Promozione doveva essere, soprattutto dopo il 15 ottobre, giorno dell´acquisto da parte della cordata americana, promozione é stata, anche se a costo di mettere a repentaglio le coronarie di tutti noi che viviamo per questi colori.
Due gli artefici di questa cavalcata che a ben vedere é stata piú un tremolante zoppicchio.
Allenatore da agosto fino a maggio, giorno della sconfitta a Frosinone che ha precluso ogni possibilitá di promozione diretta, é stato Diego Lopez.
Tanti i suoi meriti, tante le sue pecche.
Vorrei sottolineare come l´allenatore abbia accettato una panchina scomoda, per il blasone del Bologna in serie B e con pochissime certezze di arrivare a fine campionato, per via di una condizione finanziaria che anche i massimi esperti mondiali avrebbero definito "alla canna del gas"...
La penultima cosa buona dell´ex-presidente (l´ultima vendere la societá!) é stata proprio quella di puntare su un giovane mister che aveva fatto bene per due stagioni a Cagliari, dove era passato direttamente dal campo alla panchina, soprattutto la prima in cui era riuscito a salvare i sardi pur giocando tutte le partite casalinghe a porte chiuse per via dell´inagibilitá del Sant´Elia.
Dopo un´avvio molto stentato, in cui aveva provato ad impostare la squadra sul 4-3-3 di Zeman, allenatore che per primo era stato contattato per riportare immediatamente in A il Bologna e poi finito proprio in Sardegna e che aveva condizionato il mercato, con le sconfitte contro L´Aquila in Coppa Italia e Perugia e Crotone in campionato, arriva l´intuizione di modificare il modulo in un piú funzionale 4-3-1-2, col quale sfruttare meglio le caratteristiche di Karim Laribi, 8 gol per lui in campionato e con Lopez, che tra le linee comincia a fare male alle difese avversarie.
Molto spesso il Bologna gioca meglio degli avversari, ma stenta a decollare, pur terminando il girone di andata al secondo posto, per la scarsa vena degli attaccanti, per rotazioni ridotte in tutti i reparti e in qualche partita proprio per colpa di scelte bislacche dell´allenatore.
Cacia, arrivato da Verona come capocannoniere della B solo due anni prima, fatica a vedere la porta e spesso appare come un pesce fuor d´acqua in una squadra che dal portiere fino alla trequarti dimostra buone trame e tanto possesso palla che finisce per mettere in difficoltá gli avversari. Al suo fianco gioca spesso Acquafresca, che deve in qualche modo riscattare un passato in rossoblu fatto di poche soddisfazioni regalate ai tifosi. I gol arrivano col contagocce, peró l´impegno non manca mai, soprattutto come spalla del centravanti. Tra i vari meriti dell´uruguagio ricorderei soprattutto quello di averci fatto scoprire un difensore centrale, Oikonomou, che si dimostra una delle colonne portanti dell´intera squadra, per le prestazioni offerte e per i 4 gol che portano punti pesanti.
Oltre a lui si vede spesso in campo anche Alex Ferrari, che nonostante i 20 anni calca il rettangolo verde con grande maturitá e quando si trova a sostituire Maietta, lo fa egregiamente.
Da dicembre si prende la fascia mancina un altro giovane, Adam Masina, che sfodera prestazioni molto buone, con personalitá e buona attitudine ai cross.
Tre giovani lanciati da Lopez, non dimentichiamolo.
La squadra gioca bene, ma sembra sempre mancare il cinismo per colpire gli avversari e ammazzare le partite.
La rosa, costruita in fretta e furia dal DS Fusco e con due spicci, mostra i suoi limiti nella profonditá piú che nella qualitá degli undici. Se Lopez si gira verso la panchina e vede Abero e Troianiello, la colpa non é certo sua.
A gennaio il DS diventa Corvino, vecchia volpe del mercato, il quale sfrutta i denari americani per fare sei acquisti validi per provare a giocarsi il primo posto con il Carpi, che tutti immaginano in calo verso fine stagione. Forse l´unico limite dei nuovi arrivi é che, a parte Mancosu a Trapani e parzialmente Gastaldello sponda Samp, tutti gli altri non hanno molto ritmo partita. Comunque sia il girone di ritorno e l´anno nuovo partono alla grande, con una vittoria sul Perugia frutto di una punizione mancina di Sansone.
Dopo purtroppo cominciano i problemi.
Pur intuendo che tutti e sei non potranno entrare subito in campo, Lopez comincia a perdere la maniglia della squadra, che fa diversi passi indietro sul piano del gioco e dei risultati.
Lopez mostra i suoi limiti tenendo fuori Zuculini (perché?) e affiancando due prime punte come Mancosu e Cacia, che finiscono per pestarsi i piedi.
La squadra é con l´allenatore fino alla fine, forse anche perché da ex-calciatore mantiene bassi i carichi di lavoro, con la conseguenza che il Bologna sembra sempre sulle gambe.
Viene stabilito il record di 5 vittorie consecutive fuori casa, che sembrano frutto piú della qualitá dei singoli che di un gioco di squadra che inspiegabilmente scompare con l´arrivo dell´anno nuovo e dei rinforzi di gennaio.
La sconfitta a Frosinone certifica l´esonero e con tre giornate rimaste alla fine, si punta tutto su un´allenatore di esperienza come Delio Rossi.
Ci arriviamo oltretutto da quarti, quindi con lo spauracchio di dover battere almeno una volta il Vicenza terzo, contro il quale in stagione avevamo fatto un punto e 0 gol.
Auguri! Il pessimismo serpeggia sotto i portici...
Alla fine Rossi riesce nel miracolo, eliminando pur con enormi difficoltá prima Avellino e poi Pescara, sfruttando il regolamento che a paritá di differenza reti, premia la meglio piazzata e non chi, come nelle coppe europee, ha segnato piú gol fuori casa.
Grande merito del tecnico riminese é stata quella di motivare una squadra spompata nel fisico, ma che dalla sua ha molta piú esperienza delle rivali.
Facendo leva sull´orgoglio dei suoi senatori, Rossi é riuscito a spremere le ultime energie fisiche e mentali dei suoi. Non é un caso che tra i migliori nelle 4 partite ci siano stati Matuzalem, dopo un intero campionato da 42 partite a 35 anni, Casarini, encomiabile come abbia giocato pieno di infiltrazioni pur essendo certo di andare a Carpi il prossimo anno, Maietta che ha disputato le ultime due partite quasi in stampelle, ma che ha voluto portare il suo mattone alla causa.
Un´ultima citazione va ovviamente a Santa Traversa da Bologna, senza la quale staremmo ora a parlare di una stagione completamente fallimentare!
Bene cosí!
Il prossimo anno sará interessante vedere come Delio Rossi saprá impostare il gioco di squadra e con quali giocatori arrivare il prima possibile ai fatidici 40 punti (forse meno visti gli ultimi due campionati) per salvarsi e poi vedere dove si potrá arrivare, sfruttando un mercato che si prevede scoppiettante, ma che prima di tutto dovrá sgravare il BFC di tanti giocatori che non sono utlizzabili, per scarso rendimento e stipendi troppo elevati.
Sasha Gallo, Helsinki (Finlandia)


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