Saturday 8 - Sunday 9
November 2014
QPR v. Manchester City… 2-2.
Loftus
road. Central line, fermata di White city.
Il divario economico e tecnico fra i due club è spaventoso.
I Citizens devo inseguire il Chelsea, gli Hoops devono battagliare fra gli
ultimi posti della classifica. Il QPR si aggrappa a quel vecchio volpone di
Harry Redknapp; l’ex tecnico del Tottenham mostra i muscoli e schiera un 4-4-2
con il doppio centravanti. L’impianto di South Africa Road è un pentolone di
circa ventimila cuori urlanti e la pioggia battente incoraggia i Rangers a
tentare l’impresa.
I padroni di casa partono forte. Tanto agonismo e tante
palle buttate dentro l’area. Al ventesimo è il consueto Charlie Austin ad
approfittarne: il falco di Hungford si avventa sopra un pallone ciondolante e col
piattone trafigge Joe Hart in uscita. Il vantaggio degli Hoops fa esplodere
l’intero distretto di Hammersmith and Fulham. Peccato che alle dipendenze del City
ci sia un certo Aguero. L’argentino, intorno al trentesimo, aggancia un
campanile partito da cinquanta metri, punta i difensori e con grande
naturalezza infilza il malcapitato Green. Un gol che avevo visto fare solo a
FiFa 98.
Nella ripresa la partita si spezzetta. Svariati falli, molte
interruzioni. Al trentesimo, da un tiro cross del solito, sontuoso, Charlie
Austin nasce l’autogol del City. Zamora piomba sul pallone che sta
attraversando lo specchio mentre Demichelis ,oppresso da timori reverenziali ,
la devia nella sua porta. QPR due, Manchester city uno. Tra i londinesi ed i
tre punti ci si mente ancora una volta Aguero, che al trentottesimo inchioda il
risultato sul due a due con l’ennesimo grande gol.
Consueta bella prova dei Rangers, ma ancora una volta, dopo
essersela giocata alla pari con Liverpool, Chelsea e City hanno raccolto meno
del previsto. In bocca al lupo agli Hoops, che sono ancora imbullonati al
penultimo posto. Manchester city troppo morbido. Molti campioni, poco squadra.
Sinceramente non vedo come possano
tentare di raggiungere la banda di Mourinho.
Liverpool v. Chelsea … 1-2.
Ad Anfield è scoccata l’ora della resa dei conti. L’anno
scorso i blues, strapparono dalle mani di Gerrard lo scudetto e lo consegnarono
al City. L’atmosfera è pazzesca. Sembra che la Kop, la storica curva dei
sostenitori del Liverpool, chiami i falli al posto dell’arbitro. Al nono minuto,
una sabongia urticante di Can viene deviata da Cahill e si spegne alle spalle
di Courtois. Un delirio. Padroni di casa vanti uno a zero. Il vantaggio degli Scousers però, dura pochissimo. Lo stesso Cahill,
sradica la palla da una mischia feroce dentro l’area reds, sparandola verso la
porta. Migloet respinge, ma la tecnologia aiuta l’arbitro e anche il buon
senso: la sfera ha superato la linea. Uno a Uno.
Durante l’intervallo, la tv inglese esige il parere a due
grandissimi ex calciatori della Premier League: Paul Scholes e Gianfranco Zola. Mi sento vecchio, anche se
sono nato nel 1987.
La ripresa è decisa dalla vipera più mortifera del
campionato. Diego Costa, “il selvaggio”, come lo chiama Paolo Di Canio, è
quella specie di attaccante da sottobosco che appena ha l’occasione non ti
lascia scampo. In silenzio, fra le maglie rosse, attende l’opportunità. Azpilicueta
fa un numero da circo sulla corsia, arriva sul fondo e crossa forte al centro.
La terrorizzata difesa locale respinge come può. La palla capita dalle parti
del predatore: non c’è rimedio. Destro ignifugo. La rete si gonfia proprio
sotto il settore composto dallo “shed” arrivato da Stamford Bridge. Liverpool
uno, Chelsea due.
Il risultato non cambierà più. Balotelli sovrastimato.
Chelsea inarrestabile. Troppo quadrato, troppo forte. Non penso possa lasciarsi
sfuggire la Premier.
Burnley v. Hull… 1-0.
I Claret battono l’Hull city in uno zuffa da pub per evitare
il baratro. Un gol Barnes tiene in vita il Burnely e risucchia i Tigers fra gli
ultimi posti.
Manchester Utd v. Crystal Palace… 1-0.
Torna a respirare l’aria europea anche lo spendaccione United.
Un gol del costosissimo Mata, liquida le Eagles londinesi e consegna a Van Gaal
tre puntoni meritati. La strada è ancora lunghissima per i Red Devils, ma il
sentiero sembra quello giusto.
Southampton v. Leicester City… 2-0.
Una doppietta di Long spalanca le porte dell’Eden al Southampton.
Il St.Mary’s Stadium è un posto di frontiera invalicabile: qui i Saints hanno
vinto cinque partite su cinque, blindando il secondo piazzamento. Si fa grigia per le volpi di Leicester,
ancorate al terz’ultimo gradino della graduatoria.
West ham v. Aston Villa.. 0-0.
Finisce zero a zero ad Upton Park. Gli inglesi amano
sintetizzare questo punteggio con un flemmatico “nil to nil”. Un punto che
consolida la posizione degli Hammers fra le prime cinque, mentre i Villans
agganciano l’Hull city, ma si trovano ancora nei bassi fondi.
Sunderland v. Everton… 1-1.
L’Everton torna a Liverpool con un bel punto raccolto nel
profondo nord. Un pareggio che rafforza la parte sinistra della classifica. Al
gol del talentuoso Larsson, risponde un rigore di Banes. Il Sunderland sale a
dodici punti, allontanandosi a piccoli passi dalla zona rossa.
Tottenham v. Stoke City … 1-2.
Ennesima, rovinosa, stagione per
gli Spurs. Al White Hart Lane il Tottenham si fa battere e
superare in classifica dal pericolante Stoke city. Per i Potters segnano l’ex
milanista Bojan e Walters. Inutile il sesto goal stagionale di Chadlì.
WBA v. Newcastle … 0-2.
Inaspettata vittoria esterna per i Magpies, in un campo
notoriamente ostico come il “The Hawthorns”. Qualche tempo fa, al tecnico del
Newcastle, era già stato fatto il funerale con tanto di bara e santini
distribuiti in giro per il St James’Park. Adesso i tifosi del Newcastle si
stanno ricredendo, e la squadra guidata da Alan Pardew si sta riaffacciando fra
le prime del torneo. Tranquilla posizione di metà classifica per i Baggies.
Swansea v. Arsenal … 2-1.
Ora, che i gallesi fossero tosti, orgogliosi e sbarazzini si
sapeva. Il problema è che l’Arsenal dell’ultimo periodo, si farebbe rimontare
anche dal vecchio Bologna targato Ballardini. Da tre a zero, a tre a tre con l’Anderlecht
in coppa. Da zero a uno, a due a uno in cinque minuti contro di cigni di
Swansea. Wenger imprigionato nel suo giaccone, mi ricorda quegli anziani che ogni
tanto incontravo nella libreria di Waterstone’s su Gower Street. Freddo,
distaccato, forse un po’ insolente. Il gol di Sanchez è reso ininfluente da una
perfetta punizione di Sigurdsson e dalla zuccata di Gomis. I Gunners sono la
vera delusione di questo quarto di stagione. Bene gli Swans, in piena zona
Champions.
|
Pos.
|
Club
|
Pld
|
Pts
|
|
1
|
Chelsea
|
11
|
29
|
|
2
|
Southampton
|
11
|
25
|
|
3
|
Manchester City
|
11
|
21
|
|
4
|
West Ham
|
11
|
18
|
|
5
|
Swansea
|
11
|
18
|
|
6
|
Arsenal
|
11
|
17
|
|
7
|
Manchester United
|
11
|
16
|
|
8
|
Newcastle
|
11
|
16
|
|
9
|
Stoke City
|
11
|
15
|
|
10
|
Everton
|
11
|
14
|
|
11
|
Liverpool
|
11
|
14
|
|
12
|
Tottenham
|
11
|
14
|
|
13
|
WBA
|
11
|
13
|
|
14
|
Sunderland
|
11
|
12
|
|
15
|
Hull City
|
11
|
11
|
|
16
|
Aston Villa
|
11
|
11
|
|
17
|
Crystal Palace
|
11
|
9
|
|
18
|
Leicester City
|
11
|
9
|
|
19
|
QPR
|
11
|
8
|
|
20
|
Burnley
|
11
|
7
|
Top scores
Player Goals
Sergio Aguero 12
Diego Costa 10
A. Sanchez 8
Saido Berhaino 7
Tra quindici giorni, all’Emirates, si
affronteranno Arsenal e Manchester United. Una sfida che a cavallo degli anni
duemila, ha segnato le sorti della Premier League. Una specie di battaglia
medievale. Ognuno aveva il suo diretto avversario sul campo. Viera contro Roy
Keane. Giggs contro Pires. Henry contro
Rio Ferdinand. La squadra più amata di Londra, contro quella più amata del
Regno Unito. Gunners contro Red Devils. Alziamo i boccali e godiamoci il match!
Andrea

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