Quando, al 44' del primo tempo Corti, con un tiro telecomandato dal limite, aveva battuto Coppola, praticamente nell'unica occasione da gol avuta dai padroni di casa, il pomeriggio varesino sembrava assumere i foschi colori della tregenda: i più avevano già immaginato la testa di Lopez sul ceppo e Corvino pronto a far calare la mannaia sul collo del tecnico, e invece....
Qualcosa negli spogliatoi deve essere successo, la sfuriata del Mister Uruguaiano deve essere stata di quelle da far accapponare la pelle, di certo, al rientro in campo, si è vista un'altra squadra, quella che vogliono i tifosi felsinei: volitiva, determinata, cattiva, letale e, in un battibaleno, tra il 55' ed il 60', il bomber principe della categoria, Daniele Cacia, a digiuno dal 19 gennaio (quando andò a segno contro il Perugia), prima con un velenoso diagonale, poi con un tocco da rapinatore d'area, quasi sulla linea di porta, rimetteva le cose a posto, prima della firma dell'altro bomber 'desaparecido' Sansone che metteva il sigillo finale alla recita rossoblù all'82' con una conclusione dal limite, 3-1 e Varese sconfitto all'Ossola per la quarta volta nella sequela storica dei confronti diretti.
Tutto bene quel che finisce bene, ma che paura! quanti dubbi, quante indecisioni, quanta inutile sofferenza, prima di essere svegliati e riportati alla realtà dall'inattesa e violenta sberla assestata da Corti.
Privo degli squalificati Laribi e Matuzalem, in settimana, tra polemiche e ombre di nuovi Mister in agguato, Lopez aveva lasciato trapelare la possibilità di mutare il suo 4-3-1-2, invece, all'ingresso in campo, tutto come sempre con Bessa trequartista, Improta e Cacia di punta, Casarini e Zuculini in mediana, con Mbaye riproposto ancora a destra.
Il primo tempo ha seguito il copione già visto nell'ultimo mese: squadra lenta, confusa, impacciata, prevedibile ed incapace di rendersi pericolosa, tanto che Perucchini è stato chiamato a disimpegnarsi solo su due conclusioni da fuori di Zuculini prima e Casarini, su punizione, poi.
La rete subita in chiusura di tempo ha spinto Lopez a cambiare qualcosa: fuori subito Mbaye (uomo di Corvino), ancora troppo acerbo ed inconcludente per questi livelli, e dentro il più monocorde, forse, ma sicuramente più affidabile, Ceccarelli e poi spazio a Sansone per Buchel, subito dopo l'1-1.
La squadra, complice anche la pochezza tecnica e la debolezza mentale degli avversari, si è ritrovata subito tornando quella cattiva, efficace, spigliata, abile nel creare pericoli in serie e le reti sono arrivate naturali, quasi inevitabili, sancendo una vittoria più che meritata, limpida e da copione.
Sugli altri campi non è andata poi così male e, se il Carpi continua a vincere, ha rallentato il Vicenza e si è fermato il Frosinone, tant'è che, adesso, l'avversario più vicino è l'Avellino, che insegue a due punti.
Se Lopez ha oggi salvato testa e panchina, ci continuiamo ad interrogare e gli chiediamo però il perchè di queste difficoltà ricorrenti, inattese ed incomprensibili.
La squadra è in grado di sciorinare calcio pratico ed efficace (con quello di Varese sono ben 5 i successi consecutivi in trasferta), ma gli automatismi ed i meccanismi sembrano essersi inceppati, da un mese a questa parte, non sappiamo se per motivi fisici, mentali o per le mutate pressioni che il Mister e la sua truppa ancora non sono in grado di reggere e gestire al meglio.
Questo periodo di appannamento è stato tuttavia superato senza danni irreparabili, il secondo posto solitario è ancora salvo, la muta degli inseguitori è però numerosa ed agguerrita e altri passaggi a vuoto, in questa che sarà la fase decisiva della stagione, non sono più ammissibili se si vuole conquistare la A evitando le forche caudine dei play-off.
Conquistati i tre punti, rasserenato l'ambiente, tornato il sorriso, occorre adesso sfatare il tabù Dall'Ara (tre 0-0 ed una sconfitta per 0-2 nelle ultime 4 uscite) e quale occasione migliore per farlo, che in occasione del derbyssimo con il Modena, reduce da due successi consecutivi?!
fonte voci di sport

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