Martedì sera, con la sofferta ed
appassionante finale di ritorno dei Play off, si è chiusa la stagione del Bologna che, alla fine, tra mille
difficoltà, è riuscito a strappare il terzo posto, l’ultimo utile per accedere alla massima
serie.
Si tratta della quarta
promozione in serie A per i felsinei, la prima però concretizzatasi dopo un solo anno di
purgatorio tra i cadetti.
La stagione è stata lunga e
complicata, iniziata sotto foschi presagi (basta rammentare la fatica con cui l’allora
Presidente Guaraldi riuscì ad ottenere la
fidejussione di 800.000 eur necessaria ad iscriversi al
campionato) e proseguita con la lunga, e ricca di colpi di scena, trattativa
con gli americani, coronata, nella seconda decade di ottobre, con l’approdo
sotto le due torri di Joe Tacopina e, più tardi di Joey Saputo.
Due allenatori si sono passati idealmente
il testimone in panchina, Lopez e Rossi, che ha timbrato la promozione,
due gruppi diversi di giocatori hanno calcato i terreni di gioco, mai però riuscendosi a fondere compiutamente,
dopo la spaccatura, più o meno profonda, avvenuta con l’allontanamento di Fusco e l’arrivo di Corvino.
Alla fine, nonostante tutto, la
promozione è arrivata, conquistata più con
il cuore ed il sacrificio, che con il bel gioco, ma poco importa, l’ambizioso progetto
nordamericano può ora spiccare il volo, pertanto, tutto ciò considerato, il
voto complessivo alla stagione del Bologna non può che essere positivo: 7+
Andiamo ora ad esaminare la
stagione dei singoli.
Coppola,
6,5: Il portiere napoletano ha vissuto la stagione sulle montagne
russe: ad un inizio di campionato, contrassegnato da qualche brivido ed
errore di troppo, ha fatto infatti da contraltare una parte centrale di
stagione in cui si è preso le luci della ribalta, togliendo, in più occasioni,
le castagne dal fuoco con interventi anche miracolosi, che hanno dato sicurezza
al reparto e all’intera squadra. L'infortunio che lo ha tolto di mezzo per un
po’ di partite ne ha però spento la verve, quando ha ripreso il suo posto tra i
pali è infatti incappato nelle incertezze dell’avvio di stagione, culminate
nella disfatta di Frosinone, in cui
il grave errore oltre che costare il match e la promozione diretta ai rossoblù,
lo ha fatto relegare in panchina, definitivamente: importante!
Da Costa,
7: Arrivato a gennaio dalla Sampdoria si è dimostrato un professionista serio esemplare, mai
una parola a sproposito, mai protagonista di polemiche, anche quando, nonostante
si fosse ben comportato, compiendo autentici prodigi, nel periodo in cui sostituiva
l’infortunato Coppola, Lopez, inspiegabilmente, lo ha relegato
nuovamente in panchina. Con l’arrivo di Rossi
ritorna titolare e, grazie anche ad un
briciolo di buona sorte (le traverse che lo hanno aiutato durante i play off),
si è sempre dimostrato reattivo e vigile: sicurezza!
Ceccarelli,
6,5: Il suo passato nel Cesena
non lo ha inizialmente aiutato ad essere amato dai fans felsinei, che ha pian
piano tirato dalla sua con l’applicazione e l’impegno costanti. Nel girone di
andata ha sfoderato prestazioni convincenti, dimostrandosi giocatore di
categoria, importante ed esperto. Come tanti altri con la primavera è arrivata
una netta flessione, accompagnata ad un cedimento fisico, con Mbaye che ha
finito per essergli preferito, spesso. Proprio nella partita della vita, a
Pescara, ha sfoderato una prestazione solida e convincente, una delle migliori
dell’anno: operaio!
Ferrari,
6: Uno dei giovani più interessanti in rosa, quando è stato chiamato
in causa si è disimpegnato assai bene dimostrando di avere talento ed ampi margini
di miglioramento. Sbaglia clamorosamente, forse per la grande pressione, la
partita di ritorno nella semifinale con l’Avellino,
in cui si fa anticipare sul gol di Trotta
e lascia troppo spazio a Castaldo, nel
finale, nell’occasione della clamorosa traversa che poteva decretare
l’eliminazione dei rossoblù: prospetto!
Gastaldello,
6: Arrivato a gennaio dalla Sampdoria, primo big a sposare
davvero il progetto nordamericano, a causa di vari acciacchi, non ha mai
convinto in pieno raccogliendo poche presenze e mai davvero eclatanti, poi è
arrivato un grave infortunio e l'operazione. Tornerà utile, con la sua grande
esperienza, in serie A: iellato!
Maietta,
6,5: Uno dei leader carismatici della difesa e della squadra
tutta, certo alterna partite molto convincenti ad altre meno, senza però commettere
gravissimi errori. Gioca i Play-Off praticamente con una gamba sola, causa
problemi al ginocchio, ma si esalta uscendone da autentico protagonista. Più
volte carica l'ambiente tirando ‘metaforicamente’ le orecchie ai compagni di
squadra per suscitare una reazione che in certi momenti pareva mancare: gladiatore!
Masina,
6,5: Una delle più belle scoperte della stagione. La sua grande
facilità di corsa, il fisico, la propensione al sacrificio, l’abilità nel crossare,
gli permettono, dopo qualche timida apparizione, di strappare il posto da
titolare a capitan Morleo. In fase difensiva ha ancora tanto da imparare, ma quando si
spinge in avanti crea sempre problemi agli avversari grazie alla sua facilità
nel tagliare cross verso l’area. Il futuro ci dirà se potrà davvero diventare
uno dei migliori nel suo ruolo, certo la B è una cosa, la A un’altra, ma la
stoffa c’è: promessa!
Mbaye, 6-: Arrivato,
con le stimmate del predestinato, direttamente da Appiano Gentile, come una delle grandi intuizioni di Corvino, non ha mantenuto compiutamente
le aspettative. Con la promozione è arrivato anche l’obbligo del riscatto.
Qualche buona partita l’ha comunque disputata, soprattutto nel finale di
stagione, e, in particolare, nei play off, ma non sono mancati gli incidenti di
percorso, ultimo l’espulsione a 25’ dalla fine contro il Pescara che ha costretto i compagni agli straordinari ed i tifosi
alla sofferenza. Di certo Lopez lo vedeva poco, Rossi gli ha invece spesso dato
fiducia. Ha solo vent’anni e tutto il tempo per crescere: rebus!
Morleo,
6: Dopo essere stato investito dei gradi di capitano ha avuto
ben poche occasioni per aiutare i suoi in campo; messo ai margini da Lopez, che
gli ha preferito, quasi da subito, l’esuberante Masina, ha contribuito alla causa nella finalissima con il Pescara disputando due partite tutta
sostanza ed attenzione, la corsa c’è sempre, la resistenza un po’ meno: icona!
Oikonomou,
7: Arrivato da Cagliari
con pochissimi minuti nelle gambe, fin dalle prime apparizioni si è rivelato
pronto per recitare un ruolo da protagonista. I 4 gol realizzati, spesso pesantissimi, sono stati la ciliegina
sulla torta di una stagione, per lunghi tratti positiva e convincente. Per
diverso tempo il centrale greco gioca infatti alla grande, poi, complice
l’arrivo di Gastaldello, esce dagli
undici titolari, salvo rientrarvi a suon di ottime prestazioni. Qualche pecca
ce l’ha, se riuscirà presto ad eliminarla, diventerà un ottimo interprete del
ruolo: umile!
Bessa, 6-: In
precampionato il giovane brasiliano colpisce per la visione di gioco e per i piedi
sopraffini, ma, con l’avvio del campionato, Lopez lo sposta a centrocampo,
ruolo in cui diventa ruvido e si perde per strada finendo per raccogliere ben pochi
gettoni di presenza. Di proprietà Inter,
difficilmente verrà riscattato: incompreso!
Buchel,
6,5: La prima parte di stagione vede il giovane austriaco
incantare, per la corsa, l’affidabilità, il cambio di passo, la presenza sotto
porta, poi, complice il grave infortunio rimediato dopo un contrasto con Olivera, si perde. Quando rientra pare
sempre un pesce fuor d’acqua, timoroso, perso, incapace di recitare il ruolo da
protagonista cui aveva abituato inizialmente. Torna ancora sugli scudi quando,
nell’era Rossi, segna due reti
importantissime per agganciare i play off. In prestito con diritto di riscatto
dalla Juventus: sfortunato!
Casarini,
6,5: Il suo ritorno a Bologna, dopo i recenti prestiti in giro
per l’Italia, lo fa giudicare, per
lunghi tratti della stagione, con un po’ di puzza sotto il naso, ma il
centrocampista, alla lunga, si guadagna il rispetto di tutti ed un ruolo da
primattore. Spesso la gente ha rumoreggiato per le sue doti balistiche, sia
nelle conclusioni che nei passaggi, ma
la tanta, tantissima “garra” e l’attaccamento alla maglia ne hanno fatto un
leader in campo ed un beniamino per i tifosi. Per lui è arrivato ora il momento dei saluti, andrà a
costo zero al Carpi di Castori, la squadra della sua città. Da
tutto l’ambiente rossoblù un arrivederci in Serie A da avversari e un sentito grazie:
carismatico!
Krsticic,
6: Doveva essere uno dei pezzi pregiati del mercato invernale
ed invece…Indiscutibili sono le sue doti tecniche ma l'infortunio, patito alla
seconda presenza, lo toglie subito dalle rotazioni e dal motore della squadra.
Capace di verticalizzare come nessun’altro in questo Bologna, vive dunque sei
mesi tra luci, poche, ed ombre, non riuscendo
mai a riprendersi compiutamente dal mese e mezzo di stop. Ci sarà modo di
apprezzarlo a pieno la prossima stagione in A: acciaccato!
Laribi,
7: Il furetto di origini magrebine è uno degli uomini chiave di
questa stagione. Si ferma, alla fine, ad otto
gol, quasi tutti realizzati nella fase centrale della stagione, quando,
sopperendo in prima persona alla mancanza dei gol degli attaccanti, porta a
casa punti pesantissimi che alimentano il sogno di promozione diretta. Come
tanti altri si spegne col tempo, con l’arrivo della primavera, ma, si sa, la Serie B è un campionato davvero massacrante
in cui mantenere ritmi alti è difficilissimo per chiunque, figuriamoci per chi
ha tirato la carretta mesi, cantando e portando la croce. E’ in prestito con
diritto di riscatto dal Sassuolo e
controriscatto a favore dei neroverdi, difficilmente resterà: generoso!
Matuzalem,
7,5: Capitano di lungo corso, con esperienze importanti in Italia
e all’estero, è arrivato tra lo scetticismo generale, legato all’età non più
verdissima. Invece si è rivelato, nel momento decisivo, il vero uomo in più. La
sua classe, la sua visione di gioco, il suo senso della posizione, sono stati
la vera arma letale prima di Lopez
poi di Rossi. Ancora non si sa se
continuerà la sua avventura sotto le due torri, di certo la sua esperienza, a
maggior ragione, in serie A, potrebbe essere un valore aggiunto: leader!
Zuculini,
6,5: Il fratello gioca nel City
in Inghilterra, lui, per lunghi tratti della stagione, è stato il vero trascinatore
di una squadra che si affidava a lui per la corsa, la grinta e lo spirito di
sacrificio. Relegato in panchina per lungo tempo da Lopez, senza alcuna motivazione plausibile, l’argentino è stato comunque l’idolo della
folla, con le sue accelerazioni ed incursioni in area avversaria, una vera delizia
per il popolo rossoblù. Anche per lui però,
nel momento topico della stagione, è arrivato un grave infortunio che lo ha
tolto di mezzo obbligandolo ad una lunghissima sosta forzata: beniamino!
Acquafresca,
6+: Dopo tanto girovagare Robert è tornato in Emilia rivelandosi
giocatore importante ai fini della manovra d’attacco dei felsinei. Quando la
coppia d’attacco era quella formata da Acquafresca e Cacia è stato infatti il Bologna più convincente. Pur avendo segnato
poco tuttavia ha fatto sempre a sportellate con i difensori avversari sacrificandosi per la squadra. Viene inspiegabilmente messo ai
margini della rosa per tre mesi, ma non fa polemica, anzi, si fa trovare pronto
quando Rossi lo rispolvera
realizzando un gol bello quanto importante con l’Avellino: coraggioso!
Cacia, 6,5: Pur
in ristrettezze economiche Guaraldi se
lo aggiudica in estate ed è senz’altro il fiore all’occhiello della squadra,
grazie al suo curriculum che lo descrive come uno dei migliori bomber nella
storia recente della serie B. Il centravanti calabrese si rivela però un
tipetto molto difficile da gestire. Alla fine segna 11 reti in campionato più una nei play-off, ma, per lunghi tratti
della cavalcata in Serie A, trasmette l’impressione di essere un pesce fuor
d’acqua, avulso dalla manovra, scollato dal resto della squadra: incompreso!
Mancosu,
5,5: Arriva a gennaio da Trapani
accompagnato dalla nomea di goleador, primo grande colpo della nuova era
nordamericana. Ma, in tutto il girone di ritorno e nei play off, di lui, sotto
le due torri, si possono solo ammirare la
rabbia agonistica, la corsa ed il sacrificio. Ma, purtroppo, dopo aver
segnato più di cinquanta reti in due anni in Sicilia, a Bologna non l’ha messa
dentro nemmeno una volta, ora per sfortuna, ora per imprecisione. Probabilmente
se ne andrà, senza aver scritto il suo nome tra i marcatori felsinei, ma avendo
comunque contribuito alla promozione: delusione!
Sansone,
8: Tra i primi a sposare il nuovo progetto degli
americani, è stato tra gli artefici
principali della promozione in serie A. Estroso, velocissimo palla al piede, scattante,
ma anche pronto al sacrificio. Il suo bottino finale parla di 8 reti, ma potevano essere anche di più,
di certo ha, nei play off, segnato gol pesantissimi: quello del successo ad Avellino, quello del vantaggio contro
il Pescara. Anche lui, come Zuculini, è stato lasciato a
lungo in panchina senza un perché da Lopez. In serie B è attaccante che spacca
le partite, in serie A sarà comunque un valore aggiunto: decisivo!
Lopez,
6: L’ex tecnico uruguaiano accetta la panchina felsinea quando la
società è in piena emergenza economica e rischia seriamente di scomparire dal
calcio professionistico. E’ bravo, dopo gli iniziali impacci, nel cementare un
bel gruppo che, lentamente, si fa strada verso la parte nobile della classifica.
Poi, dopo il mercato di gennaio, perde il controllo della squadra, forse perché
troppo legato alla vecchia dirigenza, non riuscendo ad amalgamare i nuovi con i
vecchi e commettendo errori nelle scelte iniziali ed in corsa. Finisce per
rimanere prigioniero delle polemiche e commette errori tattici gravi che lo
fanno sbandare nel finale, fino all’inevitabile esonero. La sufficienza è però dovuta,
la serie A è anche merito suo, e della
quarta piazza nella classifica finale, rivelatasi decisiva nei due turni di
play off: masochista!
Rossi,
6,5: Chiamato al capezzale di un malato quasi terminale il mister
riminese compie un mezzo miracolo. La sfida col Bologna è di quelle che
solleticano lo spirito di un allenatore sui generis qual è Delio: appena tre
partite e poi gli eventuali Play-Off. I soliti detrattori sostengono che il
tecnico romagnolo ha inciso poco, in realtà non è però così. La sua medicina per arrivare in serie A è
piuttosto semplice, quasi banale: accorciare la squadra, fisicamente a pezzi,
per farla correre meglio ma meno, azzerare le gerarchie portando finalmente un
po’ di serenità e di consapevolezza dei propri mezzi in un gruppo incapace di
reggere le pressioni e le grandi aspettative dell’ambiente. Da clausola contrattuale
il rinnovo del contratto, in caso di promozione, era automatico, e pensiamo che
il primo Bologna ‘americano’ in serie A sarà targato Rossi, che di esperienza
ne ha da vendere: taumaturgo!
SV: Abero,
Bentancourt, Garics, Giannone, Improta, Paez, Paramatti, Pasi, Perez,
Radakovic, Stojanovic e Troianiello
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