“L'attesa del piacere è essa stessa il piacere”. Gotthold Ephraim Lessing, scrittore, filosofo e drammaturgo tedesco (Kamenz, 22 gennaio 1729 – Braunschweig, 15 febbraio 1781). Nell’ultimo mese a Bologna siamo tornati tutti bambini, come accade durante il periodo prenatalizio. Stiamo aspettando il nostro 25 dicembre, alias “giorno della promozione in serie A”. E dunque ogni giorno diventa di frenetica attesa, magico e inebriato da un’inaspettata gioia di vivere. Inaspettata perché nel capoluogo emiliano la luce non si vedeva da un po’.
Personalmente la mia giovane età mi permette di ricordare una sola promozione nella massima serie, quella del 2008 targata Arrigoni-Cazzola. A quel tempo però le fondamenta societarie scricchiolavano parecchio, con Cazzola voglioso di lasciare la barca in mano alla famiglia Menarini e un disordine collettivo che non permetteva di gettare le basi per il futuro.
Nel 2015 i fatti sono totalmente all’opposto (premesso che la promozione non è stata ancora raggiunta, ma la vogliamo a tutti i costi). La società è solida, la coppia Tacopina-Saputo vuole rimanere in sella e investire a lungo (“Almeno dieci anni”, cit.), Pantaleo Corvino è il Re Mida dei direttori sportivi, perché trasforma in oro qualsiasi trattativa in cui si immerge, e Diego Lopez appare come l’allenatore giovane ed emergente nel mesto panorama calcistico italiano.
Ma, come detto, ancora non siamo giunti alla fine. La serie A si sta trasformando giorno dopo giorno da sogno a realtà, ma occorre ancora tanta concentrazione.
E allora gustiamoci il percorso, viviamo questi mesi di campionato cadetto con la giusta dose di attenzione e voglia di mettersi in mostra. Con Mancosu, Sansone e gli altri colpi portati da Corvino (Gastaldello e Krsticic, in forse) abbiamo i mezzi per dominare una serie B mai così tecnicamente povera.
Riccardo Rollo, in collaborazione con TBW

Nessun commento:
Posta un commento