Al triplice fischio dell'arbitro, sonore, si sono levate dalle tribune le bordate di fischi del popolo rossoblù, deluso ed amareggiato dall'ennesimo, squallido, 0-0 al Dall'Ara, il quinto nelle ultime sette uscite, che certifica ufficialmente l'uscita del Bologna dalla zona promozione-diretta, oggi appannaggio del Vicenza in virtù degli scontri favorevoli rispetto ai felsinei.
Il diluvio, preannunciato alla vigilia, si scatena proprio pochi attimi dopo la fine della partita, lavando così via rabbia e velleità di contestazione di una tifoseria, lungamente illusa ed ora annichilita ed abbattuta, conscia che, salvo miracoli imprevedibili oggi, la serie A sarà da conquistare attraverso le forche caudine dei play-off!
Non è facile catastrofismo questo ma la semplice presa di coscienza che la squadra, da due mesi in difficoltà, ha oggi dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, tutte le sue innumerevoli pecche che sono, scegliete pur Voi l'ordine, tattiche, fisiche e mentali.
Dopo il successo, di rigore, nel recupero, del Vicenza a Cittadella, Mister Lopez, con il Bologna, terzo in classifica dopo quasi 4 mesi, ritorna all'antico affidandosi nuovamente al 4-3-3, con Ferrari centrale al posto di Gastaldello, infortunatosi nel riscaldamento, centrocampo confermato, e tridente offensivo 'nuovissimo' con Mancosu, Acquafresca e Sansone. Il primo tempo ci offre il refrain delle ultime uscite casalinghe, fatto di ritmi blandi, sterile possesso palla in orizzontale, quando non indietro, punte che si muovono cercando incroci e spazi che i centrocampisti non riescono mai ad indovinare. Morale del tutto un noioso tran tran, stucchevole ed inconcludente, con un'occasione capitata sui piedi di Mancosu che si fa ipnotizzare da Chichizola e, nel finale un'occasionissima in mischia per lo Spezia che gioca con ordine e semplicità dando la sensazione di essere sempre, e facilmente, pericoloso quando attacca.
Il primo quarto d'ora della ripresa è quello in cui si vede finalmente il Bologna che tutti vorrebbero: battagliero, determinato, rapido, efficace e, puntualmente, arrivano due grandi opportunità, sulla prima salva tutto Chichizola su conclusione a botta sicura di Krsticic, sulla seconda è sfortunato Acquafresca che si libera bene in area ma calcia a giro appena a lato. Poi regna sovrana l'ansia, la ragione lascia il posto all'istinto e, nel caos non organizzato, il Bologna, proteso all'attacco, lascia invitanti praterie per le ripartenze degli ospiti che più volte avvicinano il gol vincente, clamorosa l'occasione sprecata da Catellani, proprio al 93', che solo davanti a Da Costa calcia incredibilmente a lato...
Il Vostro cronista come i 18.000 accorsi anche oggi al Dall'Ara ha ora una domanda per la società, e per Corvino in particolare: 'Siete ancora convinti che Lopez andasse difeso a spada tratta, con la motivazione che mancavano poche giornate alla fine e che comunque la squadra era seconda in classifica?'
Tutti abbiamo visto cos'è oggi il Bologna: una squadra bollita e con poche idee, tatticamente confusa, mentalmente scarica, chiaramente incapace di reggere la grandissima pressione che una città entusiasta ed appassionata ed una dirigenza munifica, hanno indubbiamente contribuito ad accrescere.
Se Lopez è stato molto bravo in estate, con pochi mezzi ed una società alla canna del gas, a costruire un complesso equilibrato, determinato, cinico e vincente, è però stato incapace, con lo scenario completamente mutato, per effetto dell'arrivo della proprietà nordamericana prima, e di Corvino e dei tanti nuovi arrivi nel mercato invernale poi, ad assemblare al meglio nuovi e vecchi cucendo loro addosso il gioco più adatto e vincente.
I tanti cambi di modulo, la scelte di formazioni sempre diverse, l'insistenza su alcuni giocatori a scapito di altri, ha portato la squadra ad implodere involvendosi in un complesso senza certezze e con troppi dubbi, incapace di andare in gol contro avversari ben chiusi a protezione della propria area e tutt'altro che ermetico di fronte alle altrui folate in ripartenza.
La dirigenza ha assistito, imbelle, tra qualche mugugno e reprimenda di facciata, al progressivo erodersi del vantaggio sulle avversario, non intervenendo quando era ormai chiaro a tutti che il giocattolo si era rotto e che bisognava cercare di salvare il salvabile.
Ora però il punto di non ritorno è stato oltrepassato: l'alibi del secondo posto non regge più, la promozione diretta, a cospetto di un calendario complicato e di avversari che vanno a mille, quando invece il Bologna cammina, e pure zoppicando, sembra pura utopia, ma la barca può essere ancora salvata, approdando ai play-off e vincendoli!
Ci chiediamo, e chiediamo alla società, chi deve'essere il nocchiero che deve provare a portare la barca rossoblù in serie A, sempre Lopez?
Non è ancora troppo tardi, pensateci gente, pensateci (tanto si sa che le vittorie hanno tanti padri e le sconfitte sono orfane)...
fonte voci di sport

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