giovedì 16 ottobre 2014


Per non creare ulteriori polemiche, spieghiamo perchè e come è nato questo gruppo. Mattia Maronelli è stato redattore di un giornale online del Bologna, ma si accorse di non essere pienamente soddisfatto ad avere quell'incarico, in quanto la sua necessità era di volere sensibilizzare più persone per condividere la sua emozione, ela sua passione per il Bologna calcio. Così coinvolse alcuni di noi a creare un indirizzo web per poi formare un gruppo all'interno di facebook. Iniziò tutto quasi per “gioco” per divertimento, fino alla scelta di "www.noi,tifosirossoblù.blogspot.com" che in un secondo momento cambiammo in "iveritifosidibologna.club" semplicemente perchè abitiamo tutti a Bologna. E' chiaro che il gruppo formatosi successivamente è stato denominato i veri tifosi del Bologna proprio per poter accogliere chiunque provasse la nostra stessa passione.Inizialmente voleva essere un gruppo ristretto perchè allargandolo avrebbe significato dedicargli più tempo e meno alla nostra vita privata. Ma nel momento in cui le domande d'iscrizione triplicarono, ci siamo ritrovati per decidere sul da farsi. Troppo forte la voglia di creare una sinergia tra tutti noi, ed in una collettività si sa che ogni strada porta ad una meta buona e per essere soddisfatti basta sapere di poter raggiungere lo scopo prefissato. Così ciò che ci ha indotto, sollecitato, riattivato è stato il piacere e la soddisfazione nel poter creare una sorta di unione, una compattezza forte e importante, per cui abbiamo voluto dirigere il traffico dei nostri sentimenti e della nostra volontà in un unico senso: verso tutti voi. Ciò che ci da la spinta e la forza di continuare in questa impresa è la passione e non la curiosità o il “mi piace” in più. Cerchiamo di dare ad ogni emozione una personalità ad ogni stato d'animo un'anima. Ora siamo arrivati a più di 5.000 iscritti (SU FB) e 49.000 visualizzazioni NEL (BLOG) che vanno in crecendo, e questo non può che renderci felici. Riuscire a riunire così tante persone per un unico ideale è qualcosa di meraviglioso ed eccitante. Lo scopo di tutto questo è anche di dar la possibilità a tutti quanti di conoscere altre persone ed eventualmente creare un'amicizia, perchè come diceva Totò: “Da cosa nasce cosa”. Noi crediamo in tutto questo e vogliamo perseguire la verità in ogni notizia senza interpretazioni personali, e così come le apprendiamo le riproponiamo a tutti voi per rendervi partecipi ad una eventuale discussione sempre condotta con toni pacati. Cosa c'è di più bello nel potersi scambiare idee e propositi parlando della squadra amata? Grazie veramente di cuore a tutti quanti per ciò che ci regalate quotidianamente con il vostro interessamento e la voglia di sapere e scoprire sempre quello che ci accomuna, ovvero la fede nel Bologna fc


mercoledì 7 ottobre 2015

Road to Wembley. Premier League 2015/16


Saturday 3 – Sunday 4 October 2015


Aston Villa v. Stoke City   0-1.


Mi piange il cuore nel vedere i Villans ridotti così. Ammuffiti in un angolo della periferia pallonara, sperando di elemosinare almeno un punto in casa contro lo Stoke City.

Una difesa catramosa. Un attacco vergognosamente impotente.

Al 55’ Arnautovic taglia in due la linea difensiva Claret&Blue e sfregia l’orgoglio del Villa Park con una facilità imbarazzante. Un tifoso tenta addirittura di colpirlo mentre esulta ( prontamente fermato dal servizio d’ordine) evidenziando tutto il nervosismo che si respira dalle parti di Birmingham. Situazione non facile.

Bene i Potters che a mio avviso si salveranno facilmente.

 

Bournemouth v. Watford   1-1.


Bella battaglia nel Dorset.
Le Cherries senza Callum Wilson( fuori sei mesi), si affidano a Glen Murray che sblocca il match alla sua prima da titolare. Tagliente cross di Ritchie e prepotente capocciata del ruvido centravanti celtico che fa impazzire il Dean Court.

Le ciliegie dominano, ma una colossale vaccata di Boruc regala ad Ighalo il gol del pareggio. Nel finale i rossoneri sbaglieranno anche un rigore e cacceranno nel pattume due punti fondamentali per allontanarsi dai bassi fondi. Watford che borseggia un pareggio francamente immeritato.

Manchester City v. Newcastle   6-1.


Pazzesco all’Etihad!!

Al primo -ed unico- tiro in porta, il Newcastle si porta in vantaggio grazie alla rabbiosa testata dell’ex Anderlecht Mitrovic.

Passano una ventina di lunghissimi, ottenebranti minuti,  poi si accende la luce azzurra di Manchester. Silva pontifica, Aguero sentenzia. Lo spagnolo scardina l’eretica difesa dei Magpies con sublime eleganza mentre l’argentino la condanna a morte. Due gol in due minuti per il “Kun”, che poi diventeranno cinque( 5!) in quindici! Alla freddezza barbara del cognato di Maradona, al visionario talento del canariano si deve per forza aggiungere l’inestimabile tecnica individuale di De Bruyne. Devastante impatto del trequartista belga in terra d’Albione; anche oggi un gol e due assist per il rossiccio fuoriclasse fiammingo.

Quando il City è in giornata, non ci sono rivali in tutta l’isola.

 

Norwich v. Leicester City   1-2.


Ennesimo colpaccio esterno di Ranieri.

Volpi già in vantaggio nel primo tempo col penalty di Vardy, trovano il raddoppio grazie ad un contropiede cestistico trainato da Schlupp ad inizio ripresa. Bellissimo, ma completamente inutile il gol della bandiera siglato dalla deviazione volante di Mbokani.

Foxes che salgono a quota quindici. Ormai non si possono più nascondere: l’obbiettivo dev’esser per forza un posto europeo!

Sunderland v. West Ham   2-2.


Spinto dalla disperazione, comincia fortissimo il Sunderland che trova subito il vantaggio con Fletcher sugli sviluppi di uno schema ben studiato. In meno di dieci minuti, si ripetono con Lens, che tinteggia un pallonetto in corsa da fare invidia a Totti e Zidane.  Poi però -con lo scorrere del tempo-  vengono fuori tutti i limiti dei biancorossi. La difesa si fa intontire da Moses che da solo ne ammalia tre, prima di servire a Jenkinson l’assist per il gol che riporta in partita gli Hammers. Nella ripresa i padroni di casa sprecano l’impossibile e vengono purgati da Payet, bravo a ribadire in rete la fantozziana respinta di Pantillimon.

Finisce due a due.

 Stadium of Light imbufalito con i suoi ragazzi cheadesso bivaccano all’ultimo posto insieme ai rivali storici del Newcastle. Il West Ham invece, racimola un altro bel punto in rimonta.

Chelsea v. Southampton   1-3.


Probabilmente il sequel de” la ragazza del treno” (fantastico best seller ambientato a Londra di Paula Hawkins), sarà il “ portoghese di Stamford Bridge”. L’involuzione dei Blues è qualcosa di perverso, di massonico e di non scientificamente spiegabile.

Intendiamoci, i Saints non rubano assolutamente nulla, ma è chiaro che andare a Londra e fare tre pere al Chelsea è possibile solo se quest’ultimi arrivano allo stadio con la stessa voglia con cui si va dal dentista.

Il diamante di William su punizione illude Abramovich (e tutto le Shed), ma finirà per esser solo il classico canto del cigno. Al 43’ Davis pareggia con un discreto krapfen alla crema di contro balzo. Al 60’ Manè approfitta della putrefatta difesa del Chelsea per siglare il vantaggio ospite, mentre al 72’ è il nostro Grazianone in contropiede ad infilzare Begovic per la terza volta uccidendo definitivamente il match.

Il Chelsea, Mou, i dinari di Roman tutti insieme al quart’ultimo posto insieme al minuscolo Bournemouth: quel poco che resta di uno sport per soli milionari.

Molto bene il Southampton. Ottima gara di Pellè e classifica che torna a sorridere un pochino.

Everton v. Liverpool   1-1.


Di derby ce ne sono tanti in Gran Bretagna, ma penso che solo il famigerato “Old Firm” di Glasgow sia più affascinante di questo. Il primo” Merseyside derby” si giocò proprio in questo stadio addirittura nel 1894 (vittoria dell’Everton 3-0).  Inoltre i due impianti ( Goodison Park ed il famoso Anfield Road) distano meno di trecento metri: c’è solo un verdissimo parco a dividerli.

L’incontro è tradizionalmente spigoloso e molto equilibrato.

Mignolet salva la baracca rossa con una paratona sublime sull’incornata di Naismith. Il palo di Goodison Park invece tiene a galla i Toeffes.

Il duello si risolve nel finale di primo tempo. Al 41’, Ings viene inspiegabilmente lasciato saltare da solo a due passi da Tim Howard e non sbaglia. Quattro minuti dopo, Lukaku approfitta della confusione in area  Reds per spiazzare il suo connazionale e riequilibrare il conto.

Un punto che serve all’Everton per proseguire la striscia positiva, mentre costa la testa a Brandan Rodgers esonerato dopo  166 partite da manager del Liverpool.

Arsenal v. Manchester United   3-0.


Un Arsenal  tanto affascinante quanto mortifera  sbriciola le ambizioni dello United. Sanchez apre la festa dopo seicento secondi, con una deviazione di tacco degna di Hernan Crespo sul cross di un finalmente ispirato Ozil. Un minuto più tardi, è proprio il piattone del tedesco a trafiggere DeGea per la seconda volta. Al 19’ è ancora Sanchez a chiudere il party,  sparando  il più classico dei savoiardi a propulsione sotto l’incrocio. In venti minuti i Gunners  chiudono la pratica, spengono le luci dell’Emirates e si sparpagliano fra i pittoreschi pub di Kentish Town. Red Devils spaventosamente molli, dovranno riprendersi subito da questa legnata perché dopo la sosta andranno a far visita all’Everton.

Da oggi anche i Londinesi potranno fare la voce grossa nella corsa al titolo!

Swansea v. Tottenham   2-2.


Tottenham che continua dritto sul sentiero verso la maturità. Dopo aver battuto il City al WHL, esce con un bel punto dal Liberty Stadium di Swansea. I cigni vanno in vantaggio con il solito gollettino del frizzante Ayew ma gli Spurs pareggiano immediatamente con la punizione di Eriksen. Il misterioso autogol di Harry Kane riporta avanti i gallesi, ma ancora una volta il talento dello scandinavo dalla piazzola riesce a riportare il match in parità.

I Lillywhites  salgono a quota 13 arpionando l’Everton e mettendo nel mirino le altre due sorprese londinesi(Palace e West Ham).

Chissà che non sia giunta l’ora di riportare pubblico di Haringey fra l’upper class del calcio inglese …

Crystal Palace v. WBA   2-0.


Detta legge il Palace di Pardew fra le mura del vecchio Selhurst Park. Cabaye progetta, Puncheon e Zaha svolazzano sulle corsie costringendo Dawson e Chris Brunt al manicomio. Bolasie segna d’astuzia, il geometra francese su rigore: per i Baggies non c’è scampo. Le aquile londinesi nidificano inaspettatamente ai piani altissimi.

WBA che avrà l’occasione di rifarsi al The Hawthorns, dove fra quindici giorni arriverà il Sunderland.

 

                                        

 

Pos.
Club
Pld
Pts
1
Manchester City
8
18
2
Arsenal
8
16
3
Manchester United
8
16
4
Leicester City
8
15
5
Crystal Palace
8
15
6
West Ham
8
14
7
Everton
8
13
8
Tottenham
8
13
9
Southampton
8
12
10
Liverpool
8
12
11
Swansea
8
10
12
Watford
8
10
13
Norwich
8
9
14
Stoke City
8
9
15
Bournemouth
8
8
16
Chelsea
8
8
17
WBA
8
8
18
Aston Villa
8
4
19
Newcastle
8
3
20
Sunderland
8
3

    

 

 

Top scores


Player            Goals                 Team       


Vardy               7                       Leicester City


Aguero            6                        Manchester City


Pellè                 5                        Southampton


 


 

                   

Curiosità di giornata:


-          Bolasie non segnava al Selhurst Park da mille giorni esatti.

-          Incredibile statistica autunnale di Aguero: con la “manita” odierna, ha segnato 16 goals in 13 partite nel mese di Ottobre.

-          Brandan Rodgers saluta Anfield con un misero bottino: 166 matches, 83 vittorie, 41 pareggi e 42 sconfitte. Tanti Pounds spesi( circa 300 milioni) e zero trofei in bacheca.

-          Peggior inizio stagionale nella carriera di Mou. Mai stato così a lungo nei bassi fondi …

Nel prossimo turno …


Anche nella perfida Albione ci si ferma per lasciare spazio agli impegni delle nazionali. Tra due settimane si tornerà in campo con un inedito scontro salvezza Chelsea – Aston Villa a contro bilanciare l’ancor più raro spareggio europeo fra Crystal Palace e West Ham. Potrebbe approfittarne il Tottenham, che ospiterà il nuovo Liverpool( di Klopp?) al White Hart Lane mentre si prospetta una gran battaglia fra Everton e Manchester United.

Sulla carta sarà tutto facile per il City che affronterà in casa il Bournemouth ….

Andre

 

 

 

 

 

 

 

MOUNIER: SIAMO UN GRUPPO GIOVANE, MA POSSIAMO RECUPERARE.

Il capocannoniere del Bologna Mounier ha parlato oggi alla stampa e ha analizzato il momento attuale del Bologna:
 “In carriera non mi era mai capitato di partire così forte dal punto di vista realizzativo, sono ovviamente molto contento dei tre gol ma non mi soffermo troppo a guardare le statistiche individuali perché contano i risultati di squadra. Indubbiamente però l’accoglienza che ho trovato in città e nello spogliatoio mi ha aiutato a fare subito bene“.
 Mounier a proposito del momento negativo della squadra viene dice: “Siamo un gruppo giovane che è stato anche assemblato tardi quindi è normale che serva tempo per affinare i meccanismi soprattutto a livello offensivo. Faticare a reagire quando si subisce un gol e non saper gestire al meglio le energie nel corso della gara sono proprio difetti tipici delle squadre con poca esperienza. 
 Ammetto che in squadra il morale potrebbe essere migliore ma sappiamo che le nostre avversarie non sono lontane e possiamo recuperare in fretta. La partita contro il Palermo in questo senso sarà fondamentale perché ci permetterebbe di affrontare il Carpi a quota sei punti. Sappiamo che per mantenere la Serie A dobbiamo fare punti in casa e contro le dirette concorrenti“.
 C’è spazio poi per una breve difesa del tecnico Rossi: “Nel calcio l’allenatore è sempre il primo a pagare ma il compito del mister non è affatto facile per i motivi che ho spiegato e credo che stia lavorando bene. Inoltre pur essendo giovani andiamo sempre in campo per fare il nostro gioco ed è un bel segnale“.
 Le ultime parole  di Mounier sono quindi dedicate al nuovo contesto professionale in cui ha iniziato a giocare da poche settimane: “Rispetto alla Francia devo dire che qui c’è molta più gente allo stadio e che il gioco è più duro. A Bologna mi trovo bene e amo la vostra cucina“.
Marco Bonciani.

i più forti di sempre: VAN BASTEN e NORDAHL



Nils Gunnar Nordahl  Hörnefors,(Svezia) 19 ottobre 1921Alghero,(Italia) 15 settembre 1995

Per permettergli di giocare a pallone ( a quei tempi in Svezia al calcio si giocava solo per divertimento) il Norkopping , la sua prima squadra di un certo livello, gli offrì un posto da pompiere e con quel soprannome lo ricordano i più.
Il Pompiere in realtà, faceva il fabbro tornitore in un paesino vicino al Circolo polare artico e ad un futuro nel calcio non ci pensava affatto.
Fu notato, però, da un allenatore ungherese che lo indicò alla Juventus che però, non ritenendolo adatto al calcio italiano, lo lasciò al Milan.
Nordahl era un agglomerato di 98 kg di muscoli per  185 cm. e si rivelò subito per quello che era, una vera e propria furia.
Nel suo incedere si trascinava dietro i difensori che avevano avuto la cattiva sorte di fronteggiarlo ,ma mai in modo scorretto, è d’uopo precisare che non ci troviamo di fronte ad un Chinaglia ,ad un Santillana o peggio ad un Suarez; Nordahl era correttissimo, piuttosto timido e aveva modi gentili ed affabili, dentro e fuori il campo., ma una forza fisica dirompente ed inarrestabile ed un tiro violentissimo.
Si narra che dopo una goleada alla Juve e a seguito dell’espulsione di Parola che aveva commesso un fallaccio proprio su di lui, Nordahl lo raggiunse all’ingresso del sottopasso dicendogli: “Scusa Carlo, mi dispiace per l’espulsione, ma non potevo non segnare”; inoltre che interrogato sul motivo per cui non tirasse i rigori (con la sua potenza avrebbe buttato dentro palla e portiere!) fosse solito rispondere che il rigore gli sembrava un’ingiustizia perché il tiratore avrebbe avuto molte più possibilità di segnare che il portiere di parare.
Innamorato a prima vista dell’Italia, fu determinante nel convincere i connazionali Gren e Liedholm a trasferirsi al Milan.
Il Barone, il Professore ed il Pompiere diedero vita ad un terzetto epico che tutti i tifosi di una certa età non possono non ricordare e che quello olandese, peraltro stellare, (Van Basten, Rijkaard, Gullit) avrebbe solo avvicinato
In carriera segnò 469 goal di cui 235 in serie A tra Milan e Roma (dove terminò la carriera agonistica)
Oltre all’Oro olimpico con la nazionale Svedese, vinse 4 campionati col Norkopping e 2 Scudetti col Milan.
A fine carriera lasciò completamente il calcio, ma il suo amore per l’Italia non venne mai meno, scegliendola ogni anno per le sue vacanze; l’ultima delle quali ad Alghero ove si spense a seguito di un infarto all’età di 74 anni.
Al 4° posto tra gli attaccanti di ogni tempo.






 Marcel “Marco” van Basten; Utrecht,(Olanda) 31 ottobre 1964

Il Cigno di Utrecht non si era aggiudicato questo soprannome per caso; uno dei centravanti più micidiali della storia del calcio, aveva, nonostante il metro e novanta di altezza, un tocco da rifinitore e una classe pari alle grande stelle della trequarti campo.
La sua carriera, che raggiunse momenti fulgidissimi con Milan ed Ajax le sue due uniche squadre, fu funestata da una sequela interminabile di infortuni che lo portarono ad un ritiro anticipato a soli trent’anni di età e a seguito di un calvario di due anni spesi nel tentativo di sistemare delle caviglie ormai prive di cartilagine articolare.
Carattere ombroso ma sempre cordiale e soprattutto, da buon olandese, incapace di bizantinismi e strategie comportamentali tese al gradimento del pubblico.
Elencare i suoi capolavori e i momenti eclatanti di una carriera breve ed intensa, sembra pratica superflua, essendo ben stampati nella memoria dei tifosi rossoneri e degli amanti del calcio tutti.
Tra i suoi allori, oltre al Campionato Europeo conquistato dall’Olanda col suo decisivo apporto, si devono ascrivere anche una Coppa delle Coppe,3 Campionati Olandesi e 3 Coppe d’Olanda con l’Ajax nonché 4 Scudetti, 2 Champions League e 2 Coppe Intercontinentali col Milan, senza contare i 3 Palloni d’oro e una Scarpa d’oro.
Totalmente mise a segno circa 300 goal e considerando la brevità dell’attività agonistica effettiva (tra i vari infortuni ed il ritiro precoce) salta subito all’occhio l’unicità di questo campione assoluto.
Come succede a tanti grandi calciatori, la successiva carriera di allenatore non ha dato grandi soddisfazioni; il tutto è culminato con le dimissioni dalla panchina dell’AZ Alkmaar a seguito di un periodo di forte ansia dovuta alla necessità di fornire prestazioni e successi in un mondo che macina uomini ed eventi.
Oggi è nello staff tecnico dell’allenatore della nazionale Blindt e sembra aver ritrovato la tranquillità che aveva perduto.
Al terzo posto assoluto tra gli attaccanti centrali di ogni tempo.

Finché la barca "non" va...lasciala andare.


Che sarebbe stato difficile era fondamentalmente prevedibile, che avremmo fatto fatica dappertutto si poteva anche immaginare, ma che dopo 7 partite avessimo solo 3 punti, onestamente in pochi se lo aspettavano, io per primo.

Credo ancora in questa squadra, anche se Rossi ha giá bocciato alcuni acquisti estivi tipo Crisetig e sta schierando fuori ruolo Ferrari dalla prima giornata in attesa non di Mbaye, ma bensí di Krafth (che dovrebbe essere disponibile da questa settimana), anche se Destro non segna nemmeno a porta vuota, anche se Brienza non é Diamanti, e anche se Mounier pur arrivando in sordina é l'unico che si sta mettendo in mostra.

Restano dubbi, fortissimi, su Giaccherini. Sicuramente l'esser stato fermo praticamente da Gennaio non lo sta aiutando, ma continuare a metterlo in campo come se nulla fosse ogni qualvolta il giocatore é disponibile secondo me é da pazzi.

Un po' in ombra anche Donsah, che non é di certo scarso e avrá tempo per dimostrare il suo valore, ma fino ad ora a centrocampo l'unico che ha impressionato é Diawara, che lo ricordiamo, doveva essere aggregato alla Primavera.

In difesa non troviamo la quadra, Rossettini é stato insufficiente praticamente sempre, Gastaldello non ha recuperato appieno dal grave infortunio, Maietta il campo non lo vede mai, Ferrari gioca a destra e il solo Oikonomou non riesce a tener su la baracca.
Masina come preventivato ad inizio stagione, é sicuramente un ottimo prospetto, giá ampiamente utile quest'anno, anche se forse avrebbe avuto bisogno di una compagnia esperta e valida in quel ruolo.

Ingiudicabile il portiere, lo ritengo esente da colpe, mentre a centrocampo paghiamo l'inesperienza, premesso che le qualitá non si discutono e che possa servire ancora del tempo per l'amalgama di un reparto totalmente nuovo con diversi elementi alla prima esperienza in Serie A.
Da segnalare la crescita di Taider (assente con la Juventus ma per un problema di poco conto) apparso un pochino piú brillante nelle ultimissime uscite, mentre Donsah deve recuperare dall'infortunio per poter dare il proprio contributo al centrocampo rossoblu che vedrá anche il ritorno di Zuculini entro fine anno.

Dell'attacco abbiamo giá parlato in precedenza, con il solo Mounier per il momento davvero positivo, mentre Giaccherini ha passato piú tempo in infermeria che in campo, e Destro pur giocando sempre non ha ancora trovato la porta.
Mancosu dopo il gol alla prima giornata non ha praticamente piú messo piede in campo, cosí come Acquafresca che si é visto poco e niente.
Personalmente avrei visto volentieri in campo il giovane Falco ma finora é stato utilizzato con il contagocce.
In bilico tra sufficienza ed insufficienza Brienza, l'unico capace di verticalizzare ed "inventare" la giocata, deve peró trovare continuitá di rendimento altrimenti la fantasia del reparto é azzerata.

Un quadro abbastanza desolante che rende bene l'idea di una squadra in grave difficoltá e che purtroppo merita la classifica che ha al momento, al netto di qualche episodio sfortunato che peró fa parte del gioco.

Serve una svolta che raddrizzi l'ambiente, giá a rischio di entrare nel vortice del pessimismo cosmico.

Servono insomma dei punti, possibilmente 3, giá contro il Palermo, altrimenti la panchina di Delio Rossi sarebbe a forte rischio.

La pausa per le Nazionali offrirá al tecnico la possibilitá di lavorare ancora sul gruppo e ricostruire mentalmente i ragazzi.

Nella speranza di non dover piú scrivere articoli simili, mantengo intatta la fiducia nella societá, il campionato é ancora lungo ma é evidente che dobbiamo svoltare il prima possibile.

Manuel Vasile.

martedì 6 ottobre 2015

Parla il "Mitico"Villa!

Renato Villa,il "MITICO VILLA" parla della situazione attuale dei rossoblù.



"Il momento non è per niente facile,per i ragazzi di Delio,e dalla crisi se ne esce solo lavorando tanto e con tranquillità!"
IL nostro Renato continua:
"Molte volte ,la voglia di dimostrare in campo che la classifica non è quella,porta i ragazzi a volere"strafare"facendo errori che poi paghi."
"Secondo me,continua il"Mitico"il Bologna ha un'ottima rosa,Mirante un buonissimo portiere,Rizzo ,Pulgar,Donsah,Diawara sono ragazzi "corteggiati" da mezza serie A e per i "veterani"Brienza,Giaccherini,Brighi e anche Tider,parlano le loro carriere e stà sopratutto all'allenatore riuscire a metterli bene in campo e trovare un'intesa che possa consolidare le loro potenzialità!"
Poi continua così:"Il Bologna "crolla"nei secondi tempi perchè i ragazzi non sono in condizione,errori come quello di avere fatto giocare Giaccherini non in perfette condizioni e anche aver rischiato Gastaldello con poco minutaggio sulle gambe sono purtroppo cose che "paghi",ma la ncessità di farli giocare portano queste situazioni"!
E per finire dice:"Quando si perdono tante partite,NESSUN ALLENATORE E'SICURO DI RESTARE!!!"...
Così dice il nostro"MITICO VILLA",giocatore che con la sua umiltà e attaccamento alla maglia si è conquistato un posto fisso nel cuore di NOI TIFOSI!!!



                RENATO VILLA UNO DI NOI!!!!!!

                                                                        Vincenzo Coppola

Franco,torna presto!

Ieri sera FRANCO ZUCULINI si è presentato davanti ai microfoni su una emittente TV parlando del suo ritorno,tanto atteso,in squadra.



"Se tutto và bene,il mio rientro è previsto prima di Natale".......e continua dicendo:"Non mi sono MAI tirato indietro per questi colori e questa maglia, l'anno scorso in serie B, e vorrei continuare a dare tanto anche in serie A per il Bologna!"....
TI ASPETTIAMO FRANCO,IL BOLOGNA HA BISOGNO DI UN "GUERRIERO "COME TE!!!!

                                                                                      Vincenzo Coppola

lunedì 5 ottobre 2015

NON CONFONDERE L'IMPEGNO CON IL RISULTATO.


Mentre mi accingo a scrivere questo pezzo la squadra è ancora in viaggio, immagino abbastanza mestamente, sulla via di ritorno da Torino.
Non era questa la partita da cui sperare di prendere punti per la classifica, troppo grande il divario tecnico tra le formazioni in campo, per quanto la Juventus fin qui vista non fosse nemmeno lontana parente di quella pluriscudettata degli ultimi anni.
La squadra sembra poterci essere, ma ancora non c’è; gioca bene a tratti, ma poi sparisce dal campo e lascia spazio al ritorno degli avversari. Oramai è diventata una costante quella del Bologna che gioca bene un tempo, che lascia intravedere qualcosa di interessante tra le righe ma che poi, inspiegabilmente, non raccoglie neanche le briciole.
Delio Rossi ha dalla sua tante attenuanti (squadra costruita tardi e male) ma anche la responsabilità dei risultati: eh già, perché non bisogna mai confondere l’impegno con il risultato! Durante la settimana lavoreranno pure bene, i giocatori; quello che conta però nel gioco del calcio è solo e soltanto il risultato delle partite.
Alcuni interrogativi sono d’obbligo: 1) come mai la squadra, pur essendo composta di tanti giovani, nel secondo tempo cala vistosamente di condizione? 2) perché Rossi non prova a cambiare modulo di gioco, visto che con quello attuale la squadra fatica e le perde tutte? 3) perché Mattia Destro viene puntualmente abbandonato lì davanti a combattere con i difensori avversari, e non viene coinvolto negli schemi d’attacco come succede con Maccarone all’Empoli, con Borriello al Carpi, con Pinilla all’Atalanta, con Paloschi al Chievo? Delio Rossi pensa forse che Destro debba servirsi da solo andando a rubare il pallone agli avversari, per poter segnare un gol?
Troppe cose non mi tornano in questo Bologna d’inizio stagione e non vorrei che la mancanza di risultati fosse più per queste cause, meramente tecniche, che per l’effetto di un’amalgama che ancora non c’è. Il nostro allenatore sembra quasi invocare un miracolo, quando parla di una scintilla che deve innescare l’autostima.. 
 
E del resto, come è possibile che i ragazzi possano conoscere una loro migliore autorealizzazione se continuano a perdere una partita dopo l’altra?
Delio Rossi deve assolutamente interrompere questa emorragia di punti e di risultati positivi; quei punti, per intenderci, a cui oggi nessuno presta attenzione ma che si riveleranno determinanti tra qualche mese per decretare chi ce l’avrà fatta a salvarsi e chi invece no. Non puoi certo sperare di fare quaranta punti nel girone di ritorno, anche se poi ad un certo punto la squadra dovesse iniziare a girare alla grande: i punti di oggi dovranno andare perciò a sommarsi a quelli della seconda parte del campionato, perché è chiaro che solo con quelli non ti salvi.
La partita contro il Palermo è, e dovrà essere per tutti, uno spartiacque con le precedenti giornate di campionato: perché perderne una ci sta, anche due, tre, quattro.. Ci stà di perdere con la Juve Campione d’Italia, ci mancherebbe. Ma poi basta, ci vuole una svolta, una sterzata poderosa, uno scatto d’orgoglio insomma!
A Delio Rossi la chance di indirizzare la stagione verso i giusti binari, trovando l’alchimia giusta e le chiavi del gioco di questa squadra che, a detta dello stesso Mister, non difetta di qualità al cospetto delle dirette concorrenti per la salvezza. 
Marco Di Simone.
 


 


FENUCCI : ROSSI RESTA .

Un film già visto e rivisto; sembra infatti di rivivere la surreale situazione dello scorso anno, quando la società tramite Fenucci confermava dopo ogni sconfitta l'allenatore Lopez, fino a sostituirlo solo alla fine.
Ieri, dopo sei sconfitte su sette partite e l'ultimo posto in classifica, Fenucci ha confermato la fiducia a Delio Rossi .
Queste le sue parole : " Delio Rossi rimarrà in panchina perchè sta facendo un buon lavoro e credo che alla fine i risultati verranno; la squadra ha giocato discretamente fino al 2-1.
Siamo ancora incompleti, perchè qualche giocatore importante non è a disposizione, per cui bisogna lavorare e continuare a migliorarsi domenica dopo domenica. Effettivamente la classifica sembra preoccupante, ma quello che mi interessa è come sarà alla fine del campionato. Siamo convinti che lavorando usciremo da questa situazione. Alle neopromosse può capitare un inizio di campionato difficile, sapevamo che con una squadra totalmente rinnovata ci sarebbero state delle difficoltà. Dobbiamo aiutare questi ragazzi nel processo di crescita perchè siamo fiduciosi nelle loro qualità. A questo proposito voglio ringraziare i tifosi che ci sono sempre vicini: hanno capito che questo è un progetto a lungo termine.
 Ora ci aspetta un ciclo di gare importanti e bisogna cominciare a fare punti perchè i punti portano fiducia."
Marco Bonciani.

La nuova sconfitta di Torino pone seri interrogativi sul lavoro di Rossi


Sotto le Due Torri tifoseria e addetti ai lavori sono più o meno equamente suddivisi tra sostenitori e detrattori di Delio Rossi e del suo lavoro.

Dopo la bruciante sconfitta interna contro l’Udinese molte voci si erano già levate contro il Mister romagnolo, incapace fin qui di far crescere una squadra giovane, composta da tanti prospetti di belle speranze che, però, fin qui, ha raccolto davvero pochissimo.

La società ha confermato la fiducia al Mister che ha proposto allo J-Stadium una squadra solo di poco diversa da quella della scorsa settimana, con il rientrante Gastaldello a guidare la difesa e Brienza dal 1’ a dar man forte alle punte.  

Il primo quarto d’ora ha regalato il miglior Bologna della stagione, coraggioso, propositivo, costante nell’aggredire alto una Juventus partita su ritmi bassi, la rete (la terza) di Mounier, già al 5’ sembrava aver indirizzato nei binari giusti la partita, in realtà non ha fatto altro che svegliare il gigante dormiente.

In breve il pressing a tutto campo dei felsinei, tenendo la difesa altissima, con i bianconeri più attenti e abili ad eluderlo, andando a vuoto ha aperto  invitanti praterie  per i piemontesi che sono cresciuti rendendosi pericolosi ad ogni attacco e impattando poco dopo la mezz’ora con la prima rete  in campionato di Morata.

In quel momento è finita la partita ed è iniziato il monologo bianconero.

Con il passare dei minuti i rossoblù si sono ritirati sempre più indietro a proteggere i propri 16 metri, facilitando così l’assalto dei campioni d’Italia, del tutto  liberati dagli obblighi difensivi.

Il rigore trasformato da Dybala, e contestato in casa rossoblù, ha solo facilitato la vittoria bianconera,  legittimata poi dal primo gol ‘italiano’ di Khedira, agevolata anche dall’ormai sistematico crollo, prima fisico, poi mentale, che da inizio stagione affligge i felsinei in coincidenza con lo scoccare della prima ora di gioco.

Fare punti a Torino era indubbiamente proibitivo, aver raccolto la sesta sconfitta in sette partite condanna però il Bologna all’ultimo posto, solitario, in classifica.

La strada per risalire diventa  ora ancor più disseminata di difficoltà e trappole, che potrebbero diventare più insidiose per effetto della inevitabile ansia e pressione che la precaria posizione in classifica potrebbero trasmettere ad un manipolo di di giovanotti alle prime esperienze in serie A.

Manca, vuoi per infortunio, vuoi per cattiva forma, gente d’esperienza in grado di trasmettere serenità e sicurezze, ma una cosa è certo: la coperta ora sembra davvero cortissima!

La sensazione è quella di essere davanti ad un bivio: o proseguire con Rossi, sperando che dopo la sosta, magari con un richiamo atletico, la squadra dia finalmente  rassicuranti segnali di risveglio, oppure  gettare tutto alle ortiche  e scegliere un altro allenatore che scuota l’ambiente riuscendo ad entrare in maggior sintonia con ragazzi poco avvezzi ad un calcio dalle pressioni così cogenti.

L’unica cosa assolutamente da evitare è invece quella di nascondersi dietro la coerenza e di negare di avere un serio problema, farlo potrebbe costare davvero carissimo….

JUVENTUS-BOLOGNA: LE VOCI DALLO SPOGLIATOIO.

Sei sconfitte su sette gare, ultimo posto in classifica, ma Delio Rossi non appare preoccupato e ostenta tranquillità :
 "Siam partiti bene, facendo la partita che avevamo preparato, consapevoli della loro forza e delle loro capacità.  Eravamo stati bravi nel tagliare fuori i loro rifornimenti, abbiamo fatto un paio di giocate che ci hanno portato anche ad essere pericolosi. Poi loro sono cresciuti e a noi è mancata la continuità della prestazione, se avessimo continuato con l’intensità del 1 tempo gli avremmo creato problemi.
Ci serve un pizzico in più di personalità e penso che dovremo trovarlo al più presto perché se se vogliamo fare il risultato su certi campi non ci basta la prestazione.
Non sono contento della classifica ma non ci dobbiamo abbattere: penso che la squadra sia idonea per questo campionato ma dobbiamo crescere tanto. Le prestazioni sono discrete ma se ci mancano i risultati significa che dobbiamo lavorare di più".
Daniele Gasteldello ha commentato così la gara di oggi: "Abbiamo fatto un primo tempo alla pari con una grandissima squadra come la Juventus per cui dobbiamo ripartire da questo, consapevoli che la squadra c’è e ha voglia di migliorare. Se siamo in fondo alla classifica sicuramente c’è qualcosa che non va però vogliamo lavorare perché siamo consapevoli di avere dei margini di miglioramento.
Oggi abbiamo dimostrato di essere una squadra compatta e di soffrire tutti assieme poi alla prima difficoltà forse ci siamo disuniti, ma nel gruppo ho visto la voglia di attaccare sempre e di riprendere la partita.
Essere capitano è una responsabilità e un orgoglio, è giusto mettere la propria esperienza al servizio dei compagni ma per formare un gruppo in spogliatoio ci devono essere più capitani, non uno solo".
Marco Bonciani .

La squadra è debole ma Rossi.....



Il Bologna esce da Torino con le ossa rotte, risultato ampiamente prevedibile, l'abitudine inoltre di una squadra che gioca a tratti e per un solo tempo, come se ci fosse un triplice fischio e non duplice, la testa sembra resti dentro gli spogliatoi permettendo agli avversari di poter affondare il colpo del ko. 
Questo è il Bologna visto fino ad oggi, una squadra modesta, con giovani interessanti per il futuro ma inesperti, non è un caso che paghiamo a caro prezzo nei momenti chiave della partita. Ed è per questo che non me la sento di dare le colpe solo al mister Rossi, che ha dalla sua parte l'attenuante di una squadra costruita male e a fine mercato. Non prendetemi per pazzo se dico " costruita male", c'e' un motivo per questa mia forte espressione. Una squadra ha bisogno di giovani promettenti e Corvino in questo è molto abile ma probabilmente ha dimenticato che il Bologna ha anche bisogno di veterani da affiancare ai giovani, è come se il ds avesse dato per scontato un campionato tranquillo che invece non lo è affatto, il Bologna lotterà fino all'ultimo per non retrocedere, inutile illudersi che la squadra abbia  qualità. Certamente ci sono giovani, come Diawara, Donsah e Pulgar che possono creare importanti plusvalenze ma non potranno, per la giovane età, essere determinanti per la difficile salvezza di questo Bologna. Ci sono stati molti errori di valutazione, uno tra tanti, Giaccherini, sulla carta gran colpo, preso, forse per soddisfare la piazza a fine mercato ma senza valutare le sue reali condizioni fisiche, giocatore fermo da un anno e mezzo per guai muscolari e problemi alla caviglia, ecco , questo è un grave errore fatto dal direttore sportivo ed è probabile che il giocatore lo possiamo vedere poche volte in campo.
Come uscire da questa situazione? Sicuramente Rossi dovrà lavorare molto sulla testa dei giocatori e capire del perchè la squadra subisca un vistoso calo nei secondi tempi. Da adesso inizia un calendario piu' abbordabile, con Palermo, Carpi e Atalanta, l'unica gara complicata ma non impossibile sarà contro l'Inter. Queste gare saranno decisive per capire quanto potrà fare e dove potrà arrivare questo Bologna. Non fare punti già il 18 ottobre in casa contro il Palermo potrebbe voler dire ( giustamente) cambio di panchina, non sono a prescindere contro Rossi ma a quel punto credo diventi inevitabile l'esonero.
il Bologna ha bisogno di accellerare per non compromettere in parte il proprio cammino, molto duro e faticoso. Salvarsi non sarà semplice, basta illusioni.


Alessandro Guerrisi

domenica 4 ottobre 2015

Juventus - Bologna: le pagelle dei rossoblu.

Abbastanza buona la performance del Bologna. Purtroppo la partita gira sull'episodio del rigore.
Ecco le pagelle dei felsinei:

Mirante 6: Non può nulla sui gol e compie un'ottima parata, ma appare molto insicuro in alcune circostanze.

Ferrari 5,5: Fatica tantissimo in fase di spinta, forse per soggezione degli avversari.

Oikonomou 6: Sicuramente non è la sua miglior prestazione, ma non molla mai.

Gastaldello 6: Il reparto difensivo con lui funziona molto meglio; purtroppo sugli attacchi di Cuadrado affanna per via della precaria condizione atletica.
Dal 48' Rossettini 6: Questa volta è esente da colpe. Purtroppo è estremamente sfortunato: quando entra lui la Juve vince!

Masina 5,5: Sbaglia sul 3-1 ma salva il Bologna dal 4-1; nel complesso una prestazione non sufficiente.

Pulgar 5: Ha una velocità davvero imbarazzante, speriamo sia colpa di una condizione atletica in ritardo, sennò non sarà stata una grande "Corvinata" il suo acquisto.
Dal 71' Brighi 6: Non che ci volesse molto, ma gioca meglio rispetto al cileno.

Diawara 7: Il ragazzino è un vero e proprio gioiello che tutta Italia ci invidia. Anche stasera lo dimostra; poi però cala come la squadra.

Mounier 7,5: E' l'anima del Bologna: 3 gol in 5 presenze. Ha delle capacità notevoli di inserimento negli spazi.

Brienza 5,5: Le qualità di "Ciccio" sono indiscutibili, ma spesso è davvero troppo egoista, tant'è che a parte un assist a Mancosu nella prima partita contro la Lazio, per il resto non ha regalato altre gioie agli attaccanti. Che detesti Destro?
Dal 76' Falco SV: Entra a giochi compromessi.

Rizzo 6,5: Seconda ottima prestazione del numero 22, sa essere molto aggressivo ma dotato anche di buona tecnica.

Destro 6,5: Come voto potrebbe sembrare esagerato o inappropriato, ma in realtà per Mattia non c'era molto da fare: non gli arriva un pallone giocabile e fatica, come normale che sia, a trovare spazi contro i difensori bianconeri. Lotta molto con generosità.

Delio Rossi SV: Fino al rigore la squadra non gioca male. Lo valuteremo contro il Palermo.

Arbitro Celi 1: 5 ammonizioni severe ai rossoblù, due ammonizioni non date per simulazioni a Dybala e Morata e per finire un rigore inesistente alla Juve. Conferma così la statistica che con lui la Juve vince sempre. E dopo l'Udinese siamo già a due (furti)...

Davide Mariani






JUVENTUS - BOLOGNA LE PAGELLE DEI BIANCONERI

La Juventus torna a vincere dentro alle proprie mura e, ahimè, la vittima sacrificale è il Bologna di Delio Rossi. Partita in salita poi uno strepitoso Morata risolve tutto. Di seguito le pagelle dei bianconeri.

BUFFON 5 Nell'unica occasione dove viene chiamato in causa, si fa passare il pallone attraverso regalando il vantaggio felsineo

BONUCCI 5,5 stecca clamorosamente facendosi bruciare da Mounier al via, poi normale amministrazione

CHIELLINI 6: copre bene i propri spazi

BARZAGLI 6: Mounier è un cliente scomodo ma argina bene

EVRA 6,5: il migliore dei 4 difensori, spinge sulla fascia creando non pochi grattacapi ad un impalpabile Rizzo

POGBA 5,5: quando ha palla tra i piedi si porta a spasso mezza difesa e tutto il centrocampo rossoblù, ma non incide e si innervosisce con se stesso. Lezioso

HERNANES 5: copre bene ma da un talento simile ci si aspetta di più in impostazione. Al 20° del secondo tempo esce per LEMINA: s.v.

KHEDIRA 7: tutte le volte che ha palla tra i piedi, serve gioielli. Appena il Bologna prova a reagire allo svantaggio, si infila dietro a Ferrari e piazza il 3-1 di testa

CUADRADO 6,5: ha nella corsa la sua dote migliore e si vede. Crea un sacco di problemi alla coppia Ferrari - Gastaldello

DYBALA 6,5: corre, recupera, prende falli e lotta per 90 minuti. Freddezza totale quando deve andare sul dischetto

MORATA 8: e meno male che era in partenza. Un gol, un assist e un rigore procurato. Prende per mano i suoi e fa valere un'indiscussa classe superiore. Esce tra gli applausi per ZAZA: s.v. applaudito per la grinta che ci mette in campo.

Edge

TOP & FLOP Juventus

di Mario Piromallo

Stasera il BFC gioca nello stadio della formazione bianconera a Torino. Come al solito i tifosi di fede rossoblù non fanno mancare il loro calore alla squadra. Grandissimi!

Bolla subito Mounier, al 3° gol stagionale, servito da un lancio al bacio di Masina che premia il taglio del goleador del BFC.

Poi la Juventus si riversa nella metà campo bolognese con alcuni intermezzi nei quali il BFC prova a costruire gioco nella metà campo bianconera.

Nella Juventus di stasera in grande spolvero Dybala e Morata che giocano una partita volitiva con il resto della squadra bianconera che interpreta con rabbia agonistica il match.

Nel 2° tempo la svolta della gara, il direttore di gara concede un rigore ai bianconeri che lascia sbigottiti tutti. Comunque, se la Juve ha bisogno di un rigore per vincere una partita, non arriva da nessuna parte.

Il BFC comunque gioca come al solito un'oretta di calcio a grande livello ma poi il giocattolo si rompe. Non credo sia possibile continuare con queste prestazioni a metà. La società deve prendere delle decisioni delicate e, secondo me, cominciare a farsi sentire perchè a quanto pare è evidente che la considerazione per il BFC da parte della macchina calcio è latitante.


TOP Juventus
Dybala 6,5 - Pericolosissimo ogni volta che parte in velocità con palla al piede. Innesca il suo compagno di reparto alcune volte durante l'arco della gara. Realizza il rigore concesso per un contatto in area, come se ne vedono 150 a partita.

Morata 6,5 - realizza il gol del pareggio al 33° con un colpo di testa che beffa Mirante dopo un cross deviato che gli capita proprio sulla testa.


FLOP Juventus
Barzagli 6- - non esprime la solita sicurezza in impostazione del gioco e commette alcuni errori. Si addormenta con i suoi compagni di difesa in occasione del gol del vantaggio rossoblù.

Chiellini 6- - anche lui, che come noto non ha piedi educatissimi, commette alcuni errori in avvio di azione dalla propria metà campo.

Pogba 5,5 - prova a giocare ma non riesce nell'intento, quindi la sua prova è opaca e incolore.

Juventus - Bologna: le formazioni ufficiali

Non ci sono novità dell'ultimo secondo né nel Bologna né nella Juve. Unica modifica è il modulo dei rossoblù, che non sarà un 4-2-3-1, ma un 4-3-3, con Rizzo che scala dietro a centrocampo per proteggere la squadra in fase difensiva. Delio Rossi quindi vuole giocare d'attacco ma senza scoprirsi troppo contro un avversario simile.
Ecco le formazioni ufficiali:

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, Khedira, Hernanes, Pogba, Evra; Morata, Dybala

BOLOGNA (4-2-3-1): Mirante; Ferrari, Oikonomou, Gastaldello, Masina; Pulgar, Diawara; Mounier, Brienza, Rizzo; Destro

ARBITRO: Celi di Bari
 
Forza Bologna!!!
Davide Mariani
 
 

Juventus - Bologna: le probabili formazioni

Il Bologna affronterà oggi alle 18 i campioni d'Italia in carica. La Juventus sta faticando moltissimo in campionato al contrario di quanto sta facendo in Champions dove è a punteggio pieno dopo le due partite con Siviglia e Manchester City.
Purtroppo però i rossoblu arrivano ad affrontare i bianconeri nel periodo peggiore. Oltre agli infortuni  di Giaccherini e Donsah, ieri si è aggiunto tra i non schierabili anche Taider, non presente nell'elenco dei convocati a causa di una tonsillite. Sono tre assenze davvero pesanti soprattutto contro una squadra di spessore come la Juve, seppur in crisi.
Il Bologna dovrebbe schierare un 4-2-3-1. Sempre Mirante tra i pali; Masina, Gastaldello, Oikonomou i certi titolari, mentre invece sulla destra c'è il ballottaggio tra Ferrari e Mbaye, con il secondo favorito sul primo. La mediana sarà composta da Diawara e uno tra Brighi e Pulgar. La trequarti sarà formata dal terzetto Mounier, Brienza e Rizzo, a sostegno dell'unica punta Destro.
La Juve invece recupera giocatori dall'infermeria. Khedira, Dybala e Morata partiranno dal primo minuto, segno di come la Juve stia recuperando forma. Il modulo dovrebbe essere il 3-5-2.
Ad ogni modo ecco le probabili formazioni:

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, Khedira, Hernanes, Pogba, Evra; Dybala, Morata. Allenatore: Allegri.

BOLOGNA (4-2-3-1): Mirante; Mbaye, Oikonomou, Gastaldello, Masina; Pulgar, Diawara; Mounier, Brienza, Rizzo; Destro. Allenatore: Rossi.
Forza Bologna, sempre!
Davide Mariani

sabato 3 ottobre 2015

Auguri Bologna!

Oggi é il compleanno del Bologna.
Infatti esattamente il 3 Ottobre di 106 anni fa venne fondato il club come riporta Wikipedia;

''Il Bologna Football Club fu fondato domenica 3 ottobre 1909 presso la birreria Ronzani in Via Spaderie, come "sezione per le esercitazioni di sport in campo aperto" del Circolo Turistico Bolognese.''

Da allora tanta acqua é passsta sotto i ponti e tra momenti di gioia e delusione sono arrivati 7 Scudetti, 2 Coppe Italia e 1 Trofeo dell'Expo e 3 Mitropa Cup.

C'é stato un tempo in cui il Bologna era la squadra più forte d'Europa (e forse del Mondo) perciò il nostro augurio, e speranza, é di ritornare ai fasti di un tempo.
La strada é in salita, ma il progetto di Saputo é importante e ambizioso.

Ci vorrà tempo ma in fondo noi bolognesi abbiamo molta pazienza...

Auguri BFC!

Manuel Vasile







venerdì 2 ottobre 2015

DI VAIO : ROSSI RESTA

Parole importanti ieri quelle di Di Vaio a margine dell'allenamento di ieri.
Per Di Vaio il futuro di Rossi non è in discussione: " Il futuro di Rossi non dipende dal risultato di domenica. Corvino su questo è stato molto chiaro e io sono d'accordo con lui; il progetto tecnico non passa da Torino. Quella partita ci darà altri termini di paragone, ci farà crescere. Noi siamo una squadra giovane, stiamo crescendo, ma non abbiamo ancora un senso comune, una esperienza comune, un pensiero comune che ci permetta di portare via risultati, come é successo con Sassuolo e Udinese. Paghiamo perché facciamo le nostre esperienze durante le partite. "
Marco Bonciani.

giovedì 1 ottobre 2015

i più forti di sempre: IBRAHIMOVIC e WEAH



George Manneh Oppong Ousmane Weah Monrovia,( Liberia) 1º ottobre 1966

Lone Star era il suo soprannome, stella solitaria in italiano; al sesto posto assoluto tra le punte centrali di ogni tempo.
Nasce in Africa occidentale e precisamente in Liberia, nei sobborghi della capitale Monrovia, in una famiglia molto numerosa (14 figli) che i genitori allevano nella povertà ma comunque in maniera più che dignitosa.
George dimostra dalla più tenera età di saperci fare col pallone e sogna, inseguendo il suo mito personale Pelè, di sfondare nel calcio europeo; segna tantissimi goal in patria ma la notizia, ovviamente, resta confinata a quei territori, fin quando non viene notato da un osservatore di una squadra camerunense che lo tessera seduta stante.
Weah ha già 21 anni e capisce che quello è l’unico treno che passerà; si getterà anima e corpo in questa avventura facendosi notare dal commissario tecnico francese della nazionale camerunense che a sua volta lo indica ai talent scouts francesi.
Arriva nel 1988 la chiamata del Monaco dove inizia subito a giustificare il suo ingaggio, ricambiando la squadra del principato, con una messe di goal lanciandola ai vertici del campionato francese. Nel frattempo Weah non lascia gli studi iniziati nel suo paese laureandosi in amministrazione di attività sportive.
Dal Monaco Weah, passò agli ambiziosi parigini del PSG; prima però ci fu il mancato approdo al Cagliari di Cellino, pare per un rifiuto tassativo del simpatico Carletto Mazzone,( personaggio istrionico e mediamente acculturato di calcio ma periodicamente responsabile di topiche enormi come questa).
Nel Paris Saint Germain ebbe la consacrazione internazionale e il passaporto per l’ingresso nel Milan stellare di quegli anni.
Non ha vinto gran che in carriera: un campionato e tre coppe di Francia (una col Monaco e due col PSG) 2 Scudetti col Milan ed una coppa d’Inghilterra a fine carriera col Chelsea, però è ancora l’unico africano ad essersi aggiudicato il Pallone d’oro, il regolamento del quale (che assegnava il premio solo a calciatori europei) fu espressamente mutato, proprio per esaltare le gesta di questo giocatore intelligente e fisicamente molto dotato.
Ha avuto molti allenatori ma ha sempre detto che Wenger, Tabarez e soprattutto il portoghese Artur Jorge sono i soli che gli hanno insegnato qualcosa.
Oggi dismessi maglietta e pantaloncini, si sta dedicando alla politica, proponendosi alla guida del suo paese e investendo molti dei suoi soldi nella costruzione di scuole ed impianti sportivi.








Zlatan Ibrahimović  Malmö (Svezia), 3 ottobre 1981

A mio avviso è il 5° attaccante centrale più forte di ogni tempo.
Certamente poco simpatico, se non propriamente antipatico, nasce in Svezia da padre bosniaco e madre croata ,e non serve certo un fine psicologo a far derivare il suo pessimo carattere dalle vicissitudini patite nell’infanzia e adolescenza.
Il padre, manovale nell’edilizia, era spesso ubriaco, la madre durissima con i figli, fu arrestata due volte per reati vari e la sorella fu a lungo tossicodipendente.
In questo scenario, in una casa dove il frigorifero era sempre vuoto e dove non sarebbe saltata fuori una corona neanche a capovolgerla, si è formato il carattere e la voglia assoluta di sfondare nel calcio del giovane Ibrahimovic.
Le sue insicurezze camuffate dalla sbruffonaggine e dall’esosità delle sue richieste economiche è stata mitigata, nel tempo, dalla vicinanza con la moglie “amministratrice della sua immagine” molto più grande di età e sostituto di una madre assente e poco interessata alla vita dei figli.
Ciò detto, mi sembra coerente parlare ora dell’Ibrahimovic meraviglioso calciatore, poco meno di due metri di forza e classe ineguagliata che lo fa l’attaccante più forte in attività.
Non ha talloni d’Achille se non nel carattere e penso che abbia ancora tre anni al top per completare se stesso.
In gioventù giocava sulla tre quarti, si convinse autonomamente ad avanzare quando approdò nelle giovanili del Malmo e dopo aver visto in televisione il formidabile attaccante zambiano Bwalya del PSV irridere col suo talento la difesa dell’Ajax in cui egli stesso militerà, scherzi del destino, in seguito.
Ha giocato per le più importanti squadre d’Europa e d’Italia, vincendo complessivamente 11 campionati. Gli manca solo una fase finale dei mondiali che vorrebbe raggiungere prima di smettere col calcio.