Lasciatemi raccontare una storia, che spero possa interessare chi già non la conosce.
Ci troviamo in Germania, ad Amburgo, zona portuale vicino a Reeperbhan, quartiere a luci rosse che ospita vecchi lupi di mare, prostitute, e delinquenti, e che secondo le testimonianze di molti non è il luogo più adatto da visitare se vi trovate nei pressi della città dei ponti, sembrerebbe lo scenario adatto per raccontare la storia di un poeta malinconico in perfetto stile '800, ed invece i protagonisti, di questa storia sono altri. Questo luogo che sembra essere sospeso nel tempo in cui il porto di Amburgo era fra i più importanti d'Europa ospita, oltre ai già citati personaggi, una squadra di calcio ed una tifoseria molto importanti, non grazie ai meriti sportivi, assolutamente no, questa è una favola, non può partire con delle premesse di gloria e fama.
La squadra in questione è l' FC Sankt Pauli ed i suoi tifosi sono fra i più attivi nel panorama calcistico mondiale, ma come ogni famiglia ha una pecora nera, lo stesso vale per la famiglia del calcio, e questi tifosi sono proprio la pecora nera, ma non in senso tradizionale, come farebbe pensare il quartiere di residenza, assolutamente no, questa è pur sempre una bella storia.
"Non established since 1910" recita il motto dei tifosi, che tradotto molto liberamente potrebbe essere "Ce ne freghiamo delle vostre oppressioni, noi siamo i pirati che lottano contro tutto e tutti"; i pirati, appunto, poiché il Jolly Roger -il classico teschio con le ossa incrociate- che viene sventolato ad ogni partita al Millerntor Stadium è diventato, oltre che il simbolo dei tifosi, anche più famoso dello stemma ufficiale della squadra bianco-marrone.
Non perderò altro tempo a parlare della squadra, c'è poco da dire su di essa; ciò che veramente conta è il rapporto dei tifosi con la squadra è con il resto del mondo, definiti come la squadra più a sinistra del mondo, hanno pochi nemici e moltissimi amici e due obiettivi principali: combattere ogni forma di xenofobia e violenza nel calcio e sconfiggere gli acerrimi rivali dell'Amburgo.
Non per niente il St. Pauli è stata la prima squadra tedesca ad avere un presidente dichiaramente omosessuale, e a proibire l'ingresso allo stadio a chiunque non rispetti la dignità altrui.
Perché sto raccontando tutto ciò? La domanda pare più che giustificata, ma la risposta è presto pronta: per poter finalmente arrivare a parlare, dopo aver fatto le dovute premesse, del rapporto della tifoseria con squadra e società.
Partendo dal rapporto con la squadra c'è, a conti fatti, poco da dire; la squadra perde spesso, vince poco, conta pochissime presenze in Bundesliga ed ha una bacheca vuota, immagino che qualcuno abbia già pensato alla parola chiave "Contestazione", ed invece no, al contrario di quello che sostiene qualcuno "vincere non è importante, tantomeno l'unica cosa che conta", la cosa più importante per la curva che ospita addirittura uno sky box (ma tanto le curve sono solo luoghi di violenza) è divertirsi e vivere insieme una bella giornata, se poi si vince tanto meglio.
L'altro rapporto è appunto quello che lega i pirati alla società St. Pauli, e in questo caso più che in ogni altro è giusto dire che i tifosi sono la società poiché sono loro ad avere l'ultima parola, il tutto sempre con la grandissima civiltà e serietà che li contraddistingue. Ogni decisione non è presa a tavolino dalla dirigenza, ma si cerca sempre il confronto con i supporters, e se non si raggiunge l'accordo non si fa nulla, basti pensare al contratto di sponsorizzazione dello stadio milionario, tutto questio con le casse del club in rosso che sarebbero potute essere rimpinguate con quei soldi, rifiutato dai tifosi, e di conseguenza dalla società, poiché ritenuta manovra troppo commerciale.
Ora il mio racconto può finire qui, si potrebbe parlare ancora di tutto il merchandise organizzato dai tifosi, i moltissimi soci in continuo aumento, lo stadio sempre pieno, le partite di beneficenza organizzate in molte occasioni e di molto altro, ma ai fini del mio discorso si può chiudere, chiunque fosse interessato può trovare sicuramente fonti più esperte e più dettagliate.
Prima di chiudere definitivamente però, il mio augurio per il Bologna: la nuova società d'oltre oceano e la realtà italiana nella sua interezza non danno la possibilità di seguire in toto l'esempio della piccola società tedesca ma, nei vari ambiti in cui può essere possibile, perché non provare a prendere spunto da un calcio più pulito e più genuino?
Gianluca Sarti

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