Saturday 22 - Sunday 23 –
Monday 24 November 2014
Arsenal v.
Manchester United… 1-2.
Probabilmente il primo incontro tra Gunners e Red Devils
risale alla battaglia di Saint Albans, nel 1455. York contro Lancaster. Come
dire Arsenal contro Manchester United sui verdi prati in terra d’Albione.
Questo è stato il duecento ventiduesimo faccia a faccia fra le due armate, e
non poteva esser un match banale. Al tredicesimo Wilshere potrebbe già gonfiare
la rete, ma a tu per tu con De Gea si mangia un gol enorme come l’appetito di
Giuliano Ferrara.Il sentiero è tracciato: l’Arsenal fa la partita, palleggia,
si specchia e si profuma. Lo United
soffre le molteplici assenze ma regge al mini assedio. Wenger legge un libro di diritto internazionale. Il
pubblico londinese invece, è inevitabilmente irritato dalla presenza del grande
ex Van Persie. L’olandese viene fischiato e deriso, ma i suoi chiudono il primo
tempo sullo zero a zero.
La ripresa si apre con una preoccupante inquadratura sulla
panchina del Manchester: Giggs sembra esser appena uscito dal museo delle cere,
Van Gaal pare che abbia bevuto una damigiana di vodka. Nonostante tutto, al cinquantacinquesimo,
i diavoli rossi vanno in vantaggio. Pasticcio epocale fra Szczesny e Gibbs con
entrambi che rimangono a terra doloranti, la palla finisce a Valencia che spara
una ciabattata diretta in fallo laterale. Per motivi che sfuggono ai normodotati,
Gibbs si mette sulla traiettoria del pallone e con una goffissima deviazione di
stinco, insacca la boccia nella sua porta.
Arsenal zero, United uno.
I Gunners provano a rialzarsi, ma le conclusioni velenose di
Sanchez sono ben controllate da De Gea. Al minuto ottantacinque, Rooney in
campo aperto, è lanciato a folle velocità verso il portiere. Una sentenza: leggero scavetto per sorprendere Martinez che
stava uscendo alla disperata. Palla che rotola in rete. Zero a due e settore
ospiti in delirio.
L’arbitro assegna circa nove minuti di recupero e al
novantaquattresimo, il neo entrato Giroud, spara una caldarrosta al napalm
sotto l’incrocio, regalando all’Emirates una boccata d’inutile speranza.
Finisce uno a due per gli ospiti. Arsenal in netta crisi, al
momento naviga nel limbo della mezza classifica.
Il Manchester invece agguanta addirittura il quarto posto.
Permettetemi due parole su Rooney. Cioè questo a colazione
mangia le galline vive senza sputar via nemmeno le ossa. Corre, rincorre, entra
in tackle, sprona i compagni, fa goal e fa spogliatoio. Secondo alcuni
quotidiani d’oltremanica è già fra i tre migliori giocatori britannici di
sempre. Beh, se non lo è ancora, lo
diventerà!
Chelsea v. WBA… 2-0.
Avete presente Robert Patrick in Terminator 2?Una macchina
spietata. Senza emozioni. Senza difetti. Il Chelsea di Mourinho è così:
astuto, feroce, crudele. Il WBA a
Stamford Bridge è come un topolino di campagna nella teca di un pitone
reticolato dell’amazzonia. In appena dieci minuti, le reti di Costa e Hazard
soffocano l’avversario. Per i Baggies, rimasti perfino in dieci, non c’è
scampo. I Blues hanno stretto il campionato alla gola e non molleranno la
presa.
Everton v. West Ham… 2-1.
Bel
duello al Goodison Park. Everton in vantaggio con un contestato gol di Lukaku,
dopo una flipperata dentro l’area londinese. Nella ripresa, l’ex interista
Zarate pareggia con l’aiuto degli dei del fondoschiena. La conclusione dell’argentino è infatti deviata
in rete dal piedone di Jagielka. Bellissima autore. Tuttavia, al
settantacinquesimo, una ripartenza “box to box” dei Toeffes infilza la difesa
degli Hammers, consentendo ad Osman un tap- in semplicissimo. I tre punti
restano a Liverpool. Ora i ragazzi di Martinez hanno abbordato l’Arsenal, e si
trovano a due passi dall’Eurozona. Un gradino sopra, a quota diciotto, rimane
il sorprendente West Ham di “Big” Sam Allardyce che, nonostante la miseria di
un punto nelle ultime due partite, si trova ancora al sesto posto.
Leicester City v. Sunderland… 0-0.
Neanche fossimo fra i cespugli di Regent’s Park, volpi e
gatti neri si dividono la posta senza farsi troppo male. Il Leicester di Cambiasso
fatica a segnare, e posso tranquillamente considerarla una candidata
alla retrocessione. Il Black Cats hanno un centrocampo di talento, una
allenatore preparato ed un pubblico molto caldo. Si salveranno. Momentaneamente
però, il gap fra Foxes e Sunderland è di soli tre punti.
Manchester City v. Swansea… 2-1.
I gallesi passano subito in vantaggio grazie ad una
mortifera combinazione tra Dyer e Bony. Nemmeno seicento secondi sul cronometro
e le tenebre di una stagione fallimentare hanno già assediato i cuori degli Sky
blues. Poi, l’umidissima serata di Manchester, viene improvvisamente riscaldata
dalle giocate di Nasri. Il francese è talmente irritante che potrebbe
indispettire il Dalai Lama, ma quando è in giornata è un pozzo di talento.
Dipinge calcio. È lui ad orchestrare l’azione che porta al pareggio di Jovetic.
È invece una stregoneria di Fernandinho,
a spalancare i cancelli della vittoria al City. Il brasiliano accarezza il
pallone dentro l’area, annusa l’inserimento di Yaya Toure, e con un colpo di
tacco da orgasmo lo manda in porta. Il gol del centrocampista ivoriano regalerà
i tre punti al City, ma l’assist del giovane fantasista è la polpa di questo
sport. Il grana sulle tagliatelle al ragù. L’oliva nel long drink.
I Citizens continuano a seguire le tracce sempre più lontane
del Chelsea. I cigni sono ancora meritatamente incollati alle prime posizioni.
Newcastle v. QPR… 1-0.
Al St James’ Park la trincea degli Hoops dura soltanto
settanta minuti. Una spicconata di Sissiko costringe i Rangers a tornare nella
City con l’ultimo posto fra le mani. Tornano a volare invece le gazze ladre di
Newcastle: sesta vittoria consecutiva, quarto posti in classifica. Pardew è
davvero risorto.
Stoke City v. Burnely… 1-2 .
Una misteriosa doppietta di Ings, in meno di sessanta
secondi, regala ai Claret il colpaccio al Britannia Stadium. Notevole il gol
della speranza firmato Walters: un’incornata in tuffo da centravanti anni
settanta. Troppo poco però, per
recuperare il match. I Potters sono decisamente altalenanti, dopo la caparbia
vittoria a Londra, in casa del Tottenham, arriva la sconfitta interna contro
l’ultima in classifica. Nelle prossime due partite affronteranno Liverpool e
Manchester United, rischiano seriamente d’impantanarsi nei bassi fondi.
Mette la testa fuori dalla stalla dell’ultimo posto il
Burnely, che sale a quota dieci punti, arpionando il Leicester.
Crystal Palace v. Liverpool… 3-1.
Dopo neanche due minuti, i Reds si trovano avanti grazie al gol del
ruminante Lambert. Bella storia la sua, arrivato tardissimo ad alti livelli, a
trent’anni suonati, riesce a giocare e persino a segnare per la squadra del suo
cuore. Il romanticismo però, non fa parte di questo mondo ed un Liverpool in
netta difficoltà viene divorato dalle affamate aquile londinesi. Gayle
pareggia, Leadly la riapre e l’altro barbone Jedinak ,la chiude con una superba
punizione. Selhurst Park si gode i tre punti, per la squadra di Rodgers è buio
pesto.
Hull City v. Tottenham…1-2.
Toh, torna a vincere il Tottenham di Pochettino, in rimonta
sulle tigri. Il vantaggio dell’Hull City è firmato dalla rasoiata dall’ex Spurs
Livemore. Ma nella ripresa, Kane ribatte
in rete la bella punizione di Eriksen finita sul palo. E nel finale è proprio
il gioiellino danese a regale i tre punti ai londinesi con una fiocinata dal
limite. Comincia a farsi grigia per i Tigers che la prossima settimana andranno
in trasferta all’Old Trafford. Il Tottenham s’inerpica verso le zone nobili
della classifica e adesso condivide un trilocale con Arsenal ed Everton a quota
diciassette.
Aston Villa v. Southampton… 1-1.
Al Villa Park, i claret and blue rallentano l’improbabile
corsa dei Saints verso la seconda posizione. Il vantaggio della squadra di
Birmingham è firmato da Agbonlahor. A dieci dalla fine il Southampton sigla il
pareggio con Clyne.
Fa sempre tristezza vedere un’aristocratica signora come l’Aston
Villa, costretta ad elemosinare punti fra i bassi fondi. Spero possa riprendersi
in fretta. Invece molto bene i ragazzi di Pellè e Koeman, che si trovano ancora
in alta quota.
Pos.
|
Club
|
Pld
|
Pts
|
1
|
Chelsea
|
12
|
32
|
2
|
Southampton
|
12
|
26
|
3
|
Manchester
City
|
12
|
24
|
4
|
Manchester
United
|
12
|
19
|
5
|
Newcastle
|
12
|
19
|
6
|
West Ham
|
12
|
18
|
7
|
Swansea
|
12
|
18
|
8
|
Everton
|
12
|
17
|
9
|
Tottenham
|
12
|
17
|
10
|
Arsenal
|
12
|
17
|
11
|
Stoke City
|
12
|
15
|
12
|
Liverpool
|
12
|
14
|
13
|
WBA
|
12
|
13
|
14
|
Sunderland
|
12
|
13
|
15
|
Crystal Place
|
12
|
12
|
16
|
Aston Villa
|
12
|
12
|
17
|
Hull City
|
12
|
11
|
18
|
Leicester City
|
12
|
10
|
19
|
Burnely
|
12
|
10
|
20
|
QPR
|
12
|
8
|
Top scores
Player Goals
Sergio Aguero 12
Diego Costa 11
A. Sanchez 8
Saido Berhaino 7
Dalla prossima settimana comincerà il mese
decisivo. Otto turni di campionato, racchiusi fra il 30 Novembre ed il primo Gennaio.
Qualche grande cadrà, qualcuno sprofonderà. Da sempre Dicembre è il periodo più
affascinante per il campionato più bello del mondo. Si comincia con il “lunch
Kick- Off” di domenica: al St.Mary’s stadium va in onda Southampton contro Manchester
City.
Stay tuned.
Andre