Da tempo immemorabile gli appassionati tifosi bolognesi, compreso chi scrive, critica più o meno apertamente non tanto la squadra in sé quanto piuttosto la Direzione Tecnica, per dirla con una sola parola: Lopez.
La critica più gettonata è che in nove mesi il Mister non è stato in grado di dare un gioco alla sua truppa e questo è assolutamente innegabile: la squadra non ha gioco, lo vede anche un bambino.
Però, per una volta, vorremmo metterci dalla parte di un osservatore neutrale per fare quello che in gergo viene chiamato "L'Avvocato del Diavolo" cioè andare un po' controcorrente. L'idea ci è venuta ascoltando un avventore un po' attempato al bar che, dopo aver ascoltato vari pareri, se ne è uscito con un bolognesissimo: "Mo ringraziè bain al Sgnour, avain zughè tri mis con Casarini e a sain anch second!" Tradotto sarebbe: "Ringraziamo il Signore, abbiamo giocato tre mesi con Casarini e siamo ancora secondi!"
Allora c'è venuta un'idea. Andiamo a vedere se davvero la rosa di questa squadra è di livello qualitativo così alto come dicono i più o se, al contrario, è stata troppo sopravvalutata.
Prendiamo giocatore per giocatore, escludendo ovviamente quelli che non ci sono più o che sono stati estromessi dalla lista a Gennaio e analizziamo il tutto con obiettività.
Coppola Fernando, portiere. Compirà 37 anni a Giugno. Negli ultimi 3 campionati fra Milan, Torino e poi ancora Milan ha collezionato 1 (una!) presenza. Criticato in partenza, ultimamente sta sfoderando ottime prestazioni tanto da essere spesso eletto come migliore in campo. Questo potrebbe essere un primo indizio, ma andiamo avanti.
Da Costa Angelo Esmael, portiere. In 5 campionati con la Doria ha collezionato 59 presenze, cioè meno di un quarto sulle oltre 200 giocate. Subentrato all'infortunato Coppola a Trapani è stato il migliore in campo, "à ridaje" direbbero a Roma, qui si dice: ci risiamo, se il migliore è sempre il portiere a sain a post!
Ceccarelli Luca, terzino destro. Avviato verso i 33. Di proprietà del Cesena. vanta una carriera abbastanza anonima. Quando ha toccato in un paio di occasioni la serie A ha fatto il sedere quadrato in panchina. Al Cesena non serviva e l'anno scorso fu prestato al Padova nel quale giocò 19 partite. Risultato: retrocessione in Lega Pro. Non un buon biglietto da visita.
Garics Gyorgy, terzino destro. Compirà i 32. Attualmente ai margini delle rotazioni, ad inizio campionato Lopez lo alternava a Ceccarelli. L'austriaco non è mai stato un fulmine di guerra, ma quest'anno è decisamente scomparso sia sul piano del gioco che caratterialmente. Corvino ha provato di piazzarlo ovunque, ma nessuno, proprio nessuno, lo ha preso in considerazione. Altro indizio?
Oikonomou Marios, difensore centrale. Giovane ventitreenne arrivato definitivo dal Cagliari nell'operazione Capello. E' stata forse la più bella sorpresa dell'anno insieme a Masina. Rendimento abbastanza costante, al di sopra della media. Inspiegabilmente a Gennaio viene ingaggiato Gastaldello e il greco finisce in panchina. A Trapani entra titolare per l'infortunio a Maietta e sbaglia completamente partita. A stare in panca si disimpara a giocare purtroppo. Comunque Marios lo mettiamo nei punti a favore.
Maietta Domenico, difensore centrale. Anche lui va per i 33 (a proposito: visto che anche Gastaldello non è più un ragazzino..... non è che la difesa è un po' troppo stagionata?) Una carriera spesa nelle serie minori, approda a Verona nel 2010 e vanta due promozioni, ma, quando inizia la serie A, per lui è quasi sempre e solo panchina. Setti non ha opposto resistenza regalando il cartellino al Bologna, ci risiamo, altro indizio?
Gastaldello Daniele, difensore centrale. Anche lui, udite udite, va per i 33 doveva dare esperienza e sicurezza alla difesa che per il suo arrivo ha sacrificato Oikonomou e oscurato completamente Ferrari. Avvio incerto, ma si sta riprendendo. E' qui per una scelta di vita. E' sceso in B per vestirsi di rossoblù. Lo rispettiamo e confidiamo in lui.
Ferrari Alex, difensore centrale. Della stessa nidiata di Masina, si è messo in mostra nelle poche uscite in cui è stato chiamato in causa. Qualche errore di gioventù, ma anche buone partite. Adesso gioca in panca o guarda dalla tribuna. Lo aspetteremo.
M'Baye Ibrahima, difensore. Giovane, appena ventunenne. Finora è stato una mezza delusione o, se vogliamo, non ha aggiunto niente di più alla squadra. Anche lui si è presentato con un biglietto da visita abbastanza pesante: la retrocessione in serie B del Livorno lo scorso anno dove militava, giocando 25 partite, in prestito dall'Inter. Altro fardello pesante: in caso di promozione in serie A il Bologna avrà l'obbligo di acquistarlo per la "modica" somma di 5 milioni di euro. E' giovane, ha ampi margini di crescita. Fin qui non si è dimostrato un affare, ma ha ancora tempo davanti a se.
Masina Adam, terzino sinistro. Ventuno anni, di gran lunga la più bella scoperta di quest'anno. Ancora grezzo in marcatura, ha grande personalità, grande corsa e ottimi piedi. L'infortunio di Morleo gli ha permesso di mettersi in mostra e lui ha ampiamente ripagato la fiducia che gli è stata accordata. Qualche esperto lo ha accostato al Maldini giovane. Se non si monta la testa avrà un'ottima carriera.
Morleo Archimede, terzino sinistro. 32 anni (e ci risiamo!) è sempre il solito Morleo: corsa e gambe e basta, mai un cross pericoloso, mai un guizzo vincente. Tanto è vero che la sua assenza non si nota per niente. Altro indizio?
Radakovic Uros e Paramatti Lorenzo, difensori. Non pervenuti. Oggetto misterioso il primo, a causa di grave infortunio il secondo. Il serbo sembrava una grande promessa, ma siamo già a cinque allenatori che non gli hanno mai dato fiducia. Quando esploderà sul terreno del Dall'Ara si aprirà una voragine. A Lorenzo, invece, non possiamo che fare gli auguri.
Bessa Daniel, centrocampista. In prestito dall'Inter. Dal suo arrivo in Europa vanta, in 4 anni, zero presenze con l'Inter, 3 (!) nel Vicenza, 1 (!!) nell'Olhanense (dove?) e ben 7 nello Sparta Rotterdam. Poca roba. Non certo un giocatore su cui puntare per la promozione.
Krsticic Nenad, centrocampista. Nemmeno il tempo di entrare in campo per un paio di partite e si è rotto. Forse lui ha i piedi buoni, forse. Mancano 10 partite e presumibilmente da qui alla fine ne giocherà pochine. Stavolta ci si è messa di mezzo la sfortuna, ma anche questo è un indizio.
Zuculini Franco, centrocampista. L'unico che corre con una marcia in più degli altri, che morde l'erba, che gioca con la "garra". A Bologna lo amiamo. Ma da solo non basta.
Buchel Marcel, centrocampista. Buon inizio di campionato, poi un infortunio lo ha bloccato e adesso non è più lui. Era comunque una scommessa per un giocatore che l'anno scorso a Torino non ha mai visto l'erba dello Juventus Stadium.
Laribi Karim, centrocampista. E meno male che Fusco lo ha preso. Un punto a favore. Con questo Laribi si poteva pensare di salire di categoria se.... se avesse tenuto! Ci sembra a serbatoio vuoto e di tempo per fare il pieno non ce n'è più. Altro indizio?
Perez Diego, centrocampista. Vittima di un rito woodoo, non sa più come si gioca, come si chiama, dove abita, come si guida la macchina e non si riconosce nemmeno allo specchio al mattino quando si rade, continuando a dire: "Buongiorno!" alla persona riflessa nello specchio. Poteva essere un grande valore aggiunto, poteva.....
Casarini Federico, centrocampista. Appunto, ci torna in mente la battuta dell'avventore del bar e, anzi, ci poniamo una domanda: può una squadra che schiera in campo Casarini ambire alla promozione? Con tutto l'affetto per Federico crediamo davvero di no.
Matuzalem Francelino da Silva, centrocampista. Per lui sono 35 e, per amicizia nei confronti di Fusco, ha accettato di scendere in B (tanto di cappello). Se il Bologna potesse contare su un Perez appena sufficiente da piazzare davanti alla difesa, lui potrebbe giocare 20 metri più avanti e sarebbe assolutamente più efficace. Ma di Perez abbiamo detto e quindi Francelino parte dal limite della nostra area rallentando molto la velocità di gioco e questo in serie B, dove della corsa se ne fa un'arma tattica, è deleterio.
Troianiello Gennaro, centrocampista. Ce lo avevano spacciato per uno degli artefici della promozione del Palermo lo scorso anno. Bugia! A Palermo ha giocato solo 14 partite, la maggior parte delle quali subentrando a compagni. Anche lui viene da una lunga trafila di squadre minori. Unico fiore all'occhiello l'intero campionato (con 9 reti) giocato nel Sassuolo l'anno della promozione. Anche qui siamo alla soglia dei 33 e quell'anno rimarrà unico e irripetibile. Altro indizio.
Acquafresca Robert, attaccante. Attaccante? Vabbé, nella sua carta di identità c'è scritto così e allora prendiamola per buona. Da anni vivacchia a Bologna come pensionato di lusso. Giocatore assolutamente inutile nell'economia di un campionato. Se si sperava in qualche suo goal per salire ci si è sbagliati di grosso, ma sugli spalti non ci sperava proprio nessuno. E' un attaccante da promozione? No! Altro indizio
Mancosu Matteo, attaccante. A Trapani era un idolo e un divo. A Trapani. Matteo è il classico giocatore da "squadretta" (con tutto il rispetto ovviamente) non adatto a palcoscenici più impegnativi ed esigenti come il Dall'Ara. Come è capitato a tanti prima di lui appena da una piscina è passato al mare si è perso. Acquisto sbagliato. E' nostro. Bisognerà pensare a dove piazzarlo il prossimo anno, come se Corvino ne avesse pochi da svendere.
Cacia Daniele, attaccante. Il bomber esperto in promozioni, l'uomo che "là davanti" doveva fare la differenza, solo che..... solo che non è sempre domenica. Capita di sbagliare un campionato, capita di trovare un allenatore che da Luglio non ha ancora capito come deve essere servito e capita di compiere anche 32 anni e quindi capita anche che le gambe non sono più quelle di Piacenza o di Verona. E sarà meglio non dimenticare che fra Lecce e Reggina gioco 49 partite segnando solo 6 reti. Capito adesso perché per Cacia non è sempre domenica. Scommessa mezza persa. Altro indizio?
Sansone Gianluca, attaccante. A Genova non giocava se non qualche spezzone di partita e quindi non è assolutamente in condizione. Mancosu, Krsticic e Gastaldello hanno comunque più corsa nelle gambe (e si vede) perché giocavano con regolarità, lui no. Andava messo in preventivo, ma a Corvino diciamo bravo lo stesso. Può venire buono l'anno prossimo, già, l'anno prossimo, ma a noi servirebbe adesso. Altro indizio?
Improta Riccardo, attaccante. Anche lui si presenta con il biglietto da visita della retrocessione con il Padova giocando appena 19 partite, mentre l'anno prima nel Chievo collezionò solo 3 presenze. Un'altra scommessa. Sì ma le scommesse si vincono o si perdono. Per salire in serie A ci volevano certezze e le scommesse, secondo il nostro modestissimo parere, sono stata un po' troppe.
Ora ognuno può trarre le proprie conclusioni. Chi crede che la squadra sia veramente di qualità superiore allora vedrà il bicchiere mezzo vuoto continuando a pensare che i 9 punti di ritardo dal Carpi siano un'eresia, chi invece crede che la squadra sia stata sopravvalutata vedrà il bicchiere mezzo pieno pensando che il secondo posto, in fondo in fondo, è grazia ricevuta. A voi la scelta.
Giampiero Volpi
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