sabato 20 giugno 2015
QUELLA SPORCA DOZZINA
venerdì 19 giugno 2015
Rossettini, primo colpo rossoblu
BOLOGNA : MASINA PROLUNGA IL CONTRATTO.
Un ' ottima notizia che testimonia come la nuova società intenda investire sui nostri giovani , programmando il futuro .
Marco Bonciani .
giovedì 18 giugno 2015
BOLOGNA: SUGGESTIONE DESTRO.
In particolare l'idea degli ultimi momenti è quella di portare a Bologna Mattia Destro. È un'operazione molto complicata ma non per il prezzo del cartellino, valutato 10 milioni, quanto più che altro per la volontà del giocatore che ambirebbe a squadre più prestigiose della piazza di Bologna. Destro potrebbe essere il giocatore giovane di prospettiva importante come piace a Saputo .
Per questo si attende solo il benestare di Delio Rossi per partire all'assalto di Pazzini che desidererebbe vestire il rossoblu. In caso però questo fallisse state certi che un tentativo per Destro verrà fatto. Più defilati i vari Pellè e
Borini .
Davide Mariani
mercoledì 17 giugno 2015
PIU’ PJACA CHE ILICIC
SI TRATTA PAZZINI .
In attacco in particolare vengono accostati al BFC Pellè, Rondon, Destro, Gignac, Pato e Pazzini. I nomi più concreti però sembrano essere quello di Pellè e Pazzini. Soprattutto per il "Pazzo" sembrano essere stati fatti numerosi passi in avanti come affermano diversi esperti di calciomercato. Pazzini si svincolerà fra pochi giorni dal Milan e sembrano non esserci offerte per lui. Perciò la sua richiesta di 2 milioni dovrà essere rivista ma molto probabilmente con 1,5 milioni dovrebbero venirne a capo.
L'unico problema è la durata del contratto: il Bologna non sarebbe disposto a soddisfare la richiesta di un quadriennale. Si attendono sviluppi. Ma l'affare Pazzini-Bologna sembra davvero possibile.
Si attendono sviluppi.
Davide Mariani
BOLOGNA : SI PUNTA SU STORARI
Ieri sera c'è stato un incontro tra le parti , e il Bologna ha offerto un contratto di un anno più un altro anno ; Storari vorrebbe un biennale , comunque è possibile un accordo tra le parti .
Marco Bonciani
Dal 2008 al 2015, tra sogni, speranze e sensazioni positive
Ho riflettuto molto sulle due promozioni che la mia giovane età mi ha permesso di vivere e ricordare. Quella del 2008 ci ha visto trionfare all’ultima giornata contro il Pisa – il rigore di Marazzina fece esplodere di gioia un Dall’Ara stracolmo – dopo un campionato trascorso saldamente nelle posizioni nobili della classifica. Quella del 2015 è stata certamente più sofferta, ma probabilmente ancor più bella perché inaspettata. Già, forse aveva ragione Sofocle quando diceva che “la gioia più grande è quella che non era attesa”. E chi se lo aspettava che il Bologna avrebbe centrato la serie A al primo colpo, soprattutto dopo aver perso nelle ultime settimane il secondo posto, che valeva la promozione diretta, ed essersi in tal modo invischiata nelle acqua melmose dei play off? E invece eccoci quA, pronti a trascorrere un’estate ricca di sogni e speranze.
Gli stessi sogni e le stesse speranze che avevo nel 2008, quando, appena diciassettenne, immaginavo il Bologna stabilmente in serie A, pronto a lottare per i piazzamenti europei. Ma, si sa, gli adolescenti hanno spesso la testa fra le nuvole e fanno il passo più lungo della gamba. Le cose non andarono infatti come avevo immaginato, poiché quella che doveva essere l'estate della svolta, per costruire qualcosa di importante, si trasformò invece in un lento calvario verso l’abisso. La strategia scelta dalla società - Cazzola pronto a defilarsi prima, Menarini in assoluta difficoltà poi - fu quella di pensare solo ed esclusivamente all'anno in corso, senza gettare la benché minima base sul futuro. Il risultato di tale decisione ha frantumato i miei sogni adolescenziali, portando i rossoblu a sofferte salvezze, con l'obbligo di dover ricominciare il campionato, anno dopo anno, confidando più nelle disgrazie altrui che nelle capacità proprie. La fortuna, che ha preso le sembianze di Marco Di Vaio per quattro lunghe stagioni, è finita lo scorso anno, quando, di questi tempi, ci stavamo disperando per la retrocessione nella serie cadetta.
Veniamo al presente, in cui il sottoscritto è maturato, ha imparato a tenere maggiormente i piedi per terra, ma allo stesso tempo non ha perso la voglia di credere nei sogni. E come non averla, dal momento che possiamo vantare alla guida della nostra squadra del cuore il trio Tacopina-Saputo-Corvino. E d’altronde i nomi che circolano nelle ultime ore sono un segnale evidente del fatto che il vento sia decisamente cambiato. Sì, forse a distanza di sette anni potranno trovare un’effettiva realizzazione quei sogni di gloria prima citati. Con calma, certo. Senza fretta, ovvio. Ma la sensazione è che mai come questa volta il Bologna sia sulla strada giusta.
Riccardo Rollo, in collaborazione con TBW
martedì 16 giugno 2015
Prima sconfitta per l'Italia di Conte contro un Portogallo assai rimaneggiato
i più grandi di sempre: DI STEFANO, CRUIJFF e BAGGIO

Roberto Baggio, Caldogno (VI), 18 Febbraio 1967
Per qualcun il Divin Codino (lui odiava questo soprannome),Agnelli lo chiamava Raffaello (anche questo non faceva salti di gioia ma lo tollerava),chi lo ha amato lo chiamava semplicemente Roby o Roberto Baggio, il più grande talento che il calcio italiano abbia mai espresso. Il fiuto del goal di Riva, la tecnica di Rivera, la visione di gioco di Antognoni, virtù comprese in un unico giocatore.
Nel calcio non ha avuto molti amici, sicuramente non gli allenatori che si sentivano oscurati dal suo talento e, anche tra i colleghi, non molti riuscirono ad apprezzare il suo carattere introverso e taciturno, poco avvezzo ai riflettori; ciò nonostante, in tutti gli amanti del calcio è vivido il ricordo delle sue giocate e dei suoi goal( ben 205 in serie A).
In carriera non ha vinto quanto avrebbe dovuto: 2 scudetti (uno col Milan e uno con la Juventus),1 coppa Italia e 1 coppa Uefa(sempre coi bianconeri),pallone d’oro e miglior giocatore del mondo Fifa, premi ricevuti entrambi nel 1993.
Uno struggente ricordo del Baggio calciatore è lui in lacrime dopo aver buttato fuori il rigore della finale mondiale del 94 contro un Brasile scadente arrivato immeritatamente in finale.
Oggi Baggio si divide tra la sua grande azienda agricola in Argentina e il suo centro di preghiera buddista di Corsico.
Nel calcio ha avuto qualche incarico in federazione teso alla valorizzazione di giovani calciatori ma il carattere di Baggio mal si è coniugato, come prevedibile, con le ipocrisie del palazzo e le dimissioni non hanno tardato a venire.
Guardando i filmati dei suoi goal fanno tenerezza le sue gambette esili da ragazzino in rapporto ai prosciutti del giocatore medio attuale e ciò fa meditare sui tanti infortuni che ne hanno limitato la carriera ed i risultati; senza di essi si troverebbe ben più in alto del terzo posto assoluto tra le più grandi seconde punte di tutti i tempi.

Alfredo Stefano Di Stefano Laulhé; Buenos Aires ( Argentina), 4 luglio 1926 – Madrid (Spagna), 7 luglio 2014)
Argentino di nascita ma spagnolo d’adozione, il padre era di origini italiane (di Capri, per l’esattezza).
Prima di giungere in Spagna, nel Real di Gento, Kopa e Puskas, si prese lo sfizio di vincere svariati campionati in Sudamerica (2 in Argentina e 3 in Colombia). La consacrazione internazionale, tuttavia, venne a Madrid dove conquistò, col Real delle meraviglie, 8 scudetti, 1 coppa di Spagna, 5 coppe dei campioni di fila e una coppa intercontinentale, mettendo a segno 307 goal.
Di Stefano non era una punta classica, amava correre (e molto velocemente, da cui lo pseudonimo Saeta Rubia) sulla fascia e convergere improvvisamente al centro dove esplodeva i suoi tiri micidiali verso la porta avversaria.
Fu supportato da un fisico eccezionale che gli permise di restare competitivo fino ad età avanzata; si ritirò infatti a quarant’anni età, per un attaccante e dei suoi tempi, molto ragguardevole.
Giocò con tre nazionali (Argentina, Colombia e Spagna) e una volta appese le scarpe al chiodo ebbe anche una buona carriera da tecnico nel Real e soprattutto nel Valencia che portò alla conquista di un campionato e di una coppa delle coppe.
Restò vicino al Real anche dopo il suo ritiro definitivo, fino alla morte avvenuta alle soglie dei 90 anni la scorsa estate.
Di Stefano è senz’altro uno dei grandi del calcio di tutti i tempi, al secondo posto nella mia personale classifica delle migliori seconde punte.

Hendrik Johannes Cruijff, detto Johan; Amsterdam (Olanda), 25 aprile 1947)
Il numero uno delle seconde punte e uno dei più grandi calciatori di sempre per me è Johan Cruijff.
Il Profeta del goal come fu ribattezzato è stato un talento assoluto; tra quelli che ci è stato possibile osservare, grazie alla televisione, uno dei più efficaci e concreti
Il suo gioco che spaziava dalla metà campo all’area di rigore, supportato dall’azione di tanti altri campioni, capitati in un’unica “covata” consentì il miracolo Orange dove il calcio totale di Michels cambiò definitivamente i canoni tecnici validi fino ad allora.
Vinse tutto ciò che era possibile vincere, non riuscì a portare a casa solo il campionato del mondo, il primo perso nel 74 in Germania, buttato al vento grazie ad una condotta di gara scriteriata ed il secondo a cui decise di non partecipare ufficialmente per disgusto verso l’Argentina dei colonnelli che “doveva” vincere il mondiale del 78 per nascondere le atroci torture inflitte e le sparizioni degli oppositori politici e con combine e “aiutini” vari riuscì nell’impresa, ma oltre questo, i rapporti nello spogliatoio olandese erano ormai irrimediabilmente logorati e Cruijff non aveva la benché minima intenzione di affrontare altri dissidi con Janssen o Van hanegem o con gli altri leader storici che gli rimproveravano comportamenti da primadonna.
Ma quest’ultimi dimenticavano un dato inoppugnabile, cioè che si trovavano di fronte proprio ad una primadonna; per il resto basta elencare il palmares di Cruijff per capire a che razza di mostro ci troviamo di fronte:
9 campionati olandesi (8 con l’Ajax e 1 con il Feyenoord) e 1 campionato spagnolo (col Barcellona)
3 coppe dei Campioni e una coppa Intercontinentale con l’Ajax e 3 palloni d’oro.
A fine carriera, a 36 anni e 369 goal segnati, intraprese il ruolo di allenatore e anche qui trovò il modo di farsi valere rifondando e facendo conquistare al Barcellona 4 campionati una coppa dei campioni e una coppa delle coppe (un’altra la vinse anche con l’Ajax).
Al momento pare abbia deciso di ritirarsi dal calcio e occuparsi delle sue fondazioni, qualche episodio da commentatore televisivo e non molto altro.
La maggioranza dei commentatori sportivi restringe a 5 calciatori il novero per scegliere il più grande e Cruijff è uno dei 5.
BOLOGNA: IN RITIRO DAL 12 LUGLIO .
Dopo qualche giorno, i rossoblu domenica 12 Luglio si trasferiranno a Castelrotto ( BZ ) dove svolgeranno la prima fase della preparazione fino a lunedì 27 Luglio .
Marco Bonciani.
DI VAIO : CRESCEREMO INSIEME.
" Quel giorno mi sono svegliato alle sei e mezzo , tanta era la tensione . Vagavo per la casa , ho fatto due volte la colazione, alle sette e mezzo avevo già letto tutti i giornali. "
Così, Di Vaio ha rilasciato un intervista su Stadio , dove ha parlato del Bologna .
" Dedico la serie A a Saputo , per quello che ha fatto per Bologna ; i soldi sono importanti ma lui ha dato una speranza a questa città. È un uomo di grande calma ma io posso dire di averlo visto arrabbiato . È successo a Montreal , dopo un derby perso contro il Toronto ; spero di non vederlo mai così a Bologna.
Sto imparando tantissimo grazie a Corvino, lo osservo quando parla con la squadra .
Adesso inizia una fase di costruzione c'è da cambiare la squadra, rinnovare e valutare i giocatori in scadenza . I giovani come Masina o Ferrari restano sicuramente, non si può parlare di squadra del futuro se cediamo i nostri giovani .
Cercare di mantenere la serie A è il primo obbiettivo. Il primo anno è il più difficile; poi gradatamente cercheremo di stabilizzarci a metà classifica e puntare all' Europa .
Rossi ora potrà costruire la sua squadra, partendo dal ritiro . È arrivato motivatissimo, è un maestro di calcio , sa valorizzare i giocatori . Non bisogna valutarlo per questo mese .
Perez può tornare da allenatore nel settore giovanile; ne stiamo parlando, si può fare , se andrà così sarà una bella cosa . "
Marco Bonciani .
lunedì 15 giugno 2015
BFC: scelto il colore nero per la 3° maglia
Per il prossimo campionato, di serie A, i tifosi hanno scelto il colore della terza maglia.
La società ha dato la possibilità di scelta ai tifosi.
Tra i colori proposti c'erano, giallo, verde e nero.
Il 44% dei tifosi ha scelto il nero.
Sarà quindi il nero a "colorare" la 3° maglia del nostro amato BFC1909 per il prossimo campionato che segna il pronto rientro della squadra, dopo un solo anno di purgatorio, nel massimo campionato nazionale.
Il cuore comunque rimane Rossoblù!
Mario Piromallo
SAPUTO DETTA LA LINEA
domenica 14 giugno 2015
Mercato: su Defrel anche Torino e Genoa!

Nonostante il nostro Pantaleo si sia" mosso" gia da diverso tempo sul talentino francese,sia Gasperini che Ventura lo gradirebbero alla loro "corte".
Corvino comunque dalla sua ha già da diverso tempo il contatto con la società bianconera( Cesena)e la sua offerta per il francese sarebbero soldi,si parla di circa 4 milioni di euro,più il gocatore Mancosu che sarebbe graditissimo alla corte bianconera.

Si aspetta solo che si risolva la questione "cartellino"con Parma e Cesena per la comproprietà e potrebbe essere decisiva la prossima settimana per l'affare che ci vedrebbe favoriti rispetto al Genoa, che non sembra intenzionato a tirare fuori quella cifra, ma attenzione al Torino che sembra avere molte più intenzioni di strapparlo al club rossoblù!
Vincenzo Coppola
sabato 13 giugno 2015
BOLOGNA : SI TRATTA OGBONNA .
Sembra che nelle prossime ore possa arrivare un'offerta alla Juve per aggiudicarsi l'intero cartellino del difensore italiano.
Non resta che aspettare!
Davide Mariani .
TACOPINA : VOGLIO TRASFORMARE IL BOLOGNA IN UN BRAND MONDIALE .
Il presidente ha parlato a giornalisti intervenuti da tutta l’Emilia-Romagna, e non ha fatto mistero delle sue ambizioni per la città: «Bologna è la città ideale per un nuovo modello di business nel calcio sempre . La città, le persone, lo stadio, le grandi aziende: tutto contribuisce a renderla perfetta. Per questo voglio “solo” trasformare il Bologna in un brand mondiale».
Secondo Tacopina ci sarebbe la necessità, per il calcio italiano, di adottare un modello di business basato sui ricavi. Modello esportato dagli Stati Uniti, dove già accade che l’evento sportivo si trasformi in spettacolo e si finanzi anche attraverso merchandising e tour mondiali. Il nostro modello è troppo limitato per la visione americana: «In Italia — ha spiegato Tacopina — il business sportivo deve allargarsi, e non basarsi in modo esclusivo sui ricavi dei diritti televisivi».
Marco Bonciani
Capitano Matuzalem all'ArrembAggio !!!!
Nell'intervista viene svelato anche un retroscena , cioè il capitano rossoblu avrebbe giocato strappato i playoff . È evidente che ormai si sia formato un legame indissolubile tra questo giocatore e la piazza di Bologna. Ciò è stato reso possibile dal fatto che Matuzalem è invecchiato ed ha acquisito esperienza imparando ad autogestirsi nei momenti più stressanti. Inoltre il numero 5 rossoblu si è sentito accolto e coccolato come solo la famiglia Bologna sa fare. E soprattutto è stato al centro del progetto Bologna.
Per questo ha dichiarato la promozione di quest'anno come la vittoria migliore di tutta la sua carriera.
Matu non ha mai raccolto al 100% i frutti della sua qualità per via anche del suo carattere; ma quest'anno, nel momento più critico della sua carriera ha saputo calarsi con umiltà nella parte e ha rivissuto una seconda giovinezza con una stagione pressoché perfetta qua a Bologna, nonostante le continue critiche che riceveva. Dall'altra parte il pubblico lo ha apprezzato per via della sua grinta e perché sa guidare la squadra con un'esperienza incredibile dando tranquillità a tutto l'ambiente anche se in alcuni caso c'era poco da stare calmi. Non ha mai fatto giocate fuori dal comune (alcune volte però si) ma il suo ruolo di metronomo ha sempre fatto la differenza lì in mezzo al campo nonostante la velocità impressionante del campionato di B. È stato e sarà un leader silenzioso (perché non è uno nè da interviste nè da chiacchiere) con tanta quantità e soprattutto qualità. Personalmente non l'ho mai criticato perché è sempre stato uno dei miei pupilli ed ho sempre arricciato il naso di fronte a coloro che lo definivano un fabbro bollito.
Questi si dovranno certamente ricredere.
Ripartiamo da Matuzalem, capitan Matuzalem.
Davide Mariani .
i più grandi di sempre: RAUL,MESSI e Valentino MAZZOLA

Valentino Mazzola (Cassano d'Adda,(MI) 26 gennaio 1919 – Superga,(TO) 4 maggio 1949)
Valentino Mazzola, Riva e Czibor li avrei messi tutti al sesto posto pari merito ,tuttavia ho preferito considerare 6° da solo Mazzola, in virtù dei fasti del grande Torino in cui militava; la squadra più forte del suo tempo, notoriamente perita nella sciagura aerea di Superga..
Mazzola era il giocatore più talentuoso in un novero di campioni. Un’ala del calibro di Menti, due punte classiche come Ossola e Gabetto e due formidabili centrocampisti (l’anima di questa immensa compagine) come Loik e Grezar, gli permettevano di muoversi liberamente sulla tre quarti, scegliendo di volta in volta se fare il regista o il centravanti o (ruolo a lui più congeniale) la seconda punta.
Nasce calcisticamente, dopo la consueta gavetta nelle squadre minori e un’infanzia economicamente molto disagiata , nel Venezia e, se non ci fosse stata di mezzo la guerra, si sarebbe di certo aggiudicato più allori di quanto riuscì a fare., il Torino del presidente Ferruccio Novo, lo prelevò, unitamente a Loik, pagandolo a peso d’oro; ma fu un investimento proficuo; infatti
col Torino, Mazzola vinse 5 campionati e una coppa Italia (una l’aveva vinta col Venezia) e per molti anni il grande Torino risultò praticamente imbattibile
In un’epoca di grandi calciatori ma di atleti medi, Mazzola seppe coniugare una tecnica immensa ad una fisicità prorompente e ad un fiuto per il goal da centravanti puro., inoltre, fu il primo calciatore a battere i pugni sul tavolo della società, pretendendo di essere retribuito per il suo valore. Secondo alcuni aveva un brutto carattere solitario e rancoroso con un’attenzione maniacale al denaro con molta ritrosia nello spendere.
Ma ciò non inficia la sua grandezza come calciatore.
Non ebbe la possibilità di sapere che i suoi due figli Ferruccio e soprattutto Sandro, avrebbero avuto un futuro nel calcio, il secondo nella grande Inter di Herrera che, sebbene grande, non riuscì mai ad offuscare la stella del Grande Torino.

Raúl González Blanco, noto semplicemente come Raúl (Madrid,(Spagna) 27 giugno 1977)
Quinta posizione per Raul; considerarlo una seconda punta potrebbe risultare improprio, ma è in questo ruolo che ha reso di più nella squadra più importante della sua vita calcistica ovvero il Real Madrid.
Nasce a Madrid da famiglia proletaria; tira i primi calci in una squadretta di quartiere prima di essere notato dagli osservatori dell’Atletico che lo tesserano subitaneamente.
Fisico armonico, velocità estrema ed il dono di trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto, hanno contribuito a creare il suo mito sin dalle prime uscite con le formazioni minori dei Blancos che successivamente lo strapparono ai cugini a suon di pesetas.
Nel 1994 prime comparse in formazione A e primi goal; nei sedici anni di Real ne segnerà ben 228 che diventano 323 se includiamo tutti i tornei oltre la Liga.
Con il Real vince 6 campionati, 3 Champions, 2 coppe intercontinentali e 1 Supercoppa.
Terminata l’esperienza con i madridisti, si trasferisce per due stagioni in Germania nello Shalke 04 dove trova il modo di mettere a segno 28 goal e di vincere una Coppa di Germania.
Con le furie rosse nazionali non ha conquistato gran che, avendo avuto il suo momento di grazia troppo presto rispetto all'esplosione dei grandi talenti che portarono alla conquista del campionato mondiale del 2010 e dei campionati europei del 2008 e del 2012.
A 38 anni è ancora in attività, giocando nella Nasl con i New York Cosmos dove, a carriera terminata, occuperà un ruolo tecnico.

Lionel Andrés Messi Cuccittini, detto Leo (Rosario,(Argentina) 24 giugno 1987)
Vado un po’ in controtendenza, il mondo acclama Messi come il più grande calciatore della storia e io lo metto solo al 4° posto tra le seconde punte di sempre.
Non sono impazzito e non mi sogno neanche di dire che Messi non sia un marziano del calcio.
La mia considerazione è che ancora non sia riuscito ad esprimere tutto il suo potenziale e che il tempo, certamente, contribuirà a fargli scalare questa e la classifica assoluta.
Per il momento è doveroso osservare che agli appuntamenti importanti è sempre mancato o ha deluso parzialmente le aspettative.
All’ultimo mondiale fu eccezionale con l’Iran ma non toccò quasi palla con Olanda e Germania; anche nella finale di Champions con la Juventus il suo apporto è risultato assai modesto.
Il 4° posto, in definitiva, anche in considerazione di chi occupa i primi tre, è un trampolino di lancio per i successi futuri anche perché i suoi soli 28 anni li fanno largamente presupporre.
Di umilissima famiglia di lontane origini marchigiane, viene alla luce a Rosario e la sua carriera sarebbe potuta anche naufragare sul nascere a causa di problemi fisici (non cresceva).; ma i tecnici del Newell’s Old Boys prima e del Barcellona poi, percependo l’unicità di questo atleta, fecero del tutto per risolvere la situazione con gli esiti che tutti conosciamo.
per descriverlo basta citare i dati più significativi del suo palmares:
7 campionati spagnoli col Barcellona
5 volte capocannoniere di Champions
1 pallone d’oro
3 palloni d’oro fifa
1 best player fifa
3 scarpe d’oro
2 coppe intercontinentali
4 champions league
2 supercoppe
1 oro olimpico
1 mondiale under 20
Tra 10 anni, quando appenderà gli scarpini al fatidico chiodo, la sua posizione in classifica sarà ben più elevata.
Lopez-Rossi
Promozione doveva essere, soprattutto dopo il 15 ottobre, giorno dell´acquisto da parte della cordata americana, promozione é stata, anche se a costo di mettere a repentaglio le coronarie di tutti noi che viviamo per questi colori.
Due gli artefici di questa cavalcata che a ben vedere é stata piú un tremolante zoppicchio.
Allenatore da agosto fino a maggio, giorno della sconfitta a Frosinone che ha precluso ogni possibilitá di promozione diretta, é stato Diego Lopez.
Tanti i suoi meriti, tante le sue pecche.
Vorrei sottolineare come l´allenatore abbia accettato una panchina scomoda, per il blasone del Bologna in serie B e con pochissime certezze di arrivare a fine campionato, per via di una condizione finanziaria che anche i massimi esperti mondiali avrebbero definito "alla canna del gas"...
La penultima cosa buona dell´ex-presidente (l´ultima vendere la societá!) é stata proprio quella di puntare su un giovane mister che aveva fatto bene per due stagioni a Cagliari, dove era passato direttamente dal campo alla panchina, soprattutto la prima in cui era riuscito a salvare i sardi pur giocando tutte le partite casalinghe a porte chiuse per via dell´inagibilitá del Sant´Elia.
Dopo un´avvio molto stentato, in cui aveva provato ad impostare la squadra sul 4-3-3 di Zeman, allenatore che per primo era stato contattato per riportare immediatamente in A il Bologna e poi finito proprio in Sardegna e che aveva condizionato il mercato, con le sconfitte contro L´Aquila in Coppa Italia e Perugia e Crotone in campionato, arriva l´intuizione di modificare il modulo in un piú funzionale 4-3-1-2, col quale sfruttare meglio le caratteristiche di Karim Laribi, 8 gol per lui in campionato e con Lopez, che tra le linee comincia a fare male alle difese avversarie.
Molto spesso il Bologna gioca meglio degli avversari, ma stenta a decollare, pur terminando il girone di andata al secondo posto, per la scarsa vena degli attaccanti, per rotazioni ridotte in tutti i reparti e in qualche partita proprio per colpa di scelte bislacche dell´allenatore.
Cacia, arrivato da Verona come capocannoniere della B solo due anni prima, fatica a vedere la porta e spesso appare come un pesce fuor d´acqua in una squadra che dal portiere fino alla trequarti dimostra buone trame e tanto possesso palla che finisce per mettere in difficoltá gli avversari. Al suo fianco gioca spesso Acquafresca, che deve in qualche modo riscattare un passato in rossoblu fatto di poche soddisfazioni regalate ai tifosi. I gol arrivano col contagocce, peró l´impegno non manca mai, soprattutto come spalla del centravanti. Tra i vari meriti dell´uruguagio ricorderei soprattutto quello di averci fatto scoprire un difensore centrale, Oikonomou, che si dimostra una delle colonne portanti dell´intera squadra, per le prestazioni offerte e per i 4 gol che portano punti pesanti.
Oltre a lui si vede spesso in campo anche Alex Ferrari, che nonostante i 20 anni calca il rettangolo verde con grande maturitá e quando si trova a sostituire Maietta, lo fa egregiamente.
Da dicembre si prende la fascia mancina un altro giovane, Adam Masina, che sfodera prestazioni molto buone, con personalitá e buona attitudine ai cross.
Tre giovani lanciati da Lopez, non dimentichiamolo.
La squadra gioca bene, ma sembra sempre mancare il cinismo per colpire gli avversari e ammazzare le partite.
La rosa, costruita in fretta e furia dal DS Fusco e con due spicci, mostra i suoi limiti nella profonditá piú che nella qualitá degli undici. Se Lopez si gira verso la panchina e vede Abero e Troianiello, la colpa non é certo sua.
A gennaio il DS diventa Corvino, vecchia volpe del mercato, il quale sfrutta i denari americani per fare sei acquisti validi per provare a giocarsi il primo posto con il Carpi, che tutti immaginano in calo verso fine stagione. Forse l´unico limite dei nuovi arrivi é che, a parte Mancosu a Trapani e parzialmente Gastaldello sponda Samp, tutti gli altri non hanno molto ritmo partita. Comunque sia il girone di ritorno e l´anno nuovo partono alla grande, con una vittoria sul Perugia frutto di una punizione mancina di Sansone.
Dopo purtroppo cominciano i problemi.
Pur intuendo che tutti e sei non potranno entrare subito in campo, Lopez comincia a perdere la maniglia della squadra, che fa diversi passi indietro sul piano del gioco e dei risultati.
Lopez mostra i suoi limiti tenendo fuori Zuculini (perché?) e affiancando due prime punte come Mancosu e Cacia, che finiscono per pestarsi i piedi.
La squadra é con l´allenatore fino alla fine, forse anche perché da ex-calciatore mantiene bassi i carichi di lavoro, con la conseguenza che il Bologna sembra sempre sulle gambe.
Viene stabilito il record di 5 vittorie consecutive fuori casa, che sembrano frutto piú della qualitá dei singoli che di un gioco di squadra che inspiegabilmente scompare con l´arrivo dell´anno nuovo e dei rinforzi di gennaio.
La sconfitta a Frosinone certifica l´esonero e con tre giornate rimaste alla fine, si punta tutto su un´allenatore di esperienza come Delio Rossi.
Ci arriviamo oltretutto da quarti, quindi con lo spauracchio di dover battere almeno una volta il Vicenza terzo, contro il quale in stagione avevamo fatto un punto e 0 gol.
Auguri! Il pessimismo serpeggia sotto i portici...
Alla fine Rossi riesce nel miracolo, eliminando pur con enormi difficoltá prima Avellino e poi Pescara, sfruttando il regolamento che a paritá di differenza reti, premia la meglio piazzata e non chi, come nelle coppe europee, ha segnato piú gol fuori casa.
Grande merito del tecnico riminese é stata quella di motivare una squadra spompata nel fisico, ma che dalla sua ha molta piú esperienza delle rivali.
Facendo leva sull´orgoglio dei suoi senatori, Rossi é riuscito a spremere le ultime energie fisiche e mentali dei suoi. Non é un caso che tra i migliori nelle 4 partite ci siano stati Matuzalem, dopo un intero campionato da 42 partite a 35 anni, Casarini, encomiabile come abbia giocato pieno di infiltrazioni pur essendo certo di andare a Carpi il prossimo anno, Maietta che ha disputato le ultime due partite quasi in stampelle, ma che ha voluto portare il suo mattone alla causa.
Un´ultima citazione va ovviamente a Santa Traversa da Bologna, senza la quale staremmo ora a parlare di una stagione completamente fallimentare!
Bene cosí!
Il prossimo anno sará interessante vedere come Delio Rossi saprá impostare il gioco di squadra e con quali giocatori arrivare il prima possibile ai fatidici 40 punti (forse meno visti gli ultimi due campionati) per salvarsi e poi vedere dove si potrá arrivare, sfruttando un mercato che si prevede scoppiettante, ma che prima di tutto dovrá sgravare il BFC di tanti giocatori che non sono utlizzabili, per scarso rendimento e stipendi troppo elevati.
Sasha Gallo, Helsinki (Finlandia)
venerdì 12 giugno 2015
Per l'Italia a Spalato un pareggio e tante buone indicazioni
Via alle danze
Mai come quest'anno peró il tifoso del Bologna sará in prima linea su tutti i fronti del calcio-mercato, innanzitutto perché i rossoblu saranno una delle poche squadre con denaro fresco da investire, e poi non dimentichiamoci che la rosa va in pratica completamente rifondata per poter ambire a "mantenere la serie" come dichiarato da Saputo e Corvino.
Andiamo quindi a valutare ruolo per ruolo la situazione attuale del nostro Bologna.
Portieri:
attualmente sotto contratto ci sono Coppola, Stojanovic e Da Costa.
L'austro-macedone non ha mai convinto a fondo e anche nel periodo di prestito al Crotone ha trovato pochissimo spazio; piú che ipotizzabile la cessione, anche a titolo definitivo, ma bisognerá trovare un acquirente.
Ferdinando ha spento la trentasettesima candelina l'altro giorno, non é certamente un portiere "futuribile", ma il suo apporto tecnico-umano é stato importante durante la stagione nonostante un inizio stentato; é in scadenza e potrebbe rimanere come secondo, ma se la volontá del giocatore fosse quella di giocare penso che si arriverá inevitabilmente alla separazione.
Il portiere brasiliano invece si é guadagnato la riconferma sul campo, ma giá da tempo il Bologna ha cercato diversi portieri che possano ricoprire il ruolo di titolare in Serie A.
Il nome piú ricorrente é quello di Mirante del Parma, ma oggi si é parlato anche di Neto, ex Fiorentina e in procinto di passare alla Juventus (dove sarebbe chiuso da Buffon); onestamente non credo che Da Costa resti per fare il secondo, ma come sappiamo, tutto puó accadere.
Difensori:
si riparte da 2 punti fermi e...mezzo.
Gastaldello é arrivato con un contratto di 3 anni, sará lui il perno della difesa, salute permettendo.
Poi c'é Masina, giovane da valorizzare, che quest'anno si é messo in bella vista sulla sinistra.
La prima insidia arriva con Oikonomou; il ragazzo greco ha fatto un ottimo campionato e su di lui hanno messo gli occhi diverse societá in Italia e in Europa; il Bologna vuole tenerlo ma molto dipenderá dalla valutazione che il Genoa (proprietaria del cartellino) dará, e senz'altro dalla volontá del calciatore; difficile ma non impossibile la sua riconferma e quindi il riscatto del prestito.
Domenico Maietta ha un altro anno di contratto e probabilmente resterá, mentre Ferrari anche lui con la stessa situazione contrattuale, potrebbe essere girato in prestito per giocare con continuitá.
Mbaye sará il primo acquisto della stagione, visto che sul suo prestito dall'Inter gravava l'obbligo di riscatto in caso di promozione; il senegalese non ha convinto appieno ma dobbiamo considerare anche la giovanissima etá (é un 1994).
Ceccarelli non ha demeritato durante l'anno e con le bellissime parole di fine stagione si é guadagnato anche l'affetto dei tifosi, soprattutto quella fetta di fans che mal digeriva il suo passato cesenate.
Dal punto di vista tecnico si potrebbe tentare un salto di qualitá nel ruolo, ma rimanendo con i piedi per terra non sarebbe cosí scandaloso rivederlo in rosa la prossima stagione; é comunque in scadenza, quindi andrebbe, nel caso, riconfermato.
Morleo (capitano) ha ancora un anno di contratto e anche se in questa stagione ha visto ridursi il minutaggio a causa dell'esplosione di Masina, é ipotizzabile che resti in squadra a meno di qualche grande offerta magari in B, ma é molto difficile.
Futuro lontano da Bologna per Garics (che deve riconquistare la Nazionale e qui non ha mai convinto), Abero (che sta attraversando un tragico momento in famiglia) e probabilmente anche per Radakovic che non é esploso come sperato.
Per quest'ultimo potrebbe esserci l'ultimo tentativo di prestito, magari in Lega Pro, staremo a vedere l'evolversi della situazione.
Ultime parole per i giovani Paramatti e Maini che potrebbero restare, magari imparando il mestiere da qualche campione acquistato nel mercato estivo, oppure potrebbero trovare minuti altrove temporaneamente.
Rientrerá dailprestito anche Palomeque (sará girato nuovamente?).
Cherubin invece è in prestito biennale all'Atalanta e anche se poco utilizzato potrebbe rimanere li.
Sul fronte acquisti, a parte qualche parola spesa per Moisander dell'Ajax poi acquistato dalla Sampdoria a parametro zero, non ci sono stati grossi nomi di rilievo.
Notizia di oggi l'interessamento per Feddal, difensore marocchino del Parma, ma non c'é niente di confermato, e una richiesta per Ogbonna della Juve, anche questa peró da confermare.
L'impressione é che ora come ora manchi un centrale di categoria e un terzino destro che possa prendere il posto di Ceccarelli, con Mbaye pronto a subentrare dalla panchina.
Centrocampo:
sembra incredibile, ma al netto di rinnovi e riscatti, l'unico centrocampista in rosa per la prossima stagione sarebbe Franco Zuculini.
Per tutti gli altri occorrerá sedersi ad uno o piú tavoli per discutere del loro futuro.
Se sul centrocampista argentino l'unico macigno che pesa é l'infortunio grave subíto con il Carpi (le sue prestazioni infatti sono state molto buone) nutro invece diverse perplessitá su altri giocatori.
Per esempio Bessa, in prestito dall'Inter, che non ha mai convinto e con tutta probabilitá sará rispedito al mittente.
Perez e Pazienza termineranno la loro esperienza il 30.06 e non torneranno a Bologna (qualcuno direbbe "finalmente", soprattutto per l'italiano), Casarini andrá al Carpi a Parametro 0 mentre Troianiello invece tornerá al Palermo.
Su Laribi occorre fare diverse considerazioni; le qualitá tecniche sono indubbie, ma il giocatore ha peccato dal punto di vista comportamentale (ingiustificabile l'espulsione con il Carpi) e mentale, eclissandosi piú volte durante la stagione.
Ha l'etá giusta per approcciarsi alla Serie A ma deve cambiare caratterialmente (24 anni); la conferma o la separazione nascondono entrambe delle insidie, nel dubbio chiederei un altro anno di prestito dal Sassuolo, sempre che i nero-verdi non decidano di puntare su Karim; per la cronaca, sul giocatore c'é un diritto di riscatto rossoblu e contro-riscatto Sassuolo.
Per Buchel il Bologna ha il diritto di riscatto con la Juventus, ed é lampante come i torinesi non abbiano intenzione di puntare sul 24enne austriaco.
La sua stagione é stata bruscamente divisa in due da un grave infortunio, e il giocatore rientrato in campo non é stato nemmeno lontano parente di quello visto ad inizio anno.
Durante i Play Off ha dato qualche segnale di risveglio, confermarlo potrebbe essere comunque una buona idea.
Per Matuzalem devo fare i complimenti a Filippo Fusco che lo ha portato qui da svincolato.
Nessuno credeva piú nel brasiliano che, pur con qualche pausa di troppo, ha dimostrato il suo valore. La Serie A peró viaggia ad altre velocitá, per lui sarebbe durissima fornire lo stesso apporto di questa stagione. A malincuore penso che non sará confermato anche perché non credo che lui accetti l'idea di fare la riserva.
Ultimo ma non ultimo, Nenad Krsticic; il 24enne serbo é stato un po' fermato dagli infortuni ma tutto sommato é stato un innesto soddisfacente; il Bologna vanta il diritto di riscatto con la Sampdoria, probabilmente lo eserciterá.
Dai prestiti dovrebbero rientrare Riverola (l'Altach ha il diritto di riscatto ma lo ha schierato solo 4 volte nel girone di ritorno), Pulzetti (stagione dignitosa al Cesena poi retrocesso), Yaisien (autore di un discreto girone di ritorno in Lega Pro con l'Arezzo) e Pasi (che non ha sfondato a Cremona ma non ha nemmeno demeritato).
L'impressione é che si tratti di 4 esuberi da piazzare, e probabilmente Corvino e i rispettivi procuratori sono giá al lavoro.
Questo reparto é da rifondare in toto; aspettiamoci qualche fuoco d'artificio "alla Corvino", soprattutto dai mercati dell'Est, storicamente "terra di conquista" per Pantaleo.
Si é parlato di Pjaca 19enne croato della Dinamo Zagabria, seguito da mezza Europa.
Sarebbe un colpaccio (11 reti in 32 partite quest'anno) ma costa parecchio, intorno ai 10 Milioni; qualche pensiero potrebbe ricadere su Mudingayi lasciato libero dal Cesena, ma le minestre riscaldate non sempre sono buone.
Stesso discorso per Ramirez (piú attaccante forse, ma considerato anche esterno di centrocampo); lui almeno ha l'etá dalla sua ma viene da una retrocessione in Inghilterra con l'Hull e un utilizzo con il contagocce a causa di qualche infortunio di troppo.
Pare esserci stato un tentativo di approccio per Cigarini ma l'Atalanta ha sparato alto e per ora il giocatore non si muove.
Attacco:
se c'é un giocatore che piú degli altri si é guadagnato la riconferma durante la stagione, questo é Gianluca Sansone.
L'attaccante di proprietá della Sampdoria é arrivato in prestito con diritto di riscatto a Gennaio, ed é diventato l'idolo dei tifosi.
Difficile privarsene, ma se dovessero arrivare 2/3 attaccanti di livello continentale perderebbe la maglia da titolare; il giocatore accetterá senza colpo ferire?
Tutti gli altri attaccanti sono sulla graticola; Mancosu dopo aver strabiliato al Trapani in questi anni si é letteralmente inceppato sotto le Due Torri segnando la bellezza di 0 (ZERO) gol.
Ha un contratto triennale, ma sará probabilmente utilizzato come pedina di scambio (fa gola a praticamente tutti i club di B).
Improta é stato tenuto come attaccante di riserva e nel girone di ritorno non ha praticamente sfiorato il campo; solo 1 gol per lui, non gli vale la riconferma (tra l'altro il Bologna non ha alcun diritto con il Genoa per lui).
Cacia é in scadenza ma il club ha un'opzione per un altro anno di contratto; ha segnato 12 reti in stagione (con quella decisiva all'Avellino nei Play Off) ma nel complesso ha mostrato un rendimento altalenante ed insoddisfacente.
Qualche club pare averlo cercato (il Bari?); la mia idea é che se arrivasse un'offerta il Bologna lo cederebbe.
Stesso discorso per Acquafresca che ha ben 2 anni di contratto ancora ma che ha giocato sempre meno negli ultimi anni, stando anche fuori rosa i primi 6 mesi di questa stagione.
Con il gol all'Avellino ha sicuramente rialzato le sue quotazioni, potrebbe restare e fare la riserva, o essere ceduto, magari monetizzando qualcosina.
Rientreranno dai rispettivi prestiti Rolando Bianchi (ha deluso all'Atalanta, non sará riscattato) e Paponi (4 gol in Lega Pro).
Entrambi sono esuberi e saranno ceduti a tutti i costi.
In entrata qui ci saranno nomi grossi, ormai é chiaro.
Si é parlato di Defrel, a metá tra Cesena e Parma (potrebbe essere inserito Mancosu nella trattativa), ma anche di Gilardino, Diamanti, Gignac, Pazzini e Borini mentre é notizia di oggi di un interessamento per Berardi.
Inutile dire che andrebbero bene tutti, che il salto di qualitá sarebbe comunque evidente.
Certo, Gilardino e Diamanti sono 2 cavalli di ritorno (anche Borini ma non ha mai giocato in prima squadra), anche se i 2 sono andati via in modi diametralmente opposti e la tifoseria é spaccata riguardo i loro nomi.
Ci sará da divertirsi, quest'anno ce lo possiamo permettere.
Appuntamento ai primi di Luglio quando inizieranno ad arrivare le prime trattative "vere, serie e certificate".
Sperando di tornare ad avere uno squadrone, attendiamo fiduciosi!
Manuel Vasile.
BOLOGNA : INTERESSA BERARDI
La Juve lo girerebbe in prestito poi al Bologna ed inserirebbe anche il difensore bianconero Ogbonna.
Il mercato del Bologna sembra aver preso il volo!
Davide Mariani .
SAPUTO : ROSSI RESTA CON NOI .
Saputo ha parlato ai presenti dicendo : " Ho trovato a Bologna un grande calore ;quello che volevamo era la serie A e adesso che l'abbiamo raggiunta la dobbiamo consolidare .
Poi tranquillamente , vogliamo riportare il club in Europa , come sognano i tifosi , ma lo dobbiamo fare piano piano . E' stato bellissimo vedere un Dall'Ara così pieno , ma sappiamo che si trattava di una situazione speciale .
Cercheremo di rinforzare la squadra , e Rossi è il nostro allenatore . Noi siamo convinti che rimarrà con noi .
Per lo stadio lavoriamo su due opzioni ; il comune è molto aperto . Intanto partirà subito la ristrutturazione del Dall' Ara , e in futuro si saprà quale strada intenderà seguire Saputo .
Marco Bonciani .
BOLOGNA : DEFREL NEL MIRINO .
Il Bologna infatti ha fatto un'offerta di 3 milioni più Mancosu. L'Atalanta non ha ancora fatto un'offerta formale ma arriverebbe a 5 milioni più uno tra De Luca e Kone. Tuttavia per i rossoblu non sarebbe un problema offrire la stessa quantità di denaro dell'Atalanta. Inoltre c'è da considerare la contropartita Mancosu che dal ds Foschi sarebbe molto più gradita in quanto troverebbero un bomber ottimo per la B.
Occhio all'interesse delle big, anche se lo stesso Defrel ha ammesso che vorrebbe giocare e non far panchina! Il mercato si fa sempre più caldo senza essere ancora iniziato !!
Davide Mariani














