Per il terzo appuntamento della
rubrica sugli allenatori che hanno lasciato un’impronta a Bologna mi occuperó
di Francesco Guidolin.
Francesco Guidolin é nato a Castelfranco Veneto in provincia di
Treviso, il 3 Ottobre 1955. Viene ricordato per essere uno degli allenatori piú
amati e al contempo odiati sotto le Due Torri avendo ottenuto buoni risultati rovinati in seguito da alcune
dichiarazioni fuori luogo.
Come calciatore ha avuto una
carriera decennale a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Centrocampista
centrale, utilizzato anche sulla fascia, non è riuscito a sfondare a causa di
un fisico statuario e di un atteggiamento non positivo come da lui stesso
ammesso tempo dopo.
Dopo aver fatto le giovanili nella
squadra locale del Giorgione viene tesserato dal Verona a 17 anni. Con gli
scaligeri debutta in A e sembra essere destinato a diventare titolare dei
gialloblu. Dopo 2 stagioni peró viene prestato alla Sambenedettese per farsi le
ossa in Serie B. Qui gioca titolare convincendo il Verona a riprovarci ancora,
senza successo. Nel 1979-1980 si trasferisce nuovamente in prestito alla
Pistoiese, in cui contribuisce con 35 partite e 3 gol, alla prima e finora
unica, storica promozione in A dei toscani. Rientra nuovamente in Veneto,
questa volta restando 2 stagioni in cui accumula 62 presenze e 12 gol,
guadagnando l’agognato posto da titolare grazie anche e soprattutto alla
retrocessione dei “mastini” in B. Passati questi 2 anni parte nuovamente in
prestito, questa volta in direzione Bologna dove, sempre in B, si rende
protagonista di una stagione non particolarmente esaltante. Per l’ultima volta
rientra alla base, ma il Verona che ritrova sui suoi passi non è lo stesso di
prima, bensí un’ottima squadra che sta scalando i vertici del calcio italiano
(tanto da vincere lo Scudetto l’anno successivo) e per lui non c’è piú posto.
Gioca 2 partite e a fine stagione lascia definitivamente l’Hellas per approdare
al Venezia in C2. Titolare indiscusso alla prima stagione è purtroppo vittima
di un grave infortunio nel corso della seconda, per il quale decide di
rescindere il contratto e ritirarsi a 31 anni dopo 237 partite tra i
professionisti e 22 gol.
Nel biennio 1976-1977 ha fatto anche
parte della Nazionale Under 21 giocando 5 partite.
Conclusa l’esperienza da
calciatore torna a casa per allenare le giovanili del Giorgione che dopo 1 anno
di apprendistato, gli dá la possibilitá di gestire la prima squadra per la
stagione 1988-1989; i trevigiani arrivano peró ultimi in campionato e
retrocedono in Serie D. Negli anni successivi Guidolin si siede sulle panchine
di Treviso (C2), Fano (C1), Empoli (C1) e Ravenna (C1), ottenendo con i
romagnoli la promozione in B. Nella stagione 1993-1994 ottiene la prima
chiamata da una squadra di A, l’Atalanta, ma l’esperienza dura solo 10 giornate
al termine delle quali arriva l’esonero a causa di un pessimo avvio dei
bergamaschi. Dal 1994-1995 inizia per lui forse la piú gratificante esperienza
in carriera, quella sulla panchina del Vicenza. Guidolin in pochi anni porta i
veneti dalla Serie B alla conquista della Coppa Italia, a cui segue poi un
fantastico cammino in Coppa delle Coppe interrotto solo in Semifinale dal
Chelsea. Dopo 4 stagioni con i berici si trasferisce ad Udine dove al primo anno
conquista la qualificazione alla Coppa Uefa grazie al sesto posto finale.
Confermato in un primo momento per la stagione successiva viene invece
esonerato prima dell’inizio del campionato. Dopo 7 giornate di campionato lo
chiama il Bologna per sostituire l’esonerato Buso. Con i rossoblu ottiene
l’11esimo posto finale e viene confermato per il 2000-2001. Si mantiene allo
stesso livello l’anno successivo arrivando decimo, ma è nel 2001-2002 che
ottiene i risultati migliori. Gli emiliani restano a lungo in lotta per la
Champions League, e prima di giocare l’ultima giornata il Bologna è addirittura
quarto. Purtroppo a causa di un tracollo in quel di Brescia e di risultati
sfavorevoli sugli altri campi, i felsinei non solo mancano la qualificazione al
massimo torneo europeo, ma con grande beffa finale finiscono settimi, quindi
fuori anche dalla Coppa Uefa. Nel 2002-2003 il Bologna lo vive in maniera molto
altalenante, mentre inizia a salire il malcontento dei tifosi. Francesco non è
mai stato molto amato sotto le Due Torri, in particolare per il suo carattere,
e la bomba esplode definitivamente durante Bologna-Juventus, quando dopo la
sostituzione di Signori lo stadio rivolge una bordata di fischi al tecnico che
girandosi verso il pubblico si lascia scappare un “Cittá di Merda” in diretta
televisiva. È la rottura definitiva di un amore mai nato; Guidolin arriva
comunque a fine stagione (con in mano il contratto per un’altra stagione), ma
alla vigilia dell’inizio del campionato successivo si dimette, dopo una serie
di delusioni in precampionato. Rimane fermo un paio di mesi poi viene chiamato
dal Palermo in Serie B con cui vince subito il campionato. La stagione seguente
arriva un incredibile sesto posto con cui eguaglia il suo miglior risultato
fino a quel momento, ottenuto con l’Udinese nel 1998-1999. Verso fine
campionato raggiunge un accordo con il Genoa, in procinto di tornare in Serie
A. Ma durante l’estate esplode uno scandalo riguardante una partita truccata
proprio della societá di Preziosi che viene quindi retrocessa in Serie C1 per
illecito. Guidolin rescinde il contratto e si accasa al Monaco in Francia con
cui ottiene un modesto decimo posto. Lo richiama Zamparini a Palermo per una
seconda avventura in terra siciliana; l’esperienza è lunga 2 anni e comprende
anche due clamorosi esoneri e conseguente richiamata da parte del vulcanico
presidente rosanero. Alla prima stagione migliora il proprio record personale
ottenendo un quinto posto e la qualificazione alla Coppa Uefa, mentre nel
secondo anno perde definitivamente il posto a Marzo quando la squadra si trova
in dodicesima posizione. Viene quindi chiamato dal Parma appena retrocesso in B
per la stagione 2008-2009; la stagione è un successo e i ducali tornano subito
nella massima serie. Il tecnico veneto resta un altro anno in Emilia ottenendo
l’ottavo posto finale, per poi firmare un biennale con l’Udinese. Il suo
ritorno in Friuli in realtá si rivela molto piú lungo del previsto ed è a tutti
gli effetti l’ultima esperienza in panchina ad ora per Guidolin. Dal 2010-2011
al 2013-2014 i friulani ottengono un terzo, un quarto ed un quinto posto,
mentre si accontentano dell’undicesimo nell’ultima stagione. A guidare i
bianconeri c’è Antonio Di Natale in attacco e grazie alla sua prolificitá sotto
rete l’Udinese ottiene 2 qualificazioni in Champions League, senza peró mai
superare il terzo turno preliminare.
Quest’anno Francesco Guidolin
veste i panni del Direttore Tecnico delle 3 squadre gestite dalla famiglia
Pozzo, ovvero Udinese, Granada e Watford. Ha ricevuto altre offerte per tornare
in panchina ma al momento non è nei piani del tecnico riprendere il lavoro di
allenatore.
Guidolin è stato un allenatore
molto competente dal punto di vista tattico, capace di variare senza impuntarsi
su un modulo in particolare. Di scuola “sacchiana” ha iniziato con il classico
4-4-2 per poi adattarsi in base ai giocatori a disposizione. Da allenatore ha
vinto 1 Coppa Italia (Vicenza ’96-’97), un campionato di Serie B (Palermo) e
uno di serie C1 (Ravenna), mentre a livello individuale è stato insignito della
“Panchina d’oro” nel 2001.
A Bologna lo ricordiamo per
alcuni exploit di tutto rispetto, alternati ad alcune cadute fragorose.
L’altalena di risultati è sicuramente stata la sua croce durante la carriera ma
in particolare è stato il suo carattere a generare spesso incomprensioni con la
tifoseria. Guidolin è uno di quegli addetti ai lavori che “o lo ami o lo odi”.
Eppure i risultati li ha ottenuti, e qui a Bologna con lui abbiamo visto anche
un bel calcio tutto sommato. Si poteva ottenere di piú? Senz’altro l’epilogo
del 2001-2002 ha lasciato tutti noi con l’amaro in bocca, e forse se avessimo
conquistato quella qualificazione alla Champions sarebbe migliorato anche il
rapporto con la tifoseria. In generale peró l’amore non è mai sbocciato
nonostante abbia ottenuto per il Bologna il miglior risultato dal 1996 ad oggi,
e le sue dimissioni alla vigilia della stagione 2004-2005 furono viste piú come
una liberazione che come un’occasione persa. Curioso peró constatare che da
quella stagione sono iniziati i guai recenti dei rossoblu.
Personalmente ho sempre pensato
che Guidolin sia una persona perbene e lo scivolone avuto durante quel famoso
Bologna-Juventus fosse stato dettato piú che altro da una tensione latente
ormai da parecchio tempo. Ho peró mal sopportato il suo tono dimesso durante le
conferenze stampa e trovo che l’ambiente di Bologna non sia adatto a lui,
abituati come siamo ad allenatori “ruspanti” (Ulivieri e Mazzone ad esempio).
Resta senz’altro uno dei migliori allenatori italiani degli ultimi 20 anni.
PALMARÉS AL BOLOGNA: come
calciatore 24 presenze ed un gol nella stagione 1982-1983. Come allenatore 136
partite, 56 vittorie, 38 pareggi, 42 sconfitte. 1 Settimo posto, 1 Decimo e 2
Undicesimi, dal 1999-2000 al 2002-2003
Manuel Vasile
Chi é Manuel Vasile?
Sono un appassionato tifoso del Bologna dal 1996, ovvero da quando ho iniziato a capire qualcosa di calcio. Ho vissuto per oltre 20 anni a Borgo Tossignano nell'imolese per poi trasferirmi a Parma per amore.
Sono sposato e ho una figlia nata nel 2014.
Le mie passioni sono il calcio (il mio idolo é Roberto Baggio), la Formula 1 (Ferrarista fino al midollo), il basket e la musica.
Sono un perito Ragioniere Programmatore e svolgo l'attivitá di Tecnico Informatico.