Oggi mi dedico ad uno dei talenti piú cristallini che la
cittá di Bologna abbia espresso negli ultimi 20 anni, purtroppo peró anche uno
dei piú sfortunati, Giacomo Cipriani.
Giacomo Cipriani è
nato a Bologna il 28 Ottobre 1980. Punta centrale, all’occorrenza anche
attaccante di raccordo, forte fisicamente ed in possesso di doti tecniche e fiuto
del gol da grande centravanti.
Dopo 10 anni di trafila nelle Giovanili della squadra della
sua cittá approda in Prima Squadra nel 1999-2000. È giá considerato un giovane
di ottima prospettiva e il Bologna decide di prestarlo al Lecce nella sessione
invernale del Mercato per farlo giocare, non prima peró di averlo fatto debuttare sia in Coppa Uefa (con
gol contro lo Zenit) che in campionato a Perugia.
In Salento resta quindi 6 mesi giocando 8 partite senza gol.
Pur senza segnare dimostra ottime capacitá che lo pongono all’attenzione della
Juventus che ne acquista immediatamente la compartecipazione dal Bologna.
Il
giocatore rientra in Emilia a fine prestito e si prepara a fare la riserva di
Julio Cruz per la stagione 2000-2001. Nonostante qualche difficoltá iniziale
con mister Guidolin, ben presto Giacomo si ritaglia il suo spazio con
prestazioni sempre piú convincenti, e nel frattempo arrivano anche i primi gol;
memorabile la doppietta rifilata al Milan a San Siro in un incredibile 3-3 (con pareggio
subíto al 90esimo…).
La stagione si conclude con 23 presenze all’attivo (molte
da subentrato) condite da 5 gol. È il periodo migliore del bolognese in
carriera, che culmina con un’altra straordinaria doppietta questa volta in
Nazionale Under-21 contro l’Austria.
Ma il destino è dietro l’angolo, Giacomo è
sulla bocca di tutti ed in rampa di lancio e la Juventus ha giá stipulato con i
rossoblu l’accordo per portarlo (insieme ad Alessandro Gamberini) a Torino nel
2002; tutto peró si blocca di colpo perché i legamenti e la cartilagine del
ginocchio destro saltano, e purtroppo per lui non sará l’unica volta in carriera.
In pratica Cipriani resta
fermo tutta la stagione 2001-2002, quella che doveva consacrarlo, rinviando
continuamente il suo ritorno a causa dei giudizi negativi dei medici italiani e
statunitensi a cui si rivolge, e si rivede solo a Sestola durante la
preparazione 2002-2003 senza peró riuscire a dare continuitá agli allenamenti.
Il
suo “secondo debutto” avviene casualmente proprio contro il Milan, ma quello
che rientra in campo è tutto un altro giocatore, tanto che nonostante venga
rinnovata la comproprietá con la Juventus, Giacomo viene prestato in B al Piacenza
per la stagione 2003-2004 dove resta solo 6 mesi segnando 3 gol, prima di
tornare in Serie A questa volta alla Sampdoria e sempre in prestito.
A Genova non è titolare, ma nonostante ció gioca
praticamente tutte le partite del girone di ritorno, subentrando dalla
panchina, e segnando 2 reti, di cui una proprio contro il Bologna.
A fine
stagione rientra sotto le Due Torri che nel frattempo riscattano l’altra metá
dalla Juventus, ormai totalmente disinteressata al giocatore.
Vive un’incredibile
“seconda chance” dando l’illusione di essere tornato al livello pre-infortunio.
A Novembre sono giá 5 i gol in cascina, ma purtroppo si ferma lí.
Il ginocchio
cede di nuovo e quando Cipriani rientra in campo non riesce piú a riprendersi il posto da
titolare rimanendo per altre 2 stagioni e mezzo a fare il rincalzo, a causa di
un’involuzione tecnica che ha del grottesco e a continui infortuni sempre a
quel dannato ginocchio.
Nel periodo di permanenza il suo tabellino personale
recita: 42 presenze di cui solo 7 nell’ultimo anno e mezzo e 6 gol.
Durante il
mercato invernale 2007-2008 (l’anno della promozione del Bologna in A) viene
prestato all’Avellino in Serie B dove segna solo 2 reti in 17 presenze subendo
oltretutto l’onta della retrocessione in C1 a fine stagione.
Non rientra a
Bologna in quanto, in scadenza di contratto, si accasa a Rimini in B. Ritrova
il posto da titolare giocando 26 partite piú lo spareggio finale con l’Ancona
per non retrocedere che i romagnoli perdono scivolando in C1.
“Cip” segna 5
reti durante la stagione regolare e per l’anno successivo ottiene un contratto
biennale con la SPAL di Ferrara che milita in Prima Divisione Lega Pro (nuovo
nome della Serie C1).
A fianco di Fabio Bazzani suo ex compagno alla Sampdoria,
si comporta molto bene tanto da terminare l’esperienza ferrarese con 45
partite e 24 gol nonostante un altro brutto infortunio che lo relega in tribuna
per circa 3 mesi.
La SPAL peró naviga in pessime acque finanziaria ed è in pratica
costretta a cederlo al Benevento, sempre in Prima Divisione, dove ottiene un
contratto triennale che peró rescinde dopo due stagioni costellate di infortuni
e pochissime presenze (19 con 4 gol in 2 anni).
Rimane svincolato fino a
Gennaio 2014 quando si accasa all’Ascoli, Prima Divisione anch’esso, segnando
una rete in 7 presenze.
Scaduto il contratto a Luglio trova un ingaggio al
Savoia per la stagione in corso, nella neonata Lega Pro Divisione unica, e al
momento conta un solo gol in 14 presenze.
Giacomo Cipriani è stato convocato in tutte le Nazionali
Giovanili fino all’Under 21 senza avere mai la possibilitá di accedere alla
Nazionale maggiore.
La storia di Cipriani è comune a quella di tanti altri
giocatori che, da ragazzi prodigio, hanno visto i loro sogni infrangersi a
causa di ginocchia di cristallo o infortuni serissimi.
Ora che va per i 35 anni
la sua carriera ad alti livelli è da considerarsi definitivamente conclusa, probabilmente nemmeno mai
iniziata in pieno.
Quello che abbiamo ammirato qui a Bologna nel 2000-2001 era un centravanti incredibilmente forte, una
potenziale star Mondiale.
Nonostante i tantissimi infortuni la sua è stata
comunque una carriera longeva che lo vede ancora calcare i campi di Lega Pro, a
testimonianza della sua indole indomita e di un temperamento che lo avrebbero
sicuramente fatto esplodere nel calcio che conta.
Cosí non è stato, ma la sua
storia dovrebbe essere un esempio per i tanti, troppi, ragazzini “montati” del
calcio moderno.
Parlare di Cipriani è un colpo al cuore; bolognese di
nascita e di fede calcistica, predestinato, forte, fortissimo.
Sapevamo tutti che
era destinato ad altri palcoscenici, era praticamente giá della Juventus in un
periodo storico che ci ha visti molto vicini agli ambienti bianconeri prima che
il banco saltasse e diventassimo una delle vittime sacrificali a nostro modo,
dell’inchiesta di Calciopoli.
Lo sapevamo è vero, ma speravamo che fosse lui il
nostro bomber, la nostra bandiera.
Di sicuro nessuno di noi avrebbe mai immaginato una carriera tanto sfortunata.
Era un potenziale Batistuta, ora gioca a fatica e segna ancora meno
in Lega Pro.
Eppure io a “Cip” gli voglio un gran bene e gli auguro anche se a
fine carriera, di togliersi ancora qualche soddisfazione.
PALMARÉS AL BOLOGNA: 72 partite e 12 gol dal 1999-2000 al
2002-2003 e dal 2004-2005 a Gennaio 2008.
Manuel Vasile
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