giovedì 16 ottobre 2014


Per non creare ulteriori polemiche, spieghiamo perchè e come è nato questo gruppo. Mattia Maronelli è stato redattore di un giornale online del Bologna, ma si accorse di non essere pienamente soddisfatto ad avere quell'incarico, in quanto la sua necessità era di volere sensibilizzare più persone per condividere la sua emozione, ela sua passione per il Bologna calcio. Così coinvolse alcuni di noi a creare un indirizzo web per poi formare un gruppo all'interno di facebook. Iniziò tutto quasi per “gioco” per divertimento, fino alla scelta di "www.noi,tifosirossoblù.blogspot.com" che in un secondo momento cambiammo in "iveritifosidibologna.club" semplicemente perchè abitiamo tutti a Bologna. E' chiaro che il gruppo formatosi successivamente è stato denominato i veri tifosi del Bologna proprio per poter accogliere chiunque provasse la nostra stessa passione.Inizialmente voleva essere un gruppo ristretto perchè allargandolo avrebbe significato dedicargli più tempo e meno alla nostra vita privata. Ma nel momento in cui le domande d'iscrizione triplicarono, ci siamo ritrovati per decidere sul da farsi. Troppo forte la voglia di creare una sinergia tra tutti noi, ed in una collettività si sa che ogni strada porta ad una meta buona e per essere soddisfatti basta sapere di poter raggiungere lo scopo prefissato. Così ciò che ci ha indotto, sollecitato, riattivato è stato il piacere e la soddisfazione nel poter creare una sorta di unione, una compattezza forte e importante, per cui abbiamo voluto dirigere il traffico dei nostri sentimenti e della nostra volontà in un unico senso: verso tutti voi. Ciò che ci da la spinta e la forza di continuare in questa impresa è la passione e non la curiosità o il “mi piace” in più. Cerchiamo di dare ad ogni emozione una personalità ad ogni stato d'animo un'anima. Ora siamo arrivati a più di 5.000 iscritti (SU FB) e 49.000 visualizzazioni NEL (BLOG) che vanno in crecendo, e questo non può che renderci felici. Riuscire a riunire così tante persone per un unico ideale è qualcosa di meraviglioso ed eccitante. Lo scopo di tutto questo è anche di dar la possibilità a tutti quanti di conoscere altre persone ed eventualmente creare un'amicizia, perchè come diceva Totò: “Da cosa nasce cosa”. Noi crediamo in tutto questo e vogliamo perseguire la verità in ogni notizia senza interpretazioni personali, e così come le apprendiamo le riproponiamo a tutti voi per rendervi partecipi ad una eventuale discussione sempre condotta con toni pacati. Cosa c'è di più bello nel potersi scambiare idee e propositi parlando della squadra amata? Grazie veramente di cuore a tutti quanti per ciò che ci regalate quotidianamente con il vostro interessamento e la voglia di sapere e scoprire sempre quello che ci accomuna, ovvero la fede nel Bologna fc


sabato 27 giugno 2015

i più forti di sempre: GARRINCHA e CRISTIANO RONALDO



Manoel Francisco dos Santos, meglio noto con lo pseudonimo Garrincha; Pau Grande (Brasile), 28 ottobre 1933Rio de Janeiro (Brasile), 20 gennaio 1983

Dai ricordi di Nilton Santos (uno dei più grandi difensori brasiliani): "Quando lo vidi mi sembrava uno scherzo, con quelle gambe storte, l'andatura da zoppo e il fisico di uno che può fare tante cose nella vita meno una: giocare al calcio. Come gli passano la palla gli vado incontro cercando di portarlo verso il fallo laterale per prendergliela con il sinistro, come facevo sempre. Lui invece mi fa una finta, mi sbilancia e se ne va. Nemmeno il tempo di girarmi per riprenderlo e ha già crossato. La seconda volta mi fa passare la palla in mezzo alle gambe e io lo fermo con un braccio e gli dico: senti ragazzino, certe cose con me non farle più. La terza volta mi fa un pallonetto e sento ridere i pochi spettatori che assistono all'allenamento. Mi incazzo e quando mi si ripresenta di fronte cerco di sgambettarlo, ma non riesco a prenderlo. Alla fine vado dai dirigenti del Botafogo e dico: tesseratelo subito, questo è un fenomeno..."
L’oggetto di questo aneddoto è il grande Garrincha, che pongo senza esitazioni al posto d’onore tra i più grandi laterali d’attacco di tutti i tempi.
Vinse due campionati del Mondo, uno in Svezia nel 58 e quello successivo in Cile nel 62. Entrambi portano la sua firma, il secondo in particolare, dove fu anche trovato il modo di annullare una squalifica comminatagli a causa di un espulsione. In finale c’erano “i nipotini di Stalin” della Cecoslovacchia e senza Garrincha il Brasile avrebbe probabilmente perso. Garrincha giocò e il Brasile non perse.
Nel precedente mondiale di Svezia, non giocò le prime due partite poiché colpito da crisi etilica; alla terza entrò e schiantò quasi da solo l’URSS di Yashin.
Colpito durante l’infanzia dalla poliomielite ( e dalla malnutrizione)aveva gravi patologie del ginocchio bilateralmente, varie discopatie alla colonna, bacino disassato  con evidentissima difformità di lunghezza delle due gambe, per questo la sua vita, calcistica e non, fu connessa stabilmente col dolore che tentò di neutralizzare con la medicina meno adatta: l’alcool.
Lo pseudonimo di Garrincha è da attribuire al nome di un uccellino tropicale dalla testa grossa e dalle zampette esili che, visto l’aspetto generale, ben si addisse a questo campione; ma la gente amava definirlo “Alegria do povo” allegria del popolo, perché i suoi dribbling che si concludevano immancabilmente con l’uscita a destra, contribuirono ad accendere gli entusiasmi degli spettatori.
I medici dicevano che avesse un quoziente intellettivo di un bambino di 8 anni, si spiegano forse così i 14 figli legittimi e i 3 illegittimi che mise al mondo con le due mogli e con svariate amanti.
Con la cantante Elza Soares, sua seconda moglie, visse per qualche anno anche il Italia nella cittadina di Torvaianica sul litorale romano, trasferimento deciso sperando che, allontanandosi da Rio e soprattutto dalla Cachaca, le cose sarebbero andate meglio, ma così non fu.
Morì solo ed in povertà a  49 anni per un edema polmonare causato dalla cirrosi epatica.



Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, meglio noto come Cristiano Ronaldo; Funchal,(Madeira Portogallo) 5 febbraio 1985)

Il mitico CR7, il laterale più forte di ogni tempo; secondo questa ed altre (molto più accreditate) classifiche; ha solo trent’anni e avremo modo di vederlo all’opera ancora a lungo, anche in considerazione del fatto che abbia un fisico integro e non ha subito grossi infortuni in carriera.
Ambidestro vero, risulta ottimo in tutti i fondamentali, dribbling, visione di gioco, finalizzazione in goal. Cristiano Ronaldo è il faro del Real Madrid e, probabilmente il giocatore più forte in attività.
Nasce sull’isola di Madeira, possedimento portoghese e già da bambino mette in evidenza le sue doti e quella prepotenza che è uno degli aspetti meno piacevoli del suo carattere.
Dopo l’apprendistato nel Nacional, lascia l’isola per raggiungere una delle tre squadre della sua vita, lo Sporting Lisbona dove, giovanissimo si mette già in evidenza.
La Juventus di Moggi e Giraudo lo prende, spendendo poco e accludendo come contropartita tecnica, il centravanti Salas che, rifiutando il trasferimento, fece saltare l’affare.
L’anno seguente la palla passò al Manchester Utd di Ferguson che se lo aggiudicò, pagandolo salatamente, non quanto il successivo acquirente, il Real Madrid che sborsò quasi 100 milioni di euro per portarselo in Spagna.
In carriera ha vinto tutto, tranne che i mondiali; 3 campionati ed una coppa d’Inghilterra nel Manchester Utd, 1 campionato e due coppe di Spagna nel Real, ed una Champions a testa per ciascuna delle due.
Il tutto infiorato da tre palloni d’oro.
Se vogliamo trovare una pecca in questo giocatore non è da ricercare nel lato atletico, bensì in quello caratteriale; in campo risulta arrogante, irridente e un poco presuntuoso con chi gli si oppone; latore, quasi sempre, di reiterate proteste nei confronti degli arbitri, ogni qualvolta un avversario avesse l’ardire di toccare i suoi sacri garretti.
Gli perdoneremo questi comportamenti puerili, a volte francamente al limite della tollerabilità, in virtù dello spettacolo che ogni volta dispensa agli astanti auspicando che esso continui a lungo.

CORVINO : IDEA OSVALDO .

Corvino si è messo in testa un idea meravigliosa , quella di portare a Bologna , il bomber Osvaldo .
Corvino ha già avuto due volte Osvaldo come suo giocatore al Lecce e alla Fiorentina , e vorrebbe riportarlo in Italia al Bologna .
Corvino ha incontrato il suo agente e il giocatore ha espresso il desiderio di tornare in Italia ; sicuramente non si tratta di un'operazione facile , anche per l'ingaggio del giocatore , ma sicuramente Corvino farà di tutto per regalare al Bologna un grande attacante .
Osvaldo è di proprietà del Southampton e si deve quindi trattare con il club inglese , confidando nel gradimento di Osvaldo per il Bologna .
Marco Bonciani .


giovedì 25 giugno 2015

BOLOGNA : PRESO RIZZO .

Il Bologna ha acquistato dalla Sampdoria il centrocampista classe 1992 Luca Rizzo .
Rizzo ha giocato quest'anno 15 gare segnando un gol .
E' stato raggiunto l'accordo tra le due società e stasera Corvino incontrerà il giocatore per accordarsi sul contratto . Quindi almeno di improbabili sorprese Rizzo sarà il terzo acquisto dell'anno .
Marco Bonciani.

BOLOGNA : ASSALTO A BRITOS .

 Sembra che nelle ultime ore il Bologna stia tentando il colpaccio: riportare sotto le Due Torri Miguel Angel Britos! Le disponibilità ci sono tutte, bisogna solo affondare il colpo per completare così un reparto difensivo che poche squadre in lotta per la salvezza possono permettersi! Un reparto difensivo che reciterebbe questi nomi: Oikonomou, Maietta, Gastaldello, Rossettini ,  Ferrari e appunto Britos. Non male!
 I problemi ora sono l'attacco ed il centrocampo, reparti per adesso ancora vuoti. A centrocampo si sta per chiudere per Luca Rizzo dalla Sampdoria, classe 1992.
 In attacco siamo ancora in alto mare. Sembra sfumare la pista Okaka: la Samp chiede 4 milioni necessari per l'acquisto di Defrel e la punta chiede più di 1,5 milioni. Defrel si allontana perché il Cesena chiede 7 milioni, troppi per un Bologna che può spenderne 12 per l'intero calciomercato.
 Borini, Pellè e Destro sembrano irraggiungibili. Pazzini resta il nome più accessibile ma quello meno voluto da Corvino e Rossi. In queste ore si sta parlando sempre di Zapata e udite udite... Osvaldo! La pista è complicata ma potrebbe anche svilupparsi. Per la fascia compare anche Cassani. Molto difficile arrivare a Sansone e Krsticic, come ammesso anche da Fenucci, per via dell'onerosità dell'operazione. La Samp infatti necessita di cash per via di una gestione finanziaria abbastanza folle di Ferrero.
 Amici allacciate le cinture, il mercato del Bologna sta per decollare!
Davide Mariani.
 

MISTER X

Il mercato del Bologna è in continua evoluzione.
Dopo il rinnovo di Masina, il riscatto di Mbaye e l’ufficialità di Rossettini e Daiwara, Pantaleo Corvino continua a muovere pedine per garantire a Delio Rossi una squadra competitiva per il prossimo campionato. Ma competitiva per cosa? Diciamo una salvezza tranquilla, una solida base per costruire un progetto a lunga durata che sia proficuo per tutte le parti: ipotizziamo un dodicesimo posto o giù di lì. 
Quindi accantoniamo tutte le voci che parlavano di Berardi, Destro, Messi e Iniesta e restiamo coi piedi per terra. Ci sono voci che parlano di un ritorno di Abel Hernandez in Italia, che col tecnico romagnolo tanto fece bene ai tempi di Palermo, ma al momento nulla più di una chiacchera da bar, al pari a quella di un possibile ritorno sotto le due torri di Gaston Ramirez. 
Tuttavia, in mezzo questo chiacchericcio di sottofondo che aleggia tra i portici petroniani in questi giorni, ce n’è uno che fa eco più degli altri: vale a dire quello che ci sarebbe una trattativa segretissima tenuta dallo staff bolognese, su un giocatore di punta (l’autentica cigliegina) al di fuori dei rumors mediatici e giornalistici. Un giocatore che, a detta degli addetti ai lavori, non è mai apparso in nessun titolo di giornale, o in nessuna rassegna televisiva o web che sia.
Quello che a noi tifosi toccherà fare, sarà aspettare e vedere lo sviluppo degli eventi, continuando possibilmente ad evitare i voli pindarici.



Edge

mercoledì 24 giugno 2015

OGGI INCONTRO BOLOGNA - SAMP

Oggi a Milano c'è stato un incontro tra il Bologna e la Sampdoria presso l'hotel Gallia .
Presenti all'incontro erano Corvino e Osti e il presidente Ferrero per la Sampdoria .
Si è parlato della situazione di Sansone e Kristicic che il Bologna vorrebbe riscattare ma non alle cifre richieste da Ferrero ; non è escluso che nell'arco dell'incontro si sia parlato anche di Okaka .
Marco Bonciani .

CORVINO NON MOLLA LA PRESA SU ILICIC.

Dopo l'ufficialità di Rossettini e di Diawara, Corvino punta al terzo acquisto. Tanti i nomi in ballo. L'ultimo è quello di Ilicic, fantasista sloveno della fiorentina ad un passo dai rossoblu a gennaio.
 A Firenze danno l'affare già per fatto ; in realtà il tecnico Sousa e la società hanno dato l'ok ma manca l'accordo circa il prezzo del cartellino e il benestare del giocatore, forse l'impresa più ardua. Difficile dire come andrà a finire, ma di certo gli sforzi di Corvino si stanno intensificando: il Bologna sta entrando nella fase calda del proprio calciomercato!
Davide Mariani .
 

Senza fretta ma senza sosta


Ho letto recentemente una bella frase di Alex Zanardi, l’orgoglio bolognese per eccellenza, almeno sportivamente parlando. “La vita è come il caffè. Puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi, ma se lo vuoi far diventare dolce devi girare il cucchiaino. A stare fermi non succede niente”.

Già, muoversi. Con costanza, determinazione e voglia, che sono le tre componenti essenziali per ottenere risultati a lungo termine. Eppure l’essere umano tende a volere tutto e subito, non è quasi mai disposto ad aspettare. Lo testimonia tanto uno studente del liceo che per evitare la bocciatura cerca di rimediare nelle ultime settimane di scuola alle negligenze che hanno contraddistinto il suo anno, quanto chi svolge attività fisica solo nei giorni che anticipano l’estate, sperando di fare i miracoli. No, non funziona così. Servono tempo e pazienza. Prendete il Bologna, ad esempio. Ha raggiunto da pochi giorni la serie A e si sta già muovendo sul mercato, tentando di avviare un progetto interessante per crescere anno dopo anno e rimanere a lungo nella massima serie. Eppure c’è chi vorrebbe tutto e subito, appunto, lamentando l’inadeguatezza dei nomi che stanno circolando nelle ultime ore sotto le due Torri. Non dimentichiamoci che siamo una neopromossa e che le rivoluzioni non si fanno dall’oggi al domani. 

“Tacopina portaci in Europa” è stato il leitmotiv della stagione appena conclusa. L’entusiasmo è certamente contagioso e positivo, perché testimonia come un’intera città sia vogliosa di tornare nel calcio che conta. Ma per l’Europa ci sarà tempo, non lanciamoci in tanto improbabili quanto rovinosi voli pindarici. Saputo metterà ben 15 milioni a disposizione di Corvino per il mercato. Non credo che Tacopina si accontenterà di una sofferta salvezza il prossimo anno, ma non azzarderei nemmeno un Bologna piazzato nei primi sei posti, già a partire dalla prossima stagione.

Parlando un po’ di cifre, i prima citati quindici milioni di euro rappresentano senza dubbio un budget importante per una squadra che lotta per la salvezza -  obiettivo primario in casa rossoblu, come è giusto che sia, essendo il Bologna una neo promossa – ma se investiti bene sul mercato possono bastare anche per un piazzamento decoroso, lontano dalla zona rossa della retrocessione. Certo è che la prossima stagione rappresenterà un punto di partenza chiave per tornare grandi e sono sicuro che la coppia Tacopina-Saputo non se la lascerà certo scappare. 


Riccardo Rollo, in collaborazione con TBW

martedì 23 giugno 2015

I più grandi di sempre: GIGGS,NEESKENS e BEST



Johannes Jacobus Neeskens Heemstede (Olanda), 15 settembre 1951

Definire un ruolo calcistico per Neeskens è impresa ardua; materializzazione umana del concetto di calciatore totale, teorizzata da Kovacs e Michels, egli inizia la sua carriera da difensore di fascia per poi diventare mediano e in seguito laterale nell’Olanda di Cruijff, facendo il paio con un altro fenomeno di nome Rep.
Questa scansione temporale di trasformazioni successive di ruolo, avveniva anche nel corso di una singola partita, producendo la reale immarcabilità del soggetto.
Chiamato Johann II°, (il primo era ovviamente Cruijff),egli amava definirsi “un mediano che segna spesso”; in realtà diede il meglio di se nel Barcellona, giocando da laterale destro e in questo ruolo, per me, è stato fenomenale, meritandosi la 4° posizione di questa classifica.
In campo era un trascinatore e il baluardo su cui i costruttori di gioco (nella nazionale Orange) Haan e Van Hanegem facevano affidamento, per il nerbo e la tenacia.
Duro e a volte falloso, era un rigorista infallibile e un tiratore da fuori area micidiale.
Nella carriera da calciatore le 2 squadre importanti furono l’Ajax ed il Barcellona; con i primi vinse 2 campionati, due coppe d’Olanda, 3 coppe dei campioni, ed una coppa intercontinentale, con i secondi, nonostante solo una coppa delle coppe nel suo carnet, fece vedere il suo miglior calcio ed il suo carattere, per i quali, in Catalogna, ha lasciato un ricordo indelebile.
Oggi, dopo una breve carriera da allenatore (spesso in seconda) fa il commentatore sportivo in una emittente olandese.



Ryan Joseph Giggs, nato come Ryan Joseph Wilson Cardiff,(Galles) 29 novembre 1973

A causa dei pessimi rapporti col padre, assume il cognome Giggs (della madre) e al compimento dei 16 anni sceglie la nazionalità gallese, precludendosi le maggiori soddisfazioni che gli sarebbero derivate dalla possibile militanza nella nazionale inglese.
Ala sinistra classica, lo pongo al 5° posto tra i laterali di ogni tempo.
Carattere libertino fuori dal campo (di pubblico dominio le innumerevoli relazioni extra coniugali tra cui una, lunghissima, con la cognata); in campo Giggs fu sempre correttissimo e di esempio per gli altri.
Carriera assai lunga (più di 1000 presenze complessive)e densa di soddisfazioni, culminata con la nomina a vice allenatore dei Red Devils, prima con Moyes e poi con Van Gaal.
Ha vestito una sola maglia (oltre quella della nazionale gallese) quella del Manchester Utd, vincendo la bellezza di 13 campionati, 4 coppe d’Inghilterra e 4 coppe di lega.
A livello europeo ha contribuito alla vittoria in due edizioni della Champions League, una coppa delle Coppe e una Supercoppa
Da non dimenticare anche la conquista di una coppa Intercontinentale e di un Mondiale per club..
Ha cessato l'attività agonistica nel Maggio dello scorso anno.



George Best;  Belfast,( Ulster) 22 Maggio 1946Londra,(Inghilterra) 25 Novembre 2005)

“Ho speso molti soldi per alcool, donne e macchine veloci. Il resto l'ho sperperato”
La frase, autobiografica, chiarisce molto bene il carattere di questo giocatore nord irlandese, al terzo posto nella mia classifica dei laterali di ogni tempo.
Con Garrincha ed Uwe Rahn, il più grande dribblatore della storia del calcio.
Di statura medio-bassa e di fisico tutt’altro che statuario, best riusciva con la furbizia e la grandissima tecnica a farsi ugualmente valere .
L’unica squadra degna di rilievo in cui militò fu il Manchester Utd, col quale vinse 1 coppa d’Inghilterra,2 campionati e una coppa dei campioni. Nel 1968 gli fu, giustamente, tributato il pallone d’oro.
Best, essendo nord-irlandese, fu uno dei pochi grandi campioni che, a causa della pochezza della sua nazionale, non riuscì mai a prendere parte ad una fase finale della coppa del mondo.
Il suo problema principale fu, in vita, l’alcool che lo portò ad un comportamento anarchico e a tratti indisponente nei confronti di compagni, tecnici e dirigenti.
Gli abusi lo lasciarono spesso a secco dal punto di vista finanziario, tanto che, dopo i fasti della militanza nei Red Devils, fu costretto, per motivi squisitamente pecuniari, a meschini trasferimenti in squadre di vecchie glorie nella Nasl americana o anche in luoghi più sperduti.
Morì per le complicanze di una cirrosi epatica nel 2005. Resta uno dei miti degli anni 60 e l'anno successivo alla morte, in occasione dei sessant’anni dalla nascita gli è stato intitolato l’aeroporto di Belfast.

BOLOGNA: Si tratta Okaka .

Il Bologna ha chiesto ufficialmente Stefano Okaka. La trattativa appare essere sui binari giusti anche se la concorrenza è folta. L'esperto di calciomercato Pedullà ritiene che il Bologna abbia il 60% di possibilità di portarselo a casa ma è ancora tutto da decidere.
Pazzini sarebbe l'attaccante più accessibile ma nè Delio Rossi nè Corvino sembrano del tutto convinti.
Destro invece rimane un sogno, molto apprezzato dal club felsineo , ma resta  inaccessibile per via dei costi.
Borini è in sospeso dato che con lui non si è andati oltre un semplice gradimento.
Duvan Zapata sarebbe da questo punto di vista il migliore in quanto è giovane, ben messo fisicamente, con un grande fiuto del gol ed accessibile economicamente. Situazione Defrel: 7 milioni o niente.
Nel frattempo è stato ufficialmente chiesto Coman: la Juve prende tempo.
Le percentuali di successo delle trattative sarebbe più o meno questa:
Okaka 50%
Pazzini 60%
Destro 20%
Borini 20%
Zapata 70%
Defrel 50%
La parola passa a Corvino !
Davide Mariani

lunedì 22 giugno 2015

LE TRATTATIVE DI OGGI .

Secondo quanto riferito da Sportitalia al Bologna sarebbero in arrivo i due colpi Duvan Zapata dal Napoli e De Ceglie dalla Juventus.
 Il Bologna finalizzerebbe così il secondo e il terzo colpo dopo quello di Rossettini dal Cagliari. Si attendono conferme.
Davide Mariani .


 

BOLOGNA : SECONDA PARTE DEL RITIRO A SESTOLA .

Dopo la prima fase del ritiro che si svolgerà a Castelrotto dal 12 al 27 Luglio , Delio Rossi porterà il Bologna in ritiro a Sestola ; il ritiro sarà molto probabilmente dal 1 al 8 Agosto , e a Sestola si svolgeranno due amichevoli .
A breve arriverà la conferma ufficiale .
Marco Bonciani



BOLOGNA : CHIUSO PER ROSSETTINI .

Oggi è stato un giorno importante per il mercato del Bologna ; infatti il Bologna ha concluso l'acquisto di Luca Rossettini dal Cagliari .
Al Cagliari andranno circa 2,5 milioni di euro e per il giocatore un contratto triennale .
L'affare è concluso , ma l'ufficialità sarà comunicata solo a partire dal 1 Luglio .
Un ottimo rinforzo per la difesa del Bologna .
Marco Bonciani .

sabato 20 giugno 2015

A VOLTE RITORNANO .

A volte ritornano!
 Pare che nelle ultime ore, nonostante il piccolo budget a disposizione, il Bologna stia avviando i contatti per l'acquisto del cartellino di Gaston Ramirez. Il giocatore ha espresso la sua volontà di tornare a giocare al Dall'Ara così come il suo entourage.
 Il prezzo dovrebbe essere intorno ai 5-6 milioni poiché il suo contratto con il Southampton scadrà l'anno prossimo. La trattativa prosegue, se avrà esiti positivi si può dire che il Bologna avrà fatto il colpaccio!
Davide Mariani .
 

i più grandi di sempre: GENTO, STOICKOV e JAIRZINHO



Hristo Stoičkov;  Plovdiv (Bulgaria), 8 febbraio 1966)

Al settimo posto metto, senz’altro Stoickov, che nasce come attaccante centrale nel CSKA di Sofia , che Cruijff, una volta approdato al Barcellona, trasformò in laterale destro e che Nevio Scala, nell’unica stagione al Parma, portò sulla trequarti.
Il ruolo che più si confece al bulgaro, a mio avviso, fu quello intuito dal grande campione olandese e per quello ho deciso di inserirlo tra i laterali.
Duro e sanguigno in campo, Stoichkov ha sempre avuto un carattere gioviale e disponibile, (anche se a volte un poco bizzarro) fuori, tanto da riuscire ad essere amico di Maradona e, impresa ardua, di Romario anche se qualche screzio è esistito anche tra loro.
Il suo tiro potentissimo gli fece segnare molti goal su punizione, utilissimo anche come assist-man per i suoi compagni, grazie a lanci precisi e dribbling secchi.
Aveva la caratteristica di “addormentarsi” per lunghi spezzoni di partita per poi risvegliarsi imprevedibilmente e in maniera implacabile.
Al termine della carriera ha tentato di diventare allenatore ma con successi assai modesti.
,Al momento, sporadicamente,fa l’opinionista per una emittente tv catalana.
In carriera, oltre ad un pallone d’oro ed a una scarpa d’oro, ha vinto col Barcellona una coppa dei campioni e una coppa delle coppe; nonché sette campionati nazionali, 3 in Bulgaria e 4 in Spagna.




Jair Ventura Filho detto Jairzinho; Rio de Janeiro(Brasile), 25 dicembre 1944



Passiamo ai laterali d’attacco…per annoverarne solo 8 ho dovuto fare delle “dolorose rinunce” in ordine sparso: Franco Causio, Claudio Sala, Bruno Conti, Gigi Meroni, Nedved, Robben, Rivelino, Simonsen, Keegan, Beckham, Matthews e Kempes, solo per citarne qualcuno.
All’ottavo posto, quindi, ho deciso di mettere Jairzinho, uno dei più forti giocatori laterali visti in Brasile.
Meno talento di Garrincha, meno propensione al goal di Rivelino ma una potenza ed una velocità tale da essere, a volte, assolutamente immarcabile.
Nasce calcisticamente nel Botafogo di Rio e in quella squadra fece vedere prevalentemente il suo repertorio ( varie stagioni tra l’Equador, la Bolivia ed in squadre minori brasiliane, ed anche una stagione all’Olympique Marsiglia, ma senza mai radicarsi)
Vinse col Brasile il campionato mondiale del 1970 (in finale con l’Italia) risultando tra i migliori in campo.
Vinse anche una coppa Libertadores col Cruzeiro.
A carriera calcistica conclusa ha tentato senza troppa fortuna la carriera di allenatore; meglio è andato come scopritore di talenti, il suo successo maggiore è l’aver scovato Ronaldo.
Ha tentato, senza molto successo, anche la carriera politica, candidandosi nelle fila del partito comunista brasiliano al ruolo di consigliere comunale a Rio.




Francisco Gento López – detto PacoGuarnizo,(Spagna) 21 ottobre 1933

Sesto in classifica sistemo il grande Gento, anima del Real Madrid e amico fidato del generalissimo Franco, cosa che gli tributò selve di fischi ogni qual volta il Real Madrid giocasse fuori casa.
Si dice che corresse i 100 metri piani in meno di 11 secondi e la fascia sinistra che occupava lo vedeva sempre padrone incontrastato.
A parte le prime due stagioni al Racing Santander, Gento militò solo nel Real e con esso diede vita al periodo Blancos con la sequenza ininterrotta di coppe dei campioni vinte alla fine degli anni 50.
Per descriverlo basta enunciarne i successi:
12 campionati spagnoli e 2 coppe di Spagna
6 coppe dei campioni e una coppa intercontinentale
Probabilmente con Iniesta, il più grande calciatore spagnolo di ogni epoca (Di Stefano era nato in Argentina e Zamora….. faceva il portiere).
Al termine della carriera troncò ogni rapporto col mondo del calcio ritirandosi a vita privata.

QUELLA SPORCA DOZZINA

Chi si aspettava un mercato da Champions League sarà rimasto delusissimo dal budget che il chairman Saputo ha dettato per questa sessione di mercato.
Scusate la domanda: ma veramente, cosa vi aspettavate?
Sognare è bello per tutti, ed i nomi che rimbalzavano sui giornali in questi giorni erano molto diversi da quelli che avevamo letto nelle ultime campagne acquisti, ma non dimentichiamoci che questa dirigenza ha già sborsato ad occhio e croce circa cinquanta milioni di euro SOLO per l’aumento di capitale e risanare i conti del club.
Una campagna acquisti da 12 milioni comunque non è una sciocchezza, soprattutto in tempi di vacche magre come questo. Ma andiamo a vedere come questi soldoni potrebbero delineare il mercato rossoblù.
Per Marko Pjaca ce ne dovremmo fare una ragione, il patron della Dinamo Zagabria, da quando si è informato anche il Milan, ha aumentato il prezzo a 18 milioni di euro: impensabile. Pazzini per il tipo di contratto che vuole e la cifra che chiede: impensabile. A Storari è stato offerto un contratto di un anno più uno in base al rendimento: lui ci rimugina, ergo scartiamo anche lui (Delio Rossi è stato chiaro, solo gente motivata). Mattia Destro AL MOMENTO resta a giocarsi le sue chances nella capitale: da valutare in futuro, quando col probabile arrivo di Carlos Bacca sentirà odore di panchina. Se la Sampdoria non abbasserà le pretese, saremo obbligati salutare anche Sansone e Krsticic, mi dispiacerebbe per il primo, non mi strappo i capelli per il secondo. 
In entrata quindi il campo si ristringe; resta qualche nome da sondare proveniente da prestazioni ombrose in terra inglese, stiamo parlando di Habel Hernandez e Gaston Ramirez.
Allora, d’accordo che non hanno brillato nell’ultima stagione, e Ramirez ebbe un infortunio che la ripresa ebbe del miracoloso, ma stiamo parlando di due calciatori che in serie A facevano vedere i sorci verdi a tutte le difese. Se messi in condizioni ottimali diventerebbero un valore aggiunto.
La difesa almeno è sistemata: con l’arrivo ormai certo di Rossettini ed il rinnovo di Masina, il reparto difensivo potrebbe essere completo.
A centrocampo e in attacco mancano ancora molte pedine, ma il mercato è appena iniziato. L’importante è non avere fretta. Sembra a un passo il rinnovo di Matuzalem, ma con l’addio dei vari Laribi, Casarini, Buchel e un Zuculini che non tornerà prima di Ottobre, ci sarà da rivoluzionare un'altra volta la linea mediana. In attacco è stato proposto Sau, ma le pretese del Cagliari sono ancora molto alte: uno scambio con Mancosu o Cacia potrebbe abbassare notevolmente il prezzo nella trattativa. Ci sarebbero poi da sistemare i “lungodegenti” del BFC in primis quell’ Acquafresca che non ha fatto malissimo nelle ultime prestazioni, ma che ha un costo esorbitante ed un rendimento in massima serie da penna rossa.
Quindi aspettiamo fiduciosi di vedere come il buon Pantaleo Corvino investirà questi 12 milioni messi a sua  disposizione.
Non sia mai che quella sporca dozzina possa diventare in futuro una miniera di diamanti.

Edge

venerdì 19 giugno 2015

Rossettini, primo colpo rossoblu

In attesa di conferma ufficiale da parte dei club, pare cosa fatta l'accordo tra il Bologna e il Cagliari per Rossettini.

Si parla di 3,5 milioni da versare alla societá sarda, e un contratto triennale per il calciatore 30enne.

Il difensore, nato a Padova il 9 Maggio 1985, ha militato in precedenza anche nel Siena e nella squadra della sua cittá.

A parte una stagione in Serie B con il Siena, gioca in Serie A dal 2007-2008.

Nell'ultima stagione ha effettuato 31 partite segnando anche 3 reti.

É un difensore centrale che in passato ha svolto anche il ruolo di terzino destro per necessitá.

Sicuramente un buon acquisto, di sostanza ed esperienza. Certamente non un "Top Player" ma anche ben piú di un onesto mestierante.

Benvenuto Luca!

Manuel Vasile

BOLOGNA : MASINA PROLUNGA IL CONTRATTO.

Il Bologna F.C. 1909 comunica di aver raggiunto l'accordo con il calciatore Adam Masina per il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2019.
Un ' ottima notizia che testimonia come la nuova società intenda investire sui nostri giovani , programmando il futuro . 
Marco Bonciani . 

giovedì 18 giugno 2015

BOLOGNA: SUGGESTIONE DESTRO.

Sono davvero tante le idee di mercato che corrono in questi giorni.
In particolare l'idea degli ultimi momenti è quella di portare a Bologna Mattia Destro. È un'operazione molto complicata ma non per il prezzo del cartellino, valutato 10 milioni, quanto più che altro per la volontà del giocatore che ambirebbe a squadre più prestigiose della piazza di Bologna. Destro potrebbe essere il giocatore giovane di prospettiva importante come piace a Saputo .
Per questo si attende solo il benestare di Delio Rossi per partire all'assalto di Pazzini che desidererebbe vestire il rossoblu. In caso però questo fallisse state certi che un tentativo per Destro verrà fatto. Più defilati i vari Pellè e
Borini .
Davide Mariani

mercoledì 17 giugno 2015

PIU’ PJACA CHE ILICIC


Il Bologna si sta preparando, rinforzandosi, per la prossima stagione.
Già si fanno i primi nomi e quello del fantasista è un ruolo su cui puntare dati gli schemi sui quali Delio Rossi programmerà la squadra (4-3-3 o 4-3-1-2).
I nomi caldi in questi giorni sono due: Marko Pjaca della Dinamo Zagabria e Josip Ilicic della Fiorentina.
Il primo ha 20 anni, in questa stagione ha collezionato 32 presenze, con 11 gol e 5 assist (un gol ogni 206 minuti).
Ilicic ha 28 anni, in ombra in questa stagione fino a Gennaio, quando Corvino lo chiese alla Fiorentina, Montella iniziò a farlo giocare quasi per dispetto, e lui tolse non poche castagne dal fuoco alla squadra viola.  Tra campionato e coppa ha disputato 34 gare, segnando 10 gol e 4 assist.
Ilicic trequartista puro, sinistro sopraffino e già esperto del campionato di massima serie.
Pjaca nasce come ala destra, ma può fare sia l’esterno offensivo di centrocampo sia la seconda punta, notevoli capacità di inserimento ed un ottimo destro.
PERCHE’ PJACA?
Tutti e due i giocatori son validi elementi, chiaro. Tuttavia se si puntasse su un Bologna a lungo termine, il croato potrebbe spuntarla sullo sloveno. 
Il valore di mercato è simile, euro più euro meno, ma lo Ilicic ha 28 anni, Pjaca 20. D’altro canto sappiamo che lo sloveno ha già esperienza nel nostro campionato, mentre il croato sarebbe una scommessa anche se il suo talento è fuori discussione. Quindi che fare? Investire soldi su un giocatore che sì è forte, ma un domani non avrebbe mercato, o su un altro giocatore che sì è una scommessa, ma tra qualche anno potrebbe valere il triplo?

Edge 

SI TRATTA PAZZINI .

In questi giorni nelle notizie di calciomercato sono stati accostati tantissimi nomi al Bologna. Tutto ciò è normale per via di una disponibilità economica e di una solidità societaria che non ha pari in questo momento. Inoltre il Bologna deve rivoluzionare un po' tutti i reparti e quindi piovono nomi in continuazione. 
In attacco in particolare vengono accostati al BFC Pellè, Rondon, Destro, Gignac, Pato e Pazzini. I nomi più concreti però sembrano essere quello di Pellè e Pazzini. Soprattutto per il "Pazzo" sembrano essere stati fatti numerosi passi in avanti come affermano diversi esperti di calciomercato. Pazzini si svincolerà fra pochi giorni dal Milan e sembrano non esserci offerte per lui. Perciò la sua richiesta di 2 milioni dovrà essere rivista ma molto probabilmente con 1,5 milioni dovrebbero venirne a capo. 
L'unico problema è la durata del contratto: il Bologna non sarebbe disposto a soddisfare la richiesta di un quadriennale. Si attendono sviluppi. Ma l'affare Pazzini-Bologna sembra davvero possibile. 
Si attendono sviluppi.
Davide Mariani

BOLOGNA : SI PUNTA SU STORARI

Il Bologna ha deciso di chiudere prima possibile la questione del portiere da affiancare al confermato Da Costa . Corvino aveva puntato decisamente su Neto , ma il portiere brasiliano intende rimanere alla Juventus ; quindi si è fatta l'idea di virare su Storari , portiere di trentotto anni che a questo punto , vedendosi  restringere gli spazi per lui , potrebbe accettare l'offerta di Corvino .
Ieri sera c'è stato un incontro tra le parti , e il Bologna ha offerto un contratto di un anno più un altro anno ; Storari vorrebbe un biennale , comunque è possibile un accordo tra le parti .
Marco Bonciani

Dal 2008 al 2015, tra sogni, speranze e sensazioni positive

Ho riflettuto molto sulle due promozioni che la mia giovane età mi ha permesso di vivere e ricordare. Quella del 2008 ci ha visto trionfare all’ultima giornata contro il Pisa – il rigore di Marazzina fece esplodere di gioia un Dall’Ara stracolmo – dopo un campionato trascorso saldamente nelle posizioni nobili della classifica. Quella del 2015 è stata certamente più sofferta, ma probabilmente ancor più bella perché inaspettata. Già, forse aveva ragione Sofocle quando diceva che “la gioia più grande è quella che non era attesa”. E chi se lo aspettava che il Bologna avrebbe centrato la serie A al primo colpo, soprattutto dopo aver perso nelle ultime settimane il secondo posto, che valeva la promozione diretta, ed essersi in tal modo invischiata nelle acqua melmose dei play off? E invece eccoci quA, pronti a trascorrere un’estate ricca di sogni e speranze. 

Gli stessi sogni e le stesse speranze che avevo nel 2008, quando, appena diciassettenne, immaginavo il Bologna stabilmente in serie A, pronto a lottare per i piazzamenti europei. Ma, si sa, gli adolescenti hanno spesso la testa fra le nuvole e fanno il passo più lungo della gamba. Le cose non andarono infatti come avevo immaginato, poiché quella che doveva essere l'estate della svolta, per costruire qualcosa di importante, si trasformò invece in un lento calvario verso l’abisso. La strategia scelta dalla società - Cazzola pronto a defilarsi prima, Menarini in assoluta difficoltà poi - fu quella di pensare solo ed esclusivamente all'anno in corso, senza gettare la benché minima base sul futuro. Il risultato di tale decisione ha frantumato i miei sogni adolescenziali, portando i rossoblu a sofferte salvezze, con l'obbligo di dover ricominciare il campionato, anno dopo anno, confidando più nelle disgrazie altrui che nelle capacità proprie. La fortuna, che ha preso le sembianze di Marco Di Vaio per quattro lunghe stagioni, è finita lo scorso anno, quando, di questi tempi, ci stavamo disperando per la retrocessione nella serie cadetta. 

Veniamo al presente, in cui il sottoscritto è maturato, ha imparato a tenere maggiormente i piedi per terra, ma allo stesso tempo non ha perso la voglia di credere nei sogni. E come non averla, dal momento che possiamo vantare alla guida della nostra squadra del cuore il trio Tacopina-Saputo-Corvino. E d’altronde i nomi che circolano nelle ultime ore sono un segnale evidente del fatto che il vento sia decisamente cambiato. Sì, forse a distanza di sette anni potranno trovare un’effettiva realizzazione quei sogni di gloria prima citati. Con calma, certo. Senza fretta, ovvio. Ma la sensazione è che mai come questa volta il Bologna sia sulla strada giusta. 


Riccardo Rollo, in collaborazione con TBW


martedì 16 giugno 2015

Prima sconfitta per l'Italia di Conte contro un Portogallo assai rimaneggiato

Annunciata come un'amichevole di lusso, disputata a Ginevra per far felici le corpose comunità di italiani e portoghesi residenti in SvizzeraItalia-Portogallo perde molto del suo appeal per l'assenza, già annunciata per tempo, del fenomeno Cristiano Ronaldo (la sua federazione dovrà pagare un'ammenda di 400.000 eur) e per l'ampio turnover adottato dai due Commissari Tecnici che cambiano ben sei/undicesimi dei partenti nei match contro Croazia e Armenia.
In realtà però la partita avrebbe tutto per essere viva e vera, gli azzurri devono infatti assolutamente vincere per issarsi al nono posto nel ranking FIFA e strappare una delle teste di serie buone per il prossimo sorteggio dei mondiali russi.
Le prime battute sembrano figlie di questo obiettivo, i ragazzi di Conte sono alti ed aggressivi, pronti a ribaltare l'azione e lanciare gli esterni, Pirlo crea, Bertolacci e Soriano danno sostanza alla mediana, El Shaarawy ed Immobile si cercano.
Dopo un paio di buone azioni, una bella conclusione dal limite di Bertolacci termina di poco a lato, lentamente, ma inesorabilmente, i lusitani prendono campo e iniziano a stuzzicare una disattenta retroguardia azzurra, un paio di marchiani errori quasi danno il vantaggio al Portogallo, Ranocchia deve salvare quasi sulla riga dopo un pasticcio tra Bonucci e Sirigu (parso decisamente in serata no). 
Gli azzurri, spronati da Conte, provano a reagire ma senza troppo costrutto, annotiamo giusto una buona azione personale di El Shaarawy, che manda il suo classico tiro a giro ad un paio di spanne dal secondo palo, e nulla più.
Il Portogallo cambia qualcosa in avvio di ripresa, l'Italia no e riparte nuovamente ispirata: Soriano calcia appena alto, poi è Bonucci, su punizione calciata da Pirlo, ad andare ad impattare di testa/spalla, mandando la sfera a picchiare contro il palo interno a portiere battuto, poi un difensore salva sulla ribattuta a porta vuota di Darmian.
I lusitani, sornioni, aspettano e ripartono con Eliseu che serve Quaresma, pronto a scodellare d'esterno, dalla fascia sinistra, una palla che Eder, infilatosi tra i difensori azzurri, trasforma in gol battendo Sirigu e realizzando il suo primo gol in nazionale.

Conte prova a cambiare qualcosa inserendo nell'ordine Vazquez, Gabbiadini e Sansone, per un 4-2-4 che sa di ritorno al passato, sfiora il tracollo l'Italia, ma poi va anche vicina al pareggio con una bella giocata di Darmian che non trova la rete di un nonnulla. 
I restanti cambi, da una parte e dall'altra, non producono esito, la partita si spegne, spezzettata in tante innocue giocate, infarcita di errori, con gli azzurri che danno l'impressione di non crederci, ma, soprattutto, di essere in chiaro debito d'ossigeno, è così fin troppo facile per i portoghesi controllare e rendersi pericolosi in  ripartenza. Nel finale ci prova Gabbiadini dal limite che costringe Beto a salvare in angolo. Nel recupero ci prova Matri che, da posizione decentrata, calcia sull'esterno della rete. Beto salva tutto all'ultimo secondo su una gran conclusione di Vazquez, poi Ranocchia, in mischia, calcia a lato, non manca neppure un po' di iella, alla fine!
Missione dunque fallita su tutta la linea, nulla stasera ha funzionato nella squadra azzurra, non certo il modulo, non le scelte, non l'approccio al match e durante lo svolgimento della gara. Alla decima uscita perde dunque l'imbattibilità Antonio Conte, ma dispiace soprattutto vedere come l'Italia abbia imitato i gamberi: un passo avanti, il bel pareggio di Spalato, due passi indietro a Ginevra, a coronamento di una prestazione opaca e priva di mordente.
Niente testa di serie dunque per gli azzurri, che nei gironi mondiali potrebbero finire in un girone assai impegnativo, e brutta sconfitta contro un Portogallo, rimaneggiato e privo della sua stella più luminosa,  che non si è neppure dovuto dannare più di tanto per tornare al successo contro gli azzurri dopo quasi quarant'anni...
Ora, dopo le vacanze, bisognerà conquistare la qualificazione ad Euro 2016 e far crescere modulo ed interpreti, solo così l'Italia potrà tornare davvero tra le grandi!
fonte voci di sport

i più grandi di sempre: DI STEFANO, CRUIJFF e BAGGIO



Roberto Baggio, Caldogno (VI), 18 Febbraio 1967


Per qualcun il Divin Codino (lui odiava questo soprannome),Agnelli lo chiamava Raffaello (anche questo non faceva salti di gioia ma lo tollerava),chi lo ha amato lo chiamava semplicemente Roby o Roberto Baggio, il più grande talento che il calcio italiano abbia mai espresso. Il fiuto del goal di Riva, la tecnica di Rivera, la visione di gioco di Antognoni, virtù comprese in un unico giocatore.
Nel calcio non ha avuto molti amici, sicuramente non gli allenatori che si sentivano oscurati dal suo talento e, anche tra i colleghi, non molti riuscirono ad apprezzare il suo carattere introverso e taciturno, poco avvezzo ai riflettori; ciò nonostante, in tutti gli amanti del calcio è vivido il ricordo delle sue giocate e dei suoi goal( ben 205 in serie A).
In carriera non ha vinto quanto avrebbe dovuto: 2 scudetti (uno col Milan e uno con la Juventus),1 coppa Italia e 1 coppa Uefa(sempre coi bianconeri),pallone d’oro e miglior giocatore del mondo Fifa, premi ricevuti entrambi nel 1993.
Uno struggente ricordo del Baggio calciatore è lui in lacrime dopo aver buttato fuori il rigore della finale mondiale del 94 contro un Brasile scadente arrivato immeritatamente in finale.
Oggi Baggio si divide tra la sua grande azienda agricola in Argentina e il suo centro di preghiera buddista di Corsico.
Nel calcio ha avuto qualche incarico in federazione teso alla valorizzazione di giovani calciatori ma il carattere di Baggio mal si è coniugato, come prevedibile, con le ipocrisie del palazzo e le dimissioni non hanno tardato a venire.
Guardando i filmati dei suoi goal fanno tenerezza le sue gambette esili da ragazzino in rapporto ai prosciutti del giocatore medio attuale e ciò fa meditare sui tanti infortuni che ne hanno limitato la carriera ed i risultati; senza di essi si troverebbe ben più in alto del terzo posto assoluto tra le più grandi seconde punte di tutti i tempi.



Alfredo Stefano Di Stefano Laulhé;  Buenos Aires ( Argentina), 4 luglio 1926Madrid (Spagna), 7 luglio 2014)


Argentino di nascita ma spagnolo d’adozione, il padre era di origini italiane (di Capri, per l’esattezza).
Prima di giungere in Spagna, nel Real di Gento, Kopa e Puskas, si prese lo sfizio di vincere svariati campionati in Sudamerica (2 in Argentina e 3 in Colombia). La consacrazione internazionale, tuttavia, venne a Madrid dove conquistò, col Real delle meraviglie, 8 scudetti, 1 coppa di Spagna, 5 coppe dei campioni di fila e una coppa intercontinentale, mettendo a segno 307 goal.
Di Stefano non era una punta classica, amava correre (e molto velocemente, da cui lo pseudonimo Saeta Rubia) sulla fascia e convergere improvvisamente al centro dove esplodeva i suoi tiri micidiali verso la porta avversaria.
Fu supportato da un fisico eccezionale che gli permise di restare competitivo fino ad età avanzata; si ritirò infatti a quarant’anni età, per un attaccante e dei suoi tempi, molto ragguardevole.
Giocò con tre nazionali (Argentina, Colombia e Spagna) e una volta appese le scarpe al chiodo ebbe anche una buona carriera da tecnico nel Real e soprattutto nel Valencia che portò alla conquista di un campionato e di una coppa delle coppe.
Restò vicino al Real anche dopo il suo ritiro definitivo, fino alla morte avvenuta alle soglie dei 90 anni la scorsa estate.
Di Stefano è senz’altro uno dei grandi del calcio di tutti i tempi, al secondo posto nella mia personale classifica delle migliori seconde punte.





Hendrik Johannes Cruijff, detto Johan; Amsterdam (Olanda), 25 aprile 1947)

Il numero uno delle seconde punte e uno dei più grandi calciatori di sempre per me è Johan Cruijff.
Il Profeta del goal come fu ribattezzato è stato un talento assoluto;  tra quelli che ci è stato possibile osservare, grazie alla televisione, uno dei più efficaci e concreti
Il suo gioco che spaziava dalla metà campo all’area di rigore, supportato dall’azione di tanti altri campioni, capitati in un’unica “covata” consentì il miracolo Orange dove il calcio totale di Michels cambiò definitivamente i canoni tecnici validi fino ad allora.
Vinse tutto ciò che era possibile vincere, non riuscì a portare a casa solo il campionato del mondo, il primo perso nel 74 in Germania, buttato al vento grazie ad una condotta di gara scriteriata ed il secondo a cui decise di non partecipare ufficialmente per disgusto verso l’Argentina dei colonnelli che “doveva” vincere il mondiale del 78 per nascondere le atroci torture inflitte e le sparizioni degli oppositori politici e con combine e “aiutini” vari riuscì nell’impresa, ma oltre questo, i rapporti nello spogliatoio olandese erano ormai irrimediabilmente logorati e Cruijff non aveva la benché minima intenzione di affrontare altri dissidi con Janssen o Van hanegem o con gli altri leader storici che gli rimproveravano comportamenti da primadonna.
Ma quest’ultimi dimenticavano un dato inoppugnabile, cioè che si trovavano di fronte proprio ad una primadonna; per il resto basta elencare il palmares di Cruijff per capire a che razza di mostro ci troviamo di fronte:
9 campionati olandesi (8 con l’Ajax e 1 con il Feyenoord) e 1 campionato spagnolo (col Barcellona)
3 coppe dei Campioni e una coppa Intercontinentale con l’Ajax e 3 palloni d’oro.
A fine carriera, a 36 anni e 369 goal segnati, intraprese il ruolo di allenatore e anche qui trovò il modo di farsi valere rifondando e facendo conquistare al Barcellona 4 campionati una coppa dei campioni e una coppa delle coppe (un’altra la vinse anche con l’Ajax).
Al momento pare abbia deciso di ritirarsi dal calcio e occuparsi delle sue fondazioni, qualche episodio da commentatore televisivo e non molto altro.
La maggioranza dei commentatori sportivi restringe a 5 calciatori il novero per scegliere il più grande e Cruijff è uno dei 5.

BOLOGNA: IN RITIRO DAL 12 LUGLIO .

Il raduno della squadra per la nuova stagione è fissato per mercoledì 8 Luglio a Casteldebole .
Dopo qualche giorno, i rossoblu domenica 12 Luglio si trasferiranno a Castelrotto  ( BZ ) dove svolgeranno la prima fase della preparazione fino a lunedì 27 Luglio .
Marco Bonciani.

DI VAIO : CRESCEREMO INSIEME.

Ha esultato con una corsa liberatoria al fischio finale della sfida promozione , come un ultras , per scaricare la tensione , Marco Di Vaio , il club manager ;
" Quel giorno mi sono svegliato alle sei e mezzo , tanta era la tensione . Vagavo per la casa , ho fatto due volte la colazione, alle sette e mezzo avevo già letto tutti i giornali. "
Così, Di Vaio ha rilasciato un intervista su Stadio , dove ha parlato del Bologna .
" Dedico la serie A a Saputo , per quello che ha fatto per Bologna ; i soldi sono importanti ma lui ha dato una speranza a questa città. È un uomo di grande calma ma io posso dire di averlo visto arrabbiato . È successo a Montreal , dopo un derby perso contro il Toronto ; spero di non vederlo mai così a Bologna.
Sto imparando tantissimo grazie a Corvino, lo osservo quando parla con la squadra .
Adesso inizia una fase di costruzione c'è da cambiare la squadra, rinnovare e valutare i giocatori in scadenza . I giovani come Masina o Ferrari restano sicuramente, non si può parlare di squadra del futuro se cediamo i nostri giovani .
Cercare di mantenere la serie A è il primo obbiettivo. Il primo anno è il più difficile; poi gradatamente cercheremo di stabilizzarci a metà classifica e puntare all' Europa .
Rossi ora potrà costruire la sua squadra, partendo dal ritiro . È arrivato motivatissimo, è un maestro di calcio , sa valorizzare i giocatori . Non bisogna valutarlo per questo mese .
Perez può tornare da allenatore nel settore giovanile; ne stiamo parlando, si può fare , se andrà così sarà una bella cosa . "
Marco Bonciani .

lunedì 15 giugno 2015

BFC: scelto il colore nero per la 3° maglia

                                          foto dal sito del BFC

Per il prossimo campionato, di serie A, i tifosi hanno scelto il colore della terza maglia.

La società ha dato la possibilità di scelta ai tifosi.

Tra i colori proposti c'erano, giallo, verde e nero.

Il 44% dei tifosi ha scelto il nero.

Sarà quindi il nero a "colorare" la 3° maglia del nostro amato BFC1909 per il prossimo campionato che segna il pronto rientro della squadra, dopo un solo anno di purgatorio, nel massimo campionato nazionale. 

Il cuore comunque rimane Rossoblù! 

Mario Piromallo

SAPUTO DETTA LA LINEA

In attesa di sapere l’ammontare della cifra per il mercato del Bologna, intorno a metà settimana secondo quanto riportato, il chairman del Bologna Joey Saputo inizia a dettare quella che sarà la linea da seguire per la prossima sessione di mercato. Innanzitutto bisognerà puntare tra un mix di esperienza e gioventù, per non lasciare scappare i futuri talenti (Masina, Oikonomou, Mbaye) e per presentarsi sul palco che conta con una formazione competitiva.
L’intenzione societaria sembra quella di voler investire su giocatori consolidati. Pantaleo Corvino sta lavorando per Defrel, ventitreenne a metà tra Cesena e Parma (9 gol nella passata stagione), anche se con l’Atalanta sarà battaglia per la giovane punta. Sembra tramontata definitivamente la voce che circolava intorno ad Antonio Cassano, non in linea con i progetti rossoblù, considerato una “mina vagante”. Il ds rossoblù non ha mollato nemmeno la pista Ilicic, si segue inoltre Pazzini (contratto però ancora oneroso vista l’età del giocatore). A centrocampo spunta il nome di Kuzmanovic, in ombra nell’Inter e probabilmente coperto dai nuovi innesti che inserirà la formazione meneghina.
“Last but not the list”, Joey Saputo vuole un top player come ciliegina sulla torta. Non un faro nella notte, ma un vero e proprio “gioiellino” da guarnizione a quello che sembra essere un Bologna costruito per puntare in alto, non magari da questa stagione ma dalla prossima perché no.
A Bologna non si sente parlare di Top Player da eoni, segno che l’aria sta cambiando sotto le due torri, e magari smetteremo di soffrire un po’ per lasciare spazio al divertimento.

Edge 

domenica 14 giugno 2015

Mercato: su Defrel anche Torino e Genoa!

Gregoire Defrel interessa anche a Genoa e Torino.



Nonostante il nostro Pantaleo si sia" mosso" gia da diverso tempo sul talentino francese,sia Gasperini che Ventura lo gradirebbero alla loro "corte".
Corvino comunque dalla sua ha già da diverso tempo il contatto con la società bianconera( Cesena)e la sua offerta per il francese sarebbero soldi,si parla di circa 4 milioni di euro,più il gocatore Mancosu che sarebbe graditissimo alla corte bianconera.


 Si aspetta solo che si risolva la questione "cartellino"con Parma e Cesena per la comproprietà e potrebbe essere decisiva la prossima settimana per l'affare che ci vedrebbe favoriti rispetto al Genoa, che non sembra intenzionato a tirare fuori quella cifra, ma attenzione al Torino che sembra avere molte più intenzioni di strapparlo al club rossoblù!

                                                                                    Vincenzo Coppola

sabato 13 giugno 2015

BOLOGNA : SI TRATTA OGBONNA .

Nelle ultime ore stiamo riscontrando un forte interesse del Bologna nei confronti del difensore bianconero Ogbonna da affiancare a Gastaldello nella difesa titolare del Bologna 2015/16.
 Sembra che nelle prossime ore possa arrivare un'offerta alla Juve per aggiudicarsi l'intero cartellino del difensore italiano.
 Non resta che aspettare!
Davide Mariani . 

TACOPINA : VOGLIO TRASFORMARE IL BOLOGNA IN UN BRAND MONDIALE .

Il Presidente  Joe Tacopina è  intervenuto nella tavola rotonda che si è tenuta ieri a Cervia, «Sport e benessere, un volano per il turismo» organizzato da Corriere Imprese e Corriere di Bologna.
 Il presidente ha parlato a giornalisti intervenuti da tutta l’Emilia-Romagna, e non ha fatto mistero delle sue ambizioni per la città: «Bologna è la città ideale per un nuovo modello di business nel calcio sempre . La città, le persone, lo stadio, le grandi aziende: tutto contribuisce a renderla perfetta. Per questo voglio “solo” trasformare il Bologna in un brand mondiale».
 Secondo Tacopina ci sarebbe la necessità, per il calcio italiano, di adottare un modello di business basato sui ricavi. Modello esportato dagli Stati Uniti, dove già accade che l’evento sportivo si trasformi in spettacolo e si finanzi anche attraverso merchandising e tour mondiali. Il nostro modello è troppo limitato per la visione americana: «In Italia — ha spiegato Tacopina — il business sportivo deve allargarsi, e non basarsi in modo esclusivo sui ricavi dei diritti televisivi».
Marco Bonciani 


Capitano Matuzalem all'ArrembAggio !!!!

 Francelino Matuzalem ha rilasciato a Stadio una interessante intervista nella quale rassicura i tifosi su una sua permanenza a Bologna. Matuzalem ha dichiarato che si è innamorato di Bologna e che gli piacerebbe rimanere fino a fine carriera magari anche come capitano in quanto per lui sarebbe come sentirsi pienamente affermato.
 Nell'intervista viene svelato anche un retroscena , cioè  il capitano rossoblu avrebbe giocato strappato i playoff . È evidente che ormai si sia formato un legame indissolubile tra questo giocatore e la piazza di Bologna. Ciò è stato reso possibile dal fatto che Matuzalem è invecchiato ed ha acquisito esperienza imparando ad autogestirsi nei momenti più stressanti. Inoltre il numero 5 rossoblu si è sentito accolto e coccolato come solo la famiglia Bologna sa fare. E soprattutto è stato al centro del progetto Bologna.
 Per questo ha dichiarato la promozione di quest'anno come la vittoria migliore di tutta la sua carriera.
 Matu non ha mai raccolto al 100% i frutti della sua qualità per via anche del suo carattere; ma quest'anno, nel momento più critico della sua carriera ha saputo calarsi con umiltà nella parte e ha rivissuto una seconda giovinezza con una stagione pressoché perfetta qua a Bologna, nonostante le continue critiche che riceveva. Dall'altra parte il pubblico lo ha apprezzato per via della sua grinta e perché sa guidare la squadra con un'esperienza incredibile dando tranquillità a tutto l'ambiente anche se in alcuni caso c'era poco da stare calmi. Non ha mai fatto giocate fuori dal comune (alcune volte però si) ma il suo ruolo di metronomo ha sempre fatto la differenza lì in mezzo al campo nonostante la velocità impressionante del campionato di B. È stato e sarà un leader silenzioso (perché non è uno nè da interviste nè da chiacchiere) con tanta quantità e soprattutto qualità. Personalmente non l'ho mai criticato perché è sempre stato uno dei miei pupilli ed ho sempre arricciato il naso di fronte a coloro che lo definivano un fabbro bollito.
 Questi si dovranno certamente ricredere.
 Ripartiamo da Matuzalem, capitan Matuzalem.
Davide Mariani .