Oggi la compagine societaria del Bologna FC lascia intravedere un domani che definire roseo appare fin troppo riduttivo. Saputo & C. hanno la reale intenzione di investire (parola sconosciuta alle precedenti presidenze) sul futuro e la carta bianca data a Corvino per la sessione invernale del mercato è lì a dimostrarlo: nessuna squadra di A e B si è presentata con le tasche piene di soldi come il Bologna. Insomma, ci venga perdonato il gioco di parole, oggi abbiamo un mucchio di soldi nelle tasche del Pantaleo.
Ma quante ne hanno passate nel frattempo i tifosi? Quante delusioni, quante amarezze, quanti rospi hanno dovuto ingoiare? Con questa rubrica vogliamo ricordare alcune delle pagine più amare nella storia del glorioso Bologna FC un po' per esorcizzarle con la speranza che non accadano mai più.
Iniziamo dalla stagione 2001/2002 al termine della quale i tifosi, la squadra e l'allora presidente Giuseppe Gazzoni Frascara masticheranno uno dei bocconi più amari della storia del Bologna FC.
L'allenatore è Francesco Guidolin e in squadra ci sono i vari Pagliuca, un giovanissimo Matteo Brighi, Castellini, Cruz, Locatelli, la bandiera Carlo Nervo, Pierre Womé, Zaccardo, Zauli e l'amatissimo Beppe Signori.
Prima dell'ultima giornata la classifica è questa:
Inter 69
Juventus 68
Roma 67
Milan e Bologna 52
Chievo 51
Lazio 50
dando per scontata la vittoria del Milan in casa col Lecce già retrocesso e la vittoria del Chievo sull'Atalanta salva e senza stimoli, il Bologna deve vincere a Brescia per conservare il quarto posto (in vantaggio sul Milan in virtù degli scontri diretti: 0-0 a Milano e 2-0 a Bologna) e la conseguente storica partecipazione alla Champion's League.
L'Inter è prima e non può perdere a Roma in casa Lazio, anzi è obbligata a vincere per non permettere alla Juve né tantomeno alla Roma il sorpasso in classifica. Insomma, con una vittoria sarebbe Champion's sicura, mentre anche una sconfitta qualificherebbe quantomeno il Bologna in Coppa UEFA con il 76% di probabilità secondo i Bookmakers di allora.
Il Brescia ha l'acqua alla gola, ha 37 punti in classifica e una vittoria la metterebbe al sicuro, quindi pare avere molti più stimoli del Bologna che, magari non sentendosela di affossare le rondinelle, potrebbe anche accontentarsi della Coppa UEFA piuttosto dei preliminari di Champion's col rischio concreto di essere eliminato al primo colpo.
Non sapremo mai se questo sia stato effettivamente un calcolo di squadra e Società, questo no, ma ciò che sappiamo è che accadde l'incredibile: La Lazio battè l'Inter per 4-2, la Juve vinse a Udine per 2-0, la Roma a Torino per 1-0, mentre, come da copione, vinsero Milan e Chievo (3-0 al Lecce e 2-1 all'Atalanta. Il Bologna, molle e svogliato (e non vogliamo pensare ad altro anche se, come diceva Giulio Andreotti, a pensare male non ci si sbaglia mai) perde 3-0 con reti di Bachini, Baggio e Luca Toni. Alla luce dei risultati dell'ultima giornata il Bologna mastica uno dei bocconi più amari e, con grande delusione e rabbia, si qualifica solo alla Coppa Intertoto insieme al Perugia. La Classifica finale è quindi:
Juve 71 Campione d'Italia
Roma 70 in Champion's League
Inter 69 in Champion's League
Milan 55 ai preliminari di Champion's League
Chievo 54 in Coppa Uefa
Lazio 53 in Coppa Uefa
Bologna 52 in Intertoto (insieme al Torino per rinuncia del Perugia)
Il Parma arrivato decimo, ma vincitore della Coppa Italia si qualificò di diritto alla Coppa UEFA
Con tanta rabbia dentro la squadra iniziò il ritiro venti giorni prima delle altre per affrontare la Coppa Intertoto al grido di: "Andiamo a riprenderci la Coppa UEFA con le nostre forze!"
Il Bologna entra in scena al terzo turno contro il Bate Borisov: 2-0 a Bologna e 0-0 in Bielorussia, poi in semifinale contro il mordissimo Teplice, squadra Ceca, 5-1 a Bologna e vittoria anche a Teplice per 3-1. In finale, l'ultimo ostacolo, è il Fulham. A Bologna finisce 2-2 mentre a Londra si perde inopinatamente e meritatamente per 3-1 e il Bologna è fuori, anche qui all'ultimo atto, a un centimetro dal traguardo, così come in campionato. Ciliegina sulla torta di un anno maledetto.
Giampiero Volpi
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