giovedì 16 ottobre 2014


Per non creare ulteriori polemiche, spieghiamo perchè e come è nato questo gruppo. Mattia Maronelli è stato redattore di un giornale online del Bologna, ma si accorse di non essere pienamente soddisfatto ad avere quell'incarico, in quanto la sua necessità era di volere sensibilizzare più persone per condividere la sua emozione, ela sua passione per il Bologna calcio. Così coinvolse alcuni di noi a creare un indirizzo web per poi formare un gruppo all'interno di facebook. Iniziò tutto quasi per “gioco” per divertimento, fino alla scelta di "www.noi,tifosirossoblù.blogspot.com" che in un secondo momento cambiammo in "iveritifosidibologna.club" semplicemente perchè abitiamo tutti a Bologna. E' chiaro che il gruppo formatosi successivamente è stato denominato i veri tifosi del Bologna proprio per poter accogliere chiunque provasse la nostra stessa passione.Inizialmente voleva essere un gruppo ristretto perchè allargandolo avrebbe significato dedicargli più tempo e meno alla nostra vita privata. Ma nel momento in cui le domande d'iscrizione triplicarono, ci siamo ritrovati per decidere sul da farsi. Troppo forte la voglia di creare una sinergia tra tutti noi, ed in una collettività si sa che ogni strada porta ad una meta buona e per essere soddisfatti basta sapere di poter raggiungere lo scopo prefissato. Così ciò che ci ha indotto, sollecitato, riattivato è stato il piacere e la soddisfazione nel poter creare una sorta di unione, una compattezza forte e importante, per cui abbiamo voluto dirigere il traffico dei nostri sentimenti e della nostra volontà in un unico senso: verso tutti voi. Ciò che ci da la spinta e la forza di continuare in questa impresa è la passione e non la curiosità o il “mi piace” in più. Cerchiamo di dare ad ogni emozione una personalità ad ogni stato d'animo un'anima. Ora siamo arrivati a più di 5.000 iscritti (SU FB) e 49.000 visualizzazioni NEL (BLOG) che vanno in crecendo, e questo non può che renderci felici. Riuscire a riunire così tante persone per un unico ideale è qualcosa di meraviglioso ed eccitante. Lo scopo di tutto questo è anche di dar la possibilità a tutti quanti di conoscere altre persone ed eventualmente creare un'amicizia, perchè come diceva Totò: “Da cosa nasce cosa”. Noi crediamo in tutto questo e vogliamo perseguire la verità in ogni notizia senza interpretazioni personali, e così come le apprendiamo le riproponiamo a tutti voi per rendervi partecipi ad una eventuale discussione sempre condotta con toni pacati. Cosa c'è di più bello nel potersi scambiare idee e propositi parlando della squadra amata? Grazie veramente di cuore a tutti quanti per ciò che ci regalate quotidianamente con il vostro interessamento e la voglia di sapere e scoprire sempre quello che ci accomuna, ovvero la fede nel Bologna fc


martedì 27 gennaio 2015

RUBRICA “RICORDATI DI ME” – ÁRPÁD WEISZ

Punto di svolta per la mia rubrica; dopo i giocatori rimasti nel cuore dei tifosi ora è il turno degli allenatori, e nel “Giorno della Memoria” il mio pensiero non puó che andare ad Árpád Weisz.

Árpád Weisz é nato a Solt in Ungheria il 16 Aprile 1896 ed é morto nel campo di concentramento di Auschwitz il 31 Gennaio 1944. Fu calciatore di buon livello prima di diventare una leggenda in panchina come allenatore. 

Nato da una famiglia di religione ebrea, Árpád inizia a giocare a calcio in patria, arrivando anche alla serie A con il Törekves negli anni ’20. Si trasferisce poi al Maccabi Brno in Cecoslovacchia, dove fa parte di una nutrita schiera di giocatori di fede ebrea. Qui vi gioca solo una stagione, ma grazie ad una tournee organizzata in tutta Europa si fa conoscere all’estero, e viene tesserato in Italia dal Padova. Anche qui un solo anno con 6 presenze e un gol, poi il trasferimento a Milano, sponda Inter, nella quale gioca 11 gare segnando 3 reti. Nel 1926 a 30 anni, la carriera di Weisz è in pratica giá finita a causa di un infortunio abbastanza serio. Anche a causa dell’assenza di comunicazioni attendibili e comunque di particolari difficoltá nel far girare le notizie, ci sono alcuni eventi avvolti nel mistero, e che sarebbero accaduti dopo la fine della carriera. Ad esempio alcune fonti citano un altro trasferimento, questa volta in Uruguay dove Árpad avrebbe giocato qualche partita prima di iniziare l’avventura come allenatore. Altre fonti invece dicono che dopo l’infortunio sia diventato vice allenatore ad Alessandria, in Piemonte. Le notizie certe ricominciano dal 1926 quando viene chiamato a sedersi sulla panchina dell’Inter, dove resta fino al 1931 (nel frattempo la squadra cambia nome diventando Ambrosiana dopo la fusione con l’U.S. Milanese), vincendo anche il primo Scudetto del campionato italiano a “girone unico”. Weisz all’epoca aveva 34 anni e stabilí un record tuttora imbattuto come allenatore piú giovane a laurearsi Campione d’Italia. 

Si trasferisce per una stagione a Bari dove conquista la salvezza mediante spareggio contro il Brescia per poi ritornare a Milano per altri 2 anni. L’Inter non è piú competitiva e Weisz passa prima ad allenare il Novara in Serie Bnel 1934-1935 e poi finisce a Bologna. Qui riesce a dimostrare tutto il suo valore e alla guida della squadra che “tremare il Mondo fa” vince 2 Scudetti e il Torneo dell’EXPO di Parigi 1937 (progenitore dell’odierna Champions League) battendo in finale i “maestri” inglesi del Chelsea.

Sull’Europa spirano forti venti di guerra e per Árpád a Bologna non c’è piú posto. L’Italia nel 1938 aderisce alle “Leggi razziali” naziste; Weisz viene in pratica licenziato dalla squadra rossoblu in ossequio alla disposizioni fasciste e fiutando il pericolo ancora maggiore lascia il Paese rifugiandosi a Parigi con la moglie e i 2 figli, ma ció non basta. Dopo 3 mesi vissuti in Hotel con la speranza di trovare un lavoro, la famiglia leva ancora le tende e se ne va, questa volta in Olanda. Scelgono Dordrecht, dove Árpád ricomincia anche ad allenare. Con la squadra semi-dilettantistica locale riesce a togliersi, tra le altre, la soddisfazione di battere il fortissimo Feyenoord dell’epoca. Ma la Germania nazista sta avanzando in modo rapidissimo e, pare, inarrestabile. Anche i Paesi Bassi cadono nella rete di Hitler e stavolta per la famiglia Weisz non c’è scampo. Vengono catturati dalle SS il 7 Agosto 1942 quando giá da un anno sono costretti a vivere di stenti e grazie solo agli aiuti della popolazione locale. La moglie e i figli vengono portati immediatamente nella camera a gas di Auschwitz-Birkenau, mentre lui resiste un anno e mezzo nel campo di concentramento prima di morire.

Rimasto per anni nel dimenticatoio, è stato “riscoperto” anche grazie all’ottimo lavoro di Matteo Marani, studente universitario di Bologna, a cui dobbiamo tutti quanti un doveroso ringraziamento.

Come calciatore ha disputato 7 partite con la Nazionale Maggiore tra il 1923 e il 1924, mentre come allenatore ha vinto 3 Scudetti (2 con il Bologna e uno con l’Inter) e il Torneo Internazionale dell’Expo Universale di Parigi del 1937.

Weisz è stato senza ombra di dubbio uno dei migliori allenatori della storia del calcio. Geniale, metodico, dedito al lavoro come pochi altri, ma anche estremamente vicino ai suoi giocatori tanto da essere stato uno dei primi ad allenarsi insieme a loro durante gli esercizi che egli stesso ordinava di fare. Precursore dei tempi moderni ma anche grande conoscitore del calcio tanto da aver scritto il manuale “Il giuoco del calcio” insieme ad Aldo Molinari (con prefazione di Vittorio Pozzo, CT della Nazionale bi-campione del Mondo negli anni ’30). Sempre grazie alle ricerche di Marani sono emersi aspetti per certi versi incredibili della sua metodologia di lavoro, talmente innovativi da essere tuttora utilizzati, quali ad esempio i ritiri (in localitá termali) e un laboratorio medico-dietetico.

A distanza di tanti anni in suo ricordo sono state poste targhe commemorative sia allo stadio Dall’Ara di Bologna che al Meazza di San Siro, mentre a Bari gli è stata intitolata una via vicino al San Nicola.

PALMARÉS AL BOLOGNA: 95 partite* con 47 vittorie, 31 pareggi 17 sconfitte; 2 Scudetti e un Quinto posto (a -4 dallo Scudetto ndr.). 

*Árpád Weisz “ufficialmente” si dimise dopo aver vinto 2-0 contro la Lazio alla Quinta giornata del campionato 1938-1939. Al suo posto tornó sulla panchina rossoblu l’austriaco Felsner che portó il Bologna al terzo Scudetto in 4 anni.

Tra i giocatori piú importanti allenati da Weisz nella sua carriera vanno citati sicuramente Giuseppe Meazza (da lui scoperto e lanciato nel calcio che conta), Angelo Schiavio (seppure a fine carriera) e Carlo Reguzzoni.

Cogliendo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente e personalmente, invito tutti voi a leggere il libro di Matteo Marani, lo trovate in libreria oppure si puó ordinare su Internet, per esempio su Amazon. http://www.amazon.it/Dallo-scudetto-Auschwitz-morte-allenatore/dp/8874248628


Manuel Vasile

MANCOSU: ONORATO DI ESSERE A BOLOGNA



Ha scelto la maglia numero 10 , Matteo Mancosu , numero molto importante , indossato recentemente da giocatori come Baggio , Signori , Ramirez , Gilardino ; tutti hanno lasciato un segno positivo  nel Bologna . 
Stamani è stato presentato ,il nuovo numero 10 del Bologna che ha detto : "Arrivo in uno dei club più importanti, ne sono onorato, questa è una piazza grande e storica. Sono partito da lontano, un passo alla volta, fino ad arrivare a Trapani dove Mister Boscaglia mi ha valorizzato tantissimo: ora sono a Bologna, per me un salto molto grande e non vedo l'ora di dimostrare di essere all'altezza. Sono onorato di essere a Bologna . 
Ringrazio il popolo di Trapani che mi ha sempre mostrato un affetto incredibile e non me lo dimenticherò. 
Qui trovo una rosa di compagni con già tante presenze anche in Serie A, voglio imparare il più possibile da loro, trasferirmi qui è come avere raggiunto il massimo per me, in questi primi giorni sto riscontrando una professionalità e un'organizzazione da grande club.
 Ho conosciuto il Dall'Ara in notturna, uno degli stadi più belli che abbia mai visto, riuscii a fare gol dopo due minuti e spero che questo sia di buon auspicio per il nostro futuro.Spero sabato di vedere tanta gente allo stadio .
 Ho parlato oggi con Mister Diego Lopez, che mi ha detto che con questo gruppo, con questa famiglia, mi sentirò come a casa".
Marco Bonciani 


Il"SALOTTO"di Vince



Bene cari amici e tifosi dal cuore rossoblù,dopo la"cassanata"che ho scritto questa mattina,parliamo in maniera più seria ancora un pò di mercato con ovvia domanda a Voi finale.
Ci stiamo avvicinando al 2 di febbraio,giorno di chiusura del mercato e per quanto riguardano i giocatori ancora nel"mirino"di Corvino la situazione sembra essere questa:

per Nenad Krsticic sembra tutto fatto,arriverà si pensa sotto le due Torri a breve,un giorno o due al massimo.



Per Gastaldello invece c'è ancora attesa.
Un'attesa dovuta al fatto che la Doria deve trovare assolutamente un sostituto e fino a che non lo ha individuato resta dov'è.



L'intesa tra il giocatore e i rossoblù c'è da tempo come ormai sappiamo ma se nel giro di un paio di giorni non si sblocca la situazione,Corvino ha alternative come Gabriel Paletta anche lui stanco della situazione Parma,o Ahmed Hegazi classe '91 in forza alla Viola ma la sua carriera è stata fermata da infortuni gravi,quindi giocatore alla fine da recuperare.


Considerando che,se non arriva Gastaldello può saltare anche la cessione dello spagnolo Paez al Frosinone vi domando:
MEGLIO TENERE PAEZ E FARLO CRESCERE IN QUESTO GRUPPO CHE SEMBRA SEMPRE PIU' FORTE O FARLO ANDARE VIA E PRENDERE IN ALTERNATIVA "L'ESPERTO" PALETTA O DA "RECUPERARE" IL DIFENSORE VIOLA HEGAZI?

                                                                                                          Vincenzo Coppola

Idea Cassano?



Sembra che il Parma e Antonio Cassano vadano verso il divorzio.
Già,Cassano ha chiesto la risoluzione del contratto,stanco della situazione Parma e anche per via dello stipendio oramai fermo a circa sette mesi fà!...
Sembra di ricalcare la nostra situazione societaria di qualche tempo fà,non trovate?...
Ecco che allora questo giocatore, nonostante l'età sarebbe un interssante acquisto a costo zero,con le sue doti e qualità tecniche diverse squadre sarebbero pronte a prenderlo.
Antonio starebbe valutando eventuali richieste solo italiane sembra dire,per un'avventura estera,ha offerte dall'America e Dubai,non ne vuole sapere almeno per qualche anno ancora quindi perchè non provare a portare il fuoriclasse a Bo?

Tacopina dopo i no di Ilicic e Giovinco, vorrebbe comunque portare un giocatore importante e famoso sotto le due torri e questa sembra l'occasione giusta per tentare questo colpo!
Il mercato ha ancora diversi giorni e tutto può essere possibile,osare questa volta si può!

                                                                                                      Vincenzo coppola

lunedì 26 gennaio 2015

BOLOGNA : IL CALENDARIO DEL TORNEO DI VIAREGGIO

Si è svolta questa mattina la presentazione ufficiale della Viareggio Cup, giunta alla 67° edizione. Il Bologna, che da quest'anno partecipa nuovamente all'importante kermesse internazionale, è inserito nel girone B: i ragazzi di Colucci debutteranno martedì 3 febbraio, contro il Pescara, allo Stadio Masini di Santa Croce sull'Arno, ore 15.
 Due giorni dopo, giovedì 5, per la seconda giornata sarà Roma-Bologna sul terreno sintetico del Comunale di Altopascio (LU) alle 15. Terza ed ultima giornata della fase a gironi sabato 7, sempre alle 15: Belgrano-Bologna allo Stadio Raciti di Quarrata (PT). Le gare ad eliminazione diretta, dagli Ottavi in poi, scattano martedì 10 febbraio.
Fonte www.Bolognafc.it
Marco Bonciani 


MBAYE : BOLOGNA LA SCELTA MIGLIORE

L'ad Claudio Fenucci ha presentato oggi Mbaye alla stampa: "Siamo contenti di dare oggi il benvenuto a Ibrahima, che speriamo possa dare il suo contributo per il presente e per il futuro. È un altro tassello della nostra operazione di rafforzamento di una squadra che sta continuando la sua striscia positiva. Ringraziamo tutti i tifosi che a Chiavari hanno dato spettacolo, sostenendoci anche quando ci siamo trovati sotto nel punteggio: mi auguro ci seguano in tanti anche sabato col Pescara perché abbiamo sempre bisogno di loro".
Le prime parole rossoblù di Ibrahima Mbaye: "Per me Bologna è la scelta migliore che potessi fare, la piazza più giusta per la mia crescita, una società che tra pochi anni sarà tra le più importanti.
Non ho mai detto di no al Bologna, e voglio essere utile nella corsa alla serie A .
 Sabato scorso mi sono emozionato quando ho visto così tanti tifosi nostri in trasferta, non vedo l'ora di giocare nel nostro stadio per vederne ancora di più.
 Non ho mai preso parte al campionato di B, il mio amico Daniel Bessa mi ha già spiegato un po' di cose, intendo calarmi subito nella mentalità di questo gruppo e dare una mano importante. L'anno di Livorno mi ha insegnato che bisogna imparare a sbagliare il meno possibile, limitando al minimo gli errori di concentrazione. Gioco dove vuole il mister , se me lo chiede gioco anche in porta .
Quale fascia preferisco ? E' indifferente .
Marco Bonciani .

RUBRICA “RICORDATI DI ME” – MARCO DE MARCHI

Per il nono appuntamento vi racconterò le gesta di Marco De Marchi.

Marco Antonio De Marchi è nato a Milano, l’8 Settembre 1966. Difensore eclettico che ha interpretato molto bene sia il ruolo di centrale che di terzino sinistro.

Dopo essersi trasferito in giovane etá a Como cerca di farsi tesserare dai lariani, ma essendo ancora troppo giovane viene mandato a giocare con la squadra della Garibaldina in cui resta 7 anni prima di trasferirsi all’Ospitaletto, in provincia di Brescia nel 1985. È qui che incontra mister Maifredi, a cui legherá a doppia mandata la propria carriera. Con l’Ospitaletto gioca 45 volte segnando 4 reti, in serie C2.

Nel 1987 segue lo stesso Maifredi a Bologna, ed è qui che la sua carriera spicca il volo, nonostante grosse difficoltá iniziali dovute ad un brutto infortunio ai legamenti, per il quale si fa operare a Torino in artroscopia, una tecnica ancora sconosciuta ai piú allora, ma che gli consente di rientrare in campo dopo solo 4 mesi. Al primo anno i rossoblu vincono il campionato di B e per Marco si spalancano le porte della Serie A. Nelle 2 stagioni successive è titolare indiscusso della difesa e il Bologna prosegue la sua scalata fino alla qualificazione alla Coppa Uefa. Resta nella cittá di Balanzone fino a Luglio 1990 quando si trasferisce alla Juventus sempre seguendo le orme di mister Gigi Maifredi.

A Torino le cose non vanno benissimo, il primo anno è pessimo e la panchina di Maifredi salta. Nonostante tutto Marco gioca 25 partite, ma non convince appieno e viene prestato alla Roma per l’anno successivo. Anche nella Roma è titolare e gioca 36 partite segnando una rete. La stagione seguente ritorna alla Juve con Trapattoni in panchina. Qui vince la Coppa Uefa, giocando anche la finale da terzino sinistro. Raccoglie 18 gettoni con 1 rete.

Alla Juventus non credono in lui, e Dema (come lo chiamano i compagni) rientra al Bologna che nel frattempo è sceso addirittura in Serie C1. Marco viene subito nominato capitano, ma alla prima stagione i felsinei mancano la promozione perdendo ai Play Off con la Spal. Diverso destino l’anno seguente quando i rossoblu stravincono il campionato. Da segnalare che in quella squadra giocavano anche Carlo Nervo e Cristiano Doni. La terza stagione è, se possibile, ancora piú trionfale, e il Bologna compie l’impresa del doppio salto, vincendo il campionato con la miglior difesa del torneo. A De Marchi erano stati affiancati Torrisi e Paramatti, che formeranno poi lo zoccolo duro dei felsinei negli anni seguenti. Nell’ultima stagione in rossoblu la squadra ottiene un fantastico Settimo posto al ritorno in A, e raggiunge anche la semifinale di Coppa Italia. De Marchi, che a questo punto ha 31 anni, non trova l’accordo per rinnovare il contratto con il Bologna e decide quindi di tentare l’avventura all’estero, trasferendosi al Vitesse in Olanda. Nel campionato olandese viene impiegato spesso come interditore a centrocampo, ma non è considerato quasi mai titolare; in 3 stagioni gioca 43 partite segnando 3 reti. Alla scadenza del contratto si trasferisce in Scozia al Dundee FC, dove trova altri 3 italiani tra cui gli ex rossoblu Roccati e Bonetti, ma anche qui gioca solamente 18 volte senza trovare mai la via delle rete. Al termine della stagione 2000-2001 annuncia il ritiro dal calcio.

Terminata la carriera ne ha iniziata un’altra molto proficua come Procuratore sportivo, ed è tuttora uno degli agenti piú stimati del panorama nazionale. Tra i vari giocatori in sua procura cito Fabio Borini e il bolognese Casarini.

Non è mai stato selezionato per alcuna rappresentativa nazionale, probabilmente anche per l’elevatissima concorrenza nel suo ruolo nel periodo di massimo splendore.

Come calciatore vanta una Coppa Uefa ottenuta con la Juventus nel 1992-1993 e alcune promozioni, dalla C2 (Ospitaletto), dalla C1 (Bologna) e 2 volte dalla B (sempre con il Bologna).

Ottimo difensore centrale, all’occorrenza usato anche come terzino sinistro soprattutto nell’esperienza juventina. Nonostante fosse bravo ed affidabile non è riuscito a rimanere sulla  “cresta dell’onda”, preferendo piuttosto porsi obiettivi meno ambiziosi. Nella prima parte della carriera ha seguito Maifredi e proprio come lui ha avuto una crescita molto rapida di reputazione a cui è seguito poi un crollo. “Rientrato” a Bologna ha vissuto una seconda giovinezza che gli ha permesso di tornare ai massimi livelli.

Marco De Marchi a Bologna è il simbolo della doppia promozione dalla C1 alla A di metá anni ’90. Leader carismatico e fedelissimo rossoblu, accettó addirittura di passare dalla Juventus alla C1 rendendosi poi protagonista della cavalcata che ha permesso ai felsinei di arrivare nuovamente in Europa.

PALMARÉS AL BOLOGNA: 172 Presenze e 8 Gol, dal 1987-1988 al 1989-1990 e dal 1993-1994 al 1996-1997.

Manuel Vasile con la collaborazione di Mario Piromallo

Missione sfoltimento: serve un posto per l'ultimo acquisto

Oggi il Bologna ha messo a segno il quarto colpo di questo mercato invernale, è infatti arrivata l'ufficialità dell'approdo di Matteo Mancosu sotto le Due Torri. Nel frattempo è dato in dirittura di arrivo Nenad Krsticic dalla Samp, affare che potrebbe essere chiuso anche nella giornata di domani. A quel punto per completare la rosa, già comunque validissima ed attrezzatissima per la risalita in A, mancherebbe solo un centrale difensivo di valore, vista anche l'imminente partenza dello spagnolo Rafa Paez verso Frosinone. Il nome sul taccuino di Corvino è, come arcinoto, quello di Daniele Gastaldello, capitano della Samp. Nell'ultima sfida di campionato il difensore è rimasto in panchina tutto il tempo, segno evidente di un ormai probabile addio. La situazione è però in fase di stallo, perché prima di cedere i liguri vogliono cautelarsi con un'alternativa di valore al centro della difesa, ma allo stato attuale -dato ormai per scontato l'arrivo di Krsticic- si presenterebbe un ulteriore problema. Infatti il regolamento della Serie B parla chiaro, ogni club ha dovuto consegnare ad inizio campionato una lista di giocatori rigidamente composta da massimo 18 giocatori over 23, più due "bandiere" (giocatori che hanno militato per almeno 4 stagioni nella squadra), due under 23 e under 21 illimitati. Nel nostro caso sono stati tesserati come bandiere Morleo e Garics, mentre Perez, inserito in lista solo in un secondo momento, a campionato già iniziato, è iscritto come normale over 23: il problema è che al momento sono presenti in lista 17 giocatori sopra i 23 anni, e di conseguenza ci sarebbe posto solo per uno tra i due doriani in arrivo a Bologna. Per liberare il posto per Gastaldello Corvino starebbe cercando disperatamente di vedere Garics, in modo tale da poter spostare Perez tra le bandiere e facendo così posto al centrale veneto tra gli over. In questo senso potrebbe essere proprio la società blucerchiata a venire incontro alle esigenze del nostro DS, infatti alcune indiscrezioni vorrebbero i genovesi interessati al terzino austriaco perché in emergenza sulla fascia destra. Esistono però anche altre vie, ricordiamo che in lista ad esempio sono presenti anche esuberi come Abero e Troianiello, per i quali sembra che si stia muovendo qualcosa: basterebbe una sola cessione tra questi (anche Acquafresca sembra sul piede di partenza) per fare posto all'ultimo acquisto rossoblù. L'impressione è che, salvo cataclismi, almeno una casella si libererà: non vediamo l'ora di accogliere i nuovi arrivati per continuare la corsa verso la A. 


Francesco Dottori

   

Il"SALOTTO"di Vince



Gli uomini di mercato ci stanno dando conferme di volere il salto di qualità con gli ultimi arrivati!(...e sembra non finire qua!....)
Mi chiedevo e chiedo anche a voi amici rossoblù,RIUSCIRA' IL NOSTRO MISTER LOPEZ A FAR COESISTERE IN CAMPO MANCOSU E CACIA?........

    Vincenzo Coppola


                                                                           


Il Professionista, l'Uomo!





Questa sera vorrei parlarvi di Lui,Vangelis Moras! Parte per Melbourne, va da suo fratello e gli dona il midollo perchè è malato di leucemia.....
LA SUA PARTITA PIU' GRANDE LA GIOCA PER SUO FRATELLO!
UN GRANDE ESEMPIO,UN GRANDE UOMO,UN GRANDE PROFESSIONISTA E SE POSSO PERMETTERMI DI DIRLO.........

UNO DI NOI!!!!!!!


                    Vincenzo Coppola


Marios Oikonomou: il difensore goleador

Per la rubrica sui calciatori del Bologna oggi parliamo di Marios Oikonomou.


Il giovane difensore arrivato in estate dal Cagliari nell'affare che ha portato Capello in Sardegna, in un primo momento, è stato accolto fra l'indifferenza, lo scetticismo e la rabbia nei confronti di una società che aveva venduto uno dei giovani rossoblù di maggiore prospettiva. Ma Marios è greco, e si sa che i greci hanno un ottimo rapporto con Bologna, basta citare esempi come Panagiotis Kone, sicuramente il miglior ellenico ad aver vestito la nostra maglia negli ultimi tempi, Vangelis Moras o Lazaros Christodoulopoulos.

Il difensore 22enne ha sicuramente portato una ventata d'aria fresca, insieme a solidità difensiva, carattere e anche fiuto del gol, dimostrando di fatto le sue indubbie qualità e facendosi conoscere come uno dei difensori più interessanti della serie cadetta.

Guardando le sue partite in questa prima metà di stagione, si può notare come abbia ottime opportunità di diventare un ottimo rinforzo anche per la prossima stagione:

Le sue armi sono innanzitutto una buona fase difensiva e un ottimo fisico che rendono difficile a molti attaccanti lo svolgimento del loro incarico; certo, qualche sbavatura c'è, le cause possono essere errori causati dalla giovane età, la poca esperienza nel calcio italiano o momenti difficili per l'intera squadra, però quando lo si vede svettare in area di rigore o fare a spallate con gli avversari per recuperare palla si capisce che si sta parlando di un giocatore che ha molto da dire.

Oltre alla fase difensiva si può notare come sia in grado di agire benissimo anche nelle manovre offensive. Grazie a quel fisico che lo rende tanto importante in difesa riesce ad agire benissimo anche nei calci piazzati in area offensiva, sfruttando i cross da calcio d'angolo o le punizioni può colpire benissimo di testa ed insaccare il pallone in rete, ed i tre gol realizzati finora ne sono la dimostrazione.

Questo, e molto altro, è Marios Oikonomou, un giocatore da tenere sott'occhio, e sotto contratto.

Matteo Mancosu, esperienza e tanti gol al servizio del Bologna

Presentiamo l'ultimo colpo del Bologna targato Pantaleo Corvino.
Matteo Mancosu nasce a Cagliari, il 22 dicembre 1984. La stagione chiave della sua carriera è quella del 2011/2012, quando segna 20 reti in Seconda Divisione con la maglia del Vigor Lamezia e viene notato dal Trapani. La prima stagione con la squadra siciliana è strepitosa: 15 reti e serie B conquistata sul campo.
Ma il meglio deve ancora venire. Nel 2013/2014 è infatti il capocannoniere del campionato cadetto, con 26 gol in 40 presenze. Il Trapani lo conferma anche per la stagione successiva (10 gol tra agosto e gennaio), ma nel mercato di riparazione arriva il Bologna, che trova un'altra freccia da inserire al proprio arco nella corsa alla serie A.


Riccardo Rollo

domenica 25 gennaio 2015

ED ORA IL GIOCO!!

Non sono bastati un avversario agguerrito ed organizzato tra le mura amiche ed un insidioso campo in erba sintetica a bloccare l’avanzata delle Sturmtruppen Rossoblù!

Il Generale Diego Lopez ha deciso di espugnare Chiavari facendo appello ai suoi miliziani più fidati e applicando una strategia che non prevedeva l’offensiva in grande stile, ma piuttosto una strenua resistenza agli attacchi avversari e l’affondo decisivo, quasi di sorpresa, nel momento topico della contesa. 

Per ora va benissimo così: bisognava vincere e si è vinto!

Certo, l’intenzione è di allungare il più possibile il filotto di vittorie e di poter conquistare al più presto la vetta della classifica, l’unico viatico sicuro per la promozione diretta. Perché un conto è stare davanti a tutti, un altro è stare nel plotone dei favoriti, che comunque inseguono invece che dettare il passo.

Il salto di qualità cui siamo ora chiamati non è tanto confermarci nelle prossime partite, dato che la continuità di risultati pare essere stata trovata, bensì cominciare ad esprimere un gioco più continuo e magari più arrembante: vedere cioè una manovra più fluida (piuttosto che ripartenze palla al piede), attacchi ripetuti sulle fasce, palloni scagliati con forza nell’area di rigore avversaria e una maggiore incisività sotto porta (perché non puoi produrre dieci azioni da gol e segnarne uno o due)

Un atteggiamento da squadra padrona del campo, insomma, che faccia dire agli avversari che contro di noi non c’è storia! 

In questo senso sarà determinante l’apporto di quei giocatori presi per elevare il tasso tecnico della squadra, da Gianluca Sansone, protagonista due anni fa della promozione in Serie A del Sassuolo, a Matteo Mancosuil temuto capocannoniere dello scorso campionato di Serie B, da Nenad Krsticic, un nazionale serbo, Ibrahima Mbaye, anch’esso nazionale del suo paese. Sempreché il funambolico Corvino non ci voglia stupire con qualche altro colpo ad effetto “last minute”, come è dato immaginare leggendo le news di calciomercato.

A Mister Lopez l’onore e l’onere di aggiungere cavalli al motore, coniugando l’equilibrio pian piano trovato con una piccola dose di spregiudicatezza in più: per assurdo, se davvero dovesse arrivare al fotofinish  un “pezzo da novanta” come Gastaldello si potrebbe sperimentare perfino la difesa a tre, con Masina e Mbaye avanzati ed un tridente composto da Sansone, Mancosu e Cacia. Roba da leccarsi i baffi!!   


Marco Di Simone

   

RUBRICA “RICORDATI DI ME” – MARCELLO CASTELLINI

Ottava puntata della mia rubrica, ancora dedicata ad un difensore, Marcello Castellini.

Marcello Castellini è nato a Perugia, il 2 Gennaio del 1973. Difensore di buona caratura e con ottime doti di leader, si è distinto in carriera anche per la fedeltá, avendo giocato solo in 4 club nonostante una carriera ventennale.

Cresce calcisticamente nella squadra della sua cittá negli anni ’80, mentre la formazione militava in serie C1. Arrivato in prima squadra, resta per 4 stagioni a guidare la difesa dei grifoni, fino al raggiungimento della promozione in Serie B. In questi 4 anni totalizza 51 presenze.

Si trasferisce al Parma per la stagione 1994-1995. In quegli anni la squadra ducale è una delle migliori in Italia ed ottiene successi anche in Europa. Per lui, che deve giocarsi il posto con gente come Apolloni, Minotti, Couto e Sensini, la concorrenza è molto elevata e in 2 stagioni raccoglie solo 17 presenze, partecipando peró alla conquista della Coppa Uefa entrando negli ultimi minuti della finale con la Juventus. Ritorna a Perugia, questa volta in Serie A, dove si rende protagonista di un’ottima stagione, con 27 presenze e un gol, il primo tra i professionisti. Questa volta lo cerca la Sampdoria che lo porta a Genova dove in poco tempo si guadagna il posto da titolare. Resta 3 anni sotto la Lanterna collezionando 73 presenze con un gol  nell’ultima stagione.

Nel 2000-2001 passa al Bologna dove colleziona le sue migliori performance, arrivando anche in Nazionale. Nella sua prima esperienza in rossoblu collezione 86 partite, tutte in Serie A, contribuendo con Falcone e Gamberini a 3 stagioni di tutto rispetto, compreso un settimo posto nel 2001-2002.

Ritorna al Parma, giusto in tempo per assistere al crack “Parmalat” e raggiungere il quinto posto in Serie A con gli emiliani. Dopo le 31 presenze con i ducali lo richiama la Sampdoria, in prestito con diritto di riscatto.

Per la terza volta quindi Marcello torna a giocare in una sua ex squadra. Resta 2 anni, dopo essere stato riscattato per 800 mila Euro, giocando un totale di 57 partite con 3 gol, collezionando anche la bellezza di 15 cartellini gialli. 

A questo punto della carriera, dopo 11 anni di Serie A intervallati da un unico anno in B con la Samp, accetta l’offerta del Bologna che lo ingaggia nuovamente, a parametro zero, per tentare la difficile risalita dalla serie B.

Al primo anno l’impresa fallisce ma Marcello viene nominato nuovo capitano dei felsinei, mentre l’anno successivo arriva l’agognata promozione. Il 2008-2009 è l’ultimo anno di Castellini da calciatore professionista e le sue presenze in A si fermano a 13, segno che i tempi per il ritiro sono ormai maturi. Conclude l’esperienza rossoblu svincolandosi,ma non trovando altri ingaggi degni, si ritira ufficialmente.

Dopo essersi ritirato non ha intrapreso per ora altri ruoli all’interno del mondo del calcio.

Vanta una presenza in Nazionale nel 2003 quando vestiva proprio la maglia del Bologna.

In carriera ha vinto la Coppa Uefa con il Parma nel 1995.

Difensore roccioso, forte di testa e abile nello sfruttare il fisico anche contro avversari piú grossi di lui. Non ha sofferto infortuni particolarmente gravi in carriera e ció gli ha consentito di arrivare integro a fine carriera, a 36 anni suonati. Sicuramente un grande esempio di professionista si è fatto voler bene da tutti i tifosi per l’impegno dimostrato.

Nelle 2 esperienze sotto le Due Torri, ha orchestrato al meglio la difesa rossoblu dando prova di grande affidabilitá sia con difesa a 3 che con quella a 4. Nominato capitano negli ultimi anni ha guidato il Bologna alla promozione in A insieme a Massimo Marazzina, autore quell’anno di 22 reti, garantendo sempre esperienza e soliditá al reparto. 

PALMARÉS AL BOLOGNA: 170 Presenze con 0 gol.


Manuel Vasile

BOLOGNA : SI CHIUDE PER KRSTICIC

Ieri Corvino è stato a Vicenza , dove ha assistito alla partita Vicenza - Trapani , e dove ha chiuso per l'acquisto del centravanti del Trapani Matteo Mancosu .
Mancosu ha gia salutato i compagni del Trapani e arriverà a Bologna domani per le visite mediche e la firma .
 Sempre ieri sera Corvino ha praticamente chiuso con la Sampdoria per l'acquisto di Krsticic , a lungo seguito dal Bologna , che arriverà in prestito con diritto di riscatto .
Marco Bonciani


L'INFILTRATO: Medeiros e Zohore



Kenneth  Zohore  21 anni

Titolare fisso dell’under 21 danese, questo gigante di quasi due metri e 100kg,di madre danese e padre della Costa d’Avorio, è una forza della natura; mancino pieno, potentissimo di piede e di testa sembra costruito apposta per predare nell’aria di rigore avversaria.
A dispetto della stazza, inoltre, è dotato di tecnica molto fine e fu consigliato alla Fiorentina, proprietaria del suo cartellino da Brian Laudrup, suo grande estimatore.
La Fiorentina lo prende, spendendo anche un bel po' e lo manda a farsi le ossa all’IFK Goteborg nella serie A svedese.
Purtroppo per lui, ha avuto dei grossi problemi respiratori a seguito di una polmonite non diagnosticata tempestivamente durante uno stage con l’Under 21 del suo paese.
Rimessosi, con fatica dal malanno,torna a Firenze per fine prestito; nonostante le ottime premesse, viene un poco emarginato da Montella che da il benestare al rinnovo della cessione in prestito secco, ma pare non pensarla allo stesso modo lo staff tecnico che blocca sistematicamente ogni trattativa.
Pareva quasi fatta per un suo passaggio al Vicenza, ma poi è intervenuto Cognigni che ha bloccato il trasferimento;
Al momento Varese e Trapani sono le due squadre più accreditate ad assicurarsi le sue prestazioni, a meno che non si verifichi un nuovo veto da parte del presidente esecutivo che incomprensibilmente blocca ogni legittimo tentativo di questo giovane calciatore di mettersi in mostra.
In un certo modo ricorda la vicenda Friberg a Bologna, dove Guaraldi, prima lo fece arrivare annunciandolo come un grande campione, sostituto naturale di Diamanti (due notizie assolutamente false) per poi lasciarlo ai box e facendolo passare per un brocco (falso anche questo) e facendogli mancare il passaggio ai greci dell’Olympiakos.





Yuri Medeiros  20 anni

Medeiros è una scattante ala sinistra che può giocare anche a destra e come seconda punta; molto veloce, buon tiro e cross taglienti; ha anche un discreto caratterino che lo porta ad avere confidenza col cartellino giallo.
Fin qui, sembrerebbe l’identikit di un buon giocatore, pieno di talento e di inventiva, ma il lettore potrebbe trovare da eccepire apprendendo che Medeiros gioca in patria nello Sporting Lisbona ma nella squadra b, che milita in seconda serie…l’obiezione è legittima: fenomeno o meno, può essere annoverato tra i giovani più promettenti, un ventenne che gioca in serie b in un campionato non trascendentale come quello lusitano?
L’aspetto dirimente e che ha fatto conoscere questo giovane atleta anche fuori del suo paese è che lo Sporting lo ha blindato con una clausola rescissoria di appena (si fa per dire) 45 milioni di euro!!!
Questo aspetto, più delle reali capacità del giocatore è quello che fa scalpore al momento e tutti gli osservatori restano curiosi ad attendere di verificare se tale cifra abbia davvero un fondamento. E' notizia proprio di questa settimana quella del passaggio in prestito secco fino al termine della stagione di Medeiros al Fc Arouca che staziona pericolosamente nella parte bassa della classifica del campionato portoghese di serie A. 

Corvino scatenato, si tenta il colpo Pjaca

Il ds Pantaleo Corvino si sta muovendo molto ed egregiamente sul mercato, ormai è noto a tutti, soprattutto a chi fino a qualche mese fa non ci aveva quasi mai considerato, e quando l'ha fatto non era certo per elogiare.

Oggi però l'aria sembra essere cambiata, e tutti fanno a gara per arrivare per primi sulle notizie legate al mercato rossoblù. Oggi si parla di Marko Pjaca.



Come riportato da Gianluca Di Marzio si starebbe trattando intensivamente per poter regalare a Diego Lopez il giovane croato classe '95, operazione che dovrebbe essere concretizzata con la formula dell'acquisto definitivo.

Il giocatore della Dinamo Zagabria si è messo in mostra principalmente per la tripletta realizzata contro il Celtic, e non la prima che passa, nella vittoria per 4-1 della sua squadra contro i campioni scozzesi. Inoltre, nonostante la giovane età, si è già guadagnato, oltre alle varie presenze nelle nazionali minori, anche la chiamata nella nazionale maggiore croata.
Per quanto riguarda la posizione in campo si tratta prevalentemente di un trequartista, che può tranquillamente giocare anche come esterno d'attacco.
Inutile dirlo, sarebbe un grandissimo colpo, sia per il presente ma soprattutto per il futuro.

Se tutto questo è un sogno, non svegliateci. Per il resto, Grazie Corvino!

SÌ, SÌ, SÌ, SÌ!!!

Il Bologna vince la partita più brutta e più bella della stagione.
Lo fa come deve fare una grande squadra che punta ad un grande obiettivo, lasciando sfogare l'Entella per tutto il primo tempo, soffrendo oltre misura, fornendo una prova al limite dell'accettabile, anche per le grandi difficoltà ad abituarsi al campo sintetico, mostrando poco gioco, poche occasioni, poco costrutto. Però vince, su un campo inespugnato da settembre (e qualcosa vorrà pur dire), dove erano caduti Carpi e Frosinone e il Livorno aveva strappato solo un punto, interrompendo una striscia positiva degli avversari lunga 8 partite.
Diversi i motivi per cui questa era una partita molto più ostica di quanto dicesse la classifica: oltre ai citati scalpi di due delle protagoniste, gran parte (17 su 25) dei punti conquistati dall'Entella sono arrivati sul campo di casa.
In aggiunta alle difficoltà di un campo caldo, il Bologna arrivava in condizioni che definire non ottimali sarebbe un eufemismo; tre titolari, Maietta, Ceccarelli e Zuculini fuori per squalifica, tutti e tre fondamentali nei meccanismi di gioco.
La mancanza di questi tre elementi si è vista e si è fatta sentire.
Garics, probabilmente all'ultima in maglia rossoblu (109 presenze), ha purtroppo confermato tutti i suoi limiti, non saprei dire se caratteriali o tecnici, non riuscendo ad esprimere le buone qualità mostrate nell'Atalanta.
Ceccarelli e la sua spinta avrebbero fatto molto comodo, però Mbaye non era pronto per esordire e va anche detto che Lopez ha fatto bene a puntare su uno della vecchia guardia dietro, piuttosto che inserire un ragazzino appena arrivato, vista anche la bassa età media del resto della difesa (Paez 20, Oikonomou 22, Masina 21). Un elemento di esperienza ci voleva, anche se la prestazione non è stata, come già accennato, così sontuosa.
Maietta e la sua esperienza sono mancati parecchio, visto che Paez (anche lui prossimo all'addio, destinazione Frosinone) ha ballato parecchio ed è apparso poco sicuro, salvato più dalla pochezza dell'attacco ligure che da propri meriti.
Zuculini è un elemento imprescindibile per il centrocampo rossoblu, per come sa difendere ed attaccare e per la grinta che mette sempre in campo, oltre ad una tecnica che in serie B pochi hanno. Buon per tutti che abbia potuto dare tregua ad un ginocchio malandato in una giornata in cui tanto ha girato per il verso giusto senza che ci fosse bisogno di lui.

Il Bologna vince la quarta partita consecutiva in campionato. Erano nove anni che non accadeva, anno 2006, serie B, allenatore Ulivieri, filotto interrotto dall'ennesimo furto rubentus, con gol fantasma e stop di mano di Zalayeta al Dall'Ara. Tanto tanto tempo fa.
Bologna cinico, che fa pochissimo per vincerla ma sfrutta due indecisioni della retroguardia dell'Entella ed a ridosso dell'intervallo mette a segno un uno-due da tramortire un cavallo. Poco nei 40 minuti precedenti, pochino anche nei restanti 40, ma le grandi squadre sanno vincere soffrendo e non meritando.
Lo fa in una giornata "no" di alcuni elementi chiave: Cacia vede talmente poco la palla da segnalarsi più per la difesa negli ultimi minuti che per giocate apprezzabili davanti, Sansone fa vedere che servirà qualche partita per prendere il ritmo e spreca un'ottima occasione a tu per tu col portiere, Bessa mostra alcuni limiti (forse il suo ruolo è davvero di vice Matuzalem) venendo sovrastato dal centrocampo avversario, Buchel fa fatica a rientrare da un infortunio lungo due mesi. Mi piace sottolineare l'ingresso in campo di Perez; pur mostrando di non avere il ritmo partita, sfodera la solita ”garra charrua”, con una prestazione tutta cuore ed orgoglio. Bentornato Diego!
In sostanza il Bologna non merita, forse una delle pochissime brutte prestazioni dell'anno, ma stavolta vince e alla fine della fiera saper vincere partite come questa dimostra che il Bologna c'è e lotta per il nostro Sogno!

Piccola postilla: siamo poi così sicuri che, arrivato Gastaldello, sia Oikonomou a fargli spazio nella formazione titolare?

Sasha Gallo, il Bologna visto da Helsinki

sabato 24 gennaio 2015

Bologna corsaro anche a Chiavari, e sono 4 di fila!

Privo, per squalifica di tre titolari (Ceccarelli, Maietta e Zuculini), Lopez deve fare di necessità virtù e lancia dal primo minuto Garics, Paez e Bessa, aggiungendovi per eccesso di azzardo anche Sansone, preferito ad Acquafresca come partner d'attacco di Cacia. A Chiavari aspettavano la partita da tutta la stagione, il comunale ha registrato il tutto esaurito, la curva ospiti è però completamente gremita di fans felsinei che si fanno sentire eccome. La serie B  è categoria difficile, tecnicamente magari non eccelsa, ma quanto a grinta, corsa e carattere ce ne sono davvero in abbondanza ed espugnare i campi di provincia, anche se indossi una maglia pesante, per tradizione e gloria, non è mai impresa semplice come ha potuto constatare, anche oggi, il Bologna.
I felsinei, come a Lanciano, sono andati sotto, per la rete di Mazzarani in chiusura di primo tempo, ma sono riusciti a rimontare con il gol di Oikonomou, giusto al 45', e con quello di Laribi, nettamente aiutato dalla decisiva deviazione di Russo, in avvio di ripresa. Prima e dopo tanta Entella e tanta sofferenza, i liguri, che hanno perso la loro imbattibilità che durava da 8 giornate (1 vittoria e 7 pareggi), hanno lungamente fatto la partita, tenendo ritmi altissimi e chiudendo spesso i rossoblù nella loro metacampo. 
Il Bologna ha pagato, forse, la formazione rimaneggiata, e così, raramente, è riuscito a gestire il possesso palla e i ritmi di gioco, come ci ha abituato in quest'ultimo periodo di stagione, sonnecchiando per quasi tutto il primo tempo e soffrendo terribilmente per quasi tutta la ripresa, in cui si sono equivalse le occasioni da rete, frutto delle ripartenze veloci quelle emiliane, del prolungato assedio, con decine di palloni gettati in area avversaria, quelle dei padroni di casa. 
Oggi rossoblù poco belli, dunque, ma terribilmente cinici e concreti, il successo, conquistato, non senza sofferenza e con un briciolo di fortuna, è tuttavia di importanza capitale: il quarto trionfo consecutivo permette infatti di mantenere le distanze dal Carpi (vittorioso a Varese) e di tenere a distanza il Livorno (che ha avuto la meglio sul Brescia), ma, soprattutto, di acquisire un'ulteriore iniezione di fiducia e consapevolezza nella propria forza, che saranno decisive nel proseguo della stagione, che pare aver ormai scelto il ristretto gruppo di squadre che lotteranno  per la promozione diretta.
Aspettando gli ultimi colpi di mercato (sembra in dirittura d'arrivo la firma di Mancosu) il Bologna può guardare con fiducia al domani e al prossimo match interno contro il Pescara (battuto oggi a domicilio dalla Ternana).

fonte voci di sport

ENTELLA - BOLOGNA : LE VOCI DALLO SPOGLIATOIO

Quarta vittoria consecutiva del Bologna che prosegue la rincorsa al Carpi .
Il mister Lopez ha commentato così la gara : "non abbiamo iniziato bene, anche per via del campo,  si poteva fare meglio in qualche ripartenza, ma bisogna fare   i complimenti ai ragazzi perchè qui non è semplice fare risultato. Il terreno sintetico ci ha creato qualche difficoltà di palleggio, è questione di abitudine, a maggior ragione va dato merito a questa squadra, anche a chi non gioca perchè questo gruppo è unitissimo e svolge sempre allenamenti di qualità. Per vincere oggi non bisognava mai calare la concentrazione ed essere aggressivi quanto l'Entella, e ci siamo riusciti. "

Laribi ha detto : " Siamo stati bravi su un campo difficile , piccolo, dove la palla schizza via  Siamo stati molto bravi a recuperare lo svantaggio, con un buono schema su calcio d'angolo per l'1-1 e un po' di fortuna sul mio tiro deviato, sul quale comunque c'era Cacia in agguato, per il raddoppio. Importantissimo per noi dare continuità ai risultati, ma guai a chi si ferma, la strada resta lunga. Ringraziamo i tantissimi tifosi arrivati a Chiavari, noi vogliamo arrivare in alto e questo gruppo così solido ce la può fare".
 L'autore della rete del vantaggio Marios Oikonomou: "Per portare a casa questi tre punti è servita tanta sofferenza, specie per un fondo ibrido che ci ha creato qualche problema, era molto difficile stare in piedi . Sono convinto che oggi non abbiamo dimostrato la nostra qualità ma il grande carattere, io sono felice per aver segnato ma ancora di più per il successo.
E' stato molto importante pareggiare prima dell'intervallo  , perchè ci ha dato la carica giusta ."
Infine ha parlato Marco DiVaio , che per la prima volta è andato in panchina nella veste di team manager .
"Quattro grandi risultati, con due vittorie esterne su campi difficili. Ottimo segnale oggi, con una bella zampata tirata fuori nel momento più complicato e un vantaggio difeso con i denti da tutti gli undici in campo, attaccanti compresi, che negli ultimi minuti correvano ancora dietro agli avversari in ripiegamento difensivo. Ho visto una bella mentalità da Serie B, quella che ci vuole in queste partite, con cinismo, bravura e fortuna. Il gol di Oikonomou ci ha cambiato la partita in positivo; qua a Chiavari nessuno vinceva da metà settembre, non dimentichiamolo.
Abbiamo una società solida , che ci permette di programmare , e questo è molto importante ."
Marco Bonciani

Le pagelle del Bologna FC 1909 di Mario Piromallo - avversario Virtus Entella

   BOLOGNA FC 1909       Modulo: 4-3-1-2












Un grande applauso alla curva rossoblù. Ancora una volta circa un migliaio di tifosi, lontano dal Dall'Ara, che per tutta la partita fanno sentire ai giocatori in campo e ai tifosi rossoblù sparsi nel paese e anche fuori, l'amore e il calore necessari per continuare a fornire prestazioni importanti e ritornare a giocare nel massimo campionato nazionale. Un pubblico così è solo di serie A. Grazie! Mario Piromallo e la redazione di I.V.T.D.B.

Coppola 6,5 - Sicuro nelle uscite alte. Parata difficoltosa al 20° su tiro da furi di Botta. Al 41° dopo avere chiuso la porta per ben due volte su tiri da sotto misura, non può nulla sul tiro di Mazzarani che realizza col portiere fuori causa. Nel 2° tempo compie una parata difficoltosa su pallonetto di Iacoponi.

Garics 6 - il campo non aiuta a restare in equilibrio e lui è uno di quelli che soffre di più il sintetico ligure. Nel 1° tempo trova Mazzarani nella sua zona e fatica molto a tenerlo. Alcune sbavature anche nel 2° tempo ma tutto sommato aiuta a portare in porto un'altra vittoria importantissima.

Paez 7 - Buon approccio alla partita. Chiude bene al 35° su Sansovini. Poi solo ottimi interventi in fase difensiva.

Oikonomou 7 + - Come Paez con in più il gol del provvisorio pareggio rossoblù. Bene di testa al 25° nel cuore della difesa rossoblù. Al 45° va in gol con un tiro al volo di destro, sugli sviluppi di angolo calciato da Bessa, che si insacca all'incrocio della porta ligure. poi anche lui tiene bene al centro della difesa.

Masina 6,5 - anche lui come Garics in alcune occasioni soffre il campo ma conferma le ottime prestazioni viste finora. Chiude bene al 56° su Sansovini. Prende un giallo al 68° per una trattenuta. poi tiene fino alla fine in fascia.

Matuzalem 7 - Come detto il fondo sintetico è insidioso ma nonostante tutto riesce a confezionare una prestazione ottima. Il geometra del centrocampo felsineo continua a fornire prestazioni che fanno la differenza. Al 54° va la tiro da fuori ma la sfera sorvola la traversa ligure. Al 59° con un bellissimo cross offre ul palone d'oro ai suoi avanti ma l'occasione ghiotta viene sprecata dai compagni. All'83° sfiora l'incrocio con una punizione dal limite.

Casarini 6+ - Al tiro dopo 30 secondi e al 42° ma l'estremo ligure gli nega la gioia del gol specialmente sul finale di tempo. Compie alcuni errori ma la prestazione è all'altezza e oltreturtto sfoggia una buonissima condizione atletica. Sostituito da Perez all'82°. Perez S.V. - gioca poco tempo, non è possibile valutarlo. Bentornato Ruso.

Bessa 6,5 - Bene a centrocampo. Chiude anche in ripegamento. Calcia l'angolo dal quale scaturisce il gol del pareggio bolognese. offre una buonissima prestazione sino al 72° quando, stanchissimo, viene sostituito da Buchel.

Buchel S.V. - stesso discorso fatto per Perez.

Laribi 7 - nel 1° tempo si vede poco. Poi subito a inizio ripresa, al 48°, provoca l'autogol di Russo che devia un tiro cross da destra radente verso l'area piccola avversaria che si insacca nell'angolo opposto. al 51° è un po' egoista e perde un palla in attacco su un rovesciamento di fronte. Ancora al 55° pericoloso con un tiro che l'estremo ligure para. Nel recupero scappa palla al piede e davanti alla porta il suo tiro a colpo sicuro viene contrato da un difensore in scivolata.

Cacia 6 - Poco sollecitato nei 45 minuti dai suoi compagni, si vede pochissimo nel 1° tempo. Nella ripresa si rende utile in fase difensiva con un paio di ripiegamenti.

Sansone 6 - ottimo controllo di palla. Si mangia un gol al 25° lanciato a rete solo davanti a Paroni spara alto. Cala alla distanza, forse perchè non è ancora in forma. Sostituito da Acquafresca al 66°.

Acquafresca S.V. - prova a dare una mano più in fase difensiva. Ma i minuti giocati sono pochi per poterlo giudicare.
 
Disponibili: Da Costa, Mbaye, Abero, Ferrari, Improta, Troianiello,

Allenatore Lopez 8 - sugli scudi. Deve fare a meno di Maietta, Zuculini, Ceccarelli. Nonostante tutto nel suo Bologna chi entra in campo dimostra di saper soffrire e onorare la maglia. E' al 4° successo di fila che porta a 40 i punti petroniani.

Solo in un vocabolario il successo viene prima del sudore

E ci siamo! Ennesima vittoria, ennesimo 2-1 (il terzo di fila), ennesima fatica.


Con la vittoria di oggi a Chiavari il Bologna si porta a 40 punti -e pensare la fatica degli anni scorsi ad arrivare anche solo a 35...- e mantiene il secondo posto solitario, sempre a +3 dal Livorno e -6 da un Carpi che sembra avere più "fortuna" che anima. Vittoria bellissima e assolutamente meritata, che dimostra ancora di più le grandi ambizioni della squadra, ma, come al solito, che sofferenza per il cuore di un tifoso.

Si inizia male, è subito svantaggio a causa del gol di Mazzarani ma, come a Lanciano, si riesce a ribaltare il risultato, questa volta grazie ad Oikonomou e ad un autogol di Russo.

Il lato positivo comunque c'è, e non solo per i 3 punti portati a casa, siamo finalmente riusciti ad invertire la tendenza. Prima infatti eravamo abituati a segnare e poi subire, ora invece, quando andiamo in svantaggio, siamo noi a far soffrire gli avversari e trovare la rimonta, e questa tendenza dovrà essere il punto di riferimento per il resto del campionato: non c'è nulla di scritto, e dobbiamo lavorare duramente per riuscire a centrare l'unico obiettivo accettabile.

Se gli uomini rossoblù continueranno su questi ritmi sarà certo difficile non farsi prendere da un eccessivo entusiasmo e quindi anche rilassarsi, e per i tifosi sarà cosa più che giusta, a patto che il supporto alla squadra sia lo stesso di sempre. Diverso invece dovrà essere l'atteggiamento dei giocatori, i quali dovranno sempre restare concentrati sulle partite, e mettere sempre al primo posto la fatica e lo spirito di sacrificio, per festeggiare ci sarà poi tempo a fine campionato.
Detto questo non ci saranno comunque problemi, i ragazzi hanno già dimostrato molte volte di avere la testa sulle spalle e di essere dei veri, e seri, professionisti, il che può essere solo un bene per loro e per il Bologna.

Menzione d'onore infine ai tantissimi tifosi presenti a Chiavari. Come sempre un grandissimo pubblico -permettetemi di dirlo, il miglior pubblico d'italia- che segue ovunque la squadra, sacrificando tempo, soldi, sudore e rischiando attacchi di cuore sono il vero simbolo della frase riportata nel titolo "Solo in un vocabolario il successo viene prima del sudore".

Bologna, vittoria di carattere a Chiavari. Oikonomou è il quarto attaccante, Bessa in difficoltà

Entella-Bologna 1-2 (41'Mazzarani - 45'+1'Oikonomou, 48'Russo 'aut.') 

Il Bologna sbanca il Comunale di Chiavari e stacca il biglietto che conferma il secondo posto in classifica. 
Una vittoria sofferta e in rimonta per gli uomini di Lopez, schierati con il consueto 4-3-1-2 e la coppia avanzata Cacia-Sansone. 
I padroni di casa partono forte, trascinati dall'esperto Sansovini. La risposta felsinea arriva dai piedi di Sansone, che a tu per tu con Paroni calcia alto. 
Nel finale di primo tempo accade di tutto: l'Entella passa in vantaggio al 41' grazie alla velocità di Mazzarani, che raccoglie una respinta di Coppola, ma viene gelata nel recupero da Oikonomou, che brucia Russo sul tempo e fissa il match sull'1-1. 
La ripresa parte subito in discesa per gli emiliani. La potente conclusione di Laribi trova le gambe di Russo, il quale però non riesce ad evitare la beffa.
Il vantaggio scuote il Bologna. Matuzalem e Laribi impegnano Paroni. Sulla sponda opposta tanta buona volontà, ma non bastano nemmeno i 5 minuti di recupero ad evitare la sconfitta. Rossoblu saldamente al secondo posto. 

TOP e FLOP delle due squadre:
Entella (4-3-2-1)Paroni 5.5: poco sicuro in entrambe le occasioni
Belli 6: soffre poco Cacia
César 6.5: il migliore del reparto, per sicurezza ed esperienza
Russo 5.5: l'autogol che condanna i suoi, ma si tratta più di sfortuna che di inadeguatezza 
Iacoponi 5.5: soffre le incursioni felsinee
Botta 6: propositivo in mezzo campo
Battocchio 6: qualche buona iniziativa individuale (dal 63′ Costa Ferreira 6.5: ottimo approccio al match e tanta buona volontà)
TOP Volpe 6.5: c'è il suo piede in tutte le azioni pericolose dei padroni di casa (dall' 86′ Latour s.v.)
Sansovini 6: esperienza messa al servizio dei compagni d'attacco
FLOP Litteri 5: è l'uomo in meno dei suoi. Non si vede mai in avanti (dal 56′ Lanini 6: più presente del compagno)
Mazzarani 6.5: il gol che illude i suoi e tanti colpi di classe

Bologna (4-3-1-2) TOP Oikonomou 6.5: meno bene del solito in difesa (reparto in cui si avverte l'assenza di Maietta), ma letale in avanti, dove fa valere fisico e bravura nel gioco aereo
FLOP Bessa 5: sostituisce Zuculini e fatica terribilmente a reggere il confronto. Volpe dall'altra parte lo pressa e lo sovrasta troppo spesso. 

Riccardo Rollo