“Notti magiche, inseguendo un gol..”: prendo in prestito il ritornello della canzone “Un’estate italiana”, colonna sonora dei mondiali di Italia ’90, composta dalla strana ma efficacissima coppia Bennato-Giannini, perché mi sembra adattissima all’attuale momento rossoblu.
L’editoriale odierno parte da un dato statistico e indiscutibile: il Bologna ha ottenuto un punto in due partite, passando dal primo al sesto posto in classifica. Seguo la serie B da anni e lo trovo un campionato più entusiasmante della stessa serie A, data la componente peculiare dell’imprevedibilità. La serie cadetta è ricca di sorprese, sia in senso positivo che negativo, per cui squadre poco quotate posso ambire al sogno play off tanto quanto le nobili decadute non riescono ad immergersi fin da subito in questa nuova realtà, sprofondando nel “purgatorio” calcistico. Le distrazioni non sono ammesse ma allo stesso tempo le occasioni per rifarsi non mancano nel corso della stagione.
Voglio essere ottimista: il Bologna ha tutte le carte in regola, o quasi, per centrare la promozione. La squadra macina gioco, si copre bene a livello difensivo, e i reparti fraseggiano facilmente in mezzo al campo. L’unico neo è l’attacco: la squadra di Lòpez non segna e per uno zemaniano convinto come il sottoscritto tale astinenza dal gol è decisamente frustrante. A gennaio serve necessariamente una prima punta. Cacia è molto discontinuo, Acquafresca è l'oggetto misterioso, Improta e Troianiello (meglio il primo del secondo, a mio parere) sono seconde punte.
Ho letto i nomi di Coman e Boakye, due soluzioni giovani ma sicuramente interessanti per rendere l’attacco più prolifico. Boakye conosce discretamente il campionato di serie B, avendovi disputato le stagioni 2011/2012 e 2012/2013 con la maglia del Sassuolo, raggiungendo la doppia cifra, quanto a realizzazioni, in entrambe le annate (10 gol la prima, 11 la seconda).
La difesa offre invece buone garanzie, soprattutto grazie ad una pedina essenziale. Oikonomou è arrivato sotto le due Torri tra le perplessità generali, ma se contro il Carpi Mbakogu non ha visto un pallone il merito è suo. Zuculini a centrocampo è l’uomo in più e fa valere la sua presenza, mentre Laribi riesce a supportare la squadra in entrambe le fasi. Il vero problema è senza dubbio l’attacco, reparto nel quale manca una sicurezza, un bomber da venti gol a stagione in grado di spostare gli equilibri.
Sabato al Dall’Ara arriva il Brescia, compagine in un momento di forma decisamente negativo. Dobbiamo dimostrare di non essere un gruppo “tutto fumo e niente arrosto”. Vincere e convincere, prego.

Nessun commento:
Posta un commento