In barba a tutti i pronostici della vigilia, la Serie B propone ad ogni giornata risultati a sorpresa e sempre nuovi spunti di riflessione in ordine alle candidate alla promozione diretta.
Data oramai per fatta la promozione in A del Carpi, cui manca solo il conforto della matematica, l’ultimo posto disponibile per evitare i play-off è questione a tre fra Bologna, Vicenza e Frosinone, specificando che l’ordine di citazione non indica oggi alcuna differenza nelle percentuali di promozione diretta, salvo un netto cambio di passo degli uomini di Lopez o un exploit di una delle due squadre inseguitrici.
Al momento il Bologna, malgrado la perenne crisi di identità e di gioco, rimane secondo in classifica e quindi sulla carta più accreditato alla promozione diretta assieme al Carpi. Ma la compagine felsinea, di contro, è quella che vanta la peggiore media-punti e la peggiore condizione fisica del lotto delle pretendenti, al punto da far ritenere possibile il suo diretto coinvolgimento nei play-off: con l’inevitabile contraccolpo psicologico che ne conseguirebbe per tutto l’ambiente bolognese, dal Chairman Joey Saputo fino all’ultimo dei tifosi rossoblù.
Dopo un intero campionato passato alla ricerca del gioco e dei gol dei propri attaccanti, la squadra mostra preoccupanti segni di cedimento mentale, ancor prima che fisico, dando l’impressione di essere totalmente in balìa degli eventi, incapace di governare le situazioni che si verificano in partita. E incorrendo spesso in espulsioni che lasciano trasparire nervosismo e mancanza di serenità quando si scende in campo, al di là delle ottimistiche dichiarazioni della vigilia.
Spesso sento dire: “Può mai succedere che un attacco composto dagli ultimi due capocannonieri della serie B sia incapace di andare in gol con una certa regolarità?” La risposta è sotto gli occhi di tutti ed è lampante come essa sia la diretta conseguenza della mancanza di gioco della squadra: perché per fare gol devi riconquistare subito palla, ripartire velocemente accompagnando l’azione, creare almeno 4-5 “occasioni da rete” a partita. Quello che questo Bologna assolutamente non fa.
Per cui a Diego Lopez il compito di rimettere in carreggiata la macchina entro il tempo massimo, con un buon set-up prima della cruciale sfida contro lo Spezia, oppure di certificare definitivamente il più clamoroso dei fuoripista, lasciando di fatto via libera agli inseguitori.

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