Il Vicenza pareggia in
casa contro il Catania e permette al Bologna di vivere sogni più
tranquilli, rimanendo a due punti di distanza.
Sì, ho detto due punti,
perché in virtù degli scontri diretti, dovremo assolutamente
arrivare un punto sopra ai veneti per evitare la maledizione dei
play-off, legati molto più al momento di forma di maggio che
all'effettivo valore della rosa.
Resta il rammarico,
enorme, per l'ennesima occasione sprecata per spiccare il volo e
virtualmente chiudere a undici giornate dalla fine il discorso
promozione diretta.
Ci sono problemi
evidenti, in ogni senso. Per mesi abbiamo ripetuto che le difficoltà
nascevano quando in casa si affrontavano formazioni che si
chiudevano.
Contro Modena e Vicenza
invece è mancata la prestazione contro chi è venuto a Bologna per
giocarsi la partita e non a mettersi tutti dietro sperando in un
contropiede fatto bene per fare male.
Come tutti sanno, sono
ormai cinque giornate che il Bologna non vince in casa e forse il
dato più preoccupante riguarda quello dei gol fatti in queste cinque
partite: un rotondo zero. Bisogna fare qualcosa ed alla svelta,
perché saranno le ultime cinque partite in casa (Livorno, Spezia,
Catania, Avellino e Lanciano) a pesare molto più delle trasferte
(Trapani, Carpi, Brescia, Bari, Frosinone e Vercelli). Passare
indenni le difficili partite a Carpi, Frosinone e forse Bari potrebbe
essere sufficiente, visto il basso livello delle altre concorrenti,
ma sarà in casa che bisognerà dare rapidamente una svolta, per via dei 4
scontri diretti su cinque che ci attendono. Sapere di non incutere timore a queste squadre, in serie B, mi secca molto!
Urge trovare una
soluzione, perché prima o poi diventerà difficile continuare a
vincere fuori casa. La prossima partita in trasferta ci vedrà
opposti ad un Trapani che, pur con una classifica piuttosto modesta,
sarà guidata da un Cosmi che sa esaltare le squadre in cui subentra,
soprattutto nel primo mese. Purtroppo incontreremo i siciliani con
ancora la bava alla bocca, visto l'arrivo del nuovo allenatore una
sola settimana fa, con l'esordio con vittoria per 4-2.
Già, cambio di
allenatore.
Sarebbe giusto esonerare
Lopez? Credo che la soluzione non sia così ovvia e risolutiva come tanti in città
vorrebbero. Mandare via un allenatore che, ad oggi, è secondo potrebbe essere un azzardo bello e buono, vista la
posizione in classifica.
Mancano anche alternative
valide e sono poche le partite rimaste da qui al termine per far
assimilare il proprio gioco ed i propri schemi. E se il nuovo fosse
poco accettato dal gruppo? E se i risultati non fossero quelli
attesi?
Non mi sento però di
condannare chi vede l'altra faccia della medaglia e chiede la testa
dell'allenatore. Scorrendo i nomi ed i curricula dei giocatori del
Bologna, rimane inspiegabile questa astinenza casalinga e non si può
certo recriminare per il palo di Cacia, anzi a conti fatti sono i
modenesi a potersi lamentare per un fuorigioco inesistente sul gol di
Granoche.
Tornando a guardare in casa nostra, cosa succederebbe se a
fine campionato, con questi giocatori, non dovessimo essere promossi?
Possibile che Lopez non riesca a far tornare quel Bologna grintoso e
quasi spumeggiante che abbiamo visto fino a dicembre? Davvero non
capisco cosa sia successo nella testa dei giocatori e del mister.
Mi rifiuto di credere che
la colpa sia dei nuovi arrivi, anche perché tutti i componenti della
vecchia rosa ne hanno tessuto le lodi, descrivendoli come bravi
ragazzi volenterosi di dare una mano.
Quindi la domanda rimane?
Cos'è successo?
Resta l'enorme rammarico
per l'ennesima occasione sprecata.
Potevamo staccare le
terze e portarci a cinque punti, quasi due partite.
Ora invece dovremo
sudarci la pagnotta più di quanto tutti a Bologna pensassero nel
momento in cui è arrivata la nuova dirigenza e in particolare Joey
Saputo, che ha spalancato le porte dei sogni di noi tifosi ed i
cordoni della borsa e a cui chiunque tifi per questi colori deve
rivolgere solo un ”Grazie!” monumentale per gli sforzi economici
che sta sostenendo e per avere definitivamente chiuso il buco di
bilancio che il Bologna si portava dietro da tempo immemorabile.
Siamo a tre quarti di
campionato.
Qualunque cosa succeda,
bisogna restare vicini alla squadra, perché, anche se sono
professionisti strapagati e fanno "solo" il loro mestiere, è ovvio che
qualcosa di storto nelle loro teste si sia insinuato.
A chi dava la colpa allo
scarso utilizzo dei nuovi, ricordo che hanno giocato tre dei quattro
disponibili, escluso Mbaye che fatica a calarsi nella nuova realtà, e pure Zuculini ha fatto 95 minuti, quindi le cause sono
più profonde e bisogna evitare di allargare i problemi.
Se io fossi a Bologna,
organizzerei prima della partenza per Trapani o meglio ancora prima
della delicatissima sfida al Livorno un ritrovo di tifosi, per far
capire ai ragazzi che noi amiamo questi colori e li sosterremo.
Fino alla fine!
Forza BolognA!
Sasha
Gallo,
il BolognA
visto da Helsinki

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