Per capire quanto Carlo Mazzone sia un allenatore amato da
tantissime persone e come, per forza di cose, resti nel cuore di quasi
tutti i calciatori che ha allenato, basta tornare in dietro alla sera 27
maggio 2009. Un giovane Pep Guardiola ha appena vinto la prima
Champions League da allenatore ed è ai microfoni delle varie televisioni
per rilasciare le consuete interviste post-partita: "Vorrei fare una
dedica per questa vittoria al calcio italiano e al mio maestro Mazzone:
sono orgoglioso di averlo avuto come tecnico". Dedica speciale da un
allenatore che poi di strada, evidentemente, ne ha fatta.
Ma
Carlo Mazzone, "Carletto" per tutti, è anche l'allenatore che detiene il
record di panchine in Serie A e, in generale, ha collezionato 1278
presenze da tecnico tra i professionisti. Insomma, è il ritratto vivente
dell'allenatore. Un allenatore d'altri tempi, sanguigno, onesto, uno
che il calcio lo vive con passione ed amore. E tra le tante squadre che
ha avuto modo di allenare ce ne sono due che proprio sabato sera si
affronteranno nel 14° turno del campionato di Serie B: Bologna e
Brescia.
A Bologna Mazzone ha raggiunto
traguardi importanti, soprattutto nel 1998/99 quando raggiunse
addirittura le semifinali di Coppa Uefa (eliminato dall'Olympique
Marsiglia in virtù delle reti segnate in trasferta con due pareggi) e
quelle di Coppa Italia. Che ricordo ha di quel periodo?
È
passato tanto tempo da quegli anni ma a Bologna sono stato benissimo. Ho
avuto un ottimo rapporto con la città, la società, i tifosi e anche con
la stampa. E naturalmente anche con i giocatori. Ci sono tornato tre
volte, l'ultima nel 2003 quindi questo dimostra come mi sia trovato
davvero bene. Abbiamo avuto la fortuna di giocare bene ed ottenere dei
buoni risultati ma, oltre quello, il ricordo in generale è ottimo,
aldilà dei risultati ottenuti sul campo.
C'è
poi Brescia, una tappa importante per l'allenatore Mazzone che, insieme
a Roby Baggio, ha portato le rondinelle al record di 4 salvezze
consecutive in A e alle soglie della Coppa Uefa nel 2001.
A
Brescia con il presidente Corioni abbiamo realizzato grandi cose. Ci
siamo trovati benissimo e anche qui il mio ricordo non può che essere
ottimo. Abbiamo avuto dei momenti di gloria sul campo ma ricordo che
avevamo creato un legame fantastico con tutta la città. Poi con Roberto
ho sempre avuto un rapporto speciale. Lui è un campione dentro e fuori
dal campo.
Lei ha il record di panchine in
serie A, 792, ma in generale in circa quarant'anni di calcio ne ha
collezionate tantissime anche in Serie B. Oggi il campionato cadetto è
ricco di gol e di sorprese. Che idea si è fatto in merito?
È
un campionato diverso rispetto a quando ci ho allenato io ma è passato
tanto tempo quindi è normale. Sicuramente è molto interessante poi, per
quanto mi riguarda, ho sempre il piacere di guardarlo perché seguo con
molta attenzione le squadre che ho avuto modo, e piacere, di allenare:
Brescia, Bologna ma anche Livorno, Perugia o Pescara. È la prima cosa
che faccio perché ho dei ricordi bellissimi e, sinceramente, non ne
posso fare a meno.
Oltretutto anche questa
settimana la B si conferma il campionato degli italiani con 3 calciatori
su 4 finora impiegati provenienti dal nostro paese.
Beh,
per questo non si può che fare i complimenti alla Serie B. Questo
potrebbe essere un punto di partenza per tornare grandi. Il dato appena
citato mi rende felicissimo perché gli stranieri vanno sempre bene però è
giusto anche creare qualcosa in casa, valorizzare i settori giovanili e
i calciatori del nostro Paese perché possono regalarci gradi
prospettive per il futuro.
Chiudiamo con una
curiosità: è vero che fu lei a convincere Baggio ad approdare a Brescia
tanto da mettere una clausola che espressamente consentiva un eventuale
addio del "Divin Codino" qualora lei fosse andato via?
Sinceramente
è passato tanto tempo e sinceramente non ricordo come sono andati i
fatti. Se lo dice lei evidentemente sarà andata così, io posso solo dire
che Roberto è un grande uomo e con me ha sempre avuto un rapporto
speciale. Le altre cose, onestamente, passano in secondo piano.
Poche
parole che bastano a tracciare un piccolo ritratto di un uomo che, in
quarant'anni di carriera, ha regalato agli appassionati di calcio tante
gioie e tanta genuina sportività.
Fonte : Lega serie B

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