Per il quinto appuntamento della mia rubrica, lascio da parte i giocatori offensivi e mi occupo di un estremo difensore, Francesco Antonioli.
Francesco Antonioli è nato a Monza, il 14 settembre 1969 ed è stato uno dei migliori portieri italiani a cavallo tra gli anni ’90 e gli anni 2000.
Cresce nella squadra della sua cittá facendo tutta la trafila delle Giovanili, prima di approdare in Prima Squadra, ove debutta a 16 anni nel 1987 in Coppa Italia contro la Juventus. Nel 1987-1988 è il titolare del Monza in C1, e il Milan lo nota e lo acquista nel mercato estivo. Con i rossoneri viene peró relegato a ruolo di terzo portiere, in una quadra fantastica capace di vincere 2 Champions League. Dopo le prime 2 stagioni da comprimario viene prestato al Cesena in cambio di Sebastiano Rossi che fa il percorso inverso, ma dopo pochi mesi, causa inutilizzo, rientra alla base per essere nuovamente girato, al Modena. In serie B con i “canarini” riesce a mettersi in mostra diventando titolare della squadra e al termine della stagione 1990-1991, il Milan decide di puntare su di lui.
Francesco torna quindi a Milano carichissimo ma Mister Capello gli preferisce Rossi. Grazie all’elevato numero di partite disputate in stagione dai rossoneri, Antonioli riesce comunque a disputare alcune gare, con buoni risultati, tanto da riuscire a rovesciare le gerarchie per la stagione successiva, dove parte titolare. Tutto cambia nel giro di una settimana, quando prima si rende protagonista di una papera regalando il pareggio all’Inter nel derby, e poi si infortuna contro la Juventus venendo sostituito da Rossi che para immediatamente un rigore a Vialli e riconquista il posto da titolare. In 3 stagioni Antonioli disputa 13 partite vincendo 2 campionati.
Pur di giocare titolare accetta di trasferirsi al Pisa in Serie B per la stagione 1993-1994, che termina con una amara retrocessione in C1. Le prestazioni di Francesco convinco la Reggiana a puntare su di lui per il dopo Taffarel, e a Reggio Emilia in Serie A Antonioli dá ancora prova del suo talento, ma la squadra retrocede comunque in B. Nell’estate del 1995 l’ambizioso Bologna di Ulivieri, appena promosso dalla C1, punta su di lui. La stagione è trionfale, i rossoblu vincono il campionato e tornano in A dopo 5 anni. Grandissima prestazione anche in Coppa Italia, dove la squadra si ferma solo in Semifinale dopo aver eliminato anche Roma e Milan. La stagione successiva, nella massima serie lo vede ancora protagonista tra i pali, per un’altra grande annata. Il Bologna termina settimo in campionato ed arriva nuovamente in semifinale di Coppa Italia. Antonioli è lanciatissimo, uno dei migliori portieri italiani con Pagliuca e Peruzzi ed è lecito attendersi una chiamata in Nazionale in breve tempo. Ma all’alba della stagione 1997-1998 (quella che porta ai Mondiali francesi) ecco il crack. Il ginocchio cede in allenamento, rottura del crociato e Francesco resta fuori tutta la stagione. Per i rossoblu è comunque una buona annata, con Sterchele che se la cava egregiamente in sostituzione del portierone di Monza. Il Bologna arriva ottavo in Campionato e si qualifica per l’Intertoto. Nel 1998-1999 i rossoblu vincono l’Intertoto e si qualificano per la Coppa UEFA dove con una grande cavalcata arrivano fino alla nefasta semifinale con il Marsiglia, in cui Antonioli causa purtroppo il rigore con cui i francesi ottengono la qualificazione alla finale. In campionato arriva un nono posto, mentre anche in Coppa Italia il Bologna si ferma in Semifinale.
Il valore di Francesco è alle stelle, e la Roma decide di puntare su di lui per il futuro e lo acquista per 10 Miliardi di Lire. Resta in giallorosso per 4 stagioni, giocando sempre titolare e venendo messo in discussione solo nel girone di ritorno del 2002-2003 quando viene rimpiazzato da Ivan Pelizzoli. Nonostante abbia vinto uno Scudetto con i “lupacchiotti”, non ha attraversato un buon periodo dal punto di vista personale, spesso bersagliato dalla critica e dai tifosi per alcuni interventi non precisi.
Svincolatosi si accasa alla Sampdoria, dove gioca per 3 stagioni da titolare dove con la sua esperienza aiuta la squadra ad ottenere sempre la salvezza e conquistare anche l’accesso alla Coppa Uefa, con ben 61 punti in Campionato che la portarono ad un incredibile quinto posto ad un solo punto dalla zona Champions League.
Terminata anche l’avventura in blucerchiato, e rimasto nuovamente senza squadra, si accorda nuovamente con il Bologna, in Serie B. Per 2 stagioni non salta nemmeno una partita dimostrandosi come uno dei portieri piú affidabili ed esperti sulla piazza, e alla seconda stagione i rossoblu ottengono l’agognata promozione in A. La stagione 2008-2009 è l’ultima di Francesco sotto le Due Torri. Il posto da titolare non è in discussione, ma nonostante ció a fine anno arriva la separazione consensuale.
Firma un contratto con il Cesena in Serie B, dove partecipa attivamente alla storica promozione dei romagnoli in A dopo 19 anni di assenza. Rimane tra le fila bianconere anche per le 2 successive stagioni giocate nella Massima Serie, prima di dare l’addio al calcio a Giugno del 2012.
In carriera ha vinto molto anche se non sempre da protagonista; 3 Scudetti (2 con il Milan e 1 con la Roma), 2 Supercoppe Italiane (1 Milan, 1 Roma), 1 Campionato di Serie B (Bologna), 1 Coppa Italia di Serie C (Monza), 2 Coppe dei Campioni (Milan), 1 Supercoppa UEFA (Milan), 1 Coppa Intercontinentale (Milan) e 1 Coppa Intertoto (Bologna).
Con la Nazionale ha vinto l’Europeo Under 21 nel 1992 ed ha partecipato all’Europeo Under 21 1990, le Olimpiadi 1992 ed è stato il terzo portiere alla spedizione di Euro 2000 con la Nazionale Maggiore.
Nel 2000 ha anche ricevuto l’onorificenza di diventare Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Appesi i guantoni al chiodo è diventato preparatore dei portieri per il Cesena.
Portiere di buon livello, ha alternato durante la sua carriera grandi parate ad alcune papere anche clamorose, soprattutto in uscita alta. Dotato di buon slancio e ottimi riflessi ha rappresentato per anni l’emblema di portiere di provincia, ma si è tolto diverse soddisfazioni capitando in squadre dal presente glorioso (Milan degli olandesi, Roma dello Scudetto). Di livello inferiore rispetto a Pagliuca, Buffon e Peruzzi ha comunque contribuito a tenere alto il livello dei portieri tra gli anni ’90 e 2000.
Per noi tifosi rossoblu è stato senz’altro un simbolo, titolare per 6 stagioni tra A e B piú una passata ai box per via del grave infortunio del 1997. È riuscito nell’arduo compito di rimanere nel cuore di molti tifosi nonostante abbia giocato anche per Cesena, Sampdoria e Modena. Non è stato esente da erroracci nella sua carriera bolognese ma di lui ricordiamo anche l’onestá e la perseveranza che lo hanno comunque reso un ottimo portiere. Di lui ho un ricordo preciso che dá l’idea del personaggio; a pochi minuti dal termine di Bologna-Brescia, stagione 2007-2008 per una sua uscita errata su calcio di punizione delle “rondinelle”, subiamo il gol del pareggio. Passano pochi secondi e Antonioli si gira verso la curva chiedendo pubblicamente scusa, e quelli che erano fischi si trasformano subito in applausi di incoraggiamento. Un gesto inusuale soprattutto in un Mondo di ragazzetti viziati, molto apprezzato da chi come me, reputa il calcio uno sport prima di tutto in cui a volte, si puó anche fare qualche “cappella”.
PALMARÉS AL BOLOGNA: 266 Presenze e 269 Gol Subíti, dal 1995-1996 al 1998-1999 e dal 2006-2007 al 2008-2009
Manuel Vasile

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