All'Adriatico si è giocato il primo atto della finale dei play off di serie B, tra Pescara e Bologna, è finita 0-0, come i fans rossoblù speravano (nella migliore delle ipotesi), come quelli biancazzurri paventavano.
La vigilia, tra interviste e previsioni degli addetti ai lavori, aveva prefigurato un Bologna alla canna del gas ed un Pescara, forte dell'apporto di Oddo in panchina, lanciatissimo verso la A, dall'alto della sua consistenza tecnica e della sua straripante forma atletica, ed invece...
Oddo aveva preconizzato un bel 3-0 per chiudere i giochi già in Abruzzo, sulla sponda rossoblù invece silenzio e tanta umiltà con il solo videomessaggio dello chairman Saputo a cementare il gruppo e la tifoseria in vista dell'obiettivo principe della stagione.
Cos'ha dunque detto il match, a parte rinviare il verdetto definitivo al return match di martedì sera al Dall'Ara? In primis che, a questo punto della stagione, con 42 match di campionato e due settimane di partite di play off, tanto intense quanto ravvicinate, nelle gambe, non ci sono praticamente più forze fisiche, le due squadre sono infatti apparse stanche ed in debito di ossigeno, con le gambe che vanno a metà regime e la testa che è oppressa dalle grandi aspettative e dalle pressioni delle rispettive piazze.
Oddo si affida ai soliti noti, quelli cioè che lo hanno portato fin qua e che stanno tirando la carretta, senza cambi, in questi 180' di play off, intensissimi e faticosi; Delio Rossi, grazie ad una rosa, forse più ampia, riesce invece a fare un po' di turnover, cambia quasi tutto in difesa dove conferma i soli Da Costa e Oikonomou (il migliore in campo al termine dei 90'), piazzando a destra Morleo, a sinistra Ceccarelli e, al centro, l'eroico Maietta, in mediana, accanto a Matuzalem e Casarini, tocca a Buchel, Laribi è confermato come trequartista, mentre in attacco, accanto a Sansone, spazio nuovamente a Mancosu, all'eterna ricerca del suo primo gol in rossoblù.
La partita, come prevedibile la fa, fin dalle prime battute, il Pescara che attacca a pieno organico, ma senza quella brillantezza e lucidità necessarie a scardinare l'impianto difensivo degli ospiti. La sfera si muove troppo lentamente, i giocatori abruzzesi si muovono invece con troppo poco costrutto, il muro felsineo è solido, ognuno difende la sua zona con ordine, pronto a dar man forte al compagno in difficoltà. Se pecca c'è nelle fila emiliane è quella, difendendo basso e compatto, di ripartire con la non necessaria rapidità e lucidità, sbagliando assai in disimpegno e regalando interessanti contro-giocate ai ragazzi di Oddo.
La prima parte di gara vive su un equilibrio precario con le occasioni che si dividono, più o meno, equamente tra le due compagini, quasi sempre prodotto di riconquista e rapidi capovolgimenti di fronte.
Nella ripresa il leit motiv cambia leggermente, il Pescara, in apertura, aumenta i giri motore cercando di gettare il cuore oltre l'ostacolo, alla vana ricerca di quel gol che orienterebbe in modo più vantaggioso il match di ritorno, il Bologna soffre e si compatta maggiormente, soprattutto dopo l'uscita del suo uomo d'ordine, Matuzalem, sostituito da Bessa che si va a posizionare dietro le punte facendo scalare sulla linea di centrocampo Laribi.
Dopo un clamoroso palo di Melchiorri ed un tiro da limite dell'ex Pasquato, che sibila non distante dai pali di Da Costa, gli ultimi 20' di gioco, con gli abruzzesi ormai sulle ginocchia, sono quelli su cui Delio Rossi può recriminare e su cui può impostare il match di ritorno: grazie ai lanci lunghi, che prendono d'infilata la statica e stanca retroguardia di casa, a turno Sansone, Laribi e Mancosu hanno palle gol importanti che però non riescono a convertire in rete, rendendo, alla fine, il computo delle occasioni pari se non a vantaggio degli ospiti.
In vista del match di ritorno i giochi restano apertissimi, lo 0-0 è risultato-trappola, mette infatti il Pescara con le spalle al muro (solo la vittoria gli permetterà di salire in serie A), ma mette anche il Bologna nella necessità di dover gestire il match (vittoria e pareggio lo porteranno in serie A), con tutte le incognite del caso, visto che, fin qui in stagione, se una cosa i rossoblù non sono stati in grado di fare è proprio quella di gestire le partite e le situazioni.
Dei tanti diffidati presenti nelle due squadre solo Pucino e Sansone hanno preso il giallo che li condannerà ad assistere al match da spettatori e sappiamo bene quanto grave sarà l'assenza per i felsinei visto che l'ex doriano è di gran lunga l'attaccante più importante e determinate della squadra.
Da qui a martedì c'è giusto il tempo di recuperare un po' delle forze consumate in questi nove mesi, ma, soprattutto, di gestire la componente nervosa perchè, proprio su quella, si costruirà probabilmente la promozione.
In attesa di sapere se Memushaj e Bjarnasson resteranno con Oddo, schivando la chiamata delle proprie nazionali, Delio Rossi, alle prese con tante defezioni, ha però ancora la possibilità di fare un minimo di turn over e, questo, potrebbe fare tutta la differenza del mondo...
fonte voci di sport

Nessun commento:
Posta un commento