Ripensiamo per un attimo a quella che era la situazione del Bologna Football Club tra agosto e settembre.
Venivamo da una retrocessione ignominiosa, 29 punti in 38 partite, il peggior attacco di tutta la serie A con 28 gol, il minor numero di vittorie in campionato, cinque in tutta la stagione, partite al limite del vergognoso ed anche oltre, presi a pallate regolarmente ogni domenica, anche da squadre di bassa classifica, incapaci a fare tre passaggi di fila e di arrivare almeno solo nei pressi della porta avversaria. Per quanto riguarda la società, al comando c'era il ben noto ed ennesimo palazzinaro, il cui unico scopo era quello di costruire un centro tecnico in c#£o ai lupi, ehm, volevo dire a Granarolo, per favorire la propria azienda. Allo stesso proprietario delle sorti del Bologna importava davvero poco, come dimostrato dalla ripetuta vendita dei pezzi migliori per appianare i tremendi buchi di bilancio, fatti da un ds (minuscolo) che di calcio capisce poco e che aveva fatto firmare contratti faraonici a scarti di giocatori, pagandoli due o tre volte quello che squadre di metà classifica avrebbero sborsato per le prestazioni dei calciatori stessi. Lo stesso proprietario aveva candidamente ammesso che avrebbe fatto di tutto per terminare la stagione successiva, il che in pratica voleva dire che aveva le pezze al c#£o, ehm, intendevo che era sprovvisto dei capitali necessari. L'unica delle due mozze azzeccate era stata quella di cacciare il vecchio ds (sempre minuscolo) per affidare il mercato ad un DS (questo sì maiuscolo!) che ricostruisse del tutto una rosa indegna di mangiare i tortellini!
Aggiungiamo a questo uno stadio al limite del fatiscente, ”rimodernato” quasi 25 anni fa, oltretutto rovinando completamente la vecchia struttura in muratura, coperta con orrendi piloni di acciano azzurro e con seggiolini di un disgustoso giallo canarino e ormai ai limiti della praticabilità. Come se non bastasse, alle prime uscite ufficiali sembrava di non essersi ancora svegliati dall'incubo dell'anno precedente, eliminati in coppa Italia, in casa, da una squadra di categoria inferiore, facendo un punto nelle prime due partite, per altro affrontando due neo-promosse.
Ve lo ricordate? Io sì. Saliamo sulla DeLorean e torniamo ad oggi.
Abbiamo una rosa costruita con i pochi soldi (zero) allora a disposizione, ma che ora è una delle due-tre più competitive in assoluto nello scarso panorama delle serie B odierna.
Sono arrivati giocatori funzionali e di categoria, alcuni giovani promettenti e qualche scommessa, che nel gioco del calcio va sempre fatta.
La squadra, per quanto abbia buttato al vento otto punti in tre delle ultime quattro giornate, è in piena zona play-off, con una partita in meno rispetto a tutte le altre. Soprattutto le prestazioni sono, da fine settembre, migliorate nettamente. Nelle ultime undici partite, solo in un caso il Bologna è stato messo sotto, per quanto stesse vincendo a dieci minuti dalla fine. Per il resto, su ogni campo in trasferta, la squadra è andata ad imporre il proprio gioco, fornendo ottime prestazioni e facendo valere il proprio maggiore tasso tecnico.
In casa abbiamo spesso assistito a vere e proprie barricate da parte degli avversari, anche da quelle in alto in classifica, a dimostrazione che il BFC, quando entra sul rettangolo verde, incute timore negli avversari! I punti lasciati per strada sono sotto gli occhi di tutti (e nella bocca di troppi, se mi è concesso), ma forse solo ora che anche le altre davanti a noi cominciano a fare lo stesso, ci possiamo rendere conto meglio di quanto sia fisiologico in ogni sport avere dei momenti di sbandamento e raccogliere meno di quanto meritato. Anche e soprattutto nel campionato di calcio italiano di serie B, che è per tradizione lungo, difficile e pieno si sorprese dietro l'angolo in grado di ribaltare ogni pronostico. Esaminando la rosa nel suo complesso, potrebbero bastare quattro innesti di numero per far fare il salto di qualità definitivo all'undici rossoblu. Magari riuscendo pure a smaltire nell'organico (di altre squadre) quegli esuberi che tuttora sono un fardello non indifferente sulle casse societarie. A pensare al mercato ci sarà, come credo sappiano anche i sassi per quanto manchi l'ufficialità, uno dei migliori DS degli ultimi 15-20 anni.
Come mai ci sarà questo personaggio? Perché nel frattempo il 14 ottobre è diventata una data storica per la storia del Bologna Football Club: il palazzinaro è stato sostituito da una cordata di imprenditori nordamericani che di pilla ne hanno.
Il nuovo presidente ha compiuto gesti che a noi latini saranno sembrati da parac#£i, ehm, volevo dire esagerati, ma che testimoniano un cambiamento radicale di attenzione verso quello che il Bologna è stato fino a 50 anni orsono, ”la squadra che tremare il mondo fa”! Forse saranno stati gesti dettati da un pizzico di interesse e non solo per amore, ma che nella mentalità nordamericana significano quanto meno un enorme rispetto per il glorioso blasone di questa società: visitare le tombe dei Grandissimi del passato, trasennare il simbolo del BFC perché nessuno lo calpesti, eleggere come Presidente Onorario un ex-proprietario, ricordato da tutti come il migliore dopo Dall'Ara, sono tutti gesti che ci fanno capire come il vento sia completamente cambiato.
Certo, c'è stato un problema con la prima fidejussione e tutti ce l'abbiamo ancora negli occhi, ma questo primo e speriamo unico scossone, ha forse permesso di assestare quegli equilibri verbali, tramutandoli in rapporti di forza. Tradotto, il più ricco con ogni probabilità metterà i soldi e si prenderà il 51% delle quote, assumendo di fatto tutte le decisioni riguardanti il campo, ovverosia i giocatori e quei dirigenti deputati al lato tecnico e non puramente finanziario come altri. A proposito, il nuovo AD arriva dalla AS Roma, dove ricopriva lo stesso ruolo ed è sotto gli occhi di tutti dove sia ora quella squadra.
La stessa cordata, in uno dei primi appuntamenti con le istituzioni della città, ha fatto capire di essere interessata a rendere moderno e polifunzionale lo stadio. Ci vorrà ovviamente del tempo e ancora non si sa di preciso come sarà gestita la fase della ricostruzione, se si giocherà su un altro campo o come tutti speriamo i lavori verranno eseguiti settore per settore, mantenendo il Dall'Ara come propria casa, però già aver chiamato come architetto un designer di fama mondiale fa capire quanta attenzione sia rivolta in ogni settore.
Per finire, due parole sul lato che più interessa noi tifosi: il campo. Si gioca di domenica e già questo ci fa riassaporare quel gusto di serie A che tutti quanti rivogliamo al più presto.
Si disputa una partita contro una delle formazioni che fino alla fine lotterà per la promozione, quindi sarebbe d'obbligo prendersi tutta la posta in palio e allontanare quanto più possibile una diretta concorrente. Farlo in modo convincente, magari con due o più gol di scarto, sarebbe la ciliegina sulla torta. Sulla prestazione personalmente nutro pochi dubbi: sono tre mesi che il Bologna fa sempre la partita in maniera egregia e solo un calo di concentrazione nel finale ci ha fatto raccogliere meno di quanto meritato ”ai punti”.
Io ci credo, il periodo brutto prima o poi dovrà finire, sarebbe perfetto ricominciare a vincere proprio adesso che alcune certezze sembrano vacillare. Guardando i convocati, si aggiunge un altro tassello alle mie convinzioni: mi dispiace parlare male di giocatori che in fondo giocano coi colori rossoblu, ma ce n'è uno che in questo periodo è sembrato un talismano portasfortuna: entrato lui, senza che ne avesse tutte le colpe, il Bologna si è fatto rimontare. Al suo posto ci sarà invece un ragazzo della Primavera, che ha dimostrato di avere personalità (e speriamo un futuro) e anche questo è motivo di orgoglio
Sono convinto che la delusione per quanto lasciato per strada nell'ultimo mese si tramuterà in cattiveria e rabbia agonistica e che al triplice fischio esulteremo tutti.
Dedicare la vittoria ad un grande guerriero come Klas Ingesson sarebbe il massimo!
Fino alla fine, Forza Bologna!!!
Sasha Gallo, Il Bologna visto da Helsinki
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