Quarto appuntamento per la mia rubrica, dedicato al bomber romano Claudio Bellucci.
Claudio Bellucci è nato a Roma, il 31 Maggio del 1975. Per via del suo fisico non proprio statuario (173cm per 70 kg di peso forma) è stato spesso impiegato come seconda punta e anche come esterno alto di centrocampo, ma ció non gli ha precluso la possibilitá di segnare moltissime reti in carriera, 157 per la precisione.
La sua formazione calcistica inizia nella terza squadra della Capitale, l’allora Lodigiani, con cui ha fatto tutta la trafila delle Giovanili prima di essere scoperto dagli osservatori della Sampdoria, che nel 1990 lo portano a Genova. Dopo 2 stagioni in Primavera, debutta in prima squadra giocando 2 partite nella stagione 1993-1994 a 18 anni. I “blucerchiati” in quel periodo sono ancora uno squadrone pur se avviati verso il declino, e per lui obiettivamente non c’è posto tra i titolari. Viene perció ceduto in prestito al Fiorenzuola (la prima di 3 esperienze in Emilia) in C1 dove nei primi mesi della stagione segna 3 gol in 7 partite. Viene subito richiamato alla base per sostituire Bertarelli, vittima di un gravissimo infortunio ai legamenti del ginocchio destro. Durante la stagione segna 4 reti, due delle quali contro l’Arsenal in Coppa delle Coppe, per un totale di 24 gettoni di presenza. Lecito aspettarsi un suo impiego maggiore l’anno successivo, ma ció non avviene, ancora a causa dell’alta concorrenza per le maglie da titolare in attacco. Nel 1995-1996 gioca perció solo 16 partite di campionato con un gol soltanto. Viene quindi prestato in serie B per la stagione seguente, a Venezia dove si rende protagonista di un’annata fantastica segnando 20 reti in 33 partite e ponendosi all’attenzione di diverse squadre di serie A. Durante il mercato estivo, il Napoli rileva il 50% del suo cartellino dalla Sampdoria per 4 Miliardi di Lire e il giocatore si trasferisce in Campania. Il primo anno è negativo per i partenopei che retrocedono in B mentre Claudio va per la prima volta in doppia cifra nella massima Serie segnando 10 reti. Al termine della stagione il Napoli riscatta anche l’altra metá del cartellino e il giocatore rimane all’ombra del Vesuvio. Le 2 annate successive sono purtroppo macchiate da un brutto infortunio che lo costringe ai box per parecchio tempo, e anche al rientro viene sotto-utilizzato. Il Napoli torna in Serie A ma la musica non cambia; dopo la prima buona stagione non ne fanno seguito altre per Bellucci che in 3 anni mette a segno 14 gol in Campionato e 1 in Coppa Italia.
Gli azzurri retrocedono nuovamente e il giocatore si svincola a parametro zero. Nell’estate del 2001 lo tessera il Bologna, come riserva di Beppe Signori. Le sue presenze sono quindi limitate dal fatto di non partire titolare, ma nonostante questo il giocatore cerca di farsi trovare sempre pronto all’occorrenza. Nelle prime 3 stagioni in rossoblu segna 11 gol, spesso subentrando dalla panchina. Il suo ruolino di marcia è un crescendo, 1 gol al primo anno, 3 al secondo e 7 al terzo. Nel 2004-2005 parte titolare visto che Signori ha lasciato il club e gioca 34 partite di campionato su 38, piú le 2 di spareggio con il Parma, ma nonostante le sue 10 reti totali (a cui si aggiungono altre 3 fatte in Coppa Italia), i felsinei retrocedono.
Il giocatore non abbandona la nave, anzi, ne diviene la punta di diamante. In 2 stagioni di cadetteria segna la bellezza di 44 gol non riuscendo peró nel tentativo di riportare in A il Bologna. Al termine della stagione 2006-2007 ed in scadenza di contratto, Bellucci torna alla Sampdoria che lo aveva lanciato nel grande calcio, e anche se ormai a fine carriera riesce ancora a regalare gioie ai suoi tifosi, segnando 12 reti alla prima stagione. Il suo impiego viene man mano ridimensionato da infortuni anche di grave entitá e dopo 2 stagioni e mezzo passa al Livorno, ultima esperienza in Serie A, prima di concludere la carriera a Modena, nel 2010-2011 in Serie B, dove segna 3 reti in 16 partite, con uno scarso impiego dovuto in maggior parte ad un grosso problema fisico, un’ulcera gastrica, che lo tiene ai box parecchi mesi.
Appese le scarpette al chiodo ha intrapreso la carriera da allenatore, dapprima nelle giovanili della Lodigiani, per poi tornare nuovamente a Genova, sponda Samp, sempre come allenatore delle giovanili, categoria Giovanissimi.
In carriera non ha vinto alcun trofeo, anche perché non ha mai avuto la possibilitá di cimentarsi con compagini di alta classifica, ma con squadre che pur se blasonate, non stavano attraversando un buon periodo storico.
Ha anche giocato 6 partite con la Nazionale Under-21 segnando 2 reti nel 1997.
Attaccante molto duttile, tecnicamente preparatissimo e con un ottimo fiuto del gol. Bravissimo anche da calcio piazzato, durante la sua carriera ha segnato molto pur non riuscendo mai a trovare continuitá tra una stagione e l’altra, quasi sempre a causa di infortuni importanti che lo hanno tenuto fuori a lungo.
Durante la permanenza sotto le Due Torri ha mostrato veri e propri lampi di classe, soprattutto nelle ultime 2 stagioni in Serie B. Una volta finito il suo contratto dopo 6 anni in rossoblu, ha preferito tornare nella squadra che lo aveva lanciato nel grande calcio, ma ció non cancella le prodezze e le gioie che ha regalato ai tifosi bolognesi che ricordano perfettamente il suo controllo di palla fuori dall’ordinario, gli stop felpati e i duetti con Leonardo Colucci, con cui era solito guadagnare tempo sul finale delle partite mediante giochetti che innervosivano non poco i giocatori avversari.
PALMARÉS AL BOLOGNA: 209 Presenze e 77 Gol, di cui 184+2 gettoni e 65 gol in campionato, dalla stagione 2001-2002 alla 2006-2007.
Manuel Vasile
Con la collaborazione di Mario Piromallo

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