Se esisteva ancora una piccola possibilità di riprendere la capolista, dopo la partita di ieri sera ed il conseguente -12 in classifica questa eventualità è da escludere definitivamente.
Eppure eravamo partiti bene, più sciolti ed arrembanti del solito, mentre loro sembravano voler più che altro voler tenere a debita distanza i nostri attaccanti dalla loro area di rigore; qualche timido contrattacco sì, ma portato con poca convinzione e senza troppe velleità.
Considerata la prima mezzora di gioco l’impressione di tutti noi tifosi era quella che si potesse controllare le sorti della partita e che magari una giocata fortunata o una punizione ben tirata, magari dal Sansone di turno, potesse indirizzarla a nostro favore.
Ma purtroppo, niente di tutto questo! La fiammata di Pasciuti al ’37 è arrivata davvero come un fulmine a ciel sereno, inattesa, inaspettata: i modenesi fin lì si erano segnalati più per le parate di Gabriel e per i sistematici falli a nostro danno che per le ripartenze o i tiri in porta.
Ma tant’è, così è il calcio: a volte subisci per sessanta minuti eppoi ti aggiudichi l’intera posta in palio, a volte domini per la prima parte della gara mentre nella seconda frazione di giocorimani in totale balìa degli avversari. Certo, nessuno pensava di rimediare tre gol in quel di Carpi..!
E’ stato più che altro il modo in cui è maturata la sconfitta a lasciare l’amaro in bocca a tutti, l’arrendevolezza caratteriale e psicologica di tanti giocatori che di fatto vantano centinaia di partite disputate nei massimi campionati di A e di B, sottomessi da una masnada di ragazzini che hanno invece buttato in campo corsa, grinta, intensità e soprattutto.. tanta, tanta fame!
Quella che alle nostre latitudini non si è mai vista in campionato, sempre giocato a ritmi troppo compassati per la categoria, con un atteggiamento spesso indolente e molto insofferente verso le inevitabili critiche che via via sono arrivate al gioco della squadra. Limiti che ora sono venuti, ahimè, alla luce del sole anche contro ogni possibile negazione dell’evidenza.
Sicchè oggi la morale è la seguente: la rincorsa sul Carpi è finita, non ce n’è più per nessuno; al massimo si può pensare di ipotecare il secondo posto, ma solo se la media punti delle ultime otto partite sarà tale da evitare il ritorno di altre concorrenti per la promozione diretta, Vicenza e Frosinone su tutte. Da oggi sappiamo che l’unica nostra preoccupazione sarà quella di guardarci le spalle, ragionando un po’ come se fossimo noi la capolista che rischia di essere ripresa: è vietato mollare ancora, anche solo di un centimetro, perché chi ci segue annusa l’aria e sente già l’odore della preda! Dunque, resettiamo questa infausta serata al Cabassi e proiettiamo le nostre menti al Rigamonti di Brescia: con la consapevolezza che, Carpi a parte, la promozione diretta passa solo da noi, dalla nostra fame di A, dall’ostinazione che metteremo in campo per... raggiungerlAAAAA!!!
Marco Di Simone

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