
Johannes Jacobus Neeskens Heemstede (Olanda), 15 settembre 1951
Definire un ruolo calcistico per Neeskens è impresa ardua; materializzazione umana del concetto di calciatore totale, teorizzata da Kovacs e Michels, egli inizia la sua carriera da difensore di fascia per poi diventare mediano e in seguito laterale nell’Olanda di Cruijff, facendo il paio con un altro fenomeno di nome Rep.
Questa scansione temporale di trasformazioni successive di ruolo, avveniva anche nel corso di una singola partita, producendo la reale immarcabilità del soggetto.
Chiamato Johann II°, (il primo era ovviamente Cruijff),egli amava definirsi “un mediano che segna spesso”; in realtà diede il meglio di se nel Barcellona, giocando da laterale destro e in questo ruolo, per me, è stato fenomenale, meritandosi la 4° posizione di questa classifica.
In campo era un trascinatore e il baluardo su cui i costruttori di gioco (nella nazionale Orange) Haan e Van Hanegem facevano affidamento, per il nerbo e la tenacia.
Duro e a volte falloso, era un rigorista infallibile e un tiratore da fuori area micidiale.
Nella carriera da calciatore le 2 squadre importanti furono l’Ajax ed il Barcellona; con i primi vinse 2 campionati, due coppe d’Olanda, 3 coppe dei campioni, ed una coppa intercontinentale, con i secondi, nonostante solo una coppa delle coppe nel suo carnet, fece vedere il suo miglior calcio ed il suo carattere, per i quali, in Catalogna, ha lasciato un ricordo indelebile.
Oggi, dopo una breve carriera da allenatore (spesso in seconda) fa il commentatore sportivo in una emittente olandese.

Ryan Joseph Giggs, nato come Ryan Joseph Wilson Cardiff,(Galles) 29 novembre 1973
A causa dei pessimi rapporti col padre, assume il cognome Giggs (della madre) e al compimento dei 16 anni sceglie la nazionalità gallese, precludendosi le maggiori soddisfazioni che gli sarebbero derivate dalla possibile militanza nella nazionale inglese.
Ala sinistra classica, lo pongo al 5° posto tra i laterali di ogni tempo.
Carattere libertino fuori dal campo (di pubblico dominio le innumerevoli relazioni extra coniugali tra cui una, lunghissima, con la cognata); in campo Giggs fu sempre correttissimo e di esempio per gli altri.
Carriera assai lunga (più di 1000 presenze complessive)e densa di soddisfazioni, culminata con la nomina a vice allenatore dei Red Devils, prima con Moyes e poi con Van Gaal.
Ha vestito una sola maglia (oltre quella della nazionale gallese) quella del Manchester Utd, vincendo la bellezza di 13 campionati, 4 coppe d’Inghilterra e 4 coppe di lega.
A livello europeo ha contribuito alla vittoria in due edizioni della Champions League, una coppa delle Coppe e una Supercoppa
Da non dimenticare anche la conquista di una coppa Intercontinentale e di un Mondiale per club..
Ha cessato l'attività agonistica nel Maggio dello scorso anno.

George Best; Belfast,( Ulster) 22 Maggio 1946 – Londra,(Inghilterra) 25 Novembre 2005)
“Ho speso molti soldi per alcool, donne e macchine veloci. Il resto l'ho sperperato”
La frase, autobiografica, chiarisce molto bene il carattere di questo giocatore nord irlandese, al terzo posto nella mia classifica dei laterali di ogni tempo.
Con Garrincha ed Uwe Rahn, il più grande dribblatore della storia del calcio.
Di statura medio-bassa e di fisico tutt’altro che statuario, best riusciva con la furbizia e la grandissima tecnica a farsi ugualmente valere .
L’unica squadra degna di rilievo in cui militò fu il Manchester Utd, col quale vinse 1 coppa d’Inghilterra,2 campionati e una coppa dei campioni. Nel 1968 gli fu, giustamente, tributato il pallone d’oro.
Best, essendo nord-irlandese, fu uno dei pochi grandi campioni che, a causa della pochezza della sua nazionale, non riuscì mai a prendere parte ad una fase finale della coppa del mondo.
Il suo problema principale fu, in vita, l’alcool che lo portò ad un comportamento anarchico e a tratti indisponente nei confronti di compagni, tecnici e dirigenti.
Gli abusi lo lasciarono spesso a secco dal punto di vista finanziario, tanto che, dopo i fasti della militanza nei Red Devils, fu costretto, per motivi squisitamente pecuniari, a meschini trasferimenti in squadre di vecchie glorie nella Nasl americana o anche in luoghi più sperduti.
Morì per le complicanze di una cirrosi epatica nel 2005. Resta uno dei miti degli anni 60 e l'anno successivo alla morte, in occasione dei sessant’anni dalla nascita gli è stato intitolato l’aeroporto di Belfast.
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