Se il
Bologna ha ultimamente un andamento altalenante, c’è un giocatore che in questa
fase di stagione sta facendo particolare fatica. Sto parlando di uno dei nuovi
acquisti, portato sotto le Due Torri da Corvino a gennaio: lo avrete capito
anche voi, il ragazzo in questione è Ibrahima Mbaye. Da molti visto come il
potenziale nuovo titolare della corsia destra, il ragazzo senegalese ha finora
deluso le aspettative, dimostrando non molta sicurezza in fase difensiva e poco
coraggio in quella offensiva. L’ex Inter sta insomma facendo parecchia fatica ad
entrare nei meccanismi di gioco del BFC, venendo da molti già additato come “bidone”,
“scarso”, “tristo” e via discorrendo, complice forse anche la telenovela che
voleva il terzino deciso verso Cesena, salvo poi virare verso Bologna quando i
romagnoli hanno capito di non poter permettersi l’esborso economico richiesto
dall’Inter proprietaria del cartellino. Mi permetto di affermare che, almeno
personalmente, mi discosto con decisione da chi gli applica queste etichette dopo
qualche spezzone di gara, e spiegherò anche il perché. Innanzitutto la storia
di gennaio: sicuramente un fondo di verità c’è, ma molte volte le notizie
tendono ad essere gonfiate e non mi permetterei di giudicare un ragazzo solo
basandomi sulle voci giornalistiche. Semplicemente credo che Ibrahima avesse
intenzione di giocarsi le sue carte in A (scelta condivisibile o meno, vista la
più che probabile retrocessione dei bianconeri) e, non avendo legami particolari
con la nostra città, personalmente da bolognese non mi ero sentito “offeso” dal
suo indugiare. Una volta appreso che a Cesena non ci poteva andare (ripeto, la
priorità era data alla serie di appartenenza, non a Cesena in quanto tale) il
ragazzo ha sposato con entusiasmo la causa rossoblù, smentendo poi alcune voci
nella conferenza stampa di presentazione e dichiarando, tra l’altro, che
Bologna fosse la scelta migliore per lui. L’affetto per la nostra città si cementerà
col tempo, uno non adora Bologna a priori, senza conoscerla, ma impara col tempo
ad apprezzarla e tutti o quasi, alla fine, finiscono per innamorarsene. Punto
secondo, Mbaye non è uno sconosciuto, ma chi segue un po’il calcio anche al di
fuori della cerchia rossoblù lo avrà sicuramente notato la scorsa stagione,
terminata con la retrocessione della squadra in cui militava, il Livorno, ma
davvero soddisfacente a livello personale. Prima stagione da titolare, in serie
A, a soli 19 anni (è bene ricordarlo) il terzino senegalese ha disputato una
grande annata, risultando nonostante la giovanissima età tra i migliori dei
suoi e in generale tra i prospetti in assoluto più interessanti del nostro
campionato, segnando tra l’altro anche due reti (doppietta alla Sampdoria) in
25 presenze, tant’è che l’Inter ha deciso di riportarlo alla base per la
stagione in corso, ed è stato anche già convocato dalla Nazionale maggiore del
Senegal. Precedentemente il ragazzo aveva raggiunto prestigiosi traguardi proprio
con la Primavera nerazzurra (dove era arrivato a 14 anni su segnalazione di un
certo José Mourinho) tra cui spicca un Campionato e soprattutto la NextGen
Series (Champions League giovanile) vinti nel 2012, col senegalese messosi in
positivamente in mostra. Durante la prima parte di questa stagione giocata in
nerazzurro Ibrahima non ha trovato lo spazio sperato (4 sole presenze in
campionato e 3 in Europa League) e, complice la necessità dei milanesi di fare
cassa, si è trasferito in prestito oneroso a Bologna con obbligo di riscatto in
caso di A fissato a 2 milioni e 750mila euro. Mica noccioline. Dunque, che
piaccia o no, il cartellino di Mbaye in caso di promozione (ce lo auguriamo)
diventerebbe di proprietà rossoblù, e sarebbe necessario un esborso economico
non indifferente. Un motivo in più per non abbandonare il ragazzo in un momento
difficile e spronarlo a rendersi una pedina importante, un fallimento sarebbe
davvero una pessima notizia e costringerebbe la società a mettersi in cerca di
un titolare per la corsia di destra per il prossimo campionato, con un
giocatore molto costoso (sia per il cartellino che per lo stipendio) relegato
in panchina. Un ulteriore motivo che mi fa ben sperare è che a portarlo qui a
Bologna è stato un certo Pantaleo Corvino, e non un Zanzi qualsiasi. La fiducia
del DS salentino mi sembra un’ottima garanzia a conferma di quanto possa valere
il ragazzo; a me personalmente Ibrahima piaceva molto già da tempo (lo ammetto,
a gennaio lo ritenevo il miglior colpo in assoluto, specie in prospettiva, e
spero ancora di non essere smentito), e il fatto che anche Corvino veda in
Mbaye del talento mi tranquillizza non poco. Ultima ma non meno importante, la
duttilità del ragazzo, che può giocare indifferentemente a destra o a sinistra,
sia come terzino (come sinora è stato impiegato nel 4-3-1-2 di Lopez) sia come
esterno di centrocampo; all’occorrenza, in passato, è stato schierato con buoni
risultati anche come difensore centrale. Una simile adattabilità potrebbe
tornare molto utile in qualsiasi momento, sia a partita in corso sia in caso di
necessità per squalifiche o infortuni.
Detto ciò,
appurato che Ibrahima sta passando un periodo non facile, il compito di noi
tifosi, che dobbiamo sempre volere il bene della squadra, è quello di fornirgli
il nostro sostegno e avere la pazienza di aspettarlo, senza avere la pretesa di
poterlo bocciare dopo quattro apparizioni. Il rischio è quello di bruciare il
giocatore, per evitare ciò dovremo solo avere calma, sono sicuro che col
passare del tempo (non troppo) le qualità verranno fuori. Nel frattempo non
dimentichiamo che abbiamo il più esperto Ceccarelli con il quale si potrà
alternare e che, ne sono sicuro, gli darà una grossa mano per raggiungere l’intesa
col resto del gruppo e, in particolare, entrare in sintonia con Zuculini (il
quale ci auguriamo tutti sia lasciato dov’è, ovvero in campo, vero Lopez?)
sulla destra, sintonia che adesso funziona a meraviglia con il “Cecca” e che ci
auguriamo venga raggiunta al più presto anche con Ibrahima. Ad ogni modo, cari
tifosi, non credo che potremo rimpiangere Garics… forza Ibrahima, forza
Bologna!
Francesco Dottori
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