
“Un albero il cui tronco si può a malapena abbracciare nasce da un minuscolo germoglio.
Una torre alta nove piani incomincia con un mucchietto di terra.
Un lungo viaggio di mille miglia si comincia col muovere un piede.”
Una torre alta nove piani incomincia con un mucchietto di terra.
Un lungo viaggio di mille miglia si comincia col muovere un piede.”
Lao Tse
Ecco, partiamo da qui. Da un piccolo passo che ha segnato una grande vittoria per la squadra di Roberto Donadoni. A vedere la curva ieri, la squadra in campo e le facce dei bolognesi stamattina, sembra che abbiamo vinto la Champions. E VA BENE COSI'.
Perché le vittorie si costruiscono un passo alla volta, come si costruiscono autostrade posando la prima pietra. La matematica dice che siamo ancora terzultimi, allora perché tutto questo entusiasmo?
Innanzitutto per una vittoria netta (3-0), poi da un Mattia Destro con una verve ritrovata (finalmente), dalla solidità difensiva nel secondo tempo (difesa a tre, a quattro? ne parlerò in seguito), Giaccherini che è tornato quello che conosciamo e soprattutto un allenatore capace in solo tre giorni di resettare il cervello di giocatori demoralizzati e farli entrare nella mentalità giusta.
Il secondo tempo di Bologna - Atalanta è un tuffo nel passato dei romantici dei tempi andati. Le chiavi della partita si possono riassumere in tre mosse: cambio Ferrari - Maietta; gol di Destro e "the last but not the list, il cambio Donsah - Brienza. Analizziamo bene il tutto.
Nel primo tempo un Ferrari impacciatissimo e forse ancora provato dalla figuraccia di martedì (e ammonito) lascia spazio all' esperienza di Maietta (e ci voleva molto prima?) spostando Rossettini (redivivo) sulla fascia. Sembra, com'è sembrato a molti che il Mister passi alla difesa a tre. PARZIALMENTE giusto. Perché se in fase di non possesso la squadra giocava coi quattro difensori in linea, in fase di possesso invece si alternavano Rossettini e Masina nel salire a centrocampo, procurando superiorità numerica e mettendo in crisi i bergamaschi. Quindi - citando Halloween - una difesa a quattro mascherata da tre o viceversa.
Secondo punto: il gol di Destro. Diciamo che il ragazzo, la Bologna tutta e IL Bologna avevano bisogno di quel gol come il pane. Un gol che è arrivato mentre i lombardi ancora erano impegnati a ricoprire di improperi Toloi. Discesa di Masina che mostra a D'Alessandro che non è capace solo lui di fare scorribande, servizio al bacio per la punta che dal limite dell'area fa anche cambiare pagina a Galvani. (battuta per palati fini). Da quel momento la squadra di Reja scompare e lo stadio diventa una festa
Terzo punto: il cambio Donsah - Brienza: ammesso dallo stesso Donadoni: "non volevo dare l'impressione di chiudermi". Bene, bravo bis. Dal momento che i ragazzi in campo interpretano anche a livello psicologico le decisioni del Mister, mettere su Brienza è stato come iniettare Redbull a tutti i giocatori, soprattutto allo stesso Ciccio che riscatta qualche prestazione opaca con un missile sotto l'incrocio da far invidia ai bombardieri della Nato.
Dunque "fortuna audaces iuvat". Avanti così Mister che qualche soddisfazione riusciamo a togliercela anche noi.
Edge
E son così contento, che vi faccio anche vedere che faccia ho!!!! Va mò là



































