Dopo il pareggio di domenica sera, che ha fatto storcere il naso a molti, contro la Croazia, l’Italia, in versione ultra sperimentale, è scesa in campo contro l’Albania in un Marassi trasformato, nell’occasione, in un caloroso lembo di Shqipëria.
Conte, dopo aver liberato i 14 azzurri scesi in campo a Milano, dà spazio alle seconde linee, l’unico titolare presente in campo è infatti Bonucci, capitano di giornata, anche il modulo è diverso: un 4-4-2 conCerci largo a destra e Giovinco e Destro di punta.
Al cospetto di un’Albania volitiva, ben organizzata, generosa e pungente, ogni qual volta se ne è presentata l’opportunità, la giovane Italia si è mossa bene cercando di mettere in campo le idee del C.T.
Lo spirito, l’aggressività, il pressing alto, le percussioni centrali e le folate sulle fasce, con Cerci particolarmente brillante ed incisivo, hanno fatto intravvedere sprazzi di bel gioco cancellando, almeno in parte (l’avversario, pur in crescita, occupa infatti il 48° posto nel Ranking FIFA) la brutta impressione lasciata dopo il match con i croati.
Conte, in mattinata, si era scagliato contro la generazione di nuovi calciatori, a suo dire, poco vogliosi di lavorare, sudare e migliorarsi, gli 11 scesi in campo stasera lo hanno ascoltato mettendo nell’agone cuore, grinta, determinazione e impegno che hanno permesso alla manovra di decollare sfornando una buona decina di palle di gol a coronamento di azioni piacevoli e, a tratti, anche convincenti.
Non male gli esordi di Moretti, Bertolacci e, naturalmente, Okaka, autore della rete decisiva (anche se con l’aiuto di una deviazione di un difensore), ma è stata tutta la squadra a dare confortanti segnali di crescita, riuscendo a rimanere compatta, equilibrata ed organizzata, gli unici nei della serata (poco cinismo sotto porta a parte) sono stati i 3/4 svarioni difensivi che hanno originato le migliori occasioni degli ospiti (compreso un clamoroso palo di Cykalleshi).
Detto di un livello medio non certo elevatissimo conforta tuttavia la presenza di rincalzi che possono essere molto importanti nel proseguo del lavoro di Conte.
Dopo il clima ‘bellico‘ e surreale della partita di Milano, a Genova si è invece vissuta una serata di festa, in un’atmosfera comunque strana, visto che lo stadio era affollato per oltre trequarti dai fans albanesi (tre le invasioni solitarie).
Un’ultima postilla la merita Acerbi, a cui Conte ha regalato l’esordio in azzurro negli ultimi 10 minuti di gioco, un premio al giocatore, dopo i gravi problemi di salute che lo hanno afflitto nell’ultimo anno e mezzo, una speranza per chi lotta dolorosamente contro la malattia…
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