Per I V T D B Giampiero Volpi
La Bologna sportiva era ancora sotto choc per l'inopinata quanto prevista retrocessione, quando, in giugno, Albano Guaraldi chiamò l'avvocato Filippo Fusco per affidargli la responsabilità dell'Area Tecnica. Fu una buona idea che, intendiamoci, non è stata tutta farina del sacco dell'allora Presidente, in quanto quel nome gli fu suggerito da Zeman mentre era ancora in predicato di sedere sulla panchina rossoblu. Poi arrivò il Cagliari e tutti sappiamo come andò, ma questa è un'altra storia. I primi nomi che iniziarono a circolare ancor prima dell'apertura ufficiale del calciomercato furono quelli di Francelino Matuzalem e di Franco Zuculini. Sul primo c'era poco da dire e da conoscere e l'unico dubbio era legato all'ingaggio, ma si disse che per amicizia verso Fusco avrebbe accettato anche al ribasso, e così fu. Sul secondo invece le incognite erano un po' più vaste."Hai sentito? Pare che arrivi Zuculini" "Chi?" "Zuculini!" "Cosa sono? Dei biscotti?" "Ma no" ribatteva un altro: "Sono quelle caramelline che si vendono in farmacia!" "Quelle sono le Zigulì, ignorante! Soccia ma non sai chi è Zuculini?" "No, non lo so, mi vuoi ammazzare?" "Luilì è uno che è stato anche in nazionale, una volta sola, però c'è andato!" "Sì, ma hanno detto che è tutto rotto!" "L' hanno detto.... chi?" "I giornali!" "Ah beh, allora....." "Staremo a vedere, tanto se è buono si vede subito...." poi si sorseggiava tutti quanti un buon caffè e via, al lavoro, brontolando e rimuginando sui nomi delle squadre che avremmo affrontato. "Ciccio, ma..... Entella..... in che regione è?" "Non ti rispondo nemmeno tanto è tempo sprecato!".
E finalmente Zuculini arrivò, con tanto di dichiarazione fotocopiata che tutti i nuovi acquisti di una Società rilasciano alla stampa: "Questa è la squadra dei miei sogni, ho sempre desiderato di vestire questa maglia, voglio far bene in questa che è una grande piazza calcistica......" Le solite cose, insomma.
L'inizio fu un disastro, complice anche una condizione fisica ancora approssimativa: entrò in campo nel secondo tempo a Perugia e, dopo pochi minuti, fallaccio ed espulsione. Non fu certo un bel biglietto da visita. Gli esperti del bar lo francobollarono subito: "Lulè l'è un mazlèr!" che tradotto significa lui è un macellaio! E invece, sabato dopo sabato, partita dopo partita, abbiamo imparato ad apprezzarlo. Perché lui è un giocatore di quelli che piacciono ai tifosi, lui è uno di quelli che si dice siano "mangiatori d'erba" di quelli che non mollano mai. E Zucu lo sta dimostrando sempre più ogni volta che scende in campo, con quella faccia da zingaro tipica di certi Sudamericani, con quella vaga somiglianza con Osvaldo e con tutti i suoi tatuaggi. Non è certamente un piede sopraffino, non è un regista e non può essere un rifinitore, ma è uno che ti morde i garretti, che non molla mai ed è anche l'ultimo ad arrendersi. "Allora Ciccio? Adesso cos'hai da dire?" "Va bene lo ammetto, ero perplesso, ma adesso sai cosa ti dico? Averne di quelli come luilì!" O no?
Per I V T D B Giampiero Volpi

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