93′: Brezovec pennella dalla fascia sinistra verso il cuore dell’area l’ennesima, ultima, punizione calciata in un pomeriggio di tregenda, l’area di rigore è affollata come le vie del centro nell’ora delle ‘vasche‘, ma, non si sa come, nel traffico più fitto, Piccolo riesce a staccare, indisturbato, e a colpire di testa la sfera che, rapida e letale, si insacca sotto la traversa regalando allo Spezia, che ormai non ci credeva quasi più, un insperato pareggio.
Rabbia, delusione, frustrazione …….(i puntini sostituiscono la sequela di imprecazioni a corollario) sono i sentimenti che agitano dirigenza, giocatori e tifosi rossoblù, la maledizione dei finali di partita ha colpito ancora!
Si allunga dunque a quattro la striscia di partite senza vittoria per il Bologna che ha raccolto la miseria di 2 punti nell’ultimo mese, spegnendo i sogni di grandeur che l’ambiente emiliano aveva iniziato a cullare dall’approdo di Joe Tacopina nella stanza dei bottoni, e dire che oggi tutto pareva volgere al meglio, dopo lo strepitoso gol, in avvio di ripresa di Cacia (giunto al quinto centro stagionale) che aveva scherzatoPiccolo con un tunnel e beffato Chichizola con un beffardo pallonetto.
E invece… Anche oggi, come contro il Livorno e contro il Brescia, sono stati gli ultimi minuti di gioco a fare la differenza: nelle ultime 4 partite infatti il Bologna è riuscito a buttare alle ortiche ben 8 punti, quelli che gli avrebbero permesso di comandare, in splendida solitudine, una serie B dai valori tecnici modesti, ma da quelli agonistici elevatissimi.
I rossoblù al Picco, contro la terza in classifica, hanno sempre tenuto in mano il pallino del gioco, facendo tanto possesso palla e alzando e abbassando i ritmi a proprio piacimento, annullando in pratica ogni velleità dell’avversario; ma, e qui viene il punto, a questa gestione ottimale della partita non ha fatto pendant una produzione adeguata di occasioni da rete, giusto un gran tiro di Cacia, sventato da Chichizola nel primo tempo e la splendida rete nella ripresa.
Cos’è mancato dunque ai felsinei per portarsi a casa i tre punti? La fortuna in primis, quella ci vuole sempre, ma bisogna anche sapersela meritare ed il Bologna di questi tempi pare sempre più un maturo professore che guarda alle glorie passate, si guarda allo specchio per rimirare quanto è affascinante, ma poi, stringi, stringi, manca di quella cattiveria e quel cinismo, diciamolo pure, di quella fame necessaria a trasformare in vittorie il buon lavoro svolto in campo!
Il killer instinct, che permette di uccidere l’avversario quando è in difficoltà, distingue la grande squadra dalla buona squadra, e oggi i rossoblu, come sta succedendo da un mese a questa parte, si sono confermati solo buona, e non grande, squadra.
Il sistema di gioco è funzionale agli uomini in rosa, le scelte iniziali di Lopez sono quelle giuste, la gestione dei cambi lascia sempre qualche perplessità, se non di più, ma, in campo, alla fine ci vanno i giocatori e se nel finale, quando l’avversario, ormai ferito e disperato getta il cuore oltre l’ostacolo attaccando a testa bassa, il Bologna si spegne e si smarrisce, perdendo distanze, tranquillità e… la testa, le responsabilità sono di tutti, non certo, e non solo, del Mister uruguaiano.
In vetta alla classifica poco è cambiato, per effetto dei tanti pareggi che hanno visto protagoniste le prime della classe, ma è ora che Lopez ed i giocatori facciano quadrato, si parlino e trovino nel segreto degli spogliatoi, la chiave per sovvertire un trend negativo che sta iniziando a preoccupare, non poco, un ambiente che vorrebbe solo vincere divertendosi…
fonte : VocidiSport
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