L’annuncio di Mancini all’Inter, fidejussione sì, fidejussione no, frattura tra Tacopina e Saputo, ilBologna F.C. torna a Guaraldi, le ultime 48 ore sono state per la città e la tifoseria felsinea un vero stillicidio di voci, illazioni, ipotesi; la stampa cittadina, nel ruolo di novella Cassandra, ha dipinto gli scenari più foschi e fantasiosi per la nuova società ‘americana’.
Sui bus, nelle strade, sulle tribune, siamo tornati ad ascoltare discorsi preoccupati e a vedere facce smarrite: ”perchè tornare a sognare in grande per poi scoprire che era solo fumo sparso con generosità a nascondere il solito nulla e la abituale triste realtà?”
Come poteva reagire la squadra a questo clima mesto, a questi interrogativi senza risposte, a queste paure tornate palpabili?
Nell’unico modo, quasi inevitabile, perdendo una partita già vinta, facendo un assurdo ‘harakiri’ negli ultimi sette minuti di partita, quando il peggio pareva ormai passato da un po’.
Il Brescia, reduce dall’1-3 casalingo contro il Pescara, lontano in classifica con i suoi 14 punti, pareva l’avversario ideale, una sorta di vittima sacrificale da dare in pasto ad una tifoseria vogliosa solo di tornare a gioire risvegliandosi da questo incubo mediatico di mezzo novembre.
L’inizio del match, con Lopez che schiera l’11 tipo con il rientro di Acquafresca al fianco di Cacia, sembra suffragare le attese, la squadra si muove bene, con velocità ed idee chiare, con gli attaccanti che svariano e si propongono, un paio di occasioni in apertura, poi, a metà primo tempo, la rete, quasi liberatoria di Cacia, tornato al gol dopo un mini digiuno, abile a ribadire in rete una corta respinta del portiere ospite su conclusione dal limite di Büchel.
Ma, improvvisamente, ed in modo del tutto inatteso, la luce dei rossoblù si è spenta, la squadra, inspiegabilmente titubante e timorosa, si è ritirata indietro offrendosi agli attacchi a pieno organico delle ‘rondinelle’ che, nella mezz’ora a cavallo delle due frazioni di gioco, hanno costantemente menato le danze schiacciando i felsinei nella loro metà campo, guadagnando corner su corner e tenendo sul chi vive una difesa che ha spesso vacillato, ma non ha ceduto.
Poi sono arrivati i cambi e, ancora una volta, le scelte di Mister Lopez, con il senno del poi, si sono rivelate sballate, i nuovi entrati Abero, Troianiello ed Improta (rispettivamente per Buchel, Zuculini ed Acquafresca) hanno avuto un impatto negativo sul match, proprio quando la pressione ospite si stava esaurendo e ampi ed invitanti spazi si aprivano alle ripartenze emiliane.
Stasera, come spesso accaduto in questa stagione, il Bologna è mancato di cinismo sbagliando l’ultimo passaggio e la conclusione in porta, mandando così alle ortiche almeno 3/4 facili opportunità.
Come spesso accade, quando si sbaglia troppo si viene puniti, e, puntuale, si è concretizzata la doccia fredda, nel momento in cui i lombardi parevano ormai sulle ginocchia, quasi vinti, sono arrivati, per leggerezza e dabbenaggine della retroguardia di casa, due gol negli ultimi 7′, entrambi su cross provenienti dalla fascia destra, il primo per la testa dell’airone Caracciolo, il secondo per la spaccata di Morosini.
La frittata è stata completa, la gente ha assistito sgomenta e stralunata agli ultimi istanti di partita con la convinzione sempre più marcata di vivere una notte da incubo, in una serata stregata, e dire che Halloween è già passato da un paio di settimane…
Cosa si può aspettare ora il tifoso rossoblu?
Una squadra che riprenda la via smarrita in quel ‘maledetto’ sabato di Livorno e non più ritrovata, ma, soprattutto, una società seria, con galantuomini nella stanza dei bottoni, è giunto il tempo dei fatti, non delle parole… Non più!
fonte VociDiSport
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