giovedì 16 ottobre 2014


Per non creare ulteriori polemiche, spieghiamo perchè e come è nato questo gruppo. Mattia Maronelli è stato redattore di un giornale online del Bologna, ma si accorse di non essere pienamente soddisfatto ad avere quell'incarico, in quanto la sua necessità era di volere sensibilizzare più persone per condividere la sua emozione, ela sua passione per il Bologna calcio. Così coinvolse alcuni di noi a creare un indirizzo web per poi formare un gruppo all'interno di facebook. Iniziò tutto quasi per “gioco” per divertimento, fino alla scelta di "www.noi,tifosirossoblù.blogspot.com" che in un secondo momento cambiammo in "iveritifosidibologna.club" semplicemente perchè abitiamo tutti a Bologna. E' chiaro che il gruppo formatosi successivamente è stato denominato i veri tifosi del Bologna proprio per poter accogliere chiunque provasse la nostra stessa passione.Inizialmente voleva essere un gruppo ristretto perchè allargandolo avrebbe significato dedicargli più tempo e meno alla nostra vita privata. Ma nel momento in cui le domande d'iscrizione triplicarono, ci siamo ritrovati per decidere sul da farsi. Troppo forte la voglia di creare una sinergia tra tutti noi, ed in una collettività si sa che ogni strada porta ad una meta buona e per essere soddisfatti basta sapere di poter raggiungere lo scopo prefissato. Così ciò che ci ha indotto, sollecitato, riattivato è stato il piacere e la soddisfazione nel poter creare una sorta di unione, una compattezza forte e importante, per cui abbiamo voluto dirigere il traffico dei nostri sentimenti e della nostra volontà in un unico senso: verso tutti voi. Ciò che ci da la spinta e la forza di continuare in questa impresa è la passione e non la curiosità o il “mi piace” in più. Cerchiamo di dare ad ogni emozione una personalità ad ogni stato d'animo un'anima. Ora siamo arrivati a più di 5.000 iscritti (SU FB) e 49.000 visualizzazioni NEL (BLOG) che vanno in crecendo, e questo non può che renderci felici. Riuscire a riunire così tante persone per un unico ideale è qualcosa di meraviglioso ed eccitante. Lo scopo di tutto questo è anche di dar la possibilità a tutti quanti di conoscere altre persone ed eventualmente creare un'amicizia, perchè come diceva Totò: “Da cosa nasce cosa”. Noi crediamo in tutto questo e vogliamo perseguire la verità in ogni notizia senza interpretazioni personali, e così come le apprendiamo le riproponiamo a tutti voi per rendervi partecipi ad una eventuale discussione sempre condotta con toni pacati. Cosa c'è di più bello nel potersi scambiare idee e propositi parlando della squadra amata? Grazie veramente di cuore a tutti quanti per ciò che ci regalate quotidianamente con il vostro interessamento e la voglia di sapere e scoprire sempre quello che ci accomuna, ovvero la fede nel Bologna fc


venerdì 12 giugno 2015

Via alle danze

Neanche il tempo di metabolizzare il ritorno in Serie A che giá si inizia a parlare di mercato.

Mai come quest'anno peró il tifoso del Bologna sará in prima linea su tutti i fronti del calcio-mercato, innanzitutto perché i rossoblu saranno una delle poche squadre con denaro fresco da investire, e poi non dimentichiamoci che la rosa va in pratica completamente rifondata per poter ambire a "mantenere la serie" come dichiarato da Saputo e Corvino.

Andiamo quindi a valutare ruolo per ruolo la situazione attuale del nostro Bologna.

Portieri:
attualmente sotto contratto ci sono Coppola, Stojanovic e Da Costa.
L'austro-macedone non ha mai convinto a fondo e anche nel periodo di prestito al Crotone ha trovato pochissimo spazio; piú che ipotizzabile la cessione, anche a titolo definitivo, ma bisognerá trovare un acquirente.
Ferdinando ha spento la trentasettesima candelina l'altro giorno, non é certamente un portiere "futuribile", ma il suo apporto tecnico-umano é stato importante durante la stagione nonostante un inizio stentato; é in scadenza e potrebbe rimanere come secondo, ma se la volontá del giocatore fosse quella di giocare penso che si arriverá inevitabilmente alla separazione.
Il portiere brasiliano invece si é guadagnato la riconferma sul campo, ma giá da tempo il Bologna ha cercato diversi portieri che possano ricoprire il ruolo di titolare in Serie A.
Il nome piú ricorrente é quello di Mirante del Parma, ma oggi si é parlato anche di Neto, ex Fiorentina e in procinto di passare alla Juventus (dove sarebbe chiuso da Buffon); onestamente non credo che Da Costa resti per fare il secondo, ma come sappiamo, tutto puó accadere.

Difensori:
si riparte da 2 punti fermi e...mezzo.
Gastaldello é arrivato con un contratto di 3 anni, sará lui il perno della difesa, salute permettendo.
Poi c'é Masina, giovane da valorizzare, che quest'anno si é messo in bella vista sulla sinistra.
La prima insidia arriva con Oikonomou; il ragazzo greco ha fatto un ottimo campionato e su di lui hanno messo gli occhi diverse societá in Italia e in Europa; il Bologna vuole tenerlo ma molto dipenderá dalla valutazione che il Genoa (proprietaria del cartellino) dará, e senz'altro dalla volontá del calciatore; difficile ma non impossibile la sua riconferma e quindi il riscatto del prestito.
Domenico Maietta ha un altro anno di contratto e probabilmente resterá, mentre Ferrari anche lui con la stessa situazione contrattuale, potrebbe essere girato in prestito per giocare con continuitá.
Mbaye sará il primo acquisto della stagione, visto che sul suo prestito dall'Inter gravava l'obbligo di riscatto in caso di promozione; il senegalese non ha convinto appieno ma dobbiamo considerare anche la giovanissima etá (é un 1994).
Ceccarelli non ha demeritato durante l'anno e con le bellissime parole di fine stagione si é guadagnato anche l'affetto dei tifosi, soprattutto quella fetta di fans che mal digeriva il suo passato cesenate.
Dal punto di vista tecnico si potrebbe tentare un salto di qualitá nel ruolo, ma rimanendo con i piedi per terra non sarebbe cosí scandaloso rivederlo in rosa la prossima stagione; é comunque in scadenza, quindi andrebbe, nel caso, riconfermato.
Morleo (capitano) ha ancora un anno di contratto e anche se in questa stagione ha visto ridursi il minutaggio a causa dell'esplosione di Masina, é ipotizzabile che resti in squadra a meno di qualche grande offerta magari in B, ma é molto difficile.
Futuro lontano da Bologna per Garics (che deve riconquistare la Nazionale e qui non ha mai convinto), Abero (che sta attraversando un tragico momento in famiglia) e probabilmente anche per Radakovic che non é esploso come sperato.
Per quest'ultimo potrebbe esserci l'ultimo tentativo di prestito, magari in Lega Pro, staremo a vedere l'evolversi della situazione.
Ultime parole per i giovani Paramatti e Maini che potrebbero restare, magari imparando il mestiere da qualche campione acquistato nel mercato estivo, oppure potrebbero trovare minuti altrove temporaneamente.
Rientrerá dailprestito anche Palomeque (sará girato nuovamente?).
Cherubin invece è in prestito biennale all'Atalanta e anche se poco utilizzato potrebbe rimanere li.

Sul fronte acquisti, a parte qualche parola spesa per Moisander dell'Ajax poi acquistato dalla Sampdoria a parametro zero, non ci sono stati grossi nomi di rilievo.
Notizia di oggi l'interessamento per Feddal, difensore marocchino del Parma, ma non c'é niente di confermato, e una richiesta per Ogbonna della Juve, anche questa peró da confermare.
L'impressione é che ora come ora manchi un centrale di categoria e un terzino destro che possa prendere il posto di Ceccarelli, con Mbaye pronto a subentrare dalla panchina.


Centrocampo:
sembra incredibile, ma al netto di rinnovi e riscatti, l'unico centrocampista in rosa per la prossima stagione sarebbe Franco Zuculini.
Per tutti gli altri occorrerá sedersi ad uno o piú tavoli per discutere del loro futuro.
Se sul centrocampista argentino l'unico macigno che pesa é l'infortunio grave subíto con il Carpi (le sue prestazioni infatti sono state molto buone) nutro invece diverse perplessitá su altri giocatori.
Per esempio Bessa, in prestito dall'Inter, che non ha mai convinto e con tutta probabilitá sará rispedito al mittente.
Perez e Pazienza termineranno la loro esperienza il 30.06 e non torneranno a Bologna (qualcuno direbbe "finalmente", soprattutto per l'italiano), Casarini andrá al Carpi a Parametro 0 mentre Troianiello invece tornerá al Palermo.
Su Laribi occorre fare diverse considerazioni; le qualitá tecniche sono indubbie, ma il giocatore ha peccato dal punto di vista comportamentale (ingiustificabile l'espulsione con il Carpi) e mentale, eclissandosi piú volte durante la stagione.
Ha l'etá giusta per approcciarsi alla Serie A ma deve cambiare caratterialmente (24 anni); la conferma o la separazione nascondono entrambe delle insidie, nel dubbio chiederei un altro anno di prestito dal Sassuolo, sempre che i nero-verdi non decidano di puntare su Karim; per la cronaca, sul giocatore c'é un diritto di riscatto rossoblu e contro-riscatto Sassuolo.
Per Buchel il Bologna ha il diritto di riscatto con la Juventus, ed é lampante come i torinesi non abbiano intenzione di puntare sul 24enne austriaco.
La sua stagione é stata bruscamente divisa in due da un grave infortunio, e il giocatore rientrato in campo non é stato nemmeno lontano parente di quello visto ad inizio anno.
Durante i Play Off ha dato qualche segnale di risveglio, confermarlo potrebbe essere comunque una buona idea.
Per Matuzalem devo fare i complimenti a Filippo Fusco che lo ha portato qui da svincolato.
Nessuno credeva piú nel brasiliano che, pur con qualche pausa di troppo, ha dimostrato il suo valore. La Serie A peró viaggia ad altre velocitá, per lui sarebbe durissima fornire lo stesso apporto di questa stagione. A malincuore penso che non sará confermato anche perché non credo che lui accetti l'idea di fare la riserva.
Ultimo ma non ultimo, Nenad Krsticic; il 24enne serbo é stato un po' fermato dagli infortuni ma tutto sommato é stato un innesto soddisfacente; il Bologna vanta il diritto di riscatto con la Sampdoria, probabilmente lo eserciterá.
Dai prestiti dovrebbero rientrare Riverola (l'Altach ha il diritto di riscatto ma lo ha schierato solo 4 volte nel girone di ritorno), Pulzetti (stagione dignitosa al Cesena poi retrocesso), Yaisien (autore di un discreto girone di ritorno in Lega Pro con l'Arezzo) e Pasi (che non ha sfondato a Cremona ma non ha nemmeno demeritato).
L'impressione é che si tratti di 4 esuberi da piazzare, e probabilmente Corvino e i rispettivi procuratori sono giá al lavoro.

Questo reparto é da rifondare in toto; aspettiamoci qualche fuoco d'artificio "alla Corvino", soprattutto dai mercati dell'Est, storicamente "terra di conquista" per Pantaleo.
Si é parlato di Pjaca 19enne croato della Dinamo Zagabria, seguito da mezza Europa.
Sarebbe un colpaccio (11 reti in 32 partite quest'anno) ma costa parecchio, intorno ai 10 Milioni; qualche pensiero potrebbe ricadere su Mudingayi lasciato libero dal Cesena, ma le minestre riscaldate non sempre sono buone.
Stesso discorso per Ramirez (piú attaccante forse, ma considerato anche esterno di centrocampo); lui almeno ha l'etá dalla sua ma viene da una retrocessione in Inghilterra con l'Hull e un utilizzo con il contagocce a causa di qualche infortunio di troppo.
Pare esserci stato un tentativo di approccio per Cigarini ma l'Atalanta ha sparato alto e per ora il giocatore non si muove.


Attacco:
se c'é un giocatore che piú degli altri si é guadagnato la riconferma durante la stagione, questo é Gianluca Sansone.
L'attaccante di proprietá della Sampdoria é arrivato in prestito con diritto di riscatto a Gennaio, ed é diventato l'idolo dei tifosi.
Difficile privarsene, ma se dovessero arrivare 2/3 attaccanti di livello continentale perderebbe la maglia da titolare; il giocatore accetterá senza colpo ferire?
Tutti gli altri attaccanti sono sulla graticola; Mancosu dopo aver strabiliato al Trapani in questi anni si é letteralmente inceppato sotto le Due Torri segnando la bellezza di 0 (ZERO) gol.
Ha un contratto triennale, ma sará probabilmente utilizzato come pedina di scambio (fa gola a praticamente tutti i club di B).
Improta é stato tenuto come attaccante di riserva e nel girone di ritorno non ha praticamente sfiorato il campo; solo 1 gol per lui, non gli vale la riconferma (tra l'altro il Bologna non ha alcun diritto con il Genoa per lui).
Cacia é in scadenza ma il club ha un'opzione per un altro anno di contratto; ha segnato 12 reti in stagione (con quella decisiva all'Avellino nei Play Off) ma nel complesso ha mostrato un rendimento altalenante ed insoddisfacente.
Qualche club pare averlo cercato (il Bari?); la mia idea é che se arrivasse un'offerta il Bologna lo cederebbe.
Stesso discorso per Acquafresca che ha ben 2 anni di contratto ancora ma che ha giocato sempre meno negli ultimi anni, stando anche fuori rosa i primi 6 mesi di questa stagione.
Con il gol all'Avellino ha sicuramente rialzato le sue quotazioni, potrebbe restare e fare la riserva, o essere ceduto, magari monetizzando qualcosina.
Rientreranno dai rispettivi prestiti Rolando Bianchi (ha deluso all'Atalanta, non sará riscattato) e Paponi (4 gol in Lega Pro).
Entrambi sono esuberi e saranno ceduti a tutti i costi.

In entrata qui ci saranno nomi grossi, ormai é chiaro.
Si é parlato di Defrel, a metá tra Cesena e Parma (potrebbe essere inserito Mancosu nella trattativa), ma anche di Gilardino, Diamanti, Gignac, Pazzini e Borini mentre é notizia di oggi di un interessamento per Berardi.
Inutile dire che andrebbero bene tutti, che il salto di qualitá sarebbe comunque evidente.
Certo, Gilardino e Diamanti sono 2 cavalli di ritorno (anche Borini ma non ha mai giocato in prima squadra), anche se i 2 sono andati via in modi diametralmente opposti e la tifoseria é spaccata riguardo i loro nomi.

Ci sará da divertirsi, quest'anno ce lo possiamo permettere.

Appuntamento ai primi di Luglio quando inizieranno ad arrivare le prime trattative "vere, serie e certificate".

Sperando di tornare ad avere uno squadrone, attendiamo fiduciosi!

Manuel Vasile.


BOLOGNA : INTERESSA BERARDI

Sembra che nelle ultime ore Corvino abbia chiesto alla Juve il giovane Berardi del Sassuolo, in procinto di passare al club bianconero.
 La Juve lo girerebbe in prestito  poi al Bologna ed inserirebbe anche il difensore bianconero Ogbonna.
 Il mercato del Bologna sembra aver preso il volo!
Davide Mariani . 

SAPUTO : ROSSI RESTA CON NOI .

Nella giornata di ieri , Saputo insieme a Tacopina , Fenucci , Di Vaio , Corvino  e alcuni giocatori , è stato accolto dal Sindaco Merola a Palazzo D'Accursio  e premiato per la promozione del Bologna in serie A . Il Sindaco ha donato a Saputo una spilletta e un dizionario italiano - bolognese .
Saputo ha parlato ai presenti dicendo : " Ho trovato a Bologna un grande calore ;quello che volevamo era la serie A e adesso che l'abbiamo raggiunta la dobbiamo consolidare .
Poi tranquillamente , vogliamo riportare il club in Europa , come sognano i tifosi , ma lo dobbiamo fare piano piano . E' stato bellissimo vedere un Dall'Ara così pieno , ma sappiamo che si trattava di una situazione speciale .
Cercheremo di rinforzare la squadra , e Rossi è il nostro allenatore . Noi siamo convinti che rimarrà con noi .
Per lo stadio lavoriamo su due opzioni ; il comune è molto aperto . Intanto partirà subito la ristrutturazione del Dall' Ara , e in futuro si saprà quale strada intenderà seguire Saputo .
Marco Bonciani .


BOLOGNA : DEFREL NEL MIRINO .

Il campionato è appena terminato e  il  Bologna si sta già muovendo  sul mercato nonostante qualche giorno di ritardo dovuto alla lotta per la A. Più fonti riportano da mesi un forte interessamento da parte dei rossoblu nei confronti di Defrel, del Cesena. In queste ore gli sforzi si stanno intensificando con una bagarre a due tra Bologna e Atalanta, con i primi favoriti .
 Il Bologna infatti ha fatto un'offerta di 3 milioni più Mancosu. L'Atalanta non ha ancora fatto un'offerta formale ma arriverebbe a 5 milioni più uno tra De Luca e Kone. Tuttavia per i rossoblu non sarebbe un problema offrire la stessa quantità di denaro dell'Atalanta. Inoltre c'è da considerare la contropartita Mancosu che dal ds Foschi sarebbe molto più gradita in quanto troverebbero un bomber ottimo per la B.
 Occhio all'interesse delle big, anche se lo stesso Defrel ha ammesso che vorrebbe giocare e non far panchina! Il mercato si fa sempre più caldo senza essere  ancora iniziato !!
Davide Mariani 
 

giovedì 11 giugno 2015

BOLOGNA : SIAMO TORNATI !

È serie A! E record perché dopo un anno di B siamo subito tornati nella massima serie. Ma non è stato tutta rose e fiori, tutt'altro. Io credo che questa stagione sia l'inno del Bologna nel senso che è accaduto di tutto.
La stagione del Bologna inizia nel peggiore dei modi, anzi rischia proprio di non partire perché Guaraldi nonostante i 120 milioni guadagnati nei suoi quattro anni di presidenza non riesce a trovare soli 800000€ necessari all'iscrizione del campionato di Serie B. Tutto sembra precipitare dato anche il rifiuto di Zeman alla panchina rossoblu. Tuttavia Morandi guida una raccolta di fondi per l'iscrizione. Nel frattempo il direttore sportivo Fusco costruisce una discreta squadra con la bellezza di 0 centesimi. Acquista giocatori come Matuzalem, Cacia, Oikonomou, Maietta, Ceccarelli, Zuculini e Buchel solo per citarne alcuni. Affida la panchina rossoblu all'esordiente Lopez. La stagione però sembra proseguire sulla cattiva luce della precedente e stenta a decollare; fuori dalla Tim Cup contro L'Aquila, in campionato ottiene risultati altalenanti fino ad un apparente equilibrio. La svolta decisiva avviene con l'avvio alle trattative di cessione del pacchetto societario. Tutto sembra andare verso l'acquisto del Bologna da parte dell'avvocato statunitense Joe Tacopina. Ma Guaraldi non è ancora pronto a sgombrare le tende e tenta un ultimo sforzo tentando di affidare  
la società al socio Zanetti in modo da non perdere la poltroncina. Ma proprio nel momento del bisogno i vari dirigenti votano a favore di un Bologna a stelle e strisce. Tacopina conquista Bologna per la sua simpatia ed il suo carisma, in particolare introduce in società nel ruolo di chairman l'imprenditore canadese Joey Saputo, patron del Montreal Impact di Marco Di Vaio. Il popolo rossoblu è in visibilio, finalmente si comincia a vedere la luce della speranza in fondo al tunnel. Circolano nomi di grande caratura, in particolare vengono assunti nel ruolo di amministratore delegato e direttore sportivo rispettivamente Claudio Fenucci e Pantaleo Corvino. La squadra nel frattempo
prima della pausa invernale ha trovato la sua quadratura del cerchio grazie allo splendido lavoro di Diego Lopez. Ma Corvino non resta con le mani in mano e grazie alla disponibilità economica della società acquista ben sei nuovi giocatori. Il Bologna, che in questo momento si trova incredibilmente al secondo posto dietro al Carpi, vuole uccidere il campionato e portarsi al primo posto. Tuttavia avviene proprio il contrario: il condottiero Lopez che fino ad allora aveva svolto un lavoro più che eccellente, perde le staffe della squadra che inizia ad inanellare una serie di pessime prestazioni fino a trovarsi incredibilmente terzo a cinque giornate circa dalla fine del campionato. E la sua esperienza a Bologna termina con la sconfitta alla quartultima di campionato (l'ennesima negli scontri diretti) contro il Frosinone, la seconda in classifica.
A questo punto dopo l'ennesima delusione e la consapevolezza di aver perso l'accesso alla Serie A diretta, la società solleva Lopez dall'incarico, al suo posto subentra Delio Rossi al quale rimangono da preparare le restanti tre partite più i playoff. Ma chi si aspettava un netto cambio di passo da parte della squadra si dovrà ricredere perché il Bologna finisce addirittura quarto perdendo la propria posizione privilegiata. Tutto sembra precipitare, il caos sembra aver preso il sopravvento sul popolo bolognese. Il Bologna si trova di fronte l'Avellino in semifinale, squadra temibile per il proprio carattere. Il Bologna però vince 1-0 sul campo dell'Avellino ipotecando la finale. Ma il ritorno è tutt'altro che semplice il Bologna tenta di rimanere a galla agguantando per due volte il pareggio ma è palese che sia sulle gambe e così subisce il 2-3. La stagione rischia di crollare quando Castaldo colpisce la traversa al 93'. Ma la fortuna ha cambiato faccia ed assiste ai felsinei che raggiungono così la finale contro il Pescara. Gli abruzzesi, che anche loro hanno cambiato allenatore prendendo Oddo, hanno una forma fisica e mentale strepitosa. I petroniani non sfigurano all'andata e in trasferta ottengono un buon 0-0 ricco di rimpianti. Il ritorno si preannuncia soffertissimo. Invece nel primo tempo il Bologna concede poco e va anche in vantaggio con uno degli acquisti di Corvino: Gianluca Sansone. Sansone guida i propri compagni verso una Serie A quanto mai insperata se si pensa alle aspettative di inizio stagione. E quando Sansone rischia di segnare il gol della Serie A sul cambiamento di fronte c'è il gol del Pescara. Tutte le certezze sono crollate. In poco tempo si teme la caduta di un'intera stagione per di più quando Mbaye viene espulso. Sono 25 minuti di terrore per tutti i tifosi del Bologna, sia per i 30000 del Dall'Ara che per i tifosi che non sono riusciti ad accorrere allo stadio. Il popolo bolognese trema di magnitudo 8.0 alla traversa colpita dai bianco azzurri al 91'; ma il cielo tifa Bologna ed è Serie A! Dal Purgatorio al Paradiso e tutto questo nel giro di un anno a dir poco pirotecnico! Adesso arriva il bello: davanti a noi ci sono gli infiniti oceani della Serie A, non ci resta che affidarci al nostro capitano Corvino.

Il Bologna è stato promosso in serie A: vediamo dunque i voti!


Martedì sera, con la sofferta ed appassionante finale di ritorno dei Play off, si è chiusa la stagione del Bologna che, alla fine, tra mille difficoltà, è riuscito a strappare il terzo posto,  l’ultimo utile per accedere alla massima serie.

Si tratta della quarta promozione in serie A per i felsinei, la prima però concretizzatasi dopo un solo anno di purgatorio tra i cadetti.

La stagione è stata lunga e complicata, iniziata sotto foschi presagi (basta rammentare la fatica con cui l’allora Presidente Guaraldi riuscì ad ottenere la fidejussione di 800.000 eur necessaria ad iscriversi al campionato) e proseguita con la lunga, e ricca di colpi di scena, trattativa con gli americani, coronata, nella seconda decade di ottobre, con l’approdo sotto le due torri di Joe Tacopina e, più tardi di Joey Saputo.

Due allenatori si sono passati idealmente il testimone in panchina, Lopez e Rossi, che ha timbrato la promozione, due gruppi diversi di giocatori hanno calcato i terreni  di gioco, mai però riuscendosi a fondere compiutamente, dopo la spaccatura, più o meno profonda, avvenuta con l’allontanamento di  Fusco e l’arrivo di Corvino.

Alla fine, nonostante tutto, la promozione è arrivata, conquistata più con il cuore ed il sacrificio, che con il bel gioco, ma poco importa, l’ambizioso progetto nordamericano può ora spiccare il volo, pertanto, tutto ciò considerato, il voto complessivo alla stagione del Bologna non può che essere positivo: 7+

Andiamo ora ad esaminare la stagione dei singoli.  
Coppola, 6,5: Il portiere napoletano ha vissuto la stagione sulle montagne russe: ad un inizio di campionato, contrassegnato da qualche  brivido ed errore di troppo, ha fatto infatti da contraltare una parte centrale di stagione in cui si è preso le luci della ribalta, togliendo, in più occasioni, le castagne dal fuoco con interventi anche miracolosi, che hanno dato sicurezza al reparto e all’intera squadra. L'infortunio che lo ha tolto di mezzo per un po’ di partite ne ha però spento la verve, quando ha ripreso il suo posto tra i pali è infatti incappato nelle incertezze dell’avvio di stagione, culminate nella disfatta di Frosinone, in cui il grave errore oltre che costare il match e la promozione diretta ai rossoblù, lo ha fatto relegare in panchina, definitivamente: importante!

Da Costa, 7: Arrivato a gennaio dalla Sampdoria si è dimostrato un professionista serio esemplare, mai una parola a sproposito, mai protagonista di polemiche, anche quando, nonostante si fosse ben comportato, compiendo autentici prodigi, nel periodo in cui sostituiva l’infortunato Coppola, Lopez, inspiegabilmente, lo ha relegato nuovamente in panchina. Con l’arrivo di Rossi ritorna titolare e, grazie anche  ad un briciolo di buona sorte (le traverse che lo hanno aiutato durante i play off), si è sempre dimostrato reattivo e vigile: sicurezza!

Ceccarelli, 6,5: Il suo passato nel Cesena non lo ha inizialmente aiutato ad essere amato dai fans felsinei, che ha pian piano tirato dalla sua con l’applicazione e l’impegno costanti. Nel girone di andata ha sfoderato prestazioni convincenti, dimostrandosi giocatore di categoria, importante ed esperto. Come tanti altri con la primavera è arrivata una netta flessione, accompagnata ad un cedimento fisico, con Mbaye che ha finito per essergli preferito, spesso. Proprio nella partita della vita, a Pescara, ha sfoderato una prestazione solida e convincente, una delle migliori dell’anno: operaio!

Ferrari, 6: Uno dei giovani più interessanti in rosa, quando è stato chiamato in causa si è disimpegnato assai bene dimostrando di avere talento ed ampi margini di miglioramento. Sbaglia clamorosamente, forse per la grande pressione, la partita di ritorno nella semifinale con l’Avellino, in cui si fa anticipare sul gol di Trotta e lascia troppo spazio a Castaldo, nel finale, nell’occasione della clamorosa traversa che poteva decretare l’eliminazione dei rossoblù: prospetto!

 

Gastaldello, 6: Arrivato a gennaio dalla Sampdoria, primo big a sposare davvero il progetto nordamericano, a causa di vari acciacchi, non ha mai convinto in pieno raccogliendo poche presenze e mai davvero eclatanti, poi è arrivato un grave infortunio e l'operazione. Tornerà utile, con la sua grande esperienza,  in serie A: iellato!

Maietta, 6,5: Uno dei leader carismatici della difesa e della squadra tutta, certo alterna partite molto convincenti ad altre meno, senza però commettere gravissimi errori. Gioca i Play-Off praticamente con una gamba sola, causa problemi al ginocchio, ma si esalta uscendone da autentico protagonista. Più volte carica l'ambiente tirando ‘metaforicamente’ le orecchie ai compagni di squadra per suscitare una reazione che in certi momenti pareva mancare: gladiatore!

Masina, 6,5: Una delle più belle scoperte della stagione. La sua grande facilità di corsa, il fisico, la propensione al sacrificio, l’abilità nel crossare, gli permettono, dopo qualche timida apparizione, di strappare il posto da titolare a capitan  Morleo. In fase difensiva ha ancora tanto da imparare, ma quando si spinge in avanti crea sempre problemi agli avversari grazie alla sua facilità nel tagliare cross verso l’area. Il futuro ci dirà se potrà davvero diventare uno dei migliori nel suo ruolo, certo la B è una cosa, la A un’altra, ma la stoffa c’è: promessa! 

Mbaye, 6-: Arrivato, con le stimmate del predestinato, direttamente da Appiano Gentile, come una delle grandi intuizioni di Corvino, non ha mantenuto compiutamente le aspettative. Con la promozione è arrivato anche l’obbligo del riscatto. Qualche buona partita l’ha comunque disputata, soprattutto nel finale di stagione, e, in particolare, nei play off, ma non sono mancati gli incidenti di percorso, ultimo l’espulsione a 25’ dalla fine contro il Pescara che ha costretto i compagni agli straordinari ed i tifosi alla sofferenza. Di certo  Lopez lo vedeva poco, Rossi gli ha invece spesso dato fiducia. Ha solo vent’anni e tutto il tempo per crescere: rebus!

Morleo, 6: Dopo essere stato investito dei gradi di capitano ha avuto ben poche occasioni per aiutare i suoi in campo; messo ai margini da Lopez, che gli ha preferito, quasi da subito, l’esuberante Masina, ha contribuito alla causa nella finalissima con il Pescara disputando due partite tutta sostanza ed attenzione, la corsa c’è sempre, la resistenza un po’ meno: icona! 

Oikonomou, 7: Arrivato da Cagliari con pochissimi minuti nelle gambe, fin dalle prime apparizioni si è rivelato pronto per recitare un ruolo da protagonista. I 4 gol realizzati, spesso pesantissimi, sono stati la ciliegina sulla torta di una stagione, per lunghi tratti positiva e convincente. Per diverso tempo il centrale greco gioca infatti alla grande, poi, complice l’arrivo di Gastaldello, esce dagli undici titolari, salvo rientrarvi a suon di ottime prestazioni. Qualche pecca ce l’ha, se riuscirà presto ad eliminarla, diventerà un ottimo interprete del ruolo: umile!

Bessa, 6-: In precampionato il giovane brasiliano colpisce per la visione di gioco e per i piedi sopraffini, ma, con l’avvio del campionato, Lopez lo sposta a centrocampo, ruolo in cui diventa ruvido e si perde per strada finendo per raccogliere ben pochi gettoni di presenza. Di proprietà Inter, difficilmente verrà riscattato: incompreso!

Buchel, 6,5: La prima parte di stagione vede il giovane austriaco incantare, per la corsa, l’affidabilità, il cambio di passo, la presenza sotto porta, poi, complice il grave infortunio rimediato dopo un contrasto con Olivera, si perde. Quando rientra pare sempre un pesce fuor d’acqua, timoroso, perso, incapace di recitare il ruolo da protagonista cui aveva abituato inizialmente. Torna ancora sugli scudi quando, nell’era Rossi, segna due reti importantissime per agganciare i play off. In prestito con diritto di riscatto dalla Juventus: sfortunato!

Casarini, 6,5: Il suo ritorno a Bologna, dopo i recenti prestiti in giro per l’Italia,  lo fa giudicare, per lunghi tratti della stagione, con un po’ di puzza sotto il naso, ma il centrocampista, alla lunga, si guadagna il rispetto di tutti ed un ruolo da primattore. Spesso la gente ha rumoreggiato per le sue doti balistiche, sia nelle conclusioni che nei passaggi,  ma la tanta, tantissima “garra” e l’attaccamento alla maglia ne hanno fatto un leader in campo ed un beniamino per i tifosi. Per lui  è arrivato ora il momento dei saluti, andrà a costo zero al Carpi di Castori, la squadra della sua città. Da tutto l’ambiente rossoblù un arrivederci in Serie A da avversari e un sentito grazie: carismatico!

Krsticic, 6: Doveva essere uno dei pezzi pregiati del mercato invernale ed invece…Indiscutibili sono le sue doti tecniche ma l'infortunio, patito alla seconda presenza, lo toglie subito dalle rotazioni e dal motore della squadra. Capace di verticalizzare come nessun’altro in questo Bologna, vive dunque sei mesi tra luci, poche, ed ombre,  non riuscendo mai a riprendersi compiutamente dal mese e mezzo di stop. Ci sarà modo di apprezzarlo a pieno la prossima stagione in A: acciaccato!

Laribi, 7: Il furetto di origini magrebine è uno degli uomini chiave di questa stagione. Si ferma, alla fine, ad otto gol, quasi tutti realizzati nella fase centrale della stagione, quando, sopperendo in prima persona alla mancanza dei gol degli attaccanti, porta a casa punti pesantissimi che alimentano il sogno di promozione diretta. Come tanti altri si spegne col tempo, con l’arrivo della primavera, ma, si sa,  la Serie B è un campionato davvero massacrante in cui mantenere ritmi alti è difficilissimo per chiunque, figuriamoci per chi ha tirato la carretta mesi, cantando e portando la croce. E’ in prestito con diritto di riscatto dal Sassuolo e controriscatto a favore dei neroverdi, difficilmente resterà: generoso!

Matuzalem, 7,5: Capitano di lungo corso, con esperienze importanti in Italia e all’estero, è arrivato tra lo scetticismo generale, legato all’età non più verdissima. Invece si è rivelato, nel momento decisivo, il vero uomo in più. La sua classe, la sua visione di gioco, il suo senso della posizione, sono stati la vera arma letale prima di Lopez poi di Rossi. Ancora non si sa se continuerà la sua avventura sotto le due torri, di certo la sua esperienza, a maggior ragione, in serie A, potrebbe essere un valore aggiunto: leader!

Zuculini, 6,5: Il fratello gioca nel City in Inghilterra, lui, per lunghi tratti della stagione, è stato il vero trascinatore di una squadra che si affidava a lui per la corsa, la grinta e lo spirito di sacrificio. Relegato in panchina per lungo tempo da Lopez, senza alcuna motivazione plausibile,  l’argentino è stato comunque l’idolo della folla, con le sue accelerazioni ed incursioni in area avversaria, una vera delizia per il  popolo rossoblù. Anche per lui però, nel momento topico della stagione, è arrivato un grave infortunio che lo ha tolto di mezzo obbligandolo ad una lunghissima sosta forzata: beniamino! 

Acquafresca, 6+: Dopo tanto girovagare Robert è tornato in Emilia rivelandosi giocatore importante ai fini della manovra d’attacco dei felsinei. Quando la coppia d’attacco era quella formata da Acquafresca e Cacia è stato infatti il Bologna più convincente. Pur avendo segnato poco tuttavia ha fatto sempre a sportellate  con i difensori avversari sacrificandosi per  la squadra. Viene inspiegabilmente messo ai margini della rosa per tre mesi, ma non fa polemica, anzi, si fa trovare pronto quando Rossi lo rispolvera realizzando un gol bello quanto importante con l’Avellino: coraggioso!

Cacia, 6,5: Pur in ristrettezze economiche Guaraldi se lo aggiudica in estate ed è senz’altro il fiore all’occhiello della squadra, grazie al suo curriculum che lo descrive come uno dei migliori bomber nella storia recente della serie B. Il centravanti calabrese si rivela però un tipetto molto difficile da gestire. Alla fine segna 11 reti in campionato più una nei play-off, ma, per lunghi tratti della cavalcata in Serie A, trasmette l’impressione di essere un pesce fuor d’acqua, avulso dalla manovra, scollato dal resto della squadra: incompreso!

Mancosu, 5,5: Arriva a gennaio da Trapani accompagnato dalla nomea di goleador, primo grande colpo della nuova era nordamericana. Ma, in tutto il girone di ritorno e nei play off, di lui, sotto le due torri, si possono solo ammirare la  rabbia agonistica, la corsa ed il sacrificio. Ma, purtroppo, dopo aver segnato più di cinquanta reti in due anni in Sicilia, a Bologna non l’ha messa dentro nemmeno una volta, ora per sfortuna, ora per imprecisione. Probabilmente se ne andrà, senza aver scritto il suo nome tra i marcatori felsinei, ma avendo comunque contribuito alla promozione: delusione! 

Sansone, 8: Tra i primi a sposare il nuovo progetto degli americani,  è stato tra gli artefici principali della promozione in serie A. Estroso, velocissimo palla al piede, scattante, ma anche pronto al sacrificio. Il suo bottino finale parla di 8 reti, ma potevano essere anche di più, di certo ha, nei play off, segnato gol pesantissimi: quello del successo ad Avellino, quello del vantaggio contro il Pescara. Anche  lui, come Zuculini,  è stato lasciato a lungo in panchina senza un perché da Lopez. In serie B è attaccante che spacca le partite, in serie A sarà comunque un valore aggiunto: decisivo!

Lopez, 6: L’ex tecnico uruguaiano accetta la panchina felsinea quando la società è in piena emergenza economica e rischia seriamente di scomparire dal calcio professionistico. E’ bravo, dopo gli iniziali impacci, nel cementare un bel gruppo che, lentamente, si fa strada verso la parte nobile della classifica. Poi, dopo il mercato di gennaio, perde il controllo della squadra, forse perché troppo legato alla vecchia dirigenza, non riuscendo ad amalgamare i nuovi con i vecchi e commettendo errori nelle scelte iniziali ed in corsa. Finisce per rimanere prigioniero delle polemiche e commette errori tattici gravi che lo fanno sbandare nel finale, fino all’inevitabile esonero. La sufficienza è però dovuta, la serie  A è anche merito suo, e della quarta piazza nella classifica finale, rivelatasi decisiva nei due turni di play off: masochista!

Rossi, 6,5: Chiamato al capezzale di un malato quasi terminale il mister riminese compie un mezzo miracolo. La sfida col Bologna è di quelle che solleticano lo spirito di un allenatore sui generis qual è Delio: appena tre partite e poi gli eventuali Play-Off. I soliti detrattori sostengono che il tecnico romagnolo ha inciso poco, in realtà non è però così.  La sua medicina per arrivare in serie A è piuttosto semplice, quasi banale: accorciare la squadra, fisicamente a pezzi, per farla correre meglio ma meno, azzerare le gerarchie portando finalmente un po’ di serenità e di consapevolezza dei propri mezzi in un gruppo incapace di reggere le pressioni e le grandi aspettative dell’ambiente. Da clausola contrattuale il rinnovo del contratto, in caso di promozione, era automatico, e pensiamo che il primo Bologna ‘americano’ in serie A sarà targato Rossi, che di esperienza ne ha da vendere: taumaturgo!

SV: Abero, Bentancourt, Garics, Giannone, Improta, Paez, Paramatti, Pasi, Perez, Radakovic, Stojanovic e Troianiello

NESSUN DORMA



Come iniziava la celebre romanza nella Turandot di Puccini e si concludeva con il trionfale “all’alba vincerò”, a Bologna nessun dorme, specialmente in dirigenza, dove già si iniziano a muovere le prime pedine per il mercato.
Giornali e quotidiani felsinei sono già andati – a mio parere – oltre la fantasia. C’è chi mette in dubbio Delio Rossi, chi Corvino, chi Matuzalem. Ma guardiamo i fatti: Pantaleo Corvino ha sì portato Mancosu, che non ha segnato neanche con la matita, ma ha anche portato Sansone e Da Costa, senza i quali probabilmente saremo qui a parlare delle sfide con Cagliari e Catania il prossimo anno. Delio Rossi, tra i giocatori e i tifosi, ha acquistato in un mese più fiducia di quanta Diego Lopez ne abbia raccolta in un anno. Infine Matuzalem, pilastro a centrocampo e forse uno dei pochi di categoria nell’attuale rosa rossoblù.
La dirigenza, forse già in giornata, si troverà e farà un primo punto sul mercato. 
Riscattato Mbaye dall’Inter (obbligo di riscatto in caso di promozione diretta), si punta su Defrel, nove gol e sei assist col Cesena nella stagione appena conclusa
Note dolenti
Saranno parecchi i giocatori che sicuramente non vedremo più in rossoblù la prossima stagione: Laribi, Buchel, Casarini, Pazienza, Perez, Acquafresca, Mancosu, Garics,  Abero,  Coppola, Bessa, Troianiello, Improta. Poi sappiamo che il mercato è un mondo a sé, ma alcuni giocatori saremo felici di non rivedere, altri un po’ meno. Senza contare i giocatori che andranno rimpiazzati perché rientranti da vari prestiti (Paponi, Bianchi, Stojanovic per fare alcuni nomi)
Note positive
Subito al lavoro, non si aspetta nemmeno un minuto per fornire a Delio Rossi una squadra completa entro l’inizio della preparazione atletica. Chi ha un minimo di memoria estiva, in questi tempi si aspettava l’ultimo giorno di mercato per trovare il “prestito d’occasione” che poi andava naturalmente inserito in squadra, valutato fisicamente, inserito negli schemi e via dicendo. Se andava bene, il giocatore era Gilardino, se andava male Rolando Bianchi.
Finalmente abbiamo una società che unisce i fatti alle parole, lasciamola lavorare tranquilla.

Edge

mercoledì 10 giugno 2015

TACOPINA: TORNIAMO A CASA NOSTRA .

L'aveva detto dopo la gara contro l' Avellino, resto fino alla festa promozione in piazza Maggiore , e tutti a fare gli scongiuri, ma lui Tacopina non ha mai smesso di crederci .
Joe Tacopina stremato e travolto dall'emozione ha detto :
" Ad Ottobre vi dissi che saremmo arrivati in serie A ; questo è solo il primo step del nostro progetto .
Non ci fermeremo qui . Oggi ho sofferto come non mi era mai accaduto in vita mia.
Il nostro segreto per la promozione è stato nessuna individualità, ma tutta la squadra .
Io vado avanti , non ascolto le voci , resto qui perché amo Bologna e amo i suoi tifosi.
Ringrazio Joey Saputo , i tifosi , i dirigenti . "
E anche noi amiamo Joe , che con la sua " spacconeria " americana , ha risvegliato l'orgoglio dei tifosi rossoblu, mortificato dall'era Guaraldi .
Grazie Joe , grazie a te siamo tornati a casa in SERIE A !!!
Marco Bonciani.

SAPUTO : NON VOGLIO PIÙ SOFFRIRE COSÌ.

È stata una giornata di grandi emozioni anche per Joey Saputo , giunto apposta dal Canada per seguire la finale .
Molto provato da tante emozioni ma felice , dopo la premiazione ha detto: " L'obbiettivo era la serie A , e lo abbiamo raggiunto. Non credevo che fosse così dura , anzi pensavo che dopo i cambiamenti di Gennaio fosse più facile .
Ora è importante dare stabilità al club dopo tanti alti e bassi degli ultimi anni ; dobbiamo restare in serie A e costruire a piccoli passi una squadra per l' Europa .
Non voglio rivivere la stessa situazione di quest'anno ; anche oggi nel secondo tempo dopo l'espulsione di Mbaye abbiamo sofferto tanto .
L' idea che ho per il futuro ? Mi piace quello che ha fatto la Juve con lo stadio , è un idea di tipo americano ed è quello che vorrei fare a Bologna.
 Vogliamo fare cose importanti e presto mi confronterò con Corvino e Di Vaio per pianificare tutto .
Sarò a Bologna ogni tre settimane , comunque ho uomini di fiducia come Corvino e Fenucci con i quali parlo tutti i giorni . "
Marco Bonciani

BOLOGNA- PESCARA : LE VOCI DALLO SPOGLIATOIO

Rossi: "Non ho ancora capito cosa è successo, domani me ne renderò conto. È stato un campionato travagliato, sapevo che ci sarebbe stato da soffrire, non c'è mai niente di scontato. I ragazzi sono stati bravissimi contro una squadra che stava anche meglio di noi, avevano più gamba. Molti dei miei giocatori hanno giocato in condizioni fisiche di difficoltà e dopo questa partita non giocheranno per un po'. Hanno dato tutto, partivano da favoriti in questa serie e anche i playoff sono stati vissuti come una sconfitta. In questo ambiente quindi non era facile. Il mio applauso va a loro"
Un grande Maietta ha detto in zona mista : " È stata una grande emozione, già nel riscaldamento mi tremavano le gambe . Ero pronto a giocare e nonostante il dolore al ginocchio ho voluto giocare . Siamo stati bravi a ricompattarci dopo il campionato, ci siamo subito calati nella mentalità dei playoff; nessuno ci dava per favoriti , tutti parlavano di Avellino e Pescara , e vincere così c'è più gusto . " 
Marco Bonciani .

OBIETTIVI

In fondo in fondo, é solo tutta questione di "obiettivi"...

Vi chiederete quali sono questi obiettivi ma forse sarebbe il caso di parlare prima di "obiettivitá".

E allora lo facciamo insieme, partendo dal fatto che il Bologna quest'anno l'ha letteralmente "sfangata".

Perché dico cosí? Perché con la rosa a disposizione é riuscito a peggiorare un buon girone di andata, perché nei Play Off ha vinto entrambi i turni solo grazie alla regola sul miglior piazzamento in campionato, e perché nelle partite importanti il nostro dodicesimo uomo é stata la fortuna.

Non sono l'unico a pensare che questa appendice di campionato abbia in realtá rispecchiato fedelmente tutto il resto della stagione. Gioco mediocre, pochi gol, e una obiettiva difficoltá a capire come potessimo essere ancora lí, secondi o terzi, quando anche con le cosiddette "piccole squadre" facevamo una fatica immane.

Cosí capita che all'Avellino (un plauso a loro) non bastino 3 gol al Dall'Ara per eliminarci, mentre al Pescara non basti metterci sotto nel gioco per 180 minuti per ottenere la promozione.
Qualcuno potrebbe pensare "dov'é la meritocrazia in tutto questo"?

La Lega Serie B o chi per essa quando ha pensato alle regole dei Play Off ha inserito una clausola volta appunto a salvaguardare il merito di avere ottenuto una migliore posizione di classifica, e il Bologna effettivamente ha conquistato la serie A grazie a questa regola. Se sia giusta o meno non sta a me deciderlo e molto dipende anche da quale parte della barricata si guarda al risultato finale.

Immagino la rabbia degli irpini perché in qualunque competizione con doppio scontro diretto, avrebbero avuto la meglio su di noi (cosí come il Pescara tra l'altro), ma le regole sono queste e lo sapevamo tutti dall'inizio.

Il Pescara dal canto suo puó senz'altro fare ammenda sull'essersi qualificata ai Play Off solo come ottava, peraltro all'ultimissima giornata. Qualcuno, io compreso, potrebbe sostenere la tesi che una squadra ottava in classifica non dovrebbe avere la possibilitá di giocarsi la promozione, ma anche qui le regole erano chiare a tutti da inizio campionato, non sono state cambiate in corsa, ed ecco che inaspettatamente per certi versi l'ottava in classifica si é andata a giocare alla pari il turno decisivo con la quarta.

La Dea bendata ha baciato noi e di questo non possiamo che esserne felici, ma sulla fortuna non ci si puó fondare un futuro.

Quindi si parla nuovamente di obiettivi. Quali saranno quelli del Bologna nella prossima stagione?

Parliamoci chiaro, gli americani non son venuti qui per fare la trottola tra Serie A e Serie B, quindi su questo possiamo stare sicuri, il prossimo allenatore dei rossoblu avrá in mano una rosa in grado (sulla carta) di mantenere senza problemi la categoria. Poi sappiamo che la palla é tonda e puó succedere di tutto, ma prevenire é meglio che curare, e Corvino sará chiamato ad un'estate di fuoco perché la squadra va rifondata praticamente in tutti i reparti.
Perché parlo di "prossimo allenatore"?
Beh, in effetti a Delio Rossi é stata promessa la riconferma in caso di promozione, e anche se ha commesso qualche errorino in queste partite mi sentirei di confermarlo. Ma nel calcio si sa, non sempre si ragiona di "logica", pertanto potrebbero esserci sorprese anche su questo punto.

A Gennaio abbiamo ricevuto 2 "No" abbastanza rumorosi e dolorosi, quelli di Giovinco e Ilicic. Questione di soldi? Per il giocatore viola assolutamente no, mentre per lo juventino diciamo che scegliendo Toronto ha dato quell'impressione, anche se in realtá il rifiuto "ufficiale" é arrivato per entrambi a causa del fatto che il Bologna non fosse in Serie A.
Sparito il problema, dovrebbero quindi sparire anche le scuse di questo tipo.
Ci sono i soldi, c'é la Serie A e c'é un direttore sportivo eccezionale, nutro perció speranze corpose.

Per dirla come Emanuele Righi durante la radiocronaca di ieri sera su Radio Nettuno dopo la traversa del Pescara, "Siamo dei Busoni".
Qualcuno ce ne sta facendo una colpa, sará... Altri parlano di "destino" che si é materializzato concretamente sotto forma di palo orizzontale, ma io resto dell'idea che l'importante era raggiungere l'obiettivo, e anche se non mi é piaciuto come ci siamo arrivati, sono estremamente contento del risultato.

Siamo arrivati ai PlayOff senza 2 dei nostri uomini migliori, Gastaldello e Zuculini; per caritá, gli infortuni fanno parte del gioco e non ti danno diritto ad avere crediti con la fortuna, ma per una volta gli Dei del calcio hanno pareggiato il conto restituendoci 3 traverse "salva-risultato".

Per ora godiamoci questa promozione, fatta di tanta fortuna e gol pochi ma importanti, da domani inizieremo a parlare di mercato, di ritiro pre-campionato, di Coppa Italia e, finalmente, di Serie A.

Manuel Vasile.

tiriamo le somme

la stagione è terminata e dopo l'ultimo insulto alle nostre coronarie, il Bologna è risalito nei ranghi che gli competono.
Mi permetto di fornire la mia valutazione sulla stagione appena trascorsa della serie B, volendo condividerla col vostro giudizio.
Fare delle classifiche è assai limitativo ma si deve pur partire da qualcosa......

migliore squadra                             migliore organico                     miglior tecnico

1) carpi                                            livorno                                     stellone  
2) pescara                                        pescara                                     tesser
3) perugia                                        catania                                      castori
4) spezia                                          bari                                           d'aversa
5) frosinone                                    bologna                                    cosmi




maggiore delusione                      maggiore sorpresa                    maggiore resa squadra/classifica

1) livorno                                     frosinone                                   frosinone 
2) catania                                     carpi                                           carpi
3) bari                                          avellino                                      pro vercelli
4) modena                                    pro vercelli                                ternana
5) latina                                        perugia                                       trapani


a voi il giudizio

90' di tormento, poi l'estasi: il Bologna torna in serie A


La luce è opaca, il Sole è pallido, quasi  fosse stanco, dopo essersi alternato con ‘sorella’ Luna, ad illuminare e riscaldare la notte del Dall’Ara. Ti guardi intorno sul bus, per le strade, nei bar e vedi, tra i tanti, molti con il viso tirato, le facce stanche, le occhiaie, dopo le emozioni e i festeggiamenti al Dall’ara prima, nelle vie e nelle piazze della città dopo.

Erano 31.136, un decimo degli abitanti di Bologna, a gremire il vetusto stadio felsineo, carico d’entusiasmo come mai prima in questa stagione, come poche volte in tempi recenti (e tra questi la redazione   bolognese al completo di VdS, divisa tra tribuna stampa e distinti laterali), scenario ideale, all’evento.

Chi Vi scrive ha avuto la fortuna di assistere a partite di importanza planetaria, dai quarti di finale degli Europei alla semifinale di Coppa UEFA, dalla semifinale di Champions League ad una  finale mondiale, ma l’atmosfera regalata dai presenti ieri sera aveva ben poco da invidiare a quella di ben più importanti happening calcistici, ad iniziare dalla suggestiva ed emozionante cerimonia iniziale, con tanto di inno italiano cantato dal coro dell’Antoniano, per finire con l’invasione di campo finale e la ‘complicata’  e ritardata premiazione.

Nessuno, neppure il più ottimista dei fans, pensava, alla vigilia, che il match potesse essere facile, pochi però avrebbero potuto immaginare che le forti emozioni avrebbero sfibrato, fino all’ultimo ganglo, il loro già provato sistema nervoso.

I 90’ del Dall’Ara non sono stati infatti ‘solo’ una partita, ma un lunghissimo piano sequenza in cui si sono alternate tutte le situazioni e le emozioni possibili.

I due allenatori devono fare di necessità virtù, non c’è Bjarnason (convocato  dalla sua nazionale) nelle fila del Pescara, Rossi invece recupera tutti gli acciaccati e parte con Da Costa tra i pali, Mbaje e Morleo sulle fasce, Oikonomou e Maietta centrali, linea mediana con Casarini, Matuzalem e Krsticic, Laribi trequartista dietro le due punte Sansone e Acquafresca.

Fin dalle prime battute il Bologna conferma di essere sospeso tra l’esigenza di attaccare e quella di non esporsi, il risultato è una facilità quasi irrisoria per gli ospiti nell’arrivare ai 16 metri, ma anche un’altrettanta povertà di soluzioni al momento di trovare la giocata decisiva. Dopo gli sbandamenti iniziali però i rossoblù tengono meglio il campo, Matuzalem gestisce tempi e giocate dietro, Laribi ci mette i polmoni, Krsticic prova ad inventare, le punte  tengono sul chi vive la retroguardia ospite, che, poi, così sicura non è.

Nel finale di prima frazione di gioco arriva la rete che sembra spianare la strada della A per il Bologna, dialogano tra loro Sansone ed Acquafresca, un difensore ci mette maldestramente il piede, e per Sansone diventa quasi troppo facile insaccare da 10 metri con un tiro di devastante potenza che incendia il Dall’ara in un tripudio di colori rossoblù.

In avvio di ripresa Oddo cambia gli esterni alti Politano e Caprari, sostituiti con l’ex Pasquato e Sansovini, passando al 4-3-1-2 e la mossa paga, al 56’, dal nulla, Sansone si inventa sulla trequarti un’azione di rara bellezza che gli permette di presentarsi da solo davanti a Fiorillo che, in uscita bassa si oppone alla conclusione salvando gol e partita, e qui si concretizza ancora una volta la più certa legge del calcio: a gol sbagliato fa seguito  gol subito! Sulla ripartenza, infatti, Melchiorri fa da torre per l’accorrente Pasquato che brucia sullo scatto Maietta e trafigge in diagonale Da Costa gelando il Dall’Ara.

Il Bologna va in difficoltà psicologica, il Pescara vola sulle ali dell’entusiasmo,  e, a complicare ulteriormente le cose, dopo altri 9’ Mbaye si becca il secondo giallo e l’automatico rosso (e qui il mister felsineo ha le sue colpe nel non aver sostituito il ragazzo  parso in chiaro affanno)  lasciando i suoi in 10 per quasi mezz’ora.

Lo stadio diventa sempre più una bolgia, quasi un girone dantesco, in cui le due tifoserie cercano di spingere i propri beniamini, chi a premere sull’acceleratore gettando il cuore oltre l’ostacolo, chi a cercare di erigere un fortino sonoro a protezione di quello fisico innalzato dagli stanchissimi ragazzi di Delio Rossi.     

L’assalto è un lungo brivido caldo, le mura sono appena incrinate dall’ariete e dalle macchine da assedio biancoazzurre, ma il fortino tiene e dove non arrivano l’olio bollente , le balestre e i proietti degli onagri, ci pensano prima Da Costa, che salva su un tiro dalla distanza e su un colpo di testa ravvicinato di Lazzari, poi, in pieno recupero, dopo che Cacia in contropiede aveva fallito un paio di occasioni facili, in pieno recupero, come contro l’Avellino ( allora fu sul tiro ravvicinato di Castaldo), stavolta sul colpo di testa di Melchiorri, è la traversa, la stessa, quella a sinistra della tribuna coperta, a salvare il Bologna ed il suo sogno impossibile.

Poi, dopo qualche attimo ancora, arriva il triplice fischio liberatorio di Fabbri, il Bologna è in serie A, nel modo più faticoso, difficile e sudato, fotografia esatta di una stagione tribolata in cui illusioni e gioie hanno sempre visto il loro contraltare pronto a spegnere ogni entusiasmo, ma stavolta no, ora è davvero finita, è tempo solo di festeggiare, in campo ed in città….
fonte voci di sport

HAPPY ENDING

Sottotitolo: IL CUORE IN GOLA
Sotto sottotitolo: Mbaye te possino
Sotto sotto sottotitolo: Cittadinanza onoraria alla traversa

E’ difficile scrivere qualcosa quando ancora le dita ti tremano per l’emozione. Un’emozione che solo chi sa soffrire riesce a percepire, ed il tifoso rossoblù di sofferenze calcistiche ne è un esperto di proma categoria.
Alle 22:31 l’arbitro Fabbri fischia una, due, tre volte: non solo i trentamila dello stadio, ma tutta la città esplode. Perché una promozione va sempre festeggiata, ma quella di ieri sera conteneva tutto il cuore pulsante di una città che sapeva di trovarsi nella categoria sbagliata. 
Nel primo tempo esplode il sinistro di Sansone, Fiorillo non la vede neanche passare, esplode la porta della Bulgarelli, esplode lo stadio, esplode la città: tutto in discesa.
Invece no! Perché come sa complicarsi la vita il Bologna, in pochi sanno fare. Pasquato (gol dell’ex) pareggia i conti, Mbaye si fa espellere come un pollo, Da Costa titaneggia tra i pali e la traversa fa il tredicesimo uomo in campo (il dodicesimo è sempre il tifoso). Delio Rossi oltre la “cicles” inizia a masticare anche le poltroncine della panchina, Tacopina non riesce a trattenere il savoir fair e lo si vede agitato come un tarantolato in tribuna a fianco di un redivivo Alberto Tomba. Al triplice fischio è festa . Il presidente non riesce a trattenere le lacrime, penso che mai mi dimenticherò questa immagine. Si va tutti in piazza dove tra un manifesto con scritto #conquistatA, i cori dei primi tifosi che giungevano da ogni dove e la musica di Lucio Dalla, la festa stava per iniziare.

Adesso si costruisce un futuro; un futuro dalle aspettative rosee basato su una dirigenza solida e su qualche elemento che blinderei in vista della prossima stagione come esempio di carattere e di cuore rossoblù.
Sicuramente è stata una promozione che rimarrà in eterno nei nostri cuori.

Edge

Mi dispiace devo andare, il mio posto è l'A

“Io credo che ci siano tre urli fondamentali nella nostra storia recente. Il primo rappresenta la difficoltà esistenziale del mondo moderno, ed è un quadro dipinto da un nordico alla fine dell’Ottocento, Edvard Munch. Per trovare il secondo dobbiamo andare dall’altra parte della baia dove stavano quelli di Berkeley, a San Francisco, e incontrare il poeta principale della Beat Generation, Allen Ginsberg: è lui ad aver scritto il poema Howl, che vuol dire «urlo», appunto. E’ un attacco al conformismo americano dell’epoca E poi c’è il gol di Tardelli”. Questo è quanto afferma il buon Federico Buffa, celeberrimo avvocato e giornalista Sky, relativamente alla finale Italia-Germania Ovest, datata 11 luglio 1982, che ha portato agli azzurri la terza Coppa del Mondo. Questa sera vorrei però aggiungere un quarto urlo, forse, anzi sicuramente, non fondamentale per la storia dell’umanità, ma importantissimo per quella bolognese. Ed è l’urlo di gioia che il Dall’Ara leva al fischio finale di Bologna-Pescara, partita che riporta il Bologna nel calcio che conta.

Un campionato al cardiopalma. Dal primo all’ultimo minuto. Delusioni, sofferenze, gioie e dolori. Ma anche tante stranezze. L’inizio di stagione con la coppia Guaraldi-Lopez, la fine con Tacopina-Rossi. La traversa di Castaldo al 93’ nella sfida al Dall’Ara contro l’Avellino, quella di Melchiorri al 91’ questa sera. Il Re Mida Sansone, il quale, come il mitico re della Frigia, ha trasformato in oro ogni pallone toccato durante la seconda parte della stagione con quel magico sinistro. Già, perché Sansone è arrivato durante il mercato di gennaio grazie al nuovo direttore sportivo Pantaleo Corvino. Alla fine dei giochi il Bologna è riuscito nel miracolo, ovvero centrare la promozione in serie A dopo appena una stagione trascorsa nella serie cadetta.

Sofferenza tanta, lo abbiamo detto. Anche stasera. Un Pescara a trazione anteriore si è giocato le sue carte in un Dall’Ara colorato interamente di rossoblu. Ma la solidità difensiva del Bologna, assieme a quel pizzico di fortuna che serve sempre nel calcio come nella vita, ha spedito Oddo e i suoi nell’Inferno calcistico per eccellenza. Sansone aveva illuso tutti che fosse una finale di ritorno calma e tranquilla, con l’ennesima prodezza in maglia rossoblu. Non lo è stata, perché Pasquato, ex di turno con il coltello tra i denti, ha sfruttato un assist al bacio di Melchiorri e ha rimesso la partita sul binario chiamato equilibrio. Come se non bastasse, il Bologna ha deciso di rendere il tutto ancora più emozionante facendosi male da solo. Mbaye, già ammonito, ha ingenuamente steso Pasquato e si è guadagnato la doccia anticipata, quando mancava ancora una mezz’oretta alla fine della sfida. Il fortino eretto a difesa della porta di Da Costa – eccellente la sicurezza dimostrata dal portiere ex Sampdoria – ha retto fino al 94’, quando il grido liberatorio di tutto lo stadio ha sancito la fine di questa ostica ma trionfale stagione.

E ora cosa succederà? Che mercato faranno la coppia Tacopina-Corvino, supportata economicamente da Saputo? Rossi rimarrà sulla panchina felsinea? Non lo so, e al momento non lo voglio nemmeno sapere. Adesso è tempo di festeggiare. Siamo in serie A!


Riccardo Rollo, in collaborazione con TBW

A tardA orA

È l una passata e sono già nei pressi del letto perché come dice Fino Sarti" a 
la mattina a lavurer..." Ma vista l'adrenalina che circola ancora, provo a 
esprimere il mio stato d'animo. Gran pubblico, anche se dovrebbe essere sempre così, bel primo tempo del Bologna che controlla e ci prova fino a riuscire a segnare e far sognare i trentamila presenti. Poi si avvera la previsione di Oddo con un Pescara che comincia a spingere e secondo me grazie al cambio di Krsticic con Buchel, il Pescara pareggia direi meritatamente. Poi Mbaye fa una sciocchezza, rimaniamo in 10 e soffriamo e non so dire 
se più in campo o sugli spalti ma "Krsticic" se abbiamo sofferto. Alla fine però abbiamo portato a casa questa promozione e dico grazie a tutti, una curva stupenda - e qui gli aggettivi oltre che finiti son superflui, era risaputo che fosse una gran curva - un grazie anche al resto dello stadio oggi veramente coinvolto e coinvolgente, un grazie a tutti i giocatori che bene o meno bene hanno 
contribuito a questo risultato, un grazie per tutto quello che hanno fatto a 
Tacopina, che è un bel presidente che coinvolge la gente come pochi, una 
quarantina di milioni di grazie a Joe Saputo e famiglia, che spero si rendano 
conto di chi hanno salvato, insomma grazie ragaz. Scusate, stavo dimenticando un grazie immenso come detto e fotografato da un amico a fine partita al miglior giocatore dei play-off LA TRAVERSAAAAAAAAA. 

Francesco Bertagnini

I più grandi di sempre: ZAMORA e YASHIN



Lev Ivanovič Yašhin    (Mosca, 22 ottobre 1929Mosca, 20 marzo 1990)

E’ senza ombra di dubbio il più grande portiere che abbia calcato i campi da calcio.
Soprannominato il ragno nero, per le braccia smisuratamente lunghe e per il vezzo di vestire sempre ed integralmente di nero, è stato un mito in patria e fuori.
Giocò soltanto in un club ,la Dinamo Mosca, ed inizialmente, essendo chiuso da un altro buon estremo difensore, si accontentò di difendere la porta della squadra di hockey vincendo, per altro, uno scudetto anche in quel frangente.
Nel calcio di scudetti ne vinse 5 e nel suo elenco dei trionfi bisogna aggiungere anche la vittoria con l’URSS della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Melbourne e un Campionato d’Europa.
Nel 1963 Yashin vinse anche il Pallone d’Oro, unico portiere a riuscire in questa impresa.
Nella sua fantastica carriera stabilì dei record mai avvicinati da alcuno e presumibilmente imbattibili; ad esempio nelle più di quattrocento partite disputate, riuscì a non prendere goal in più della metà e a parare un numero imprecisato di calci di rigore (a seconda delle statistiche si va dagli 86, di per se già numero incommensurabile, fino ai 147 dato stratosferico e difficilmente provabile).
Morì presto, a poco più di 60 anni per i postumi di una grave tromboflebite occorsagli a seguito di un brutto incidente stradale.






Ricardo Zamora Martínez (Barcellona, 21 gennaio 1901Barcellona, 8 settembre 1978

Al secondo posto dell’ideale classifica dei migliori portieri di tutti i tempi, non può che accomodarsi il grande Zamora, un portiere mitico che scendeva in campo sempre con un maglioncino a V bianco e un cappello da passeggio.
Alto quasi due metri (un gigante per l’epoca!) era solito svolazzare da un palo all’altro con estrema leggerezza.
In Spagna c’era un detto che recitava così:” i portieri sono due san Pietro in cielo e Zamora sulla terra”, da qui è facile comprendere la considerazione che i suoi connazionali avessero per lui.
Si dice che simpatizzasse per i socialisti e questo gli garantì poco affetto da parte del regime franchista e pare anche che la polizia segreta lo controllasse con particolare dovizia.
Nel 1934,in occasione dei mondiali organizzati e vinti dall’Italia, la nostra nazionale si trovò di fronte la Spagna nei quarti di finale.
Zamora che non amava affatto Mussolini e il fascismo, sfoderò una prestazione mitica parando tutto ciò che era umanamente possibile e capitolando (dopo un evidentissima carica su di lui, non fischiata dall’arbitro) su un tiro di Ferrari che andava a pareggiare il vantaggio iberico.
Allora c’erano i tempi supplementari (terminati con lo stesso risultato di 1-1) ma non erano previsti i rigori e la partita fu ripetuta il giorno successivo.
Rispetto alla sfida precedente mancavano 6 giocatori spagnoli infortunati e uno….disperso; era il grande Zamora che non fu convocato, pare proprio per espressa richiesta del nostro antisportivo dittatore nei confronti del governo spagnolo.
Zamora era solito scherzare su quella vicenda, asserendo che fu una decisione libera del suo allenatore, che lo aveva visto un po’stanchino.
Nella sua carriera trascorsa tra l’Espanyol, il Barcellona ed il Real Madrid, vinse due campionati e cinque coppe di Spagna; da allenatore vinse altri due campionati con l’Atletico Madrid.
A chi gli diceva di essere il Pelè dei portieri era solito rispondere: “ beh…essendo venuto prima io, semmai è Pelè ad essere lo Zamora degli attaccanti!”