“E quando desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio”. Paulo Coelho, l’opera in questione è “L’Alchimista”.
Immaginiamo per un attimo che l’idea astratta di perfezione sia rappresentata da un puzzle, i cui pezzi sono indipendenti l’uno dall’altro. Se ne manca uno l’opera è incompleta.
Il Bologna in questo momento è esattamente un puzzle incompleto, a cui manca un solo tassello, la serie A.
Già perché l’opera è stata in questi mesi via via completata: presidente competente, finanziatori e collaboratori solidi e responsabile dell’area tecnica con la giusta esperienza (senza nulla togliere, non mi stancherò mai di ricordarlo, al buon Fusco, che ha dimostrato di saperci fare, avendo a disposizione il nulla dal punto di vista economico). Tutto ciò garantisce, o quasi, l’arrivo di giocatori in grado di farci sognare.
Quasi, appunto. Eccoci dunque al nodo da sciogliere. Il calcio di un tempo, ricco di passione e di bandiere, temo sia finito. La quantità di denaro che muove questo sport è diventata incommensurabile ed è ovvio che anche i giocatori si siano regolati di conseguenza.
Giocare in serie B viene vista come un’umiliazione, e lamentarsi di un ingaggio ritenuto troppo basso sembra essere diventata l’ultima moda. Risulta pertanto fondamentale lanciare un messaggio: il BFC sta tornando e ritroverà la massima serie.
I casi dei vari Giovinco, Ilicic o Saponara sono emblematici del fatto che davvero l’unico tassello che manca perché Bologna diventi una realtà invidiabile dal calcio italiano sia la serie A. Ecco perché trovarla resta la priorità e chissà che, come auspica Coelho nel suo capolavoro, l’intero universo non ci spinga verso il nostro più grande desiderio.
Immaginiamo per un attimo che l’idea astratta di perfezione sia rappresentata da un puzzle, i cui pezzi sono indipendenti l’uno dall’altro. Se ne manca uno l’opera è incompleta.
Il Bologna in questo momento è esattamente un puzzle incompleto, a cui manca un solo tassello, la serie A.
Già perché l’opera è stata in questi mesi via via completata: presidente competente, finanziatori e collaboratori solidi e responsabile dell’area tecnica con la giusta esperienza (senza nulla togliere, non mi stancherò mai di ricordarlo, al buon Fusco, che ha dimostrato di saperci fare, avendo a disposizione il nulla dal punto di vista economico). Tutto ciò garantisce, o quasi, l’arrivo di giocatori in grado di farci sognare.
Quasi, appunto. Eccoci dunque al nodo da sciogliere. Il calcio di un tempo, ricco di passione e di bandiere, temo sia finito. La quantità di denaro che muove questo sport è diventata incommensurabile ed è ovvio che anche i giocatori si siano regolati di conseguenza.
Giocare in serie B viene vista come un’umiliazione, e lamentarsi di un ingaggio ritenuto troppo basso sembra essere diventata l’ultima moda. Risulta pertanto fondamentale lanciare un messaggio: il BFC sta tornando e ritroverà la massima serie.
I casi dei vari Giovinco, Ilicic o Saponara sono emblematici del fatto che davvero l’unico tassello che manca perché Bologna diventi una realtà invidiabile dal calcio italiano sia la serie A. Ecco perché trovarla resta la priorità e chissà che, come auspica Coelho nel suo capolavoro, l’intero universo non ci spinga verso il nostro più grande desiderio.
Riccardo Rollo, in collaborazione con TBW

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