Il
Bologna più brutto della stagione pareggia a fatica in casa della
penultima.
Basterebbe
già questo a dare una visione del brutto momento che sta vivendo la
squadra.
Aggiungiamo
che mancava Caracciolo,
il bomber delle rondinelle e che la partita prima del fischio
iniziale il Brescia era obbligato a vincere per mantenere intatte le
remote speranze di salvezza.
Si
poteva prospettare finalmente una partita in cui gli avversari non si
sarebbero chiusi in attesa del Bologna.
Purtroppo invece la squadra fornisce una prestazione troppo sotto
tono per quelle che sono le ambizioni. Il Brescia corre ed è corto,
il Bologna cammina ed è lunghissimo, con mediamente 60 metri tra i
difensori e gli attaccanti.
Personalmente
molto più brutta la prestazione di oggi di quella di Carpi, in cui
almeno per un tempo la squadra c'era stata, al di là del punteggio
troppo severo, di quello odierno, in cui abbiamo sì raccolto un
punto, ma solo per i demeriti di una squadra che sta scivolando con
merito in Lega Pro. Ai punti meglio il Brescia, il che la dice lunga
sulla qualità scarsa espressa oggi.
La
vittoria del Vicenza doveva mettere un po' di pepe ai nostri, invece
ormai è chiaro l'obiettivo attuale di Lopez: si punta a non
prenderle e si conta sulla qualità degli attaccanti per fare male.
Ovviamente puntando molto su situazioni estemporanee, come calci
d'angolo o calci di punizione, visto che di gioco ormai non se ne
vede più, salvo l'illusione col Livorno.
Contro
lo Spezia si tornerà probabilmente alla difesa a 4 per due ragioni:
quella
a 3 non ha sortito grandi effetti benefici (4 punti in 3 partite,
media da 56 su un intero campionato), dal momento che il gioco è
rimasto piuttosto latitante anche con questo schieramento. Mancherà
infatti
uno
degli unici tre che possono essere schierati, Oikonomou,
che scioccamente si è fatto espellere per un peccato di gioventù.
Ferrari oggi non dà molte sicurezze e Masina è più un cursore di
fascia che un centrale.
Si
sono fatte sentire anche le mancanze di Laribi
e Cacia.
Nonostante una fase un po' calante negli ultimi tempi, oggi si è
visto che senza qualità si va poco avanti. L'unica altra alternativa
sarebbe qualle di correre più degli avversari, ma è ormai tardi per
cominciare: il Bologna punta sulla qualità dei singoli, mentre in B
si è visto che prima di tutto bisogna correre. Il centrocampo con
Krsticic,
al quale serviranno almeno un paio di partite per riprendere il
ritmo, Matuzalem,
che è arrivato a questo finale di stagione sulle gambe per i suoi 35
anni, e Bessa
è stato parecchio sulle gambe oggi e
non ha saputo esprimere quello che è nelle loro corde.
Lopez spero
spiegherà l'ultimo cambio: togliere Sansone, l'unico che ci
ha messo della grinta per Masina, oltretutto schierando
quest'ultimo davanti a Morleo, è qualcosa di incomprensibile.
Allo stesso modo continuare con Casarini sulla fascia destra,
non convocando neppure Mbaye, il cui ruolo è proprio quello
di quinto a centrocampo, lascia molto perplessi.
Bravo Maietta a
dire come stanno le cose, citando Morandi, Ruggeri e Tozzi: bisogna
dare di più! Ci vuole cuore e ci vuole coraggio. Anche il Bologna di Arrigoni
del 2008 ottenne la promozione all'ultima giornata contro un Pisa che
non aveva più nulla da chiedere.
Sarà un finale di
campionato difficile, fino all'ultima giornata bisognerà soffrire.
”Per aspera ad astra!”,
cioé fino alle stelle attraverso le difficoltà!
Sasha
Gallo,
Il Bologna visto da Helsinki
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