Benché un indizio non faccia una prova, sembra si sia svegliato da un sonno eterno l’attacco del Bologna. Le due gare contro l’Avellino hanno infatti registrato i gol di Sansone prima, Acquafresca e Cacia poi; unico rimasto a secco al momento Mancosu, oltre ad Improta che ormai appare un oggetto misterioso, tanto che quando Sky ha inquadrato la giovane punta in panchina nel match di martedì, molti spettatori abbiano usato la tipica espressione petroniana “chi è lù lè?”.
Naturalmente però, la medaglia ha sempre due lati e, se da una parte si ode il dolce risveglio delle punte felsinee, dall’altra si registra il “de profundis” della difesa.
La seconda difesa del campionato è arrivata alla fase finale di questi playoff con l’ossigeno in riserva e si nota. L’assenza di Gastaldello prima e Maietta nei primi 55 minuti del match di ritorno contro l’Avellino hanno pesato come un macigno sulle spalle dei giovanissimi difensori rossoblu, riuscendo a subire tre gol su tre tiri in porta ed è solo grazie ad un miracolato Da Costa e alla traversa della curva Bulgarelli se non si è compiuta la tragedia.
Mister Delio Rossi adesso dovrà dare una bella registrata al reparto difensivo se vogliamo la serie A, dato che la squadra di Oddo dimostra ancora la sua indole zemaniana. E bisognerà stringere bene quelle maglie se non vogliamo essere asfaltati ad ogni attacco abruzzese
Edge

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