Una volta Bologna era Basket City ora è una città che ha sempre due squadre ma i tempi d'oro sembrano alle spalle e francamente credo che dovremo aspettare del tempo prima di vedere la Virtus e la Fortitudo recitare un ruolo da protagonista nel panorama nazionale.
Dopo i fasti degli anni 70, 80, 90 e fino al 2002 la Virtus si è molto ridimensionata. Nel nuovo palazzo pendono secondo l'uso americano i numerosi trofei e i numeri delle maglie ritirate ma lo spettacolo visto finora non è dei migliori. Dopo l'ultimo campionato la Virtus ha deciso di ripartire dai giovani e Fontecchio nell'ultima partita con Pistoia e per di più fuoricasa ha regalato un grosso brivido ai tifosi della V NERA con il suo tiro da tre che ha regalato anche la vittoria esterna che mancava da troppo tempo, tanto che la Virtus sembrava afflitta dal mal di trasferta.
Ora l'attende la prova molto difficile sul terreno casalingo dell'Umana Venezia, rivelazione di quest'anno guidata dal grande Charlie Recalcati.
Valli ha fatto gruppo e i giocatori lo stanno seguendo. I conti si fanno solo alla fine, ma crediamo che quest'anno sarà solo un anno di crescita per i giovani e che ritorni quello spirito di appartenenza alla squadra che il campionato appena trascorso aveva completamente smarrito. Il fatto che si valorizzino i giovani talenti italiani comunque è ammirevole e siamo sicuri che daranno i loro frutti. Bisogna avere solo tanta pazienza.
Sponda Fortitudo.
Passati da tempo i fasti dell'era Seragnoli e dei due Scudetti in mezzo a tante finali perse, il popolo biancoblu si dimostra sempre grande protagonista con 4500 tifosi e passa all'ultima partita avvenuta contro la capolista Udine. Purtroppo nonostante l'entusiasmo e l'abituale calore la Fortitudo ha perso di tre punti. Quello che colpisce è che a volte ci siano dei buchi neri nella squadra che sembra subire troppo l'avversario e la non capacità di dare il colpo del KO. Abitudine mai persa, peraltro, nel corso della storia della squadra.
L'impressione è che si debba ancora trovare una certa chimica di squadra e che certi giocatori non sappiano reggere la pressione che si ha giocando in una squadra importante ma che per motivi non sportivi si è trovata a ripartire da quasi 0.
C'è voglia di derby c'è voglia di ritornare ai livelli alla quale Bologna era abituata.
Ci vorrà tempo e tanta pazienza e che l'assenza di capitali importanti faccia riflettere le due società sull'importanza di investire a lungo termine sui giovani talenti che abbiamo in Italia.


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