Il Bologna, dopo 4 successi consecutivi, si presenta al cospetto di un Pescara, caduto in casa contro la Ternana dopo un trittico di successi, voglioso di continuare la sua rincorsa alla promozione diretta. Gli acquisti di Corvino (Sansone, Mbaye e Mancosu), e quelli in dirittura d'arrivo (Gastaldello e Krsticic, che saranno ufficializzati lunedì), hanno ulteriormente 'gasato' l'ambiente che vuole continuare a sognare in grande. Lopez non cambia il modulo che l'ha portato al secondo posto: spazio dunque al 4-3-1-2, con Masina a sinistra, Buchel a centrocampo e Sansone ad affiancare Cacia in attacco.
L'approccio al match, come sta succedendo da qualche turno a questa parte, è più che soft, tanto che è Coppola, nei primi 4', a doversi esibire in due difficili interventi su conclusioni dalla distanza deviate dai difensori di casa, poi le squadre si assestano e succede poco, di emozioni vere non c'è traccia.
Il Pescara gioca raccolto in 30 metri, stretto in due linee che chiudono tutti i varchi, ma è sempre pronto a ribaltare l'azione partendo coralmente con gli avanti che dialogano bene in velocità. I rossoblù, un po' svagati, provano a cercare la testa di Cacia o la figura di Sansone, abile ad addomesticare e difendere ogni lancio che gli arriva, sulle fasce però Ceccarelli e Masina sono meno precisi e tempestivi del dovuto e, di occasioni clamorose, il Bologna non ne avrà per tutto il primo tempo. Il centrocampo gira a scartamento ridotto, Buchel non è quello di inizio stagione, Casarini è generoso ed ovunque, ma, quanto a precisione nelle conclusioni e nell'ultimo passaggio, meglio non parlare.
In avvio di ripresa il Bologna sale di giri e riesce a chiudere il Pescara nei propri 30 metri per una ventina di minuti e finalmente anche Fiorillo è costretto a compiere un paio di interventi non semplici, l'intesa tra Cacia e Sansone sembra già accettabile, le loro conclusioni accendono le speranze dei fans felsinei, ma il bersaglio grosso non è mai colpito. Lopez manda in campo anche Mancosu prima, e Mbaye dopo, ma la sostanza non cambia, il pressing scema, la stanchezza cala, la lucidità lascia spazio alla frenesia, che è sempre cattiva consigliera e fa rima con l'imprecisione. Se l'ex Trapani ha pure una palla gol nitida, che spreca facendosi ribattere dalla difesa la conclusione ravvicinata, l'ex Inter Mbaye solleva subito dubbi attirandosi fischi e mugugni per il suo approccio al match molle e inconsistenze, corre male, sbaglia passaggi facili, è chiaramente un pesce fuor d'acqua, la sufficienza con cui si muove e tocca la palla, immaginiamo, gli costeranno un paio di partite in panchine a guardare gli altri e ad entrare nello spirito del gruppo.
Il pari finale non fa una grinza, il Pescara merita ampiamente il punto che lo tiene in corsa per i play off, il Bologna se lo tiene ben stretto perchè, se è vero che scende a -8 dal Carpi, vittorioso in rimonta con il Crotone, guadagna invece un punto sul Livorno, sconfitto a Latina.
L'impressione è che la squadra rossoblu che, faticosamente, aveva trovato la quadratura del cerchio, con i nuovi arrivi deve essere smontata per essere poi assemblata in altro modo, si è visto, nella parte finale della ripresa, il ritorno al 4-3-3, e non è detto che dietro in futuro possa mettersi anche a 3; insomma tanti nuovi crucci e problemi che il buon Lopez è costretto ad affrontare e risolvere, al più presto, per non rovinare quanto di buono si è costruito fin qua. A lungo andare la maggior qualità inserita dovrà pagare, ma oggi, si è vista solo confusione, imbarazzo e qualche meccanismo di troppo inceppato...
fonte voci di sport
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