Difficile commentare una
partita non vista.
Di
emozioni ne ha però regalate parecchie, dallo scoramento del primo
tempo, incapaci di vincere la resistenza della peggior squadra di
serie B, all'incredulità di essere passati in svantaggio sull'unica
azione offensiva del Varese, con conseguente esonero di Lopez, per
finire in bellezza, con la squadra scesa sul terreno nei secondi 45
minuti di gioco vogliosa di ribaltare il risultato e
che finalmente ha fatto uscire fuori la sua maggiore qualità.
Mi
piace aver sentito che la squadra non si sia disunita durante
l'intervallo, dopo aver subito gol sull'unica azione offensiva degli
avversari; questo la dice lunga sul carattere dei nostri, sul loro
attaccamento ai propri compagni ed all'allenatore, che pur essendo
andato spesso nel pallone negli ultimi due mesi, ha saputo formare un
gruppo di giocatori unito e determinato, anche se a partire dall'anno 2015 la qualità del
gioco mostrato è
stata fin troppo bassa.
Per
nostra fortuna davanti avevamo una delle formazioni più scarse
dell'intera cadetteria, oltretutto decimata dagli infortuni come
anche il Bologna che ha dovuto rinunciare a Matuzalem, Krsticic,
Laribi, Mancosu e Acquafresca. Mezzo
centrocampo e mezzo attacco. Stupendo che sia stato proprio
uno dei pochi disponibili, Daniele Cacia, a ribaltare il risultato.
Ora arriva la primavera e la storia dell'attaccante calabrese dice
che è proprio in quel periodo che riesce a dare il meglio di sè. Ce
lo auguriamo tutti!
Ora
inizia la fase più delicata della stagione e, pur esprimendo un
gioco piuttosto sterile in fase offensiva, il Bologna è secondo con
due punti di vantaggio sulla terza. Occorre un giro di vite ulteriore
e ricominciare a regalare gioie a noi tifosi anche in casa, non fosse
altro che per allontanare dalle teste dei nostri questa ”sindrome
da Dall'Ara” che sembra essersi impossessata dei nostri colori.
Oltretutto
oggi nessuna squadra sale a Bologna timorosa di soccombere, ma hanno
tutte la consapevolezza di poter uscire dal campo con risultato
positivo. Io questo non lo accetto! Da
qui a pasqua affronteremo
Modena in casa, Trapani in trasferta, Livorno in casa e da ultimo
scontro al vertice a Carpi.
Inutile
forse sottolineare come queste tre settimane saranno fondamentali per
il nostro futuro: riuscire a vincere in casa e non perdere
fuori sarebbe il viatico per un finale di stagione in cui lotteremo
per un posto al sole; altrimenti
verremo risucchiati nel vortice dei play-off, con tutto quello che ne
consegue in termini di ansia e pressione che aumenterebbe
ancora maggiormente, costretti a rincorrere ed a sperare nei
risultati altrui.
Meglio
mettere la freccia e spegnere le illusioni delle inseguitrici!
Questo
Bologna entra nella storia, con la quinta vittoria consecutiva in
trasferta, evento che si era ripetuto solo nella stagione 1963-64,
quella del settimo scudetto.
Non
ci siamo riusciti
ai tempi di Cadé, di Maifredi, di Ulivieri, di Arrigoni, per citare
gli allenatori che hanno ottenuto la promozione qui a Bologna.
Qualcuno
potrebbe obiettare che il livello delle contendenti non era elevato
(Crotone, Entella, Cittadella e Varese sono sul fondo della
classifica e il solo Lanciano era in zona play-out), però il Livorno
a Crotone ha perso, il Carpi ha pareggiato in casa con l'Entella, lo
Spezia a Chiavari ha lasciato le penne, quindi vincere non è mai garantito in partenza. Oltretutto
anche nelle stagioni di cui sopra abbiamo affrontato trasferte
”facili”, però tutti ricorderanno la sconfitta a Leffe, quindi
mai dare nulla per scontato!
Speriamo
soltanto che le ruggini di questi ultimi due mesi siano state
definitivamente dissolte e che la cappa di ”tristezza” vista
quest'anno in casa sia stata spazzata: in casa affronteremo Livorno e
Avellino e saranno due partite spartiacque: vincerle potrebbe
significare serie A, pareggiarle allungherebbe la tensione fino alle
ultime battute dell'ultima partita. La terza opzione non voglio
neppure considerarla, vorrebbe dire mettere a repentaglio tutta la
stagione e arrivare ai play-off col morale sotto i tacchi.
Domenica
affronteremo
un Modena in salute, ma che giocherà la sua quinta partita in 16
giorni. È
vero che il morale alto aiuta a dimenticare la fatica, però una rosa
come quella canarina potrebbe risentire dei 450 minuti giocati in due sole settimane e arrivare
scarica all'appuntamento di domenica prossima. Col
Varese abbiamo approfittato delle debolezze altrui, col Modena
abbiamo l'occasione per fare altrettanto! Fino alla fine, Forza
BolognA!!!
Sasha
Gallo,
il Bologna visto da Helsinki
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