Altroché le fideiussioni
Voglio proprio vedere se qualcuno continuerà a dire che la partita di ieri sarebbe dovuta passare in secondo piano. L'argomento principe doveva esser quello relativo alle fideiussioni, sapere se Tacopina è puffarolo o se ci si può fidare. Certo, come no. Da che mondo è mondo il giorno della partita si pensa alla partita. Punto. Attenzione, non sto dicendo che la sconfitta è figlia di una distrazione esterna, anche perché il Bologna era riuscito addirittura ad andare in vantaggio, ma quando si trascura quello che può succedere su un campo da calcio alla fine poi si viene bruscamente risvegliati dal risultato al novantesimo. Tutti a chiedersi “oddio, ma se torna Guaraldi?” mentre invece il Brescia ci sfilava da sotto il naso un’altra vittoria ormai in pugno anche se ben lungi dall’essere meritata. Come se non bastasse, per l’ennesima volta la nostra infinita bontà ci porta a far resuscitare una squadra reduce da una sconfitta casalinga impresentabile e invasa dai debiti. Ecco, proprio ieri avevo sottolineato come le difficoltà societarie siano in grado di ricompattare una squadra attorno al proprio spogliatoio e al proprio allenatore. Esattamente quello che è successo al Dall’Ara. Ora, passando ad un ragionamento più tecnico, balzano agli occhi due cose. La prima riguarda il mister. Lopez ha la responsabilità della sconfitta di Livorno e di quella col Brescia. Al Picchi togliere l’unica punta ha fatto schiacciare la squadra, ieri invece non hanno avuto una logica razionale le scelte di Troianiello - al posto di un Zuculini irruento ma fondamentale per il centrocampo - e di Abero sulla mediana quando invece sarebbe stato preferibile uno tra Bessa e Perez. Soprattutto il primo che nel ruolo di mezzala ha già dimostrato di saperci fare. Il Bologna ha finito con Morleo terzino, Improta ala e appunto Abero in un ruolo non ben definito, una scelta che ha sostanzialmente consegnato la fascia sinistra al Brescia bravissimo ad approfittarne con Bentivoglio e il neo entrato Valotti. Voglio mantenere una posizione di equilibrio per non fare come quelli che salgono su e giù dal carro ogni due secondi, sentenziando prima le qualità dell’allenatore salvo poi affossarlo e denigrarlo ai primi inciampi. Un minimo di equilibrio va mantenuto, semplicemente perché quando una squadra vince c’è spesso la mano dell’allenatore e, molte volte, anche quando perde. Se nelle sette partite coincise con altrettanti risultati utili Lopez non ha sbagliato una virgola, negli ultimi tre match suoi gravi errori hanno privato il Bologna di sei punti in più in classifica. Sono le vittorie mancate con Livorno e Brescia, partite in pugno e addirittura terminate con una sconfitta.
Le attenuanti possono essere ben rappresentate da una rosa corta, ma proprio per questo motivo sarebbe necessario azzeccare il più possibile i cambi e non deragliare alle prime difficoltà. Tra l’altro, questo difetto di non incidere con le sostituzioni sembra essere un problema cronico che affligge quasi tutti gli allenatori che si siedono sulla panchina rossoblù. Chiudo la questione tecnica sottolineando come il calendario ora si faccia davvero duro con il timore decisamente fondato che questa sconfitta potrebbe ripercuotersi sulle future partite, perché si tratta di una batosta non indifferente e che qualche scoria la lascerà. Ad ogni modo (e su questo qualcuno dovrebbe intervenire) il fatto che Olivera confermi la sua carriera da killer privandoci di Buchel senza nemmeno beccarsi un cartellino, conferma il fatto che tutto sommato a livello nazionale contiamo ancora poco.
Detto questo, non posso esimermi da un commento sulla vicenda fideiussioni. Non l’ho fatto ieri proprio perché volevo soffermarmi sul match e su come possa essere rischioso trascurare una partita. Dunque, ribadisco ancora una volta un concetto: nella giornata di ieri Joe Tacopina non era chiamato a versare la seconda parte di aumento di capitale ma semplicemente a fornire una garanzia fideiussoria. Lo sottolineo perché il rilascio di questo documento non avrebbe portato all’entrata di denaro nelle casse del Bfc. Inoltre, il presidente ha sostanzialmente presentato il nome di un istituto di credito disposto a fornire la fideiussione ma questi non sarebbe stato di gradimento a Guaraldi. Segno che comunque una fideiussione era in procinto di essere redatta. Ora, la mia posizione è molto chiara: mi piacerebbe che la coppia Tacopina-Saputo si ricomponesse dando vita a una gestione perfetta dal punto di vista economico e di comunicazione. Sotto il profilo mediatico Tacopina è imbattibile mentre la forza finanziaria di Saputo ci farebbe dormire sonni tranquilli. Detto questo, se gli americani hanno firmato un contratto di vendita in cui c’è scritto che dopo aver versato sei milioni di aumento di capitale (più uno di anticipo come liquidazione ai vecchi soci), il Bologna può tornare gratis a Guaraldi in caso di mancato rilascio di un pezzo di carta, bè, avremmo a che fare con personaggi da internare e soggetti a raggiro da una Wanna Marchi qualunque. Impensabile. Escludendo quindi un ritorno guaraldiano, attenderei gli eventi e la presentazione di una nuova fideiussione presso altro istituto bancario prima di sfornare strali e invettive verso il nuovo cioccapiatti di turno. Sembrava che qualcuno non vedesse l’ora di potersi scagliare contro i nuovi arrivati, forse mosso da una improvvisa malinconia verso quello che è stato. Meglio Guaraldi o il Zanetti sempre pronto ad aspettare sulla riva del fiume, senza dimenticare Porcedda che oltre a non pagare prelevò pure denaro dalle casse del Bfc. Ne abbiamo sentite di tutti i colori, anche con toni duri, con linguaggi poco consoni e, soprattutto, per nulla eleganti. Siamo provincialotti proprio per questo motivo. Sono basito, aspettare un quadro più chiaro della situazione forse pareva brutto. Personalmente mi attengo ai fatti, Tacopina - forse per leggerezza - non ha prodotto una fideiussione con determinati requisiti ma ieri ha ammesso di essere pronto a presentarne un’altra presso un istituto di credito più consono. Dall’altra parte, Guaraldi non può tornare in sella (6 milioni per mandare avanti la baracca li trova solo se vince al superenalotto) e molto probabilmente arriverà una proroga. Attendiamo l’evolversi della situazione e quali dinamiche si instaureranno con l’investitore principe Joey Saputo. Se poi, in conclusione, quella fideiussione dovesse davvero arrivare e il 15 dicembre la compagine americana versasse tutto il restante copeco (termine molto abusato ultimamente), qualcuno potrebbe rimanerci molto male. Sembra quasi ci sia una voglia matta di sguazzare in mezzo alla melma perché tranquilli non ci sappiamo (e non ci vogliamo) stare. Siamo fatti così. E non è un pregio.
Fonte:http://www.tuttobolognaweb.it/
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