Dando un'occhiata ai colpi in entrata del Bologna, mi sono stupito della voglia manifestata da Daniele Gastaldello e Gianluca Sansone di sposare il progetto emiliano.
CAPITOLO GASTALDELLO - "Serie A? Ci credo fermamente. Nella mia vita, da calciatore e non, ho sempre fatto le scelte in cui credevo. Il passo indietro fatto adesso (dalla serie A con la Sampdoria, alla serie B con il Bologna, ndr) è finalizzato a farne due o tre in avanti in futuro: è questo il motivo per il quale sono a Bologna. Voglio confrontarmi con le ambizioni di questa società e il suo desiderio di compiere qualcosa di grande". Le parole dell'ex capitano e uomo simbolo della Sampdoria hanno davvero commosso chi come me crede ancora nel calcio "romantico", dove i sentimenti e le emozioni hanno la meglio sul denaro.
CAPITOLO SANSONE - "Ho scelto la maglia rossoblu perché Bologna è una piazza che con la serie B c'entra poco. Ho lo spirito giusto: se vieni qui non pensi alla categoria, ma pensi all'importanza che ha l'indossare questa maglia". Tanto di cappello anche a Sansone, che ha fin da subito dimostrato la sua voglia andando a segno nella prima uscita stagionale con gli emiliani. Inserirsi nei meccanismi tattici di Lopez e trovare l'intesa con Cacia saranno i prossimi, importanti passi. Ma il tempo, e soprattutto le motivazioni, non mancano.
IL MODULO - Con i nuovi innesti, si è aperta la consueta polemica su modulo e uomini. Sentiremo ancora parlare di difesa a 3, di staffetta Cacia-Mancosu in attacco, di centrocampo a 5 o a 4 elementi.
Per come la vede il sottoscritto, che ha più volte elogiato il "giocattolino" costruito da Diego Lopez, il modulo rimarrà invariato. Il 4-3-1-2 del tecnico uruguaiano è ormai un marchio di fabbrica. Il gioco si sviluppa soprattutto in mezzo al campo, dove gli inserimenti dei centrocampisti più esterni assumono un ruolo chiave, così come il gioco di sponda della punta di peso (vedesi Cacia/Mancosu).
Quello che può cambiare è la maggiore fantasia là davanti, garantita da un giocatore imprevedibile come Sansone. Per il resto, Masina, Zuculini e Laribi sono gli intoccabili, perché ormai entrati a pieno ritmo nelle idee tattiche di Lopez.
Riccardo Rollo
CAPITOLO SANSONE - "Ho scelto la maglia rossoblu perché Bologna è una piazza che con la serie B c'entra poco. Ho lo spirito giusto: se vieni qui non pensi alla categoria, ma pensi all'importanza che ha l'indossare questa maglia". Tanto di cappello anche a Sansone, che ha fin da subito dimostrato la sua voglia andando a segno nella prima uscita stagionale con gli emiliani. Inserirsi nei meccanismi tattici di Lopez e trovare l'intesa con Cacia saranno i prossimi, importanti passi. Ma il tempo, e soprattutto le motivazioni, non mancano.
IL MODULO - Con i nuovi innesti, si è aperta la consueta polemica su modulo e uomini. Sentiremo ancora parlare di difesa a 3, di staffetta Cacia-Mancosu in attacco, di centrocampo a 5 o a 4 elementi.
Per come la vede il sottoscritto, che ha più volte elogiato il "giocattolino" costruito da Diego Lopez, il modulo rimarrà invariato. Il 4-3-1-2 del tecnico uruguaiano è ormai un marchio di fabbrica. Il gioco si sviluppa soprattutto in mezzo al campo, dove gli inserimenti dei centrocampisti più esterni assumono un ruolo chiave, così come il gioco di sponda della punta di peso (vedesi Cacia/Mancosu).
Quello che può cambiare è la maggiore fantasia là davanti, garantita da un giocatore imprevedibile come Sansone. Per il resto, Masina, Zuculini e Laribi sono gli intoccabili, perché ormai entrati a pieno ritmo nelle idee tattiche di Lopez.
Riccardo Rollo

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