Continua
piano piano a prendere forma l'organigramma del Bologna Football
Club.
La
strada, come era stata progettata ed annunciata fin dall'inizio, si
va lastricando di sempre più
piastrelle. Oltre ad aumentare il numero di soci, coloro che per
intenderci metteranno la moneta per i pagamenti ed il mercato di
gennaio, due sono le figure che principalmente ci riguardano da
vicino.
La
coppia A.D.-D.S.
Fenucci-Corvino
è quella che più di
ogni altro rivestirà un ruolo importantissimo per il futuro, che
tutti ci aufguriamo possa essere nella massima serie il prossimo
anno.
Il
primo,
per quanto figura
poco
considerata dai tifosi rispetto
al secondo,
è a livello finanziario invece importantissimo.
Il nuovo A.D. è
considerato
da tutti gli
addetti ai lavori come un
mago dei conti, per quanto ha saputo costruire, riducendo i costi ed
investendo i ricavi,
nella Roma che da due anni si gioca il campionato, proponendo forse
il più bel calcio d'Italia. E a Bologna anche i sassi sanno quanto
disastrate siano le finanze, con costi che ad oggi ci proietterebbero
a metà classifica di serie A. Purtroppo
più soldi non portano, nostro malgrado, più punti... Sono
anni che si va dicendo che i buchi di bilancio siano voragini senza
fondo, quindi ben venga un professionista serio, capace e stimato
come Fenucci, in
grado di rimettere in sesto questo lato fondamentale.
Tra
i suoi successi sportivi va ricordato anche il Lecce della metà
degli anni '90, di cui divenne Amministratore Delegato nel 1996,
assieme
proprio a Corvino, contribuendo
in parte ai successi sul campo della squadra, che ottenne due
promozioni consecutive.
Il
secondo è invece elemento
di
maggior spicco e forse per questo ancora più delicato, per diversi
aspetti. Nessuno vuole mettere in dubbio il valore indiscutibile del
futuro DS.
Per
lui parlano i fatti: a Lecce pescò dall'anonimato giocatori come
Vucinic, Ledesma, Bojinov, Chevanton, scovandoli in giro per il mondo
oppure facendoli salire dal settore giovanile alla prima squadra.
Passato
nel 2005 alla Fiorentina e potendo disporre di un budget per il
reclutamento più elevato, portò in viola il
primo anno tra
gli altri Toni, Frey, Pasqual, Jorgensen, Montolivo (coi
quali saranno centrate quattro qualificazioni alla Champions League
consecutive...),
Mutu e
Santana
l'anno seguente,
Gilardino, Vargas,
Felipe Melo e Jovetic
nel 2008, mentre negli
anni seguenti Cerci,
Nastasic, Ljajic. Le
qualità per scovare giovani o riproporre veterani in cerca di
riscatto quindi sono ammirevoli. Se
andiamo però a leggere i mercati di gennaio, dove teoricamente
potrebbe essere lui a condurre le danze, vediamo come siano stati più
i fallimenti (Mazuch, Van Den Borre, Lupoli, Da Costa, Castillo,
Nsereko per citarne alcuni) che le scoperte azzeccate. Visto da
fuori, Corvino sembra insomma un diesel, capace di carburare bene col
caldo dell'estate, ma un po' lento a entrare
a pieno regime
in
inverno.
Senza
dimenticare il mezzo miracolo portato a compimento da Fusco, il cui
unico acquisto non azzeccato al momento è Troianiello, frutto di
quel 4-3-3 che avrebbe dovuto diventare il nostro marchio di
fabbrica, prima con Zeman, poi con Lopez. Il tutto a costo zero!
Oltre
a questo fattore, praticamente
tutta la squadra ha con lui un rapporto diretto che con Corvino non
avrebbe. Sa bene chi ha giocato a calcio, quanto siano importanti i
rapporti all'interno della squadra, alle volte quasi sullo stesso
piano della bravura dei giocatori.
Non
vorrei insomma che Saputo, per imporre il
suo
predominio
sugli altri soci,
finisse per rompere il giocattolo che fino a 2
settimane fa ci faceva strabuzzare gli occhi dallo stupore.
Oltre
a questo si dovrà poi trovare un ruolo anche a Marco Di Vaio.
La
mia idea sarebbe quella di continuare con Fusco, affiancato dall'ex
capitano come tramite tra giocatori e società, mentre Corvino
potrebbe magari lavorare nell'ombra, anche se sarebbe un segreto di
Pulcinella. A giugno invece potrebbe arrivare l'ufficialità del
salentino come DS, magari accompagnato da un paio di colpi portati a
termine sotto traccia, per
presentarsi in pompa magna.
Magari
facendo Fusco capo degli osservatori.
Se
invece Saputo dovesse puntare i piedi, beh in quel caso terrei
comunque Fusco all'interno
della società, come
figura di collegamento, affiancandogli Di Vaio, in maniera che
quest'ultimo possa farsi un po' le ossa da dirigente e magari carpire
qualche segreto del mestiere.
Sasha Gallo, Il Bologna
visto da Helsinki

Nessun commento:
Posta un commento