giovedì 16 ottobre 2014


Per non creare ulteriori polemiche, spieghiamo perchè e come è nato questo gruppo. Mattia Maronelli è stato redattore di un giornale online del Bologna, ma si accorse di non essere pienamente soddisfatto ad avere quell'incarico, in quanto la sua necessità era di volere sensibilizzare più persone per condividere la sua emozione, ela sua passione per il Bologna calcio. Così coinvolse alcuni di noi a creare un indirizzo web per poi formare un gruppo all'interno di facebook. Iniziò tutto quasi per “gioco” per divertimento, fino alla scelta di "www.noi,tifosirossoblù.blogspot.com" che in un secondo momento cambiammo in "iveritifosidibologna.club" semplicemente perchè abitiamo tutti a Bologna. E' chiaro che il gruppo formatosi successivamente è stato denominato i veri tifosi del Bologna proprio per poter accogliere chiunque provasse la nostra stessa passione.Inizialmente voleva essere un gruppo ristretto perchè allargandolo avrebbe significato dedicargli più tempo e meno alla nostra vita privata. Ma nel momento in cui le domande d'iscrizione triplicarono, ci siamo ritrovati per decidere sul da farsi. Troppo forte la voglia di creare una sinergia tra tutti noi, ed in una collettività si sa che ogni strada porta ad una meta buona e per essere soddisfatti basta sapere di poter raggiungere lo scopo prefissato. Così ciò che ci ha indotto, sollecitato, riattivato è stato il piacere e la soddisfazione nel poter creare una sorta di unione, una compattezza forte e importante, per cui abbiamo voluto dirigere il traffico dei nostri sentimenti e della nostra volontà in un unico senso: verso tutti voi. Ciò che ci da la spinta e la forza di continuare in questa impresa è la passione e non la curiosità o il “mi piace” in più. Cerchiamo di dare ad ogni emozione una personalità ad ogni stato d'animo un'anima. Ora siamo arrivati a più di 5.000 iscritti (SU FB) e 49.000 visualizzazioni NEL (BLOG) che vanno in crecendo, e questo non può che renderci felici. Riuscire a riunire così tante persone per un unico ideale è qualcosa di meraviglioso ed eccitante. Lo scopo di tutto questo è anche di dar la possibilità a tutti quanti di conoscere altre persone ed eventualmente creare un'amicizia, perchè come diceva Totò: “Da cosa nasce cosa”. Noi crediamo in tutto questo e vogliamo perseguire la verità in ogni notizia senza interpretazioni personali, e così come le apprendiamo le riproponiamo a tutti voi per rendervi partecipi ad una eventuale discussione sempre condotta con toni pacati. Cosa c'è di più bello nel potersi scambiare idee e propositi parlando della squadra amata? Grazie veramente di cuore a tutti quanti per ciò che ci regalate quotidianamente con il vostro interessamento e la voglia di sapere e scoprire sempre quello che ci accomuna, ovvero la fede nel Bologna fc


mercoledì 29 luglio 2015

Road to Wembley. Mercato estivo 2.0


Premier League 2015 – 2016



Arsenal.


Dopo aver chiuso la porta con Cech, Wenger tenterà il colpo ad effetto per ridurre il gap con le altre big del campionato. L’obbiettivo del professore francese sarebbe addirittura Benzema! Se così fosse diventerebbero molto, molto pericolosi …

Intanto è stata sfoltita la rosa: Podolsky al Galatasaray e Szczesny  alla Roma.

Aston Villa.

Ceduto l’ariete fiammingo Benteke al Liverpool  per 35 milioni, ed il capitano Delph al City per 8, i Villans si sono notevolmente indeboliti. Tuttavia, il buon Tim Sherwood,  adesso avrà un container pieno di sterline da  poter spendere sul mercato: sicuramente farà un buon lavoro.

 Il primo acquisto è Jordan Amavi, talentuoso francese del Nizza.

Bournemouth.


Pochissime news per le “ciliegie”.  Probabilmente tenteranno di salvarsi con lo stesso blocco che gli ha permesso di vincere la Championship. Chissà, magari saranno una piacevole sorpresa.

Chelsea.


Mourinho non avrebbe bisogno di grandi rinforzi per confermarsi. Preso Falcao come vice di Diego Costa e Begovic come riserva di Courtois, non so realmente cosa possa fare per migliorare la squadra. Alcuni rumors d’Oltremanica parlano di un forte interessamento del tecnico portoghese per  John Stones, predestinato difensore dei Toffees e dalla nazionale britannica. Il centrale dell’Everton rischia di diventare lo stopper  più pagato della storia del campionato inglese; addirittura più costoso di Rio Ferdinand!

Crystal Palace.


A Selhurst Park possono godersi il roboante acquisto del centrocampista Cabaye, direttamente dal PSG. Per lui, Alan Pardew, ha sborsato circa 10 milioni di Pounds. Niente male per le Eagles, che punteranno a mantenere la categoria senza troppe ansie.

 

Everton.


Preoccupante immobilismo dei Toeffes. Non vorrei che Martinez fosse costretto a vendere i suoi talenti -Barkley e John Stones su tutti - prima di poter fare mercato. Qualcosa dovrà muoversi, perché a Godisoon Park non meritano di rivivere una stagione come quella passata.

Vedremo.

 

Leicester City.


Al King Power Stadium  la novità assoluta è la scelta del manager: dopo tanti anni lontano dalla terra d’Albione, torna a guidare una squadra di Premier League il nostro Claudio Ranieri. Non sarà facile salvare le volpi, ma il vecchio mestierante romano qualcosa s’inventerà. In bocca al lupo mister!

Liverpool.


Brandan Rodgers tocca quota 80(milioni). Qui tra Firminio, Ings e Benteke sono volati dei bei bigliettoni! Certo, è stato ceduto Sterling e non ci sarà più Steven Gerrard a guidare la legione rossa, ma penso che i Reds possano esser la  mina vagante fra le cosiddette “top five”. Centrocampo equilibrato. Attacco imprevedibile. Ho buone sensazioni …

 

Manchester City.


Che dire?

Sterling pagato 49 milioni di pounds e va bene. Anche gli 8 per l’ex Villans Delph possono starci, ma i 17 per il neonato talento Roberts, mi sembrano troppi.  Boh. Talento si, ma il diciottenne londinese quest’anno ha collezionato ben sedici presenze nel Fulham, senza gonfiare la rete nemmeno una volta. Cifra leggermente sproporzionata.

Pellegrini dovrà tentare di amalgamare una squadra formata da molti assegni a nove cifre e  poca sagacia calcistica. Oh, i campioni ci sono,  ma se lo spirito di squadre è quello dell’anno scorso …

 

Manchester United.


Eccoci qua, a proposito di cifre. Per non esser inferiori ai meno nobili cugini, anche i Diavoli Rossi hanno speso e sparpagliato denaro in ogni dove.

Stavolta però, credo che Van Gaal abbia usato un po’ di buon senso. La scorsa stagione ha buttato nel water somme bibliche, strapagando Blind, Shaw, Rojo, il prestito di Falcao(!) e chiunque avesse bisogno di arricchirsi. (Peccato non avergli proposto il pacchetto completo Riverola - Abero - Gavilan a 15 milioni). Scherzi a parte, quest’anno la squadra sembra avere un senso.

 Schneiderlin a 25, Schweinstaiger a 14 e Darmian a 20 sono tutti giocatori di livello, ed è evidente che i giocatori buoni li paghi. A questi va aggiunto Depay, che al fianco di Rooney in Premier League potrebbe esplodere definitivamente. Il vero salto di qualità però, l’ha fatto nelle cessioni: Van Persie al Fenerbache per 10( sbolognandogli anche Nani) e probabilmente l’equivoco Di Maria al PSG per 60! Riducendo la rosa e smussando le gelosie interne, i Red Devils potrebbero esser la vera alternativa al Chelsea. Certo, serve un difensore centrale( impossibile puntare ancora su Smalling) ma una volta individuato l’uomo giusto, di certo non ci saranno problemi d’ingaggio!

Newcastle.


Al St. James’Park ci si aspettava una sorta di “notte dei lunghi coltelli”, una specie di pulizia interna volta a cancellare la tremenda stagione appena conclusa. Invece no. Per l’esperto Steve McClaren ci sarà da lavorare sodo. Sono arrivati WiJnaldum per 14 milioni dal PSV e Mitrovic( che ammetto di non conoscere ) dall’Anderlecht per 13,  il resto è circa lo stesso.

Non ho ancora inquadrato i Magpies,  ma di certo una delle tifoserie più calde d’Inghilterra non si merita di chiudere al quart’ultimo posto.

 

Norwich City.


Non ho nessuna notizia di mercato che riguarda i Canaries. Come per l’altra neopromossa, si tenterà di puntare sul  “blocco promozione” e sui 27mila di Carrow Road: un bel rischio!

Southampton.


Koeman è camaleontico. Progettuale, ambizioso e coraggioso. Vende sempre i migliori e ne trova altri in grado di fare un gran campionato. Clasie dal Feyanoord è l’ultimo acquisto proveniente dalla terra di Van Gogh. 8 milioni per il centrocampista della nazionale “Orange”,  a fronte dei 25 intascati per la cessione di Schneiderlin. È indubbio: i conti li sa far quadrare.

Confermando buona parte della vecchia squadra e, chissà, magari rilanciando Ramirez potrebbero ambire all’Eurozona.

Stoke City.


Reduci da una buonissima stagione, i Potters stanno puntellando la squadra con un mercato intelligente.

Nessuna follia per ora. L’espertissimo Given( portiere protagonista della cavalcata dell’Aston Villa in F.A Cup), il talentuoso Van Ginkel ed il redivivo Glen Johnson sono andati a rimpolpare una rosa che fondamentalmente non dovrebbe avere problemi a salvarsi.

Sunderland.


I Balck Cats ripartono da Kaboul( svincolato dal Tottenham) e da tale Lens della Dinamo Kiev( pagato ben 7 milioni di sterline). Serve altro. Ad oggi sarebbero seri candidati alla retrocessione…

 

Swansea City.


Come da tradizione, i cigni di Garry Monk, non fanno follie sul mercato. Cercano uno, massimo due, giocatori funzionali al progetto del Liberty Stadium. Lanceranno qualche giovane. La base è buonissima, anche loro non dovrebbero avere grosse ansie …

Tottenham.


Eravamo abituati ad un Tottenham molto più spendaccione. Diversi nomi in ballo- su tutti Berhaino del WBA- ma ad oggi Pochettino ha comprato solo il centrale belga Alderweireld . Spurs al momento indecifrabili. L’obbiettivo nel nord di Londra sarà verosimilmente il quinto posto.

Watford.


Tra le neopromosse è sicuramente la più attiva: Berhami dall’Amburgo, Britos da Napoli, Holebas dalla Roma e sembra che non sia finita qui. Gli Hornets si stanno attrezzando per non soffrire e lo stanno facendo nel modo giusto. Una volta ho sentito dire che “Londra finisce a Watford, e dopo Watford non c’è nulla”! Una terra di confine insomma; chissà che al Vicarage Road non debba pagare il pedaggio anche qualche grande …

WBA.


Anche qui siamo in alto mare. Credo che l’unica garanzia sia Tony Pulis, il “nerver relegated man” è sinonimo di tranquillità per le squadre che lottano nei bassi fondi. Circola il nome di Ricky Lambert, in uscita da Anfield: non sarebbe male.

West Ham.


Grandi movimenti al Boleyn Ground per l’ultima stagione nello storico stadio dell’East End londinese.

Jenkinson, Ogbonna, Payet e soprattutto il talento Lanzini per cavalcare l’onda dell’Europa. Gli Hammers hanno già passato due turni e la dimensione internazionale sta prendendo forma.

Avanti così!

 

 

Ormai ci siamo, mancano meno di due settimana all’inizio della stagione inglese ed  ovviamente io sarò qua a raccontarvela!!

A presto.

Andre

 

 

 

 

 

 

 

martedì 28 luglio 2015

i più forti di sempre: ANDRADE, TARDELLI e INIESTA



Marco Tardelli
 Capanne di Careggine( Lucca), 24 settembre 1954

Il mitico “Schizzo” “il più grande centrocampista della storia del calcio” secondo il famoso allenatore brasiliano Claudio Coutinho. Un giocatore eclettico, nato terzino fluidificante, trasformato da Parola e Trapattoni in centrocampista incontrista, lasciato libero da Bearzot di fare quel che gli sembrasse più vantaggioso per la nazionale, senza dimenticare, però, di dare un occhio al giocatore più forte degli avversari.
Non ha mai amato Rivera e resta negli annali il cartellino giallo ricevuto, per averlo falciato dopo tre secondi di gioco.
Dopo il suo esordio nel Pisa e il passaggio al Como , fu notato dagli osservatori dell’Inter che decisero di portarlo a Milano; ma la trattativa si dilungò eccessivamente e così si inserì la Juventus che, con soli 950 milioni di lire cash, lo soffiò ai nerazzurri.
Al suo arrivo a Torino, Boniperti lo prese sotto braccio e ricordandogli le sue posizioni politiche vicine all’estrema sinistra, gli disse che nella Juve non erano previste rappresentanze sindacali.
In carriera Tardelli ha vinto tutto ciò che era possibile vincere, giocando in tutti i ruoli eccetto portiere e centravanti.
Il suo urlo liberatorio dopo il magnifico goal alla Germania, nella finale del Mundial spagnolo dell’82,rimarrà per sempre nell’immaginario collettivo della “football community” e rappresenta l’icona stessa del calcio italiano.
Corridore prodigioso, nonostante le 20 sigarette giornaliere, fu anche un classico esempio di latin lover ( essendo anche l’unico a cui Moana Pozzi, diede 8 nel suo libro di memorie!!).
Oltre al già citato campionato del mondo dell’82, Tardelli vinse con la Juventus una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Uefa, nonché 5 scudetti e due Coppe Italia.
Nella seguente carriera di allenatore vinse il Campionato d’Europa under 21 nel 2000.
Per me il numero uno indiscusso dei centrocampisti d’ogni epoca.




Andrés Iniesta Luján
  Fuentealbilla (Spagna), 11 maggio 1984


Messi senza Don Andres perde il 50% della sua potenzialità”, parole di Johann Cruijff, uno che di pallone se ne intende!
Noi siamo perfettamente d’accordo; il duo Xavi/Iniesta è stato determinante per la parabola esponenziale del Barcellona, ben oltre la classe del campione argentino.
Iniesta, in particolare, si è sempre saputo districare a meraviglia nelle maglie centrali del centrocampo catalano, assumendo via via, il ruolo di incontrista, di regista e di appoggio alle punte.
Dribblatore funambolico, possiede giocate da giocatore di calcio a 5 (sport da lui praticato in gioventù) che lo rendono praticamente immarcabile. La Spagna non ha sostituti in quel ruolo e quando lui abbandonerà il calcio giocato si avrà chiara la portata della sua assenza.
Al posto d’onore della mia classifica dei centrocampisti di ogni tempo, in carriera ha vinto:  un Campionato del Mondo e due Campionati d’Europa con le Furie Rosse, col Barcellona quattro Champions League e 2 Coppe Intercontinentali, oltre che sette campionati e tre coppe di Spagna.
Ha ancora 31 anni, il palmarès sarà senz’altro rimpinguato prima del termine della carriera.




José Leandro Andrade  Salto (Uruguay), 20 novembre 1901Montevideo (Uruguay), 5 ottobre 1957

La Maravilla Negra, l’Eroe dei 2 Mondi venne al mondo nella poverissima favela di Salto da madre argentina e padre brasiliano; le pessime condizioni economiche della famiglia, lo indussero a tentare di sbarcare il lunario facendo il calzolaio, senza rinunciare alla sua passione per la musica, esercitata suonando il tamburo ed il violino.
Le sue enormi potenzialità atletiche e la sua classe cristallina lo fecero subito notare dal Bella Vista che lo fece giocare sulla fascia destra, anche se lui preferiva il centro del campo, dove, nel corso della partita, si portava immancabilmente
Poi militò nelle maggiori squadre di club della nazione ovvero Nacional e Penarol.
Convocato in nazionale in vista delle Olimpiadi di Parigi del “24, essa riesce a partire, tra mille peripezie, a causa della mancanza di denaro e una volta sbarcata in Spagna, si mantiene giocando partite a pagamento con squadre locali, coi proventi delle quali, riesce ad arrivare a destinazione.
Di quella competizione Andrade è l’assoluta star, gioco fantasioso, fitta rete di passaggi in velocità, il pallino del gioco è sempre nelle mani di questo calciatore fortissimo che impone ai suoi di muoversi anche senza palla, una novità per l’epoca!
Oltre alle grandi capacità calcistiche, Andrade fu anche un “viveur” dedito all’alcool e alle belle donne; proprio durante le olimpiadi parigine, una notte si dileguò dalla sua camera, fu ritrovato il giorno dopo nel letto della famosa Josephine Baker, attorniato dalla stessa e da altre tre ragazze; condotto direttamente allo stadio per affrontare la Francia fu principale artefice del successo per 5-1 della “Celeste” sui padroni di casa.
Il successo fu bissato nel 1928, ma la vittoria più grande la ottenne nel 1930, quando l’Uruguay si aggiudicò la prima edizione del campionato del Mondo. In quel frangente Andrade non è più l’agile funambolo degli anni precedenti ma si è trasformato nel metronomo che da i tempi e le architetture del gioco.
Una volta terminata la carriera, non riuscì a reinventarsi un ruolo nel calcio e nemmeno in altri campi; dedito sempre più all’alcool e dimenticato da tutti, si spense nell’Ottobre del 1957, il cadavere fu ritrovato dopo qualche giorno; aveva vicino una vecchia scatola di scarpe con dentro le medaglie ricevute nella sua carriera.
Lo pongo senza alcuna esitazione, anche se molti non ne avranno neanche sentito il nome, al terzo posto della classifica “all time” dei centrocampisti.
 
 

Cos'é il calcio?

Situazione: vostro/a figlio/a di 5 anni vi chiede "Papá, cos'é il calcio?"

Svolgimento: "Allora, partiamo dalle basi:
1) Il calcio é uno sport di squadra in cui si affrontano due formazioni da 11 giocatori su un campo in erba (a volte sintetica, a volte terra e sabbia) rettangolare, lungo circa 100 metri e largo circa 70.
2) La partita dura 90 minuti, ed é divisa in due parti da 45 minuti ciascuna.
3) L'obiettivo delle due squadre é quello di segnare piú "goal" dell'avversario. Il gol (come lo chiamiamo noi italiani) avviene quando il pallone varca la linea di porta. Le porte si trovano alle estremitá del campo di gioco sui lati corti, e sono delimitate da 2 pali verticali, lontani tra di loro quasi 7 metri e mezzo, e da un palo orizzontale (denominato "traversa") che li unisce, ad un'altezza di circa 2 metri e mezzo. I giocatori possono fare gol con qualunque parte del corpo, braccia e mani escluse."

Abbastanza semplice direi, quasi piú facile a farsi che a dirsi tutto sommato, e fin qui penso che il/la vostro/a pargolo/a vi seguirá senza particolari problemi, e magari si appassionerá anche al gioco.

Poi peró iniziano i problemi.

Verso metá di giugno la TV, i giornali, il salumiere sotto casa, il nonno milanista da 70 anni, il prete del paese interista sfegatato, iniziano a parlare solo di calcio-mercato.

Prima o poi questa parola arriva nelle orecchie del vostro del vostro discendente diretto, e statene sicuri, verrá a chiedere a voi di cosa si tratta.

"Beh, il calciomercato é una cosa in cui i giocatori in pratica vengono venduti da una squadra all'altra"
"Come faccio io con le mie figurine al mercatino della festa del Patrono?"
"Si piú o meno...solo che qui ci sono delle variabili in piú, tipo il prestito secco, il prestito con diritto di riscatto, il prestito con obbligo di riscatto, la comproprie...ah no quella l'hanno tolta per fortuna, lo scambio, la rescissione consensuale, la rescissione unilaterale eccetera eccetera"
"Papá non ci ho capito niente"
"Nemmeno io tesoro. Peró speriamo di comprare entro fine Agosto perché al momento siamo da Serie B".
"Papá la calma é la virtú dei forti, lo dice sempre la mamma"
"Si ma la mamma non si chiama Pantaleo Corvino, anche se sarebbe un ottimo Direttore Sportivo"
"Cos'é un direttore sportivo?"
"É una persona incaricata dal presidente della squadra di calcio per prendere accordi sulla compravendita dei calciatori"
"E perché la mamma sarebbe brava in questo?"
"Perché ha le mani bucate e tratta sui prezzi come nessun altro al Mondo..."


Manuel Vasile

lunedì 27 luglio 2015

BOLOGNA : ESORDIO CONTRO LA LAZIO .

Questo il calendario completo del Bologna .
Esordio casalingo il 30 Agosto contro il Sassuolo .
1° giornata (23/08-17/01) LAZIO-BOLOGNA 
2° giornata (30/08-24/01) BOLOGNA-SASSUOLO
3° giornata (13/09-31/01) SAMPDORIA-BOLOGNA
4° giornata (20/09-03/02) BOLOGNA-FROSINONE
5° giornata (23/09-07/02) FIORENTINA-BOLOGNA
6° giornata (27/09-14/02) BOLOGNA-UDINESE
7° giornata (04/10-21/02) JUVENTUS-BOLOGNA
8° giornata (18/10-28/02) BOLOGNA-PALERMO
9° giornata (25/10-06/03) CARPI-BOLOGNA
10° giornata (28/10-13/03) BOLOGNA-INTER
11° giornata (01/11-20/03) BOLOGNA-ATALANTA
12° giornata (08/11-03/04) VERONA-BOLOGNA
13° giornata (22/11-10/04) BOLOGNA-ROMA
14° giornata (29/11-17/04) TORINO-BOLOGNA
15° giornata (06/12-20/04) BOLOGNA-NAPOLI
16° giornata (13/12-24/04) GENOA-BOLOGNA
17° giornata (20/12-01/05) BOLOGNA-EMPOLI
18° giornata (06/01-08/05) MILAN-BOLOGNA
19° giornata (10/01-15/05) BOLOGNA-CHIEVO
Marco Bonciani . 


domenica 26 luglio 2015

BOLOGNA : IN SETTIMANA INCONTRO TRA SAPUTO E TACOPINA .

Ieri, oltre alla presentazione di Brienza, abbiamo assistito alla conferenza stampa dell'ad Fenucci che ha svelato aspetti molto importanti, quasi decisivi, per il futuro del Bologna. Prima di tutto ha ammesso che, d'accordo con il chairman Saputo, bisognerà investire più soldi anche nell'immediato perché il Bologna è in netto ritardo rispetto a tutte le altre rivali. Serviranno altri 5/6 elementi per avere almeno l'ossatura della squadra. A questo punto è ovvio che cambia tutto. Per Defrel, come riporta anche Stadio, i problemi nel concludere la trattativa erano legati ai tempi di pagamento. Il Bologna voleva anticipare 1,5 milioni contro la richiesta del Cesena di 3 milioni subito. Potrà adesso essere colmata questa distanza tra le parti? E ancora, il Bologna trova difficoltà a sborsare 4 milioni per Villalba, la freccia argentina chiamata a cancellare il rimpianto Quintero. Ed ora? Bloccato Borriello, il Bologna si guarda attorno: la pista più percorribile è Matri che non rientra più nei piani del Milan. La sensazione è che se Delio ne fosse convinto si chiuderebbe in breve tempo. Ma a questo punto potrebbero anche aprirsi soluzioni più onerose... È chiaro e palese che con budget differenti si aprono altrettanti orizzonti. Capitolo società; ieri Fenucci ha confermato un incontro fissato per la prossima settimana tra Tacopina e Saputo. È evidente che la loro amicizia è ai minimi termini. Saputo detiene il 75% delle quote e, come ammesso anche da alcuni quotidiani, cercherà nel prossimo cda di estromettere del tutto Tacopina con il suo 25% delle quote. È una brutta situazione e dispiace che il Bologna non riesca ad avere un minimo di quiete societaria. Ma ciò che personalmente mi addolora di più è l'impossibilità di una convivenza e di accettare la divisione delle parti; ci riusciva Guaraldi con i suoi soci, possibile non si possa fare ora dove il progetto è serio? È triste che uno dei due debba andarsene dal BFC solo per una mancata intesa. Molti tifosi sostengono Saputo in quanto è colui che sostiene le spese e realizza i sogni dei tifosi. È vero, ma ci deve essere almeno un minimo di rispetto e gratitudine nei confronti di Joe, in quanto è stato lui a rilevare il club e a creare questo sogno. Inoltre a livello mediatico e popolare è un vero trascinatore: simpatico e divertente senza cadere nell'eccesso e sembrare un pagliaccio come Ferrero. Con questo non voglio difendere né uno né l'altro, mi piacerebbe solo proseguire con entrambi in sella al Bologna: Saputo che investe da buon imprenditore qual è, e Tacopina che fa da intermediario tra società e tifo.
 Forse chiedo troppo?
Davide Mariani . 

sabato 25 luglio 2015

FENUCCI : POTREMO ANTICIPARE RISORSE FUTURE PER QUESTO MERCATO .

Claudio Fenucci ha presentato oggi il nuovo acquisto Brienza , e nell'occasione ha fatto il punto sulla situazione attuale :
“Sul mercato , ha detto ,  la strategia è chiara  vogliamo investire sui giovani di prospettiva, fino ad oggi abbiamo fatto alcune operazioni che impegneranno quasi 15 milioni considerando i riscatti. Quasi un terzo del fatturato. Vogliamo investire ancora, il mercato non è facile perché le nostre concorrenti hanno ceduto giocatori e quindi hanno risorse per il mercato.
Difficile stabilire quando alcune trattative si chiuderanno ma la volontà di investire c’è. In un ottica pluriennale avevamo stabilito un budget con Saputo che sento più volte al giorno, decideremo come utilizzare anche risorse per gli anni futuri anticipandole, perché questo mercato prevede ulteriori risorse da investire . Come detto c’è un piano triennale, un budget non solo per il mercato ma anche per il miglioramento delle strutture. Dobbiamo crescere sotto l’aspetto economico, i ricavi non mettono il Bologna in sicurezza sotto il profilo della competizione sportiva.
 Per questo investiamo sulle strutture in modo tale da generare ricavi ulteriori che ci consentano di migliorare costantemente il livello della squadra .
Vogliamo fare bene ma spesso questo si scontra con i tempi ;  far bene subito è difficile perché dobbiamo destinare le risorse su più obiettivi. La volontà di costruire una squadra forte e competitiva per il nostro obiettivo, che rimane il consolidamento della categoria, c’è.
 Capisco ci siano difficoltà anche per lo staff tecnico, ce lo aspettavamo, nessuna sorpresa.
L’unica decisione su cui stiamo ragionando è quella di anticipare risorse future per questo mercato”.
Lunedì sarà a Bologna Saputo , che affronterà sicuramente questi problemi  , e dovrebbe dare una accellerata al mercato del Bologna .
Marco Bonciani .

BRIENZA : VOGLIO METTERE LA MIA ESPERIENZA AL SERVIZIO DELLA SQUADRA.

E' stato presentato oggi alla stampa il nuovo acquisto del Bologna , Franco Brienza .
Reduce dalla stagione a Cesena , nonostante la retrocessione , ha messo in mostra buone doti segnando otto gol :
"Sono orgoglioso , ha detto ,  di essere arrivato in una società così prestigiosa, avevo altre offerte ma quando senti il nome del Bologna non è difficile prendere una decisione in fretta. L'anno passato, nonostante la retrocessione, ho dimostrato di poter essere ancora utile in serie A. So che questo è un gruppo giovane e io sarò a disposizione della squadra. Voglio dare il mio contributo sia in campo che fuori, cercando di far fruttare la mia esperienza".
Marco Bonciani .

i più forti di sempre: HAAN e MASOPUST



Josef Masopust   Most ( Repubblica Ceca), 9 febbraio 1931Praga (Repubblica Ceca), 29 giugno 2015

“Ad una squadra vincente basta avere un portiere paratutto, un difensore che morde le caviglie come se non ci fosse un domani, un cervello in mezzo al campo e uno che la butta dentro” Questa frase famosa calza a pennello alla Cecoslovacchia che, un poco a sorpresa, giunse alla finale dei mondiali del 1962.
Gli identikit corrispondevano al grande portiere Scrojf, al roccioso difensore Novak, al centravanti di movimento Scherer e alla stella Masopust.
L’isolamento della guerra fredda, contribuì ad isolare il grande Masopust nel campionato nazionale e a non farlo apprezzare in tornei più confacenti alla sua classe.
Io lo metto, senza ombra di dubbio, al 4° posto di questa classifica per centrocampisti
Veniva fatto giocare come mezzala, ma amava tenere in mano la bacchetta da direttore d’orchestra, circondato da onesti pedalatori e poco più.
Giocò per tutta la sua carriera col Dukla di Praga e gli fu impedito di approdare al Benfica che lo voleva fortissimamente nei suoi ranghi.
Solo a fine carriera gli fu concessa una breve parentesi in Belgio nel Moolembek, ma ormai fuori tempo e in una squadra mediocre.
Aveva tutto quello che si poteva chiedere ad un centrocampista: forza, estro e visione di gioco.
In carriera vinse 8 campionati e 3 coppe di Cecoslovacchia e, proprio nel 1962 fu insignito del Pallone d’Oro
E’ deceduto meno di un mese fa, in concomitanza con le finali del campionato europeo under 21, tenutesi proprio in Repubblica Ceca.




Arie  Haan;   Finsterwolde,(Olanda)  16 Novembre 1948

Quando si parla di calciatori olandesi e soprattutto degli anni 70, definire per loro, un ruolo preciso è impresa ardua, per Haan forse lo è anche di più, avendo frequentato quasi tutte le zone del centrocampo e anche la difesa, dove funse anche da ottimo terzino di fascia.
Diciamo che nella mia disamina, ho considerato Haan nel ruolo che più lo mise in evidenza, ovvero quello di mediano incontrista e per questo lo metto al 5° posto dei centrocampisti di ogni tempo.
Da sempre considerato un giocatore col “caratterino”, memorabili le litigate con il suo allenatore quando, giovanissimo rifiutò ripetutamente di aggregarsi alla prima squadra dell’Ajax, perché intenzionato, prima, a terminare gli studi.
Altri atleti avrebbero perso, con questo comportamento, il treno della fortuna che passa una sola volta, Haan, però, aveva qualcosa di speciale e gli fu perdonata questa, peraltro condivisibilissima, bizza.
Soprannominato “il Bombardiere” aveva un tiro violentissimo (gli unici con un tiro più forte forse il brasiliano dell’Udinese Edinho, il tedesco Bonhof ed il cecoslovacco Panenka) e Dino Zoff ne dovrebbe sapere qualcosa……
Nella nazionale olandese, giocava più indietro rispetto all’Ajax e soprattutto all’Anderlecht, dove si trasferì in seguito. Proprio alla vigilia dei mondiali del 1974 si fece male il titolare Hulshoff e Haan fu spostato sulla linea centrale di difesa in coppia con Krol, e se la cavò più che egregiamente in questo ruolo per lui inedito. Quattro anni dopo, in Argentina, giocò, addirittura terzino e sempre in modo impeccabile
A termine carriera militò anche nello Standard Liegi, prima e nel Psv alla fine.
Una volta cessata l’attività agonistica,(precocemente, direi, a soli 36 anni) iniziò quella di allenatore giramondo. Innumerevoli le panchine occupate e nei quattro angoli della terra!
Sempre un grande e meticoloso professionista, sempre il solito caratterino intransigente da primo della classe…ma, si sa, nessuno è perfetto e un campione assoluto come lui dobbiamo certamente perdonarlo.
In carriera 6 campionati vinti 3 in Olanda( con l’Ajax ) e 3 in Belgio (2 con l’Anderlecht e uno con lo Standard); oltre a quattro coppe nazionali 3 con l’Ajax e una con l’Anderlecht.
In campo internazionale, oltre a due Coppe delle Coppe conquistate con l’Anderlecht, vinse con l’Ajax 3 Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale.

giovedì 23 luglio 2015

MASINA : VOGLIO LA SERIE A CON IL BOLOGNA .

Adam Masina ha incontrato i giornalisti prima dell'allenamento pomeridiano a Castelrotto:
" L'annata appena trascorsa è stata sul piano personale molto positiva ; ad Agosto avevo qualche dubbio sul fatto di potere giocare in serie B , ma dopo a Settembre mi sono reso conto che avevo delle carte da giocare ; l'esordio a Latina è stato molto emozionante .
 Avere la possibilità di giocare in serie A con il Bologna, dopo averla conquistata l'anno passato, per me è veramente un sogno. Ora devo lavorare tanto per migliorarmi, limare alcuni miei difetti e dare il massimo per presentarmi pronto per un campionato così difficile. So che imparerò tanto anche affrontando i grandi campioni che incontrerò in serie A. Sento molto l'affetto e l'entusiasmo delle persone che incontro tutti i giorni, anche qui in ritiro. 
Il fatto di essere considerato una potenziale bandiera rossoblù non la sento come una responsabilità , ma è un onore . "
Marco Bonciani .

mercoledì 22 luglio 2015

BOLOGNA SCONFITTO DALLO SPEZIA .

Bologna sconfitto dallo Spezia nella partita di oggi ; senz'altro un campanello d'allarme che deve spingere la dirigenza ad accellerare sul mercato per completare la squadra .
Da notare come prima della partita ci siano stati scontri e disordini tra i tifosi , che hanno fatto allontanare i bambini presenti . Uno schifo !!!
Questo il tabellino della gara .
BOLOGNA: Mirante (46' Da Costa); Ferrari (60' Ceccarelli), Oikonomou (70' Garics), Rossettini (46' Maietta), Masina (60' Morleo); Brighi (46' Diawara), Crisetig, Silvestro; Cozzari (60' Bianchi); Acquafresca (46' Mancosu), Cacia (55' Paponi). All.: Rossi.
SPEZIA: Chichizola; Valentini, Milos, Piccolo, Migliore; Juande, Brezovec; De Las Cuevas, Situm, Rossi; Catellani. All.: Bjelica.
ARBITRO: Pietropaolo (Saccenti-Zambelli).
MARCATORI: 10' Rossettini (B), 67' Rossi (S), 70' Brezovec (S)
Marco Bonciani.

BOLOGNA , SI RIPROVA PER DEFREL .

Nonostante le numerose trattative concluse in maniera negativa, Corvino non si perde d'animo e continua a lavorare su più fronti. In attacco si riapre la pista Defrel dopo il suo rifiuto al Palermo e aumentano i contatti con Palladino. In queste ore salgono le quotazioni di Paloschi: dopo che il Chievo l'aveva dichiarato incedibile, ora ha fissato il prezzo di 6 milioni. Contatti anche per Torosidis, Mesto, Gyomber e Albertazzi (cresciuto nelle giovanili del Bologna). Rimangono, però, per lo più suggestioni, legate anche alle uscite, soprattutto del reparto avanzato. Bianchi è sempre più vicino al Bari e Mancosu è conteso tra Brescia e Spezia, con quest'ultima che potrebbe utilizzare come contropartita tecnica il mediano Brezovec. Sulla trequarti, svanito Quintero, si tenta per Villalba del San Lorenzo. Duncan: si complica tutto, c'è il Sassuolo. Oggi test contro lo Spezia, ma quanto potrà essere attendibile con un Bologna incompleto?
Davide Mariani .
 

Tre motivi per cui il pessimismo è fuori luogo

In quelle che sono ormai le consuete abitudini delle giornate estive, relative alle letture sotto l’ombrellone, mi è capitata tra le mani l’autobiografia di Cassius Clay, meglio noto come Muhammad Ali, intitolata “Con l’anima di una farfalla”. Tra le frasi del celeberrimo pugile originario di Louisville che mi hanno maggiormente colpito vi è la seguente “Dentro un ring o fuori non c’è niente di male a cadere. E’ sbagliato rimanere a terra”. Il Bologna è caduto tante volte nel corso della sua storia recente o menoCome non dimenticare lo scorso anno, in cui tutti noi siamo caduti in quel calderone rovente e melmoso che è la serie B. Ma dopo appena una stagione, vissuta in maniera agonica partita dopopartita, ci siamo rialzati.

Ritengo esistano almeno tre motivi per cui il tifoso rossoblu debba essere ottimista, sia per la stagione che comincerà tra circa un mese, sia per quelle a seguire.

Numero uno, la società. Alla base di una squadra competitiva c’è sempre una società all’altezza. Il trio Tacopina-Saputo-Corvino, coadiuvato da un Marco Di Vaio ormai parte integrantedell’ambiente rossoblu, è di livello medio-alto, e non credo che molte realtà di serie A possano vantare tale mix di liquidità monetaria e esperienza.

Numero due, il mercato. Se, relativamente al primo punto, credo che nessuno abbia qualcosa da obiettare, su questa seconda questione le critiche non mancheranno. Il giocattolino che la società sta regalando a Delio Rossi al sottoscritto comincia a piacere parecchio, visto e considerato che siamo una neo promossa. Cominciamo dal reparto arretrato. Blindata la porta con l’arrivo di Mirante, possiamo vantare come secondo Da Costa, e abbiamo potuto notare come la coppia sia stata perfetta nelle amichevoli sino a qui disputate. L’arrivo di Rossettini ha completato invece il pacchetto di difensori centrali che già vantava Oikonomou, Maietta e Gastaldello. Sulle fasce qualcosina da sistemare ancora c’èMbaye e Masina, per quanto promettenti che siano, hanno bisogno di tempo per adattarsi alla serie A e dunque difficilmente partiranno titolari nello schieramento tattico di Rossi. Passando al centrocampo, con i recenti arrivi sotto le due Torri di Brighi e Duncan (su cui però nelle ultime ore è piombato forte il Sassuolo), il reparto è completo e lo ritengo perfetto, visto e considerato che offre il giusto mix di giovinezza ed esperienza. Veniamo infine alle note dolenti, ovvero l’attacco. Sembrava fatta per Quintero, ma le cose si sono poi complicate. In attesa di ulteriori sviluppi, il Bologna continua a non mollare la pista El Kaddouri. Tra i due preferirei indubbiamente il primo, a patto però che non si facciano follie. Per venti milioni di euro si può trovare qualcuno di pari livello, se non superiore. Per il ruolo di prima punta invece i nomi non mancano, visto e considerato che il Bologna ha bisogno di almeno un paio di attaccanti. Defrelha fatto vedere ottime qualità, e penso abbia l’età giusta per far sbocciare definitivamente il proprio talento. Dunque spero di vederlo presto in rossoblu.

Numero tre, la tifoseria. Io continuo a pensare che i tifosi rappresentino il dodicesimo uomo in campo, e mi piacerebbe tanto che fosse vero, dato che il calore di quelli bolognesi, mai goduti a parte, è sempre stato il fiore all’occhiello di questa città. Il boom di abbonamenti vista la promozione giocherà senza dubbio a favore della squadra. Dunque, conquistiamolA (per il momento la salvezza, in futuro magari l’Europa)!




Riccardo Rollo, in collaborazione con TBW

 

martedì 21 luglio 2015

i più forti di sempre: HALLER e LIEDHOLM





Nils Erik Liedholm Valdemarsvik,(Svezia) 8 ottobre 1922Cuccaro Monferrato,(Italia) 5 novembre 2007

"
Tranquillo, papà: un anno, massimo due, e poi torno”. Queste le parole del giovane Liedholm alla vigilia del suo trasferimento al Milan nell’Agosto del 1949!
Alla fine, dall’Italia non si mosse più, vestendo progressivamente i panni di grandissimo calciatore, immenso allenatore e validissimo vignaiolo.
Col connazionale Gren diede vita ad una delle linee centrali più “cerebrali” della storia del calcio, finalizzata a stoppare i “pensatori” avversari e a lanciare l’altro, grandissimo, connazionale Nordahl..
Si racconta che gli fu tributato un applauso a scena aperta da tutto S.Siro, quando sbagliò il primo passaggio dopo un anno e mezzo in cui non ne aveva fallito nemmeno uno!
Con la nazionale svedese diede vita ad un periodo d’oro sul finire degli anni 50, arrivando ad un soffio dalla conquista del mondiale…purtroppo trovò sulla loro strada il Brasile di Garrincha e il trio Pelè,Vavà e Didì!
Appese le scarpette al chiodo, la sua intelligenza tattica non poteva essere vanificata e così diventò allenatore, un allenatore che ha fatto storia e che è stato d’ispirazione per tutti quelli che sono venuti dopo, uno degli allenatori che portò “il gioco a zona” nel tempio della “marcatura a uomo”, provocando uno sbrodolamento di critiche da parte di tutti i commentatori sportivi dell’epoca.
In carriera, un oro olimpico con la nazionale svedese, 5 scudetti (4 da giocatore ed 1 da allenatore )col Milan ed uno, sempre da allenatore con la Roma, con l’aggiunta di 3 Coppe Italia.
Lo metto al sesto posto della classifica all time dei centrocampisti.
Morì a ottantacinque anni nella sua casa in Piemonte dove produceva un ottimo vino.
Persona garbata ebbe il soprannome di Barone e mai soprannome fu più adeguato; ironico e sempre sincero, forse l’unica bugia della sua vita fu quella detta al padre prima di lasciare la Svezia….







Helmut Haller;  Augusta,(Germania) 21 luglio 1939Augusta, 11 ottobre 2012
Al settimo posto della classifica dei più forti centrocampisti di sempre, ho messo Haller, forse Gullit è stato più forte e ha vinto molto di più, ma i motivi “sentimentali” hanno avuto il sopravvento.
Haller, essendo nato ad Augsburg, era tedesco, ma un tedesco sui generis: allegro, scanzonato, guascone, amante della bella vita e con un pizzico di follia nel suo gioco e nelle sue prese di posizione.
La dirigenza del Bologna lo preferì a Sivori e, secondo me, a ragione.
Venne a Bologna come trequartista e fu l’ispiratore massimo di Nielsen che, grazie ai suoi suggerimenti illuminati, riuscì a vincere per ben due volte, la classifica dei marcatori.
Il rapporto di Haller con Nielsen fu altalenante e alla fine, conflittuale, tanto che, anche a causa dell’espressa richiesta di averlo del tecnico Vycpalek, dopo sei campionati a Bologna, fu preso dalla Juventus.
A Torino il suo ruolo mutò in centrocampista di destra, più ispiratore del gioco che assist man; anche qui le cose andarono benone e, fatte salve qualche scorribanda alimentare e qualche insubordinazione (adeguate alle consuetudini dei tempi ) il contratto fu onorato con reciproca soddisfazione.
Ebbe una moglie (un vero e proprio cerbero!) che fungeva anche da pierre e da agente; una moglie molto rigida dal controllo della quale fece di tutto per sottrarsi.
Giocò anche per lungo tempo in nazionale e il suo apporto risultò determinante in occasione del mondiale del 1966 dove si caricò sulle spalle una squadra media e la portò in finale contro i padroni di casa dell’Inghilterra.
I suoi allori furono relativamente limitati:
3 scudetti. 2 con la Juventus e 1 (ahimè, l’ultimo) col Bologna.
Morì nel 2012,a causa del Morbo di Alzheimer, nella sua casa di Augsburg.



lunedì 20 luglio 2015

CRISETIG: LOTTERO' PER IL POSTO IN SQUADRA.

Marco Di Vaio ha presentato ufficialmente alla stampa oggi Lorenzo Crisetig, al Media Center del campo di Castelrotto. Queste le parole del Club Manager: "Lorenzo viene da un primo campionato di Serie A giocato con personalità e in modo importante, rappresenta un'operazione che abbiamo voluto fare a tutti i costi".
Dopo Di Vaio ha preso la parola Lorenzo Crisetig che ha detto :
 "Ho saputo dell'interessamento di questo club subito dopo l'Europeo Under21, ne sono stato subito oroglioso come ora sono felice di essere qua. A Cagliari abbiamo mancato l'obiettivo di squadra quindi anche a livello personale non si può essere soddisfatti, ma ora mi interessa esclusivamente fare bene a Bologna e ripagare tutti della fiducia che avverto. Poi so benissimo che ci sarà da sudare per conquistarsi il posto in squadra, ma io non vedo l'ora, sono qui per questo. Mi metto a piena disposizione di Mister Rossi, posso giocare in qualsiasi posizione della mediana .
La prima impressione dell'ambiente è molto positiva . Sono contento di essere qui ; sento la fiducia dei tifosi , del mister e del Presidente , per cui sarà facile inserisi nel gruppo . "
Marco Bonciani .

BOLOGNA : PRESO BRIGHI .

Il Bologna ha ingaggiato Matteo Brighi, centrocampista 34enne svincolatosi dal Sassuolo. Contratto di un anno a 200.000 più bonus legati al rendimento stagionale. Per Brighi si tratta di un ritorno dato che ha vestito la maglia rossoblu già nella stagione 2001/2002 quando in panchina c'era Guidolin e in campo Beppe Signori... Si tratta di un ottimo acquisto che dà esperienza ad un centrocampo molto giovane. È dotato di ottima corsa e tanta grinta con una predilezione per il ruolo di centrocampista centrale. Nonostante ciò può adattarsi anche ai ruoli di mezzala e di difensore centrale. Con il suo arrivo non è comunque escluso un rinnovo di Matuzalem. Sportitalia e Gazzetta TV riportano infatti che in caso di cessione di Mancosu o Bianchi (o comunque di un contratto pesante), il rinnovo di Francelino sarebbe davvero ad un passo. Anche il centrocampo è quasi al completo.
Davide Mariani .
 

Brighi in arrivo, ma Quintero?

Partiamo dalla fine.

Il Porto dopo aver avallato la cessione di Juan Fernando Quintero in prestito (oneroso) con diritto di riscatto a 15 milioni piú 2 di bonus, ha improvvisamente cambiato idea.
Il motivo non é dato a sapersi, ma la richiesta é lievitata a 20 milioni piú bonus per il riscatto.

A questo punto una societá seria come é il Bologna (ora) dovrebbe fare il gesto dell'ombrello e mandare educatamente il DS del Porto a raccogliere le pannocchie.

Il giocatore peró ci interessa e molto quindi non é da escludere che si possa trovare una soluzione intermedia, anche se il comportamento dei portoghesi é da stigmatizzare in toto.

Nel momento in cui vi sto scrivendo quindi il Bologna non ha assolutamente in mano nulla per quanto riguarda il colombiano e la trattativa potrebbe saltare da un momento all'altro.

Intanto peró Corvino non si é fermato, e oggi arriverá l'ufficialitá dell'arrivo di Matteo Brighi, svincolatosi dal Sassuolo.

Il giocatore ha giá vestito la maglia rossoblu nel 2001/2002 e ha lasciato un buon ricordo di sé.

La sua é stata una carriera un po' altalenante nonostante abbia indossato casacche di club prestigiosi come Juventus e Roma.
Nato a Rimini il 14 Febbraio 1981 si é imposto come uno dei migliori talenti italiani nei primi anni 2000 nel ruolo di centrocampista centrale.

Cresciuto nel club della sua cittá é stato poi acquistato dalla Juventus nel 2000, debuttando anche in Serie A. La stagione successiva é passato in prestito al Bologna dove ha subito conquistato il posto da titolare registrando ben 32 presenze e vincendo il premio di miglior Giovane del Campionato.

Passa poi al Parma in comproprietá nell'affare Di Vaio, e con i ducali debutta anche in Europa, nell'allora Coppa Uefa.

A fine anno lo riscattano i torinesi che lo girano nuovamente in prestito al Brescia.

Nel mercato estivo successivo viene prima ceduto alla Roma nell'affare Emerson, e poi girato dagli stessi giallorossi al Chievo Verona in prestito in cambio di Perrotta.

Con i clivensi gioca per 3 stagioni rilanciandosi e guadagnandosi il posto alla Roma, dove gioca per altre 4 stagioni con una certa continuitá.

Nell'ultimo anno subisce un grave infortunio al perone e a fine stagione la Roma decide di prestarlo all'Atalanta dove, dopo aver recuperato, si impone come titolare.

Passa poi al Torino in prestito gratuito per una stagione e a fine anno dopo essersi svincolato dalla Roma firma ancora per i granta dove resta fino a Gennaio per passare poi al Sassuolo.

Con i neroverdi gioca una stagione e mezza prima di svincolarsi a fine Giugno di quest'anno.

Con il Bologna firmerá un accordo annuale a circa 200 mila Euro.

In carriera ha vinto 2 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Italia e l'Europeo Under-21 del 2004.

Dopo l'esperienza con gli "azzurrini" ha disputato anche 4 partite con la Nazionale Maggiore.

E allora...ri-benvenuto Matteo!

sabato 18 luglio 2015

È morto Dimitris Moras, fratello dell'ex rossoblu Vangelis.

La redazione di IVTDB si stringe intorno all'ex rossoblu Vangelis Moras dopo la tragica morte del fratello Dimitris, colpito lo scorso anno da una rara forma di leucemia.

Il 32enne greco residente a Melbourne in Australia si era sottoposto ad un trapianto di midollo osseo, generosamente offerto dal fratello, unico donatore compatibile, a fine Luglio 2014 ma purtroppo ciò non è stato sufficiente a sconfiggere definitivamente la malattia.

A riportare la notizia è stato il sito ufficiale dell'Hellas Verona, il club attuale di Vangelis.

Porgiamo le nostre più sincere condoglianze alla famiglia Moras.

BOLOGNA : PRESENTATA LA NUOVA MAGLIA AWAY .

Oggi è stata presentata la maglia da trasferta ; nel segno della classicità e dell’eleganza la maglia Away è di colore bianco, con alcune importanti caratteristiche tecniche, ad esempio il colletto a polo con chiusura a tre bottoni, realizzato in maglieria e contornato da una base rossa, come le due bande verticali in stampa sublimatica presenti nelle sezioni laterali del capo, rispettivamente rosse e blu, che andranno a creare un particolare contrasto cromatico, “immergendo” i classici colori societari nel candore della divisa.
Anche questa maglia , presenta al suo interno , il celebre motto " Lo squadrone che tremare il mondo fa "  ,
e nel retro collo ricamata la scritta Bologna fc 1909 .
Marco Bonciani .

i più forti di sempre: GULLIT,XAVI e MICHAJLICHENKO




Aleksej Aleksandrovič Michajličenko; Kiev,(Ucraina) 30 marzo 1963

Il colonnello Lobanovsky diceva che anche una squadra mediocre con il cervello di Michajlicenko diventava una squadra forte, e lui di pallone se ne intendeva.
Questo giocatore, inizialmente impiegato solo come interditore, fu trasformato dal sopracitato allenatore, in un regista dal cui piede partivano tutte le azioni d’attacco.
Fece parte di quella nazionale sovietica, l’ultima prima del disfacimento dell’Urss, che improvvisamente fece irruzione sulle scene del calcio internazionale alla fine degli anni 80.
la nazionale di Alejnichev, Zavarov, Bjelanov e Dasajev, per intenderci.
Atleta di perfetta strutturazione, subì un gravissimo incidente che ne ridusse il rendimento nell’annata successiva; purtroppo l’annata successiva era quella del suo lancio planetario, a Genova, nel campionato italiano di calcio (allora al top dei campionati di tutto il mondo); per questo motivo, il suo passaggio in Italia non lasciò molto seguito, anzi, il giudizio unanime fu di un fallimento anche in ragione del carattere schivo e solitario del “russo” (in realtà ucraino), che gli impedì di legare con i compagni.
Ciò nonostante Mancini era solito dire che nel gioco della Sampdoria, Michajlicenko fosse pedina indispensabile.
Le cose migliori le fece vedere, in seguito, nei Rangers di Glasgow dove incantò il mondo con le sue geometrie illuminanti.
Vinse poco e comunque meno di quanto avrebbe potuto: 1 Coppa delle Coppe con la Dinamo Kiev oltre a 3 campionati e una coppa nazionale sempre con la stessa squadra;
1 scudetto con la Sampdoria e 5 campionati scozzesi più 3 coppe di Scozia coi Glasgow Rangers.
Vinse anche un oro olimpico con l’Urss nel 1988.
L’attuale carriera di allenatore/dirigente è stata avara di successi se si escludono i due campionati ucraini, vinti sempre con la Dinamo Kiev.
Sono certo che in una squadra più lungimirante e in integrità fisica Michajlicenko avrebbe potuto lasciare un solco ben più definito nella storia del calcio; per questo lo inserisco solo al 9° posto della classifica dei centrocampisti di ogni tempo.


Xavier Hernández Creus, meglio conosciuto come Xavi ;     Terrassa (Spagna), 25 gennaio 1980

Xavi è profeta in patria, nato a pochi chilometri da Barcellona, la sua carriera sportiva si è sviluppata in loco nelle fila degli azul-grana.
Con Totti, Gerrard e Casillas era rimasto una delle ultime “bandiere” del calcio moderno ma, eccetto Totti, gli altri tre, lui compreso, hanno deciso per la prossima stagione, più o meno volontariamente, di cambiare aria e di andarsi a guadagnare,(come se fino ad ora avessero giocato per beneficienza!!) gli ultimi (sontuosi) ingaggi di una splendida carriera .
Xavi è il classico regista, ruolo antico, rivisto in chiave moderna, meno classe e più velocità di Pirlo, sono stato in forse fino all’ultimo su chi inserire al 10° posto nella categoria centrocampisti tra i due, e alla fine ho optato per lui, anche in virtù del migliore palmares.
Ma vediamolo questo palamares…
8 Campionati e 3 coppe di Spagna; 4 Champions League e 2 Coppe del Mondo per club col Barcellona
1 Campionato del Mondo (Sudafrica 2010) e due Campionati Europei ,con la nazionale spagnola
Un grande campione che, a mio avviso, ancora poteva dire la sua nel calcio che conta.




Ruud Dil Gullit; Amsterdam,(Olanda) 1º Settembre 1962


Rasta Ruud, Il Tulipano Nero….forse anche altri soprannomi per questo atleta dal fisico possente(190 cm per 84 kg).
Quello che è certo è che è stato uno dei più grandi centrocampisti della storia del calcio,che io ho inserito all’ottavo posto di questa speciale classifica, capace di cambiare la storia del Milan e della sua nazionale.
Nasce difensore centrale nella squadra olandese dell’Haarlem; una volta passato al Feyenoord, l’allenatore di allora Gerard Kerkum, ha l’intuizione geniale di avanzarlo sulla mediana con licenza di attaccare.
E’ la mossa vincente, da buon giocatore, Gullit diventa campione di livello planetario e forse il più forte centrocampista della sua epoca.
Il Milan di Sacchi lo nota (mentre gioca nelle fila del PSV), in un torneo estivo; la squadra di Eindhoveen lo aveva prelevato l’anno precedente, strappandolo alle attenzioni di una squadra inglese di secondo livello, l’Ipswich.
La dirigenza milanista lo prende convintamente e per una cifra assai considerevole per quei tempi, vicina ai 14 miliardi di lire.
Con il connazionale Frankie Rijkaard, Ancelotti, Albertini e Donadoni, da vita ad un centrocampo memorabile che permette al Milan di rinverdire gli antichi fasti.
Dopo i 3 campionati vinti in Olanda (1 col Feyenoord e 2 col PSV), col Milan vinse 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali. Il tutto impreziosito dal Pallone d’Oro ricevuto nel 1987.
Con la nazionale olandese, splendida incompiuta del calcio internazionale, vinse l’unico trofeo presente nelle bacheche orange, ovvero il Campionato Europeo del 1988.
Al termine della sua carriera, tentò quella di allenatore che non vide grandi successi eccetto la conquista della Coppa d’Inghilterra del 1997 col Chelsea.
L’ultimo “domicilio conosciuto” come occupante di panchina è in Cecenia a Grozny nel Tarek; le cose però non sono andate come sperato e a metà stagione è stato per la prima volta esonerato; prima di allora, nei vari insuccessi da tecnico, si era sempre dimesso lui.

RIZZO : AVVERTO GRANDE FIDUCIA

Marco Di Vaio ha presentato alla stampa il nuovo acquisto Luca Rizzo , dicendo :
"Luca rappresenta il primo grande investimento di questa società, importantissimo per il nuovo corso, proiettato al futuro, perchè si tratta di un ragazzo giovane che ci auguriamo resti tanto tempo con noi. Rappresenta un tipo di giocatore ideale per noi, può ricoprire più ruoli, speriamo che con noi completi la sua evoluzione. Ne siamo convinti, in più è un ragazzo serissimo e un ottimo professionista, che può rappresentare il Bologna anche fuori dal campo".
Dopo l'introduzione di Divaio , ha preso la parola Rizzo :
"Posso giocare in tante posizioni, generalmente da interno di centrocampo mi esprimo al meglio, sono un uomo di corsa e sacrificio, e so di dovere migliorare in tutto. Dopo tre anni fra C e B, utilissimi perchè per un ragazzo giocare con continuità è la cosa principale, ho raggiunto la Serie A, ora non ho nessuna intenzione di fermarmi, so che la società crede nelle mie potenzialità ed ora tocca a me. Sono sempre stato altruista in campo, preferisco cercare di mandare in porta un compagno piuttosto che la soluzione personale. La decisione di venire a Bologna l'ho maturata in poche ore, ho valutato quanto mi avrebbe potuto dare il piano della Sampdoria e quanto il progetto del Bologna in termini di mia crescita, quindi è stato semplice per me scegliere. Il Direttore Corvino mi ha fatto immediatamente capire quanto mi volesse qui, non è facile trovare una società che ti faccia sentire così . Rossi è un allenatore che ti fa lavorare molto , come Mihajlovic , basa
la squadra sulla filosofia del lavoro ."
Marco Bonciani .
Foto : www.bologna fc.it

AGGIORNAMENTI DI MERCATO.

Il Bologna vuole completare la difesa  e per farlo va a pescare, udite udite, in casa Sampdoria. Il giocatore in questione è il trentenne Mesbah. Potrebbe rientrare nello scambio con Bianchi al posto di Marchionni poiché questo non convince, più che altro per il discorso legato all'età (35 anni). Se anche questa trattativa andasse in porto sarebbe il settimo giocatore pescato dal club di Ferrero nel 2015. I rapporti tra Samp e Bologna sembrano solidissimi.
 A margine: oggi presentazione della seconda maglia dopo il capolavoro della prima. Non ne vedo l'ora!
Davide Mariani . 



venerdì 17 luglio 2015

Il Napoli sempre su Marios!!!

Se possiamo dormire sonni tranquilli con il nostro Adam Masina,che ha dichiarato di volere restare sotto le due torri,per il greco invece la forte pressione che viene dal Napoli non può farci stare sereni.



Oikonomou è stato dichiarato"incedibile"da Marco Di Vaio,ma se dovesse arrivare una proposta importante,potrebbe venire valutata dalla società.



Il cartellino del nostro Marios oscilla attorno agli 8 milioni di euro e il Napoli potrebbe arrivare a offrire El Kaddouri di forte interesse al Bologna, più 6 milioni di euro.

Caccia alla punta!

Acquistato Quintero,ora parte la caccia al centravanti!
Sul taccuino di Pantaleo,tra i tanti nomi, è finito il croato Marko Livaja,21 anni,giocatore interessante ma dal carattere non proprio pacifico.



Ora è in forza al Rubin Kazan,ma in stagione ha segnato zero gol in 11 partite giocate.
Questo ragazzo nonostante abbia del "talento",secondo gli addetti al lavoro,non è proprio un "cecchino"in zona gol,se ricordate,il croato ha giocato in Italia con il Cesena (2011),Inter (2012-2013) e a Bergamo (2013-2014) totalizzando in quaranta partite giocate solo 4 gol e tutti con l'Atalanta.
A Bergamo poi,si ricordano sopratutto di lui per il litigio con Radovanovìc che durante un allenamento di gioco, si scontrarono, e il croato sferrò un pugno in pieno viso al compagno con conseguente sospensione del giocatore da parte della società per la partita di campionato.



Corvino sta valutando il giocatore anche per il discorso economico,Livaja sembra disposto a tornare in Italia a un costo molto basso di ingaggio e il club Russo non farebbe resistenza a lasciarlo partire anche a costo zero,pur avendo pagato il cartellino del giocatore 5 milioni di euro.



Mio pensiero personale?..........un giocatore così non so se possa garantirci i gol salvezza!...Voi che ne pensate?.....

                                                                                Vincenzo Coppola

I NUMERI DELLA TOMBOLA


Tutti gli anni, da quando ho memoria, arriva Luglio e vengono accostati al Bologna decine di giocatori, dai più sconosciuti, a quel pallino del Mister, o a quell’innamoramento liceale del DS, o al regalo del Presidente ai tifosi. 
Quest’anno la musica cambia solo per il fatto che, mentre negli anni passati tutta la città sapeva che la squadra era in bolletta dura quindi si ripiegava su prestiti dell’ultimo minuto o affaroni in saldo, la società gode di una liquidità che non si vede comunemente in tutta la massima serie.
Purtroppo il giochino è sempre quello: prendere il sacchettino della tombola, infilarci dentro nomi invece di numeri, e di giorno in giorno pescarne uno.
Se escludiamo il solito Defrel, che ormai viene accostato a tre squadre a giorni alterni, vediamo un escalation di nomi che partono da Okaka (per me può rimanere dov’è) arrivando a Borini, Pazzini, Hernandez, Borriello, Ibisevic fino ad arrivare alla new entry Livaja. E sicuramente ne ho dimenticato qualcuno.
La breve storia di questo mese però ci insegna che Pantaleo Corvino ama lavorare sotto traccia: i colpi Rizzo e Quintero sono la prova.
Quindi, io capisco che i giornali debbano riempire pagine, ma la società sta dimostrando di essere degna di fiducia. Si sta facendo lo sforzo di trattenere Oikonomou, ieri Masina ha confermato e manifestato il suo amore per il Bologna, e Marco Di Vaio (laudeter semper) ha garantito che il bisogno di vendere non esiste – miracolo felsineo.
Auguroni comunque a questo Bologna che come la fenice sta rinascendo dalle ceneri lasciate dalle sciagurate gestioni precedenti. Il sottoscritto se ne andrà in ferie fino a fine mese, quindi per un po’ vi lascerò in pace. 
Buone vacanze e FORZA BOLOGNA

Edge

mercoledì 15 luglio 2015

BOLOGNA : PRESO QUINTERO

Secondo Gianluca Di Marzio , esperto di Calciomercato , Il Bologna ha piazzato il colpo acquistando dal
Porto il trequatrista colombiano Juan Quintero .
Quintero che  ha 22 anni , ha giocato in Italia nel Pescara e l'anno scorso al Porto .
L'operazione si basa sul prestito ad un milione di euro , più il diritto di riscatto fissato a 15 milioni .
Tra pochi giorni arriverà l'ufficialità .
Marco Bonciani .

BOLOGNA : PRESENTATA LA NUOVA MAGLIA HOME .

Presentata oggi la nuova maglia casalinga del Bologna .
Confermato il legame con lo sponsor tecnico Macron , la maglia è caratterizzata da un colletto bianco ,
con chiusura a tre bottoni e inserti nello spacchetto del fondo maglia .
La nuova maglia sarà arricchita dal celebre motto " Lo squadrone che tremare il mondo fa " .
La vestibilità sara slim , e i colori quelli tradizionali rosso e blu scuro .
Marco Bonciani
Foto Bologna fc .

Ripartiamo da Oikonomou e Masina. Per l'attacco tempo e nomi non mancano

Aristotele diceva che “C’è un solo modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla e non essere niente”. Già, e io proprio non li sopporto quelli che stanno fermi, ma allo stesso tempo ti dicono come devi correre. Siamo ormai a metà luglio e per qualsivoglia appassionato di calcio ciò significa soprattutto giornate torride e calciomercato. Ma tra coloro che criticano a spada tratta ogni mossa di Corvino e Saputo, – come se i soldi investiti fossero i vostri, eh? – il boom abbonamenti (1500 solo nella giornata di lunedì) e qualche dichiarazione preoccupante, di cui parleremo tra qualche rigo, l’andamento dei fatti va monitorato ora dopo ora.

Dunque, proviamo a ricapitolare un attimo la situazione. La squadra agli ordini di Delio Rossi, è in ritiro a Castelrotto. Dei 19 presenti – a cui si è aggiunto ieri sera Crisetig, che arriva sotto le due Torri con la formula del prestito con obbligo di riscatto per un prezzo complessivo attorno ai 4 milioni – ben quattro sono portieri, due i Primavera, mentre alcuni difficilmente vestiranno la maglia rossoblu la prossima stagione (vedesi Bianchi, Cacia e Acquafresca). Il mercato prosegue a rilento, soprattutto per quanto concerne il reparto avanzato. Sulla trequarti rimangono caldi i nomi di Ilicic ed El Kaddouri, mentre per l’attacco, qualora dovesse sfumare Defrel, tornerebbero in auge i nomi di Hernandez ed Okaka. Insomma, la sensazione è che Corvino, da vecchia volpe quale è, non si farà cogliere impreparato. Veniamo però alle noti dolenti, ovvero le dichiarazioni preoccupanti accennate in apertura di editoriale. Delio Rossi, a domanda secca relativa all’esistenza o meno di un giocatore per lui insostituibile, ha risposto “Sì, uno c’è ma lo venderanno”. Il cerchio si è stretto rapidamente attorno a Oikonomou e Masina. Sul primo si è fatto avanti da tempo il Napoli, con i partenopei pronti ad inserire nella trattativa quell’Omar El Kaddouri che tanto piace al tecnico romagnolo. Su Masina invece sia la Roma che l’Inter avrebbero fatto un pensierino. D’altronde stiamo parlando di uno dei migliori terzini sinistri della scorsa serie B. Fosse per me, risponderei a Napoli, Roma, Inter o chicchessia “No, grazie e arrivederci!”. Marios ed Adam devono essere il punto fermo da cui ripartire in serie A. Speriamo che Rossi si sbagli e alla fine rimangano entrambi. Su questo, a scanso di equivoci, ha parlato chiaro il club manager Marco Di Vaio durante la presentazione di Antonio Mirante. 


Riccardo Rollo, in collaborazione con TBW