e così come le apprendiamo le riproponiamo a tutti voi per rendervi partecipi ad una eventuale discussione sempre condotta con toni pacati. Cosa c'è di più bello nel potersi scambiare idee e propositi parlando della squadra amata? Grazie veramente di cuore a tutti quanti per ciò che ci regalate quotidianamente con il vostro interessamento e la voglia di sapere e scoprire sempre quello che ci accomuna, ovvero la fede nel Bologna fc


mercoledì 12 agosto 2015

Road to Wembley. Premier League 2015- 2016


Saturday 8  – Sunday 9 – Monday 10 August 2015


 

Manchester United v. Tottenham   1-0.


Van Gaal  stavolta non sbaglia nulla. La “line up” è sensata, Rooney fa il centravanti, Herrera il regista e Darmian si guadagna l’affetto dell’Old Trafford a suon di scatti e scivolate sulla fascia destra. Questi sono veramente forti.  Tuttavia, per dovere di cronaca, bisogna dire che la prima palla gol della stagione è sui piedi di Eriksen; il pallonetto dello scandinavo è dolcissimo, la boccia scavalca Romero ma graffia la parte alta della traversa e finisce sul fondo. Peccato. Il match è piuttosto equilibrato e la rete decisiva è in realtà un autogol di Walker, che trafigge il proprio portiere nel tentativo disperato di anticipare Rooney a due passi da Vorm.  Fra i Red Devils regna ancora un po’ di confusione, ma sbarazzarsi del Tottenham non è comunque mai facile. Buon segno.

Bournemouth v. Aston Villa   0-1.


Quando ti risvegli dopo una lunga serata alcolica. Quando maledici l’ultimo, inutile, Gin Lemon. L’hangover delle Cherries dev’esser stato tremendo. L’inaspettata vittoria in Championship, deve aver lasciato un alone utopistico sul Vitality Stadium. La realtà è che contro un squadra di Premier non puoi permetterti di sprecare quattro palle gol in novanta minuti. Di fatto, i Villans, scendono nel Dorset e borseggiano i tre punti grazie all’unica conclusione della loro partita, una zuccata di Rudy Gestede che non lascia scampo a Boruc. Tim Sherwood parte col piede giusto, mentre per le ciliegie ci sarà da spalare tanto carbone.  La banda di Eddie Howe lunedì andrà in gita ad Anfield Road… Auguri!

Everton v. Watford   2-2.


Decisamente la più bella partita di giornata. Londinesi che vanno in vantaggio grazie destro secco del messicano Miguel Layun, al decimo del primo tempo. Toeffees che reagiscono di rabbia, ma un po’ la bravura di  Aurelio Gomes ed un po’ la malasorte gli negano il pari fino al 79’, quando una barbogia randagia di Barkley disintegra l’incrocio dei pali e spinge il Goodison Park all’orgasmo collettivo.  Non è finita. Un minuto più tardi, Odion Ighalo si fuma tutta la difesa Blu e piazza il pallone dove Howard non arriverebbe nemmeno se fosse un calamaro gigante. Everton uno, Watford due. Il finale è un assalto alla baionetta dei padroni di casa che, a pochissimo dal termine,  ottengono il definitivo pareggio con un diagonale in corsa  di Konè su sponda di Lukaku.

Finisce due a due. Applausi per entrambi.  

Duello duro, sudato e spettacolare; tutto quello per cui la Premier è famosa.

Leicester City v. Sunderland   4-2.


Grande esordio per Claudio Ranieri sulla panchina delle Foxes. Le volpi ne fanno tre, nei primi venticinque minuti e mettono il match in freezer già nel primo tempo. Nella ripresa, quella vecchia poiana di Defoe, tenta di riaprirla con un piattone in corsa ma Albrighton la richiude con una gran girata. Inutile la rete di Fletcher nel finale.

Al King Power Stadium cominciano a sperare in un campionato lontano dai bassi fondi.

Norwich v. Crystal Palace   1-3.


Non basta un Carrow Road agghindato da oltre ventimila maglie gialle per spingere i Canaries alla vittoria. Le Eagles di Alan Pardew ricominciano con l’ atteggiamento giusto e potrebbero diventare la vera sorpresa del campionato. Benissimo Cabaye. L’ex PSG segna il terzo gol e dispensa saggezza calcistica. I londinesi sono ben organizzati, tosti ed in piena sintonia col manager più controverso della lega.

Prevedo invece, un anno di grande sofferenza per i canarini di Alex Neil …

 

Chelsea v. Swansea   2-2.


Un Chelsea pigro e strafottente bivacca contro l’organizzatissimo Swansea di Garry Monk. Il vantaggio di Oscar è figlio della fortuna, visto che la sua punizione attraversa una jungla di gambe e si schianta nell’angolino senza alcuna deviazione. Il pareggio momentaneo  è invece un gran gol, perché Ayew ha  la freddezza di non calciare d’istinto con Courtois già per terra e la porta sguarnita , ma di spostarsela  prima con la suola per evitare il tackle disperato di Terry e trovare  un angolo migliore dal quale gonfiare la rete. Folle momento di lucidità. Chapeau per l’ex OM.

 I cigni meriterebbero qualcosa in più del pareggio, ma gli dei della buona sorte tifano Chelsea. Al ventinovesimo minuto, il cross di William viene deviato e si trasforma in un pallonetto imparabile per Fabianski; Blues ancora avanti. I gallesi però non si arrendono ed intorno al cinquantesimo colpiscono il palo direttamente su calcio d’angolo, mentre due minuti più tardi Gomis salta Courtois che lo stende: rigore più espulsione. Il  panterone francese non sbaglia dagli undici metri e fa due a due. Il finale è tutto di marca Swans, ma la bravura di Begovic salva la pellaccia a Mourinho.

Non è stata sicuramente la migliore partenza per i campioni in carica, ma in una partita sofferta e mal giocata, hanno evitato la sconfitta questo è il marchio  tipico della “grande squadra”. I complimenti però, li giro tutti ai cigni gallese che riprendono la marcia da dove l’avevano interrotta l’anno scorso.

Arsenal v. West Ham   0-2.


Sono passati tre, forse quattro minuti e capitan Noble è già stato ammonito. Ne passano altri due, ed arriva anche il primo giallo per Ogbonna. Gli Irons picchiano duro e consegnano a Payet le chiavi del talento. L’Arsenal  palleggia e cerca di assediare il West Ham. Ramsey centra la traversa, Chamberlain uno spettatore posto dietro l’incrocio difeso da Adrian. I Derby londinesi non sono mai banali e così, quando meno te l’aspetti, gli Hammers vanno in vantaggio. Campanile medioevale partito dalla trequarti verso l’area dei Gunners, rabbioso terzo tempo di Kouyatè che pranza sopra la testa di tutti i difensori ed anticipa i pugni di Cech spingendola nel sacco. Orrendo esordio del portiere ceco, che nella ripresa verrà trafitto  anche da un tiro tutt’altro che imparabile scagliato da Zarate. Il West Ham si riscatta dopo la ridicola figura europea, mandando in paradiso tutti i supporters  arrivati dall’East End della City. Per i padroni di casa troppa spavalderia dopo la vittoria nel Community Shield. Nel nord di Londra i tifosi chiedono a Wenger di comprare un rinforzo di spessore internazionale.

A margine della partita qualche brutto episodio nei pub della zona intorno all’Emirates, ma nulla di gravissimo.

Newcastle v. Southampton   2-2.


Fa bene Koeman a tenersi stretto il nostro Grazianone, dato che il primo gol stagionale dei Saints porta proprio la firma dell’ariete italiano. Al vantaggio ospite pareggia un quanto meno insolito gol di petto siglato da Demba Cissè. La partita è piacevole e i Magpies trovano addirittura il vantaggio con un contropiede che sembra pilotato dal joystick della Play Station: triangolo stretto, lancio lungo sulla fascia, cross in mezzo ed incornata furente sul secondo palo. Per la cronaca, il finalizzatore dell’azione è Wijnaldum, che di mestiere fa il centrale e che si era preso la libertà di seguire il contropiede in un “Box to Box” di circa cento metri!! Il risultato però non sarebbe stato  democratico visto il duello sul campo è così, a dieci dalla fine, Long salta più in alto di tutti sulla pennellata di Tadic e trafigge l’olandese Krul.  Un buon punto per entrambe, soprattutto per  il popolo di St. James’ Park che deve allontanare gli spettri della pessima stagione precedente.

 

Stoke City v. Liverpool   0-1.


Partire al Britannia Stadium non è facile per nessuno. I Potters sono compatti e spigolosi. I Reds scippano i tre punti grazie a Coutinho che pesca la “matta” dal mazzo, con un destro alieno che si estingue solo sotto l’incrocio.

Confermo l’idea che avevo scritto qualche settimana fa: i Reds diventeranno la mina vagante dei piani alti. Lo Stoke credo che possa raggiungere una salvezza tranquilla, a maggior ragione adesso con l’innesto dell’ex interista Shaqiri.

WBA v. Manchester City   0-3.


Il The Hawthorns è qualcosa di simile ad un villaggio della salute per la banda di Pellegrini. Il cronometro ha faticosamente varcato il ventiduesimo minuto e la bonarda frizzante di Yaya Toure si è appena insaccata sotto la traversa. Qualche instante prima, un rasoterra sempre dell’ivoriano aveva trafitto Myhill. Zero a due senza appello. L’oliva sul long drink la metterà la testona pelata di Kompany, sul corner calciato da David Silva intorno al sessantesimo.

City bello carico, lotterà fino all’ultimo per il titolo.

Ci sarà da soffrire per i Baggies, speriamo nell’esperienza di Tony Pulis perché mi sembrano molto mediocri.

 

 

                                        

 

Pos.
Club
Pld
Pts
1
Manchester City
1
3
2
Leicester City
1
3
3
Crystal Palace
1
3
4
West Ham
1
3
5
Liverpool
1
3
6
Aston Villa
1
3
7
Manchester United
1
3
8
Chelsea
1
1
9
Everton
1
1
10
Newcastle
1
1
11
Southampton
1
1
12
Swansea
1
1
13
Watford
1
1
14
Bournemouth
1
0
15
Stoke City
1
0
16
Tottenham
1
0
17
Sunderland
1
0
18
Norwich
1
0
19
Arsenal
1
0
20
WBA
1
0

    

 

 

Top scores


Player            Goals                 Team                     


Y. Toure            2                       Manchester City                               


Mahrez            2                        Leicester City


Curiosità di giornata:


-          Grandissimo ritorno in Premier di Claudio Ranieri. Le sue volpi si divorano i Black Cats di Sunderland rifilandogli quattro pere. Chi ben comincia …

-          Nolan tocca quota 400 presenze in Premier League. Trequartista atipico, fumantino e sgarbato ma con grande attaccamento ai colori che indossa. Nella mia squadra lo vorrei sempre!

-          Ross Barkley segna un gol spaventoso. Il classico centrocampista britannico cresciuto seguendo le orme di Gerrard e Lampard. Agonismo e classe purissima fanno di lui un predestinato. Se non si perde per strada a breve potrebbe giocare in un top club europeo.

-          Nel derby londinese fra Arsenal e West Ham, gli Hammers schierano titolare Reece Oxford, anni sedici (16) !!

-          L’esordio assoluto del Bournemouth in Premier League è stato molto amaro. Le ciliegie sprecano molto e soccombono contro l’Aston Villa.

Nel prossimo turno …


Si torna in campo con l’insolito apericena del venerdì sera fra Aston Villa e Manchester United. La proposta del sabato sarà un coinvolgente West Ham – Leicester City mentre il piatto della casa verrà servito domenica pomeriggio: all’Etihad si gioca Manchester City – Chelsea!

Non si potrebbe pretendere di meglio nel week end di ferragosto!

A presto.

Andre.

 

 

 

 

 

 

 

Villalba addio e anche Paletta dice no!

E così continua questo "strano"mercato del Bologna.
Tanti nomi accostati alla nostra squadra,ma "tutto fumo e niente arrosto"almeno fino a ora,certo sono stati presi giovani anche interessanti,a mio parere però qua ci vogliono anche giocatori di"spessore"se si vuole fare un campionato senza rischiare la retrocessione!



E siamo ai soliti "niente di fatto" o "no",e i due in questione si chiamano Hector Villalba e Gabriel Paletta.
Il primo,Villalba, praticamente fatto l'accordo con il giocatore,è stata la società dove gioca,il San lorenzo,a dire di no all'offerta che Corvino ha fatto al Club,ovvero prestito oneroso di 500.000,00 euro con l'obbligo del riscatto fissato sui 3,5 milioni di euro.......Pantaleo a questo punto,non sembra intenzionato a rilanciare con l'offerta e dunque per il rapido attaccante argentino l'interesse finisce qua!
Invece Gabriel Paletta non sembra interessato ai colori rossoblù,il giocatore ha richieste estere e avrebbe un preaccordo con L'Atalanta per giocare il prossimo campionato in Italia.



Ora attendiamo con grande fiducia l'acquisto di Destro che ogni giorno leggiamo e sentiamo dire "è fatta!!"....ma qui di "fatto"c'è ancora poco o niente!

                                                                                                     Vincenzo Coppola

                                                                                                                       

COPPA ITALIA, TERZO TURNO



Il Bologna affronterà il Pavia nel terzo turno di Coppa Italia. Fin qui nulla di nuovo: il Pavia ha inaspettatamente sconfitto il Latina e si é aggiudicato il passaggio del turno. La cosa curiosa però (se vogliamo anche paradossale) é che il questore ha vietato la partita per problemi di ordine pubblico. Prego? Sarà forse perché il questore - appassionato di storia - si é ricordato di una faida medievale tra i certosini pavesi ed i francescani di monteveglio, oppure per i pavesini (i biscotti) in eterna bagarre con il panone?
Le motivazioni possono essere molteplici, ma ecco che qui scatta il classico episodio all'italiana: dove giocare la partita? Da Bologna a Pavia ci passa mezza via Emilia, quindi con tutti gli stadi papabili, la soluzione piú giusta per gli organizzatori é stata Vicenza. Praticamente hanno giocato a mosca cieca con la cartina dell' Italia, meno male che non hanno puntato piú in basso sennò si rischiava di giocare a Barletta.
Ma non si ride solo a Bologna: nella partita Spal - Catania, gli etnei vedono assegnarsi la vittoria a tavolino dopo che si sono accorti (miracolo) che la Spal aveva schierato un giocatpre squalificato.
Siamo solo al terzo turno di Coppa Italia, e già si vedon delle cose da farci ridere dietro.
Vediamo dove arriveremo, ma gli organizzatori si domandino poi perché la Coppa Italia viene seguita solo dai quarti di finale in poi.

martedì 11 agosto 2015

i più forti di sempre: PLATINI, PUSKAS e MARADONA




 
Ferenc Puskás;  Budapest (Ungheria) , 1° aprile 1927    Budapest, 17 novembre 2006

Chi è il giocatore più forte che abbia calcato il palcoscenico del calcio? Cristiano Ronaldo? Maradona? Messi? Di Stefano? Pelè? Cruijff? Se questa domanda l’avessimo posta sul finire degli anni 50, la risposta sarebbe stata senz’altro Ferenc Puskas, che incantò il mondo con la sua potenza e la sua classe.
Fu uno dei massimi artefici dei risultati di una delle squadre mitiche della storia del calcio; la nazionale ungherese.
Nello stessa covata si ritrovarono, infatti oltre a Puskas anche Czibor, Kocsis ed Hidegkuti e con campioni di questa taglia il risultato non poteva che essere sempre a favore dei magiari.
Allo scoppio della rivolta del 1956, Puskas si trovava in tourneè con la sua squadra di club, la Honved e ritenne prudente al paro dei suoi compagni di non rientrare.
Per più di un anno stazionò con la famiglia a Bordighera nella vana attesa che una squadra italiana (Fiorentina ed Inter lo avrebbero fatto ben volentieri) potesse tesserarlo.
Alla fine andò in Spagna nel Real di Gento e Di Stefano i cui successi saranno noti a tutti gli amanti del calcio.
Il ruolo di Puskas era quello dell’interno sinistro, ma, stante lo schema di gioco dell’Ungheria (il WM), il ruolo di centravanti era occupato da Hidegkuti, altro grandissimo campione, ma proprio in ossequio al sistema,faceva il centravanti arretrato, interagendo con i due superbi interni, Puskas da un lato e Kocsis dall'altro che penetravano le difese avversarie come se fossero di burro.
Vinse tantissimo, gli mancò solo il campionato mondiale che l’Ungheria gettò al vento nel 54 ( anche per l’ostinazione del commissario tecnico reo di far scendere in campo ugualmente Puskas in finale sebbene infortunato ,ed allora non erano previste sostituzioni) perdendo 3-2 la finale con la Germania che era stata battuta nella fase iniziale 8-3!!!!
Nel suo palmarès la vittoria alle Olimpiadi del 1952, 3 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale  1 Coppa di Spagna e 5 Campionati col Real Madrid mentre in Ungheria aveva vinto già 5 scudetti colla Honved
Nonostante il suo essere una punta anomala o un trequartista avanzato in carriera segnò più di 1000 goal e per uno che, comunque ,non era un centravanti classico, mi sembra un bottino epico.
Lo pongo al secondo posto, credo senza possibilità di contestazioni,della mia classifica.






Diego Armando Maradona  Lanús (Argentina), 30 ottobre 1960

Ridurre il personaggio Maradona ad una scheda non è impresa ardua; è praticamente impossibile.
Maradona è stato tutto: destra e sinistra, potere e anarchia, professionismo ed inaffidabilità, denaro e favelas, tradimento e amicizia, astuzia ed idiozia, giustizia ed evasione fiscale, bulimia e digiuno, razionalità e cocaina; è praticamente impossibile descrivere il calciatore più forte mai visto sulla terra e difficilissimo affidargli un ruolo, non era una mezzapunta ma neanche un regista, non era un centravanti e neanche tanto un trequartista (anche se lo inserirò in questo ambito e ovviamente al primo posto) era solo Maradona e giocava dove gli pareva.
Le immagini sbiadite del memorabile goal all’Inghilterra nella semifinale dei mondiali del 1986 sono, forse, l’apporto mediatico più calzante per descrivere la classe ed i fondamentali di questa icona del calcio.
Altre parole potrebbero risultare banali e scontate, mi limiterò agli allori:
Vinse un Pallone d’oro alla carriera e un Campionato del Mondo (al secondo, quello di Italia nel 90, ci andò vicino);
Una Coppa Uefa, una Coppa Italia e due scudetti, nel Napoli; un Campionato argentino col Boca Juniors e una Coppa di Spagna col Barcellona.
Altri campioni vinsero di più ma detti trofei li vinse Maradona, prima della squadra in cui giocava Maradona!





Michel François Platini  Jœuf (Francia) , 21 giugno 1955

Le cronache dicono che Platini sia stato l’unico centrocampista a vincere la classifica dei cannonieri del campionato di serie A.
Ma Platini era un centrocampista? Io non credo, “Le Roi Michel” era, come tutti i grandi campioni tanti ruoli messi insieme.
Organizzava ed ordinava il gioco, suggeriva alle punte e scendeva al limite dell’area per finalizzare l’azione; trequartista? ( lo metto al terzo posto in questa classifica, ma sicuramente non tutti condivideranno la mia scelta) Mezzapunta? Regista avanzato? Regista e basta? Perché farsi limitare da un’etichetta? Platini era Platini, il cervello e la classe, il giocatore che sdoganò dalla terza fascia di merito la nazionale di calcio francese, portandola a vincere gli Europei del 1984 gettando le basi ai futuri fasti della fine degli anni 90.
Platini, anche grazie all’apporto di un giocatore fenomenale come Tardelli ( e ,come lui, soffiato dalla Juventus all’Inter di Fraizzoli), permise ai bianco neri, dominatori, ma solo in patria, di assurgere finalmente al rango di prima donna del calcio europeo.
La famiglia era di origine italiana e trapiantata nei pressi di Nancy; da bambino aveva un fisico gracile che sembrava inadatto non solo al calcio ma a qualsiasi sport che avesse preveduto contatto fisico, ma la storia seguente avrebbe smentito tutti i presupposti fisici della sua infanzia.
Il bottino di una carriera luminosa è pingue: i tre Palloni d’oro conquistati danno l’idea della caratura del giocatore e della considerazione goduta presso il giornalismo sportivo; oltre essi, dopo una Coppa di Francia col Nancy ed una Campionato col Saint Etienne, vinse una Coppa Italia, due scudetti, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale, tutte con la Juventus, sua unica squadra dopo gli esordi transalpini.
Si ritirò nel 1987 ed intraprese la carriera di tecnico che però abbandonò in favore di quella di dirigente, più confacente al suo carattere di leader.
Oggi è presidente dell’Uefa e pare probabile se non certa una sua scalata vincente alla guida della Fifa, orfana del dimissionario Blatter. Le Roi avrà così raggiunto il suo scopo. Re sul campo e re fuori.


 

Destro verso la firma, Borriello quasi.

La trattativa per Destro è quasi giunta al termine. Oggi o al massimo domani Mattia dovrebbe sostenere le visite mediche e poi apporre la firma sul contratto che lo legherà alla sua nuova avventura in rossoblù.
Preso Destro, adesso si cerca un'altra punta. La pista più concreta è quella che porta a Marco Borriello. Secondo vari organi d'informazione sportiva, il 33enne avrebbe già raggiunto l'accordo con il Bologna. Tuttavia Corvino lo tiene in stand by poiché preferisce concludere positivamente la trattativa Destro e poi dedicarsi ad altri obiettivi. L'obiettivo del ds felsineo è infatti quello di evitare altri colpi mancati alla Quintero, perché stavolta se fallisse il colpo Destro non ci sarebbe più il tempo per rimediare.
Oltre a Borriello nelle ultime ore stanno salendo le quotazioni di Beric e Alejandro Rodriguez del Cesena. Tuttavia questi ultimi nomi assomigliano più a dei centravanti destinati a fare il vice Destro e partire quindi come riserve a fianco di Acquafresca, sempre più in procinto di rimanere a Bologna. Non è da escludere totalmente nemmeno la pista Matri anche se l'infortunio di Niang lo costringono a rimanere al Milan, almeno finché Galliani non gli troverà un sostituto. Il mercato è entrato nel mese caldo e il Bologna sembra l'abbia capito.
Davide Mariani
 
 

 

lunedì 10 agosto 2015

Taider "corteggiato"!

Come vi avevo scritto qualche giorno fa,il ritorno del franco-algerino potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni.



E' arrivato Pulgar,ma il centrocampo non è ancora "completo"per il campionato e la "pista"Saphir Taider è seguita con molta costanza dal nostro Pantaleo,e il giovane centrocampista sarebbe ben disposto a rimettersi i colori rossoblù addosso!



I nerazzurri devono alleggerire la loro grandissima rosa di giocatori che hanno e che non rientrano più nei "giochi"dell'allenatore,offrendo addirittura in regalo anche Schelotto che Corvino ha subito "bocciato"in quanto non rientra nei piani di gioco di Delio Rossi.


.
Dunque per il giovane Taider la preferenza italiana sarebbe il Bologna,ma altre "sirene"estere e soprattutto quelle inglesi e tedesche gli stanno strizzando gli occhi.
Il Bologna fc sembra essere in vantaggio..........vedremo!

                                                                                                 Vincenzo Coppola

Ancora Ilicic?

Ci risiamo!



Per l'ennesima volta Josip Ilicic è stato rimesso sul mercato dai viola!
Sembrava considerato un titolare fisso, dopo gli sviluppi di mercato di Salah,e invece la Fiorentina ha fatto sapere a Corvino che il giocatore può essere acquistato per una cifra che si aggira sui 10 milioni di euro. Sappiamo tutti quanto questo giocatore piace a Pantaleo ma.......non è più considerato una "prima scelta"il trequartista sloveno,che comunque,il nostro DS una chiaccherata sicuramente la farà con il suo procuratore, Amir Ruznic,che cura anche gli interessi di un altro obiettivo di Corvino,l'attaccante Beric.



Ora,penso che i "ruoli"si siano girati dalla parte del Bologna fc e soprattutto di Corvino che sicuramente farà di tutto per abbassare le pretese sia della società che quelle del giocatore,decisamente relegato in secondo piano dallo stesso DS!
Vedremo se ci potranno essere i presupposti giusti per l'acquisto di questo giocatore,ma soprattutto deve essere Lui il primo a accettare Bologna e il Bologna fc!!!

                                                                                                  Vincenzo Coppola