Non sono bastati un avversario agguerrito ed organizzato tra le mura amiche ed un insidioso campo in erba sintetica a bloccare l’avanzata delle Sturmtruppen Rossoblù!
Il Generale Diego Lopez ha deciso di espugnare Chiavari facendo appello ai suoi miliziani più fidati e applicando una strategia che non prevedeva l’offensiva in grande stile, ma piuttosto una strenua resistenza agli attacchi avversari e l’affondo decisivo, quasi di sorpresa, nel momento topico della contesa.
Per ora va benissimo così: bisognava vincere e si è vinto!
Certo, l’intenzione è di allungare il più possibile il filotto di vittorie e di poter conquistare al più presto la vetta della classifica, l’unico viatico sicuro per la promozione diretta. Perché un conto è stare davanti a tutti, un altro è stare nel plotone dei favoriti, che comunque inseguono invece che dettare il passo.
Il salto di qualità cui siamo ora chiamati non è tanto confermarci nelle prossime partite, dato che la continuità di risultati pare essere stata trovata, bensì cominciare ad esprimere un gioco più continuo e magari più arrembante: vedere cioè una manovra più fluida (piuttosto che ripartenze palla al piede), attacchi ripetuti sulle fasce, palloni scagliati con forza nell’area di rigore avversaria e una maggiore incisività sotto porta (perché non puoi produrre dieci azioni da gol e segnarne uno o due).
Un atteggiamento da squadra padrona del campo, insomma, che faccia dire agli avversari che contro di noi non c’è storia!
In questo senso sarà determinante l’apporto di quei giocatori presi per elevare il tasso tecnico della squadra, da Gianluca Sansone, protagonista due anni fa della promozione in Serie A del Sassuolo, a Matteo Mancosu, il temuto capocannoniere dello scorso campionato di Serie B, da Nenad Krsticic, un nazionale serbo, a Ibrahima Mbaye, anch’esso nazionale del suo paese. Sempreché il funambolico Corvino non ci voglia stupire con qualche altro colpo ad effetto “last minute”, come è dato immaginare leggendo le news di calciomercato.
A Mister Lopez l’onore e l’onere di aggiungere cavalli al motore, coniugando l’equilibrio pian piano trovato con una piccola dose di spregiudicatezza in più: per assurdo, se davvero dovesse arrivare al fotofinish un “pezzo da novanta” come Gastaldello si potrebbe sperimentare perfino la difesa a tre, con Masina e Mbaye avanzati ed un tridente composto da Sansone, Mancosu e Cacia. Roba da leccarsi i baffi!!
Marco Di Simone

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