Completato il 34° turno
della serie B ieri sera.
Detto, scritto e
commentato della brutta sconfitta del Bologna, il turno prepasquale
di campionato ci ha lasciato più o meno le stesse certezze delle
precedenti giornate: nessuno riesce a fare la differenza per più di
due o tre gare di fila.
Recrimina il Vicenza
a Vercelli (per fortuna), per una gara condotta per larghi tratti,
con ben quattro pali colpiti, di cui due consecutivi negli ultimi
secondi. Dopo il filotto di sei vittorie consecutive, anche l'armata
di Marino sembra essere tornata sul pianeta terra e, pur recuperando
un punto, rimane sempre a due lunghezze di distanza dal Bologna. Sì, ho scritto due,
perché in caso di arrivo alla pari (cercate pure le chiavi in
tasca!), varrebbe come prima regola quella degli scontri diretti che
favorirebbe i veneti. Se poi ci dovesse essere restituito il punto di
penalizzazione, allora sì che i punti sarebbero tre.
Il Frosinone, che
dopo la sconfitta al Cabassi vedevamo già davanti, perde 3-1 a
Trapani e, in attesa del recupero col Latina, rimane a 5 punti di
distacco. La banda siciliana di Cosmi si dimostra ostica per tutti e
conquista il settimo punto in casa. Dopo la vittoria dell'esordio
sulla panchina trapanese, l'unica squadra ad uscire indenne dal loro
campo è stato il Bologna, pur soffrendo più del dovuto soprattutto
nel secondo tempo.
Vince l'Avellino
contro il Modena e sale al quarto posto in classifica, dopo aver
inanellato una striscia di tre sconfitte consecutive. A questo punto
diventerà di fondamentale importanza la terzultima gara di
campionato in casa contro gli irpini in quello che potrebbe essere
una sorta di spareggio promozione.
Lo Spezia quinto
affonda allo Scida di Crotone, dove il Bologna aveva vinto pur non
convincendo grazie ad una doppietta di Laribi, e scivola al sesto
posto, dove viene raggiunto da Livorno, alla prima vittoria
con Panucci in panchina che batte il Lanciano, e Perugia che
vince in trasferta col Chiavari.
Scivola invece fuori
dalla zona play-off il Pescara che viene battuto in casa da un
Brescia penultimo che reagisce ad un periodo nero dopo la
penalizzazione di sei punti che aveva relegato i lombardi all'ultimo
posto in classifica. La zona play-out dista ancora 8 punti, che a 8
giornate dalla fine sembrano irrecuperabili, però questo
probabilmente complicherà non poco i piani di Lopez, che si troverà
ad affrontare un avversario che ci crederà fino all'ultimo, invece
che una squadra ormai rassegnata al suo destino...
Brescia – Bologna
dunque.
I nostri saliranno in
Lombardia senza tre pedine fondamentali dello scacchiere: Zuculini,
Laribi e Cacia. Il centrocampista purtroppo ha
confermato tutta la fragilità delle sue ginocchia e, atterrando dopo
un salto, il legamento crociato, già operato, si è lesionato.
Sicuramente starà fuori
fino alla fine del campionato e questa è una bella mazzata. Pare
addirittura che la stessa carriera di Franco sia a rischio,
tormentato da sempre da articolazioni di cristallo. L'argentino era
sì un cavallo pazzo che scombinava forse gli equilibri tattici del
centrocampo, ma forniva anche in avanti quella vervé e quella
vivacità di cui ogni formazione ha bisogno. Probabile che dopo la
sosta sarà Krsticic a prendere il suo posto nei 5 di
centrocampo, però la manovra del Bologna per forza di cose dovrà
svilupparsi in altra maniera. In bocca al lupo, guerriero!
Mancherà a Brescia anche
Laribi, uno dei più penalizzati dal cambio di modulo e costretto a
passare da trequartista con licenza di inventare a mezzala con
compiti molto più specifici. In questo caso il suo posto potrebbe
passare a Buchel o Bessa oppure a Casarini, dirottando sulla fascia
destra uno tra Ceccarelli e Mbaye. Per quest'ultimo sarebbe il
ritorno nel ruolo in cui ha giocato tutta la scorsa stagione a
Livorno.
Terza assenza in casa
rossoblu sarà quella di Daniele Cacia. Fermo restando che a Carpi
non ha mai toccato palla, ha giocato la sua più brutta partita con
questa maglia e che forse una sosta potrebbe consentirgli di
ricaricare le pile, trovo ASSURDO il modo in cui questa squalifica è
stata comminata: uno scambio di messaggi su whatsapp, in cui
l'attaccante calabrese, in privato, minacciava un agente sportivo.
Sui campi di serie A a ”certi” giocatori viene permesso di tutto,
dagli insulti agli arbitri alle minacce agli avversari e nessuna
sanzione viene applicata. Sui social network ci sono ”altri”
giocatori che offendono a ripetizione senza essere minimamente
puniti: questa è la dimostrazione del marcio che governa questo
mondo. A meno che, da ora in poi, ogni ”vaffa” o insulto, in
campo e in rete, non venga punito con una squalifica; cosa che
ritengo alquanto improbabile...
Al posto di Daniele
giocherà con ogni probabilità Mancosu, che ha sì sbagliato
un gol quasi fatto da un metro, ma che ha se non altro portato un po'
di bollicine in attacco.
Ultima analisi sulla
partita di Carpi: per 40 minuti un buon Bologna, attento, ordinato e
propositivo in casa della prima in classifica. Dopo aver subito un
gol immeritato per quanto visto sul campo, i nostri si sono sciolti e
nel secondo tempo si è vista una sola squadra in campo, anche se il
già citato colpo di testa di Mancosu poteva riaprire un match che il
Bologna dopo l'intervallo aveva meritato di perdere. Il 3-0 è troppo
pesante, ma va accettato, come si fece otto anni fa dopo un analogo
risultato a Grosseto.
Sono rimasto stupito
dalla condizione atletica dei carpigiani, capaci di correre a mille
per 90 minuti anche dopo 34 partite di campionato. Castori ha
indovinato ogni mossa quest'anno, ci sono un paio di buoni giocatori,
ma quello per cui farei davvero un sondaggio è il loro preparatore
atletico, Andrea Nuti, ex quattrocentista, tuttora detentore
del record italiano della 4x400 maschili, in precedenza alla
Primavera dell'Inter e che nel 2010 ha seguito la preparazione e il
recupero degli infortunati dell'Inter che quell'anno centrò il
”triplete”. Fossi nella società del Bologna, farei un pensiero a
lui prima che ad ogni altro giocatore o allenatore.
Sasha Gallo,
Il Bologna visto da Helsinki

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