Il momento brutto è arrivato.
Tutti credo fossimo coscienti del fatto che il Bologna non fosse strutturato per un dominio totale ed assoluto della serie B, visti i problemi per l'iscrizione risolti solo vendendo gli unici buoni presenti in rosa e la campagna acquisti fatta più col piattino delle offerte che con soldi veri (pari a zero, ricordiamocelo!).
Nonostante questo l'undici rossoblu è dove dovrebbe stare, in piena zona play-off, più o meno quello che ci aspettavamo e speravamo.
Veniamo da un periodo che ha visto la squadra buttare al vento otto punti che sul campo erano stati meritati. Questo è il punto! Il Bologna a partire dalla sciagurata sconfitta interna col Crotone ha svoltato sul piano del gioco ed ha sempre imposto il suo gioco, prima facendo ottimamente girare il pallone e poi soffrendo il giusto una volta in vantaggio.
La serie B di quest'anno è di livello inferiore rispetto agli ultimi dieci anni a mio avviso: mancano squadre come Palermo, Sassuolo, Torino, Atalanta costruite per vincere subito e le prestazioni del Bologna lo confermano. Nessuna formazione ci ha mai messo sotto, anzi in quasi tutte le gare siamo stati noi a fare la partita, a tenere il possesso palla ed a costruire le migliori e maggiori occasioni da rete.
Ci è voluto un mese abbondante di competizioni ufficiali a Lopez per capire che il 4-3-3 su cui si era basato il mercato non era il modulo per esaltare le caratteristiche dei giocatori.
Dopo quel mese gli aggiustamenti correttivi sono stati diversi e tutti azzeccati: Laribi è passato da spaesato attaccante esterno piuttosto in confusione a funzionale trequartista. Certo, ogni tanto gli manca il colpo vincente, come se mancasse una figura per fare un punto, però è fondamentale per gli equilibri della squadra, corre, difende e si propone in avanti, come testimoniano i due gol messi a segno, entrambi pesanti. Seconda mossa azzeccata è stata rivalutare Robert Acquafresca. Per tre anni è stato un oggetto misterioso a Casteldebole, però il giocatore in serie B può fare la differenza e per quanto fatichi un po' a buttarla dentro, l'impegno e le tante cose utili che fa per la squadra e per aprire spazi a Cacia le vede chiunque capisca di calcio. Lo stesso attaccante calabrese, dopo un buon inizio con due gol in tre partite, ha pagato un inevitabile periodo di appannamento, anche e soprattutto in zona gol, per via della preparazione saltata. Oggi arriva da tre gol in cinque partite, una media che lo porterebbe a una ventina di gol totali.
L'ultimo assestamento agli undici titolari è stato far accomodare in panchina Troianiello.
Detesto parlare male di un giocatore della rosa, preferisco sostenerli, in queste pagine come quando andavo in curva Bulgarelli; fischiare un giocatore serve soltanto a farlo giocare peggio. Mi sembra però evidente che Gennaro non faccia poi molto per farsi amare, come atteggiamento in campo e come contributo nella sostanza, pari a zero. Non ricordo giocate importanti o assist a parte quello del pareggio contro l'Entella. Alla seconda giornata. Il sette settembre... Eppure di partite ne ha saltate poche, anche partendo dalla panchina. Non osservo i giocatori allenarsi ogni giorno come fa Lopez, però francamente neppure capisco questa ostinazione nel metterlo sempre in campo visti gli scarsi risultati.
Ho letto di feroci critiche all'alllenatore e addirittura di possibile esonero, però mi paiono voci ingenerose: il Bologna da tre mesi è cambiato radicalmente. Ripensiamo alle partite con L'Aquila, con l'Entella e col Crotone per vedere quanto si sia fatta sentire la mano del mister nel cambiare pelle ai rossoblu.
Di errori ne ha fatti e sono sotto gli occhi di tutti, però parlare di panchina a rischio secondo me è solo dannoso. La coperta a disposizione è quella che è, lo hanno capito anche i sassi che qualche correttivo sostanzioso andrà fatto a gennaio, ma la base è di buona qualità, ricordando anche il livello basso della B di quest'anno. Un mese fa ero convinto che i cambi fossero all'altezza dei titolari e non ho cambiato idea, però sembra che oltre che corta, la coperta venga arrotolata in buona parte sotto il cuscino.
Essendo italiano, ovvio che il mio secondo mestiere sia quello di allenatore, quindi mi permetto di dare due consigli gratuiti.
Detto di Troianiello, mi sembra che il secondo giocatore su cui ama insistere sia Abero.
È vero che a Bologna, una volta bollati come brocchi, alcuni calciatori finiscano sempre e comunque dietro la lavagna e vengano criticati a prescindere dalle loro prestazioni, però è altrettanto evidente che sembra ci sia una maledizione su Matias: entra a Livorno e il Bologna passa da 1-2 a 3-2, entra col Brescia e da 1-0 perdiamo 1-2, entra a La Spezia e subiamo l'1-1. A ben vedere non ha colpe particolari: se Ferrari commette fallo da rigore su Galabinov e Stojanovic si fa uccellare dal tracciante di Biagianti in Toscana, se Oikonomou dopo una partita sontuosa si fa beffare due volte dagli attaccanti lombardi e se Piccolo viene lasciato solo a colpire di testa in area, ovvio che non si possa accusare solo l'uruguagio, però l'aspetto che mi ha colpito più di altri è stato che il Bologna va in crisi una volta che cambia modulo. Questa squadra dà il meglio di sé con il 4-3-1-2. E basta! Cambiato quello scompaiono tutte le sicurezze ed il modo di stare in campo dei giocatori.
Abbiamo ritrovato Diego Perez. È ancora fuori forma e gli manca il ritmo partita, però se serve un mediano per una ventina di minuti, giochi lui al posto di Zuculini o Bessa o Buchel. Se bisogna dare fiato agli attaccanti, entri Improta che pure lui ha bisogno di rimettere minuti nelle gambe.
Sostituire un mediano con un esterno, Troianiello o Abero che siano, purtroppo finisce per mandare a gambe all'aria tutte le certezze costruite in 70 minuti di predominio territoriale, oltretutto giocando a Livorno e Spezia, che puntano alla promozione. E pure il Carpi ed il Trapani, con le stesse aspirazioni, sono venuti qui a fare le barricate.
Merito di un Bologna che su ogni campo e contro ogni avversario ha sempre fatto la partita, tenendo palla e meritando quasi sempre la vittoria.
Facendo i conti, è vero che siamo a sei punti dalla vetta, però le prestazioni non sono mai mancate. Basta solo limitare al massimo gli errori, di squadra e dalla panchina.
Il momento brutto è arrivato e ne paghiamo le conseguenze, ma ora restiamo vicini ai giocatori ed all'allenatore e facciamo sentire loro tutto il nostro calore. È stata solo una tempesta, il sole è dietro le nuvole, sta a noi allungare il collo oltre e guardare avanti con fiducia!
Sasha Gallo, Il Bologna visto da Helsinki
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