Vorrei
iniziare col doveroso ringraziamento all'uomo che ha salvato il nostro amato
Bologna da un futuro molto più che nero e l'ha trasformato in un arcobaleno di
speranze: Joey Saputo. Senza dare colpe a Joey, al quale saremo sempre grati,
forse è proprio da quel 15 ottobre, dal closing, che nasce l'isterismo che sta
vivendo la tifoseria rossoblu.
Siamo passati dalla rassegnazione all'obbligo di promozione in A,
dimenticandoci che in campo ci vanno i giocatori e non la società.
Questo
isterismo che mette contro tutti i tifosi rossoblu, che li divide in Lopeziani
e anti-Lopez e in Fuschiani e Corviniani, ha una sua ragione: l'orgoglio sopito
del cuore rossoblu saggiamente risvegliato da Tacopina, ha dato una forte
scossa all'ambiente Bologna e ha fatto si che i tifosi, grazie anche ai soldi
di Saputo, abbiano inziato a bramare la Serie A come mai era successo prima. La
voglia di tornare a sognare, di dominare a San Siro o umiliare la Vecchia
Signora, ha preso il sopravvento sulla nostra coscienza e fa sì che dopo ogni
partita i tifosi litighino tra sé e si interroghino su di chi sia la colpa di
questa partita non vinta, perché siamo il Bologna, siamo ricchi e abbiamo la
squadra più forte quindi se non vinciamo la colpa è di qualcuno.
Il mio
compito non è quello di dire di chi sia la colpa, se di Lopez, dei giocatori o
di Corvino, ma semplicemente di far notare ai tifosi rossoblu (me compreso)
come quello che è stato il nostro simbolo di riconoscimento, ovvero il tifo
incondizionato e l'amore per i colori, si stia trasformando in una voglia di
dominio totale che ci mette contro, litigando tra di noi senza senso.
Non ricordo di un isterismo della piazza di queste dimensioni. Dobbiamo stare più calmi,
sostenere tutti insieme una cosa che sicuramente abbiamo in comune e non ci farà mai litigare: quello stemma e quei colori che tutti conosciamo bene e vengono rinchiusi in tre lettere: BFC.
Non ricordo di un isterismo della piazza di queste dimensioni. Dobbiamo stare più calmi,
sostenere tutti insieme una cosa che sicuramente abbiamo in comune e non ci farà mai litigare: quello stemma e quei colori che tutti conosciamo bene e vengono rinchiusi in tre lettere: BFC.
Capisco
che molti di noi non hanno mai visto vincere niente al BFC, ma serve pazienza.
Nessuno ci regala nulla. Ben venga questo sogno, lasciamoci cullare.
Stiamo dormendo beatamente nella mani della mamma, nelle quali saremo sicuri per sempre, perchè dobbiamo dimenarci per svegliarci come se stessimo vivendo un incubo?
Stiamo dormendo beatamente nella mani della mamma, nelle quali saremo sicuri per sempre, perchè dobbiamo dimenarci per svegliarci come se stessimo vivendo un incubo?
"Mi chiamo Daniel, ho 21 anni di rossoblu sulle mie spalle e come tanti di noi pochi trofei ma molta passione! Tra queste passioni c'è anche la scrittura, e scrivere per la propria passione è un sogno che vorrei realizzare! Forza Bologna!"


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