Il titolo può sembrare di quelli da “rivista psicosomatica”, con illustri luminari pronti a sventagliare le varie teorie sulle prestazioni dell’uomo.
Per fortuna, il tifoso rossoblù non si vedrà citato in queste riviste. L’ansia da prestazione aleggia negli animi bolognesi da qualche giorno, ma è un’ ansia di passione per i colori che noi portiamo (sono la gloria, sono la gloria..).
A Bologna il mondo si è fermato. Tremila persone ieri ad incitare la squadra durante gli allenamenti, stadio esaurito con tanto di anima in pace per chi – gioco forza – non è riuscito ad acquistare il biglietto per quello che è IL match dell’anno, bandiere e sciarpe che veleggiano fuori dalle finestre come coccarde di un paese in festa. In questo momento anche all’ufficio anagrafe si staranno limando le unghie: i bambini non vogliono nascere prima di mercoledì, ed i vecchi non vogliono morire senza prima aver visto la partita.
Il Bologna dovrà stare attento però, perché da una parte c’è una città che attende una festa gloriosa, dall’altra una squadra che non avrà nulla da perdere e in mezzo l’undici di Delio Rossi, che ha due risultati su tre utili a disposizione. Niente supplementari, niente rigori. La storia la si fa in novanta minuti; e saranno novanta minuti interminabili. Le scelte tecniche le affideremo al Mister che ha dimostrato già nella gara di andata, che puntare sull’esperienza di due navigati come Morleo e Ceccarelli ha pagato di più che – magari – rischiare due giovani al loro primo vero “test della pressione”.
La coppia centrale Maietta-Oikonomou ha funzionato anche meglio del previsto, con il greco eretto a muraglia davanti alla porta difesa da un religiosissimo Da Costa (lui stesso ha ammesso di pregare sempre un piccolo esercito di mariane che, a mio avviso, non gli mancano di attenzioni).
A centrocampo, Matuzalem penso che sia come il pane in tavola: non può mancare. Gli altri membri del centrocampo, da Bessa a Krsticic passando per Casarini Buchel ed un redivivo Laribi, sono perfettamente intercambiabili visto che son tutti senza benzina ormai, ma ancora con la giusta grinta di chi conosce il peso della vittoria. In avanti Sansone sarà affiancato da chi Delio Rossi riterrà non più in forma, ma più confacente alla situazione; avendo in Cacia, Mancosu e Acquafresca tre prime punte, ma tutti con caratteristiche diverse tra loro.
Infine non ci resta che riporre il cuore in quella che sarebbe una promozione inimmaginabile a Settembre, con la gestione Guaraldi, ma che dall’arrivo delle due J si è pian piano trasformata in un roseo e dal sapore antico sogno di gloria. Di quelli che ormai solo in pochi hanno visto dal vivo anni fa.
Forza Bologna, realizza questo sogno.
Edge

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