L'asticella delle difficoltà era salita di due ritti per il Bologna di un Lopez, sempre più in discussione, c'era infatti da sfatare il tabù Dall'Ara, che durava da ben 5 partite (in cui erano stati raccolti 4 pareggi per 0-0 e un pesante 0-2 contro il Vicenza), e, soprattutto, da tenere lontane le inseguitrici, zittendo i tanti detrattori e catastrofistiche si agitano nella piazza emiliana.
Al cospetto di un Livorno, troppo brutto e modesto per essere vero, i felsinei sono riusciti a superare l'asticella: è infatti arrivato il successo, un corroborante 2-0, grazie alle reti, nella ripresa, di Oikonomou e Sansone, e sono state tenute a distanza le dirette inseguitrici per la seconda piazza.
Quanto al gioco, beh, su quello c'è invece ancora da lavorare molto! Anche oggi, nella prima giornata calda dell'anno, la squadra è parsa, nella prima ora di gioco, quella ormai abituale negli ultimi due mesi: lenta, impacciata, prevedibile e spuntata.
Lopez aveva scelto i tre centrali Maietta, Oikonomou e Gastaldello, con Morleo e Casarini a fare da pendolo in appoggio a Matuzalem e Zuculini, con Laribi dietro alle punte Sansone e Cacia. Rispetto a molte delle ultime esibizioni i felsinei hanno concesso pochissimo agli avversari, parsi per altro troppo poco coraggiosi e convinti, quasi paghi fin dal 1' minuto di un eventuale 0-0, e ci hanno provato con più determinazione e voglia, palesando però i soliti problemi di pericolosità sotto porta, inevitabile risultato dei ritmi troppo blandi e dalle trame condotte spesso per vie orizzontali. La catena di destra, con Zuculini davvero in palla, ha fatto la differenza dando il là ad una serie di giocate potenzialmente pericolose, non concluse in rete solo per quel briciolo di cattiveria necessaria in più e per la mancanza del giusto timing con le due punte
Il clichè si è ripetuto anche in avvio di ripresa, almeno fino allo scoccare dell'ora di gioco, quando, sugli sviluppi di una punizione dal fondo, il portiere ospite, Mazzoni, fino a quel momento attento e decisivo, franava addosso ad un compagno perdendo la sfera, depositata, poi, nella rete sguarnita da un tiro sporco di Oikonomou. La rete del vantaggio ha dato come la sensazione di aver liberato i rossoblù dal pesante fardello che li opprimeva, psicologico prima che tecnico-tattico e, da quel momento, la squadra si è distesa, approfittando anche degli allargati spazi concessi dai toscani, costruendo diverse belle trame di gioco ed occasioni fino a quella della splendida rete di Sansone, liberato in area da un pregevole assist volante di Cacia.
Sono dunque arrivati tre punti fondamentali, che mancavano in casa dalla lontana partita di metà gennaio con il Perugia, ma la sensazione è ancora quella di un 'malato' in convalescenza. Fortunatamente, in questo calcio che corre a cento all'ora, avremo la riprova, se il problema era solo di carattere psicologico, già dalla prossima uscita, lo scontro al vertice di mercoledì a Carpi. Oggi comunque la squadra ha confermato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di possedere valori tecnici notevoli, e quasi unici nella cadetteria, che però non sempre, o quasi mai (fate un po' Voi) riesce a mettere completamente in campo. La domanda che si pone il tifoso, all'uscita dal Dall'Ara, è se il successo contro il Livorno rappresenta davvero il punto di svolta della stagione, quindi una sorta di restart in vista della cavalcata sicura e vincente verso la A, o se invece si è trattato solo del classico brodino servito da un avversario parso davvero in grossa difficoltà....
fonte: Voci di Sport

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